<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486</id><updated>2012-01-02T09:34:00.339+01:00</updated><category term='MADYUR'/><category term='EUROPA'/><category term='MAPPE'/><category term='OCEANIA'/><category term='VACANZA MADYUR; AFRICA'/><category term='AMERICA LATINA'/><category term='ISRAELE'/><category term='ITALIA'/><category term='MAR ROSSO'/><category term='AUSTRIA'/><category term='CINA'/><category term='ISOLE'/><category term='AFRICA'/><category term='CARAIBI'/><category term='STORIE'/><category term='ITALIA - SVIZZERA'/><category term='ASIA'/><category term='ORIENTE'/><category term='USA'/><category term='CARTOLINE DAL MONDO'/><category term='CANADA'/><title type='text'>VIAGGI DI MADYUR</title><subtitle type='html'>VIAGGIA NEI PAESAGGI DEL MONDO</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>120</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-7263619466968003870</id><published>2011-11-11T07:53:00.001+01:00</published><updated>2011-11-11T08:00:02.755+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CANADA'/><title type='text'>TORONTO , LA CITTà DEL NORDAMERICA CON ALTI GRATTACIELI CHE SI SPECCHIANO NEL LAGO</title><content type='html'>Cuore economico del Canada , e quinta città più popolosa del Nord America. Toronto è capitale mondiale del musical. Ospita L’International Film Festival al TIFF Bell Lightbox di Reitman Square . Vanta edifici disegnati da archistar come Daniel Libeskind , che ha ideato i cubi del Royal Ontario Museum ; Will Alsop , autore del Sharpe Centre for Design ; Frank Gehry , che ha progettato l’Art Gallery of Ontario.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/-syppEvTyXiE/TrzGZQ1MdNI/AAAAAAAAne0/049Pu5_Dyro/s1600-h/toronto%252520green%25255B2%25255D.jpg"&gt;&lt;img alt="toronto green" border="0" height="179" src="http://lh3.ggpht.com/-g7cqS4XrHNc/TrzGbewZ0EI/AAAAAAAAne8/t1_PIYEON5w/toronto%252520green_thumb.jpg?imgmax=800" style="border: 0px none; display: inline;" title="toronto green" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Rispetto ad altre città canadesi Toronto sembra non avere un marchio riconoscibile. I dépliant turistici riportano in copertina la CN Tower sul Lago Ontario : ma pur essendo una delle più alte torri del mondo con i suoi 533 metri , affilata, con una sfera di vetro alla sommità , è troppo simile a molte altre per essere considerata unica.&lt;br /&gt;Varie pubblicazioni scelgono come simbolo della città le rotondi torri della City Hall Anni Sessanta. Altre ancora il castello-museo di Casa Loma fatto costruire dal finanziere Henry Pellatt. Per lo&amp;nbsp; scrittore canadese Wilson “Un simbolo Toronto ce l’ha. E’ la sua geografia urbana , il suo paesaggio nascosto tra i canyon dei grattacieli”.&lt;br /&gt;Non meno controversa la questione relativa all’origine del nome, Toronto. i francesi furono i primi a costruire su questa parte del Lago Ontario , nel 1720, una stazione per il commercio delle pellicce. Poi arrivarono gli inglesi che fondarono , in quello che è il centro di Toronto, York. Fu il sindaco McKenzie, nel 1834,&amp;nbsp; a dare il nome alla città : preso dalla parola Tkaronto della lingua Mohawak, significava luogo d’incontro. Lo storico Rayburn sostiene invece che Tkaronto significasse “dove gli alberi stanno nell’acqua”.&lt;br /&gt;Ma in realtà , all’epoca, gli alberi non crescevano sul lago. Quindi gli indiani vedevano già i grattacieli che sarebbero sorti alti e verticali, sulle rive del lago?&lt;br /&gt;La città deve al lago la sua prima forza economica. Un riconoscimento tardivo, solo oggi l’Harbour Fornt, il Parco di Sugar Beach e l’HTO Park stanno ribaltando il rapporto della città con l’acqua. Per lungo tempo Toronto aveva voltato le spalle al suo lago. Prima con la Union Station , ingresso simbolico della città per 65 milioni di viaggiatori all’anno, inaugurata nel 1927: con la sua grandeur neoclassica ne impedisce addirittura la vista. La stessa chiusura è stata effettuata dalla Gardiner Expressway , che al lago corre parallela. &lt;br /&gt;E persino Yonge Street, arteria principale della città , pur partendo dall’Ontario sembra voltargli le spalle. Costruita nel 1790, è da Guiness dei primati : 1896 Km fino al lago Simcoe è la strada più lunga al mondo. Fu intitolata a sir George Yonge , politico inglese. Yonge Street taglia tutte le strada principali della città : Fron Street con l’Hockey Hall of Fame; Queen Street con l’Old e il New City Hall e la Nathan Philips Square dove si svolgono le feste delle trenta comunità etniche.