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lunedì 13 luglio 2009

TRENO TRA BERLINO E ASTANA, KAZAKISTAN , VIAGGIO NELLA STEPPA PER 98 ORE

Gli uomini in uniforma arrivano sempre di notte. Siamo nella frontiera tra la Polonia e Bielorussia. Ci controllano i biglietti , aprono la porta dello scompartimento e urlano “Wstawaj”.

steppa

Penso che vuole che mi alzo, lo faccio in mutande e con le palpebre piene di sonno. Dopo una rapida ispezione ai bagagli, i doganieri scompaiono con il passaporto . Me lo restituiscono dopo aver timbrato tanti colori. Bisognerà aspettare che il treno riparta.

Prima dell’arrivo sarò svegliato anche tante volte da uomini in uniforme. C’è strada per il Kazakistan.

Sono a bordo del D1249. Questa sigla nasconde un convoglio particolare : di tutti i treni che partono dalla Germania , è quello che percorre più chilometri. Ogni sabato questo treno lascia Berlino per raggiungere Astana , la capitale del Kazakistan.

Durata del viaggio : 98 ore e 56 minuti. Un tragitto di 4000 Km , che attraversa quattro fusi orari prima di vedere la steppa. Alle tre del pomeriggio , Astana sembra ancora in capo del mondo.

A Berlino , sul binario ci sono alcune donne anziane con il mantello che aspettano il treno. Gli uomini fumano circondati da valigie e dai sacchetti del supermercato ( Lidl) . Siamo in Germania, ma sul treno si parla già russo.

Raya è una donna grassoccia con occhi penetranti , la chiamano la mamma del vagone ed è l’addetta al vagone passeggeri diretti ad Astana. Sveglia i passeggeri quando arrivano i doganieri e offre tè a chi ha sete. Lo scompartimento che diventa casa per 5 giorni è di 5 metri quadri. Ci sono tre letti ,ma per fortuna sarò solo per tutto il viaggio.

L’arredamento sa di vecchio, con tende ai finestrini. Sotto l’armadio della toilette c’è un piccolo lavandino , coperto da un ripiano pieghevole. Sui treni russi è ancora permesso fumare. Si cerca di fare amicizia sul treno , il rumore di sottofondo del treno aiuta a conversare.

Astana , la tappa finale del viaggio, è da una decina d’anni la capitale del Kazakistan. Gli introiti petroliferi hanno portato ad un boom edilizio , e spuntano come funghi nuovi grattacieli.

Di notte il treno diventa una stufa, i termosifoni sono al massimo e non si possono né regolare e né spegnere. Non ci sono docce a bordo nel treno D1249. La prima tappa importante è a Saratov , sule rive del Volga, dove ci si ferma per otto ore. Un’occasione da sgranchirsi dopo 46 ore di viaggio.

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Il vagone con le cuccette è pieno. Solo pochi centimetri dividono una cuccetta dall’altra. Quasi tutti indossano solo biancheria intima e cercano di prendere sonno nonostante il caldo. Quando si arriva in Kazakistan arriva anche la corruzione. Si paga 5oo rubli per riavere il passaporto confiscato.

Il paesaggio in Kazakistan diventa monotono. Siamo nella steppa e si vede solo erba. Ore e ore senza vedere abitazione. Il treno entra con otto minuti di ritardo ad Astana. Il tassista appena sceso ha preso la mia valigia, saluto Raya e corro dietro ai miei bagagli.

1 commenti:

carloramerino ha detto...

Ciao Madyur,

avrei bisogno di contattarti per chiederti alcune cose circa il viaggio.

Ti invio la mia mail ti sarei gratose mi contttassi
Grazie

Carlo

carloramerino@yahoo.it

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