Villette unifamiliari, grandi incroci autostradali, shopping center , luci , insegne e verde ben curato ovunque. E poi tutti grandi grattacieli. Quando scendi con l’aereo sembri di essere a Miami o Sidney del freddo. Invece no, dietro quei grattacieli c’è un centro storico stupendo ricostruito dopo che HItler l’aveva fatto radere al suolo. Una giovanile metropoli europea.
La città è modernissima , ma centro storico antichissimo , risorto come una fenice dagli orrori della guerra mossa da Hitler e Stalin. Cominciamo a scoprire la città.
Passeggiamo su Piazza Pilsudski e cominciamo ad assaporare la mescolanza, insieme inquietante e affascinante , tra un presente vivace e un passato tragico. Il grande parco che vediamo si chiama “Giardino sassone” , sono presente poche colonne ed è quel che resta d’uno splendido palazzo raso al suolo durante la Guerra mondiale. Ogni domenica alle 11 i soldati in alta uniforme , suonando l’inno nazionale e la marcia dei caduti al fronte , inscenano un cambio della guardia.
Passeggiamo accanto alla statua di Pilsudski , il padre della patria che nel 1920 aveva fermato i russi alle porte di Varsavia. Eccoci a Krakowskie Przedmiescie , ammiriamo i palazzi rinascimentali o neoclassici ricostruiti. A destra ,con le spalle alla piazza , l’Università. Vale la pena visitarla e tornare alla mente alla rivolta del ‘68.
Si continua a passeggiare verso il centro storico. Tra boutique alla moda e gradevoli bar ci si apre agli occhi la piazza del castello reale , che ospita un bel museo sulla storia della città. Palazzo ricostruito dopo il ‘45 , come tutto il centro storico . Avventuriamoci tra le viuzze che puntano sul Rynek Starego Miasta, la piazza del mercato della città vecchia. Tutto tornato come secoli fa. Splendida la Cattedrale di San Giovanni , con le tombe degli eroi nazionali e su un muro laterale i cingoli di un Goliath , un carroarmato.
Il Rynek vale una lunga passeggiata. Per le facciate dei palazzi ricostruiti a meraviglia , per le terrazze di birrerie e ristoranti. Ripercorriamo la Krakosskie Przdemiescie , diamo uno sguardo al palazzo presidenziale , chiudiamo gli occhi e corriamo indietro nel tempo , rieccoci ad un appuntamento con la storia : qui nella Primavera ‘89 la giunta di Jaruzelski e i leader di Solidarnosc negoziarono la transizione non violenta alla libertà , la svolta che fece cadere il Muro di Berlino.
Si scende verso il fiume. Visitiamo il Museo di Chopin , tutto interattivo , per riscoprire la vita del maestro , da un esilio all’altro , da un amore all’altro , da una composizione all’altra.
Gli altri Musei sono un po’ lontani ci si deve muovere con taxi o mezzi pubblici. Vediamo il Museo dell’Insurrezione, ripercorre in maniera interattiva la storia dell’aggressione nazista e sovietica , della resistenza polacca , della rivolta della città. Pezzo forte , un Liberator della squadriglie polacche della Royal Air Force che paracadutavano armi agli insorti.
Arriviamo fino ai parchi reali di Wilanow e Lazienski. Un assaggio della Varsavia anni Venti e Trenta. Shopping al centro storico , o nel cortile dell’European Building , o a Plac Trzech Krzyzy , piazza delle Tre croci , per i gioielli da designer. A sera ci sono discoteche ovunque. O ristoranti polacchi, internazionali , giapponesi con ottimo sushi e bar alla moda. C’è da vedere Miedzy Namy, il locale alternativo chic sulla sua ulica Bracka.
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