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/-1et5wJ6-uEI/TrzGdAGCF8I/AAAAAAAAnfE/dvjYOlR_nwU/s1600-h/1_big%25255B2%25255D.jpg"&gt;&lt;img alt="WE095606" border="0" height="164" src="http://lh6.ggpht.com/-GX9Lmagr92g/TrzGeu-fUfI/AAAAAAAAnfM/WevFwCOqYXU/1_big_thumb.jpg?imgmax=800" style="border: 0px none; display: inline;" title="WE095606" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;La città è anche attraversata da uno dei progressi pedonali sotterranei più lunghi al mondo , il Path System , che corre sotto il centro per 30 Km : protegge dal freddo e ospita cinema, ristoranti, grandi magazzini e fermate metro. Prendere l’uscita su Wellington Street e verrete condotti davanti al Bce Place progettato da Calatrava: uno dei tanti capolavori architettonici di cui la metropoli potrebbe andare fiera. &lt;br /&gt;La Toronto dei grattacieli è nata nel Dopoguerra, quando furono rasi al suolo vecchi quartieri. Fu risparmiata solo Cabbage town , con la più alta concentrazione d’America di case vittoriane. Sempre dell’Ottocento è il monumentale Saint Lawrence Market , su Fron Street , che sembra una chiesa. Di sapore newyorkese , simila al Flat Iron di Broadway , è il Gooderham Building , tra Front e Wellington Street, strade che riportano ad un’area poco riqualificata , fiore all’occhiello della Toronto culturale , il Distillery Historic District su Mill Street , cinque ettari di archeologia industriale con gallerie d’arte , teatri, negozi , ristoranti. Fu dalla fondazione nel 1832 e fino al secondo dopoguerra , la più grande distilleria di whisky al mondo. Si racconta che Al Capone fu vista passare da qui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-7263619466968003870?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/7263619466968003870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/11/toronto-la-citta-del-nordamerica-con.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/7263619466968003870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/7263619466968003870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/11/toronto-la-citta-del-nordamerica-con.html' title='TORONTO , LA CITTà DEL NORDAMERICA CON ALTI GRATTACIELI CHE SI SPECCHIANO NEL LAGO'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/-g7cqS4XrHNc/TrzGbewZ0EI/AAAAAAAAne8/t1_PIYEON5w/s72-c/toronto%252520green_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-6652979686724523732</id><published>2011-10-30T08:30:00.000+01:00</published><updated>2011-10-30T08:30:02.129+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>INDIA COAST TO COAST</title><content type='html'>Un India misteriosa&amp;nbsp; e diversamente&amp;nbsp; bella da come la conosciamo. &lt;br /&gt;Il triangolo meridionale del subcontinente affonda la punta in pieno Oceano Indiano. A oriente il Golfo del Bengala e il selvaggio e misterioso Tamil Nadu ; a occidente il mare Arabico e l’esotico , lussureggiante Kerala. Lingue diverse , tradizioni differenti ; opposte colonizzazioni nell’India del Sud : a Chennai , l’antica Madras , le grandiose vestigia dell’impero britannico corrose dai secoli e dal clima , a Cochin la più modesta e pia architettura dei portoghesi di Vasco de Gama , che vi si installò da viceré e della piccola comunità ebraica che occupa una suggestiva zona della città.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-WtYPnd-O2ZM/TqxR4fGPe7I/AAAAAAAAnFA/misDFFA1dXo/s1600-h/icopozhiyoor2.jpg"&gt;&lt;img alt="ico-pozhiyoor" border="0" height="164" src="http://lh3.ggpht.com/-UV_mNkNCb4M/TqxR-Yw5XuI/AAAAAAAAnFI/Er7WuHf6HHo/icopozhiyoor_thumb.jpg?imgmax=800" style="border-width: 0px; display: inline;" title="ico-pozhiyoor" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Transitare da una parte all’altra del triangolo vuol dire guidare per un Km attraverso strade a scorrimento lento , dissestate da piogge monsoniche , rese impervie da cascate che precipitano all’improvviso dai campi di tè dopo una notte di pioggia abbondante.