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lunedì 22 giugno 2009

UN TOUR NELLE VILLE VESUVIANE

Il Grand Tour in Italia serve per vedere i grandi scavi archeologici vesuviani. Quegli scavi suscitarono un’enorme emozione tra gli intellettuali in tutta Europa. Furono uno spartiacque tra due epoche , e riportando alla luce Ercolano e Pompei sepolte dall’eruzione del Vesuvio, crearono interesse scientifico e artistico dei neoclassici dell’antichità.

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Poco dopo prese il sopravvento l’attrazione per i paesaggi dell’anima e il mistero , che tanti scrittori e pittori romantici vennero a cercare tra gli scavi. Le due città rimasero intatte grazie alla coltre di lava e cenere che le aveva avvolte per secoli.

“Il passato si fece visibile all’avvenire” scrisse Alexandre Dumas sulle scoperte archeologiche. Erano state restituite all’umanità, immutate, strade e terme, templi e statue, abitazioni e negozi con tutti gli arredi : uno specchio fedele della vita materiale dell’Impero Romano.

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Le ricerche di Ercolano iniziarono nel 1738 , mentre a Pompei cominciarono 10 anni dopo. Gli scavi d’Ercolano furono avviati dal Duca d’Elboeuf , sotto il comando dei Borboni. Tutto era iniziato da scoperte effettuate fatte dentro ad un pozzo.

Il fascino del Grand Tour nell’area della costa del Vesuvio , e in dettaglio nella zona che si estende da S.Giorgio a Cremano a Castellamare di Stabia comprende Torre Annunziata, Pompei, Torre del Greco, Portici , viene proposta . Il progetto Discovering Vesuvius (www.discoveringvesuvius.com) la ripropone: un idea regionale di far conoscere i centri storici dell’area , i paesaggi, le chiese, i musei, l’archeologia, le splendide ville vesuviane, i prodotti enogastronomici , e prevede pacchetti turistici composti da tutti i servizi della filiera ( escursioni nelle ville e agli scavi, musei, alberghi , ecc).

Tema centrale del Grand Tour proposto nel sito , oltre agli scavi archeologici ( non solo quelli di Ercolano e Pompei, ma anche si Oplontis e della villa di Poppea a Torre Annunziata), sono le ville Vesuviane. Complessi architettonici con una storia che vale pena di raccontare , perché mescola la cronaca , arte e leggenda. Nel 1737 la regina Maria Amalia , moglie di Carlo di Borbone, dopo una festa a bordo di una nave, fu costretta da una tempesta ad approdare sul litorale di Ercolano , allora disabitato e coltivato ad aranceti e limoneti.

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Il re l’accontentò facendo costruire , tra il 1738 e il 1743 , un grandioso palazzo di vacanze, la Reggia di Portici , affacciata da una parte verso il mare , e dall’altra parte, sul Miglio d’Oro chiamato così perché nel tratto fra Napoli e Torre del Greco era segnato dalle splendide architetture nate dopo il Palazzo Reale , distribuite tra S.Giovanni a Teduccio, Barra, S.Giorgio a Cremano, Portici ed Ercolano. Residenze costruite come luoghi di soggiorno e delizia per l’aristocrazia borbonica che, oltre ad essere architettonicamente pregevoli, sono tuttora un grande esempio di integrazione tra edificio e paesaggio , con giardini e prospettive verso il mare.

Tutte le ville sono ancora belle da vedere , esaminiamo quelle restaurate e aperte al pubblico. La prima Villa Vesuviana del nostro itinerario non può che essere la più maestosa , il Palazzo Reale di Portici , oggi sede dell’Università agraria e di un Museo , appena aperto, che propone spazi virtuali , testimonianze dell’epoca borbonica e reperti degli scavi di Ercolano e Pompei. La residenza è un capolavoro di equilibrio tra la veduta verso il mare e quella per il Vesuvio. All’interna del complesso un Orto Botanico e la Cappella Reale. Nel palazzo vissero Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte. A San Giorgio a Cremano, le residenza a vedere sono Villa Vannucchi e Villa Bruno, oggi Palazzo della Cultura Vesuviana , sede del Premio Massimo Troisi .

Il palazzo è neoclassico e conserva al suo interno numerosi affreschi : ben conservato il parco. A Ercolano le Ville Vesuviane restaurate e visitabili sono quattro: Villa Aprile , Villa Campolieto, Villa Ruggiero e Vila Favorita. Villa Campolieto è la più estesa dopo Villa Reale di Portici . D’estate ospita concerti di musica classica all’aperto. In uno degli splendidi saloni della Villa è affrescato con scene di vacanze e intrecci amorosi ; in un angolo è ritratto di Luigi Vanvitelli, mentre gioca a carte e fuma la pipa. Splendida è la Villa Favorita con il suo parco sul mare aperto al pubblico e il casino dei Mosaici. Il giardino del ‘700 era un parco giochi con grandi strutture in legno per far divertire il popolo.

La Villa delle Ginestre a Torre del Greco, visitabile su prenotazione, ospitò e ispirò Giacomo Leopardi nei suoi ultimi anni di vita.

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