&lt;br /&gt;L’India va vissuta così , giorno per giorno, arrendendosi al suo modo di vita Superate le difficoltà , che sono relative se ci si rassegna a una velocità di crociera di massimo cinquanta Km all’ora , l’attraversamento dal Tamil Nadu al Kerala&amp;nbsp; è un viaggio dentro un sogno mutevole , scandito da feste e processioni di paese , musulmane, cristiane , hindu; un giorno travolti dalla frenesia , dai colori e dalle stoffe di Chennai. Sulla spiaggia i venditori di pesce ancora lo tsunami del 2004 che inghiotti&amp;nbsp; le loro case ma salvò la basilica che custodisce la spoglie di San Tommaso Apostolo, che qui fu martirizzato nel 72 d.C. Il giorno dopo sbigottiti dalla bellezza dei tempi di Kanchipuram , una delle sette città sante dell’India e Mammalapuram , la cui zona archeologica edificata tra il settimo e nono secolo è uno dei siti protetti dall’Unesco.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/-K-J3wtmLreA/TqxSK4t8QLI/AAAAAAAAnFQ/x-3FmZCkilE/s1600-h/foellmiolivierpaddyfieldsoftamilnadu.jpg"&gt;&lt;img alt="foellmi-olivier-paddy-fields-of-tamil-nadu" border="0" height="196" src="http://lh4.ggpht.com/-HYD_gUlRLjo/TqxSRAFjgbI/AAAAAAAAnFY/EQ8KGMTjrQY/foellmiolivierpaddyfieldsoftamilnadu%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800" style="border-width: 0px; display: inline;" title="foellmi-olivier-paddy-fields-of-tamil-nadu" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Non ci sono parole per descrivere le dimensioni e i colori dei templi di Tiruchirapalli e Madurai , enormi giocattoli devozionali che svettano verso il cielo noncuranti della miseria che giace ai loro piedi , raffinati, eleganti , carichi di un misticismo che non intimorisce ma attrae il pellegrino, lo solletica , lo diverte, fin dall’ingresso nell’area sacra dove l’elefantessa benedice i fedeli sfiorando il capo con la proboscide.&lt;br /&gt;Poi Pondicherry ti scaraventa un’altra India : una piccola New Orleans contro la quale l’Oceano ruggisce notte e giorno ; ex colonia francese ha uno stile unico , un lungomare affascinante e raffinatezza che nel resto del Tamil Nadu sono utopia. Nelle zone montagnose dove a duemila metri si scorgono i palmeti&amp;nbsp; del Kerala.&amp;nbsp; I campi da tè sovrastano il paesaggio,&amp;nbsp; con le donne che marciano già dal mattino verso le colline verdi e alle tre in punto ritornano a casa. &lt;br /&gt;Nei parchi nazionali di Munnar e Periyar si aggirano tigri ed elefanti , ma è raro avvistarne se non nella stagione secca quando le risorse d’acqua nella foresta scarseggiano Alberi di tamarindo , secolari, ce ne sono per chilometri lungo la strada che porta al mausoleo di Rajiv Gandhi , nel luogo dove fu assassinato nel 1991- Sriperumbudur , 40 Km da Chennai.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/-gBVWJb2iMLs/TqxUTPvHnFI/AAAAAAAAnF0/bI9EOLhUTtM/s1600-h/kerala2.jpg"&gt;&lt;img alt="kerala" border="0" height="165" src="http://lh6.ggpht.com/-2afLrYqJBiI/TqxUYov7aDI/AAAAAAAAnF8/gG-U1di0BVE/kerala_thumb.jpg?imgmax=800" style="border-width: 0px; display: inline;" title="kerala" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Che incanto gli orti intorno a Periyar , dove crescono cardamomo e cannella, pepe e piante di basilico alte tre metri e alberi da frutto dove le scimmie ingorde si contendono i bocconi migliori. La discesa verso Kerala distende lo spirito . I lussuosi bus turistici hanno il Cristo , il Che o la falce e il martello disegnati sulla carrozzeria. E’ l’India comunista. &lt;br /&gt;Le spiagge di Kovalam , i messaggi ayurvedici , le escursioni nelle blackwaters di Alleppey – tra palme al vento e risaie verde smeraldo , a divorare crostacei d’acqua dolce che i marinai cucinano in grandi pentole – infine una giornata di shopping a Cochin a caccia di sete e pashimine negli immensi shopping mall dove le indiane trattano per ore l’acquisto di un sari matrimoniale , rimettono il turista in sintonia con i ritmi occidentali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-6652979686724523732?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/6652979686724523732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/10/india-coast-to-coast.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6652979686724523732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6652979686724523732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/10/india-coast-to-coast.html' title='INDIA COAST TO COAST'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/-UV_mNkNCb4M/TqxR-Yw5XuI/AAAAAAAAnFI/Er7WuHf6HHo/s72-c/icopozhiyoor_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-8646218324486466955</id><published>2011-10-04T08:47:00.001+02:00</published><updated>2011-10-04T08:52:41.299+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='OCEANIA'/><title type='text'>AUCKLAND , LA METROPOLI VIVIBILE</title><content type='html'>Auckland, citta neozelandese, vive un mondo – più pulito, più sereno, multietnico, giovane – possibile. L’unica città della Nuova Zelanda dove si supera abbondantemente un milione di abitanti , più di un quattro della popolazione complessiva , ma dove succedono cose da paesino delle fate. Puoi uscire da casa e trovare anatre che girano con i suoi cuccioli , oppure puoi pesare pesci da 4 kili per poter subito mangiare alla brace. &lt;br /&gt;Puoi camminare nel verde e nel silenzio per Km , e all’improvviso sbuchi in pieno centro. Esci dalla pausa pranzo e trovi a farti compagnia i delfini nel porto. La città era lo scorso anno al quarto posto al mondo per qualità della vita, al 13° posto per aree verdi , al 10° posto tra le città vivibili del pianeta.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/-gqCm2kaR4Ww/ToqrurubMlI/AAAAAAAAme0/fl7pN50dQzg/s1600-h/auckland_nuova_zelanda%25255B2%25255D.jpg"&gt;&lt;img alt="auckland_nuova_zelanda" border="0" height="164" src="http://lh4.ggpht.com/-1JLM6HE4jZs/Toqr1LlFJtI/AAAAAAAAme4/LH3O-8RaAj4/auckland_nuova_zelanda_thumb.jpg?imgmax=800" style="border: 0px none; display: inline;" title="auckland_nuova_zelanda" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Non è un caso che il nome Maori, Tamaka Makaurau, pressappoco significa “La città die molti amanti” : è difficile non innamorarsi di questo posto naturale di terre vulcaniche – e quindi fertilissime – che si affacciano su splendidi porti naturali. Da un lato si ha l’Oceano Pacifico dall’altro il Mar di Tasmania, che quasi si fiorano: in mezzo ci sono moltissime barche da diporto. Ad Auckland navigare è come respirare. &lt;br /&gt;Finito di spiegare le vele , i neozelandesi amano case indipendenti con un po’ di giardino intorno: così la città s’allarga su di un’area che è grande quasi quella di Londra , ma la capitale inglese ha una popolazione sette volte più numerosa. Ora la vecchia periferia è diventato il quartiere più in della città: fare un salto al Quartiere Creativo , attraverso le strade di Parnell, o fare shopping a New Market. Salire nella zona residenziale e elegante di Ponsonby , raggiungere il MOnte Eden , Maungawhau, il più alto dei 48 coni vulcanici, e avere una vista mozzafiato. &lt;br /&gt;Scendere a Kingshold e ammirare il tempio pagano di questa città : L’Eden Park , lo stadio del rugby. Poi andare ancora giù fino al lungomare in direzione levante , Tamaki Drive, accompagnati in un infinito viale dei pohutukawa , mille alberi dai bellissimi fiori rossi : fino ad Achilles Point , in faccia a Rangitoto , il vulcano che oggi è un’isola. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-wiwgz_0E6RU/Toqr7OciB-I/AAAAAAAAme8/n4XBgBlEZJU/s1600-h/pic2%25255B2%25255D.jpg"&gt;&lt;img alt="pic2" border="0" height="164" src="http://lh6.ggpht.com/-fw2Zrf-EB_M/ToqsBHb_G2I/AAAAAAAAmfA/f9wHVTB8wX4/pic2_thumb.jpg?imgmax=800" style="border: 0px none; display: inline;" title="pic2" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Ad Auckland ci si può muovere benissimo in bici , è tutta una pista ciclabile. Oppure camminare e ammirare il verde. O in canoa da un’isola all’altra. La città, patria degli All Blacks, è disseminata da campi da rugby a disposizione del pubblico. Nel ventre della città , il porto, si può scoprire il centro commerciale con i suoi grattacieli e la Sky Tower, la costruzione più alta dell’emisfero sud. &lt;br /&gt;Ma basta attraversare la strada , raggiungere le banchine e salire su uno dei tanti traghetti che dieci minuti dopo vi lasciano a Devonport per apprezzare un altro quartiere multietnico. Sulla North Shore ci sono spiagge paradisiache , protette dalle onde più forti e misteriosamente poco affollate – nonostante il clima sempre mite – per i nostri standard europei. Per mangiare si torna al porto sul nuovissimo Viaduct , pregno di ristorantini carini. E poi si ammira il mare di notte , con la sua bellezza suggestiva. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-8646218324486466955?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/8646218324486466955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/10/auckland-la-metropoli-vivibile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8646218324486466955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8646218324486466955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/10/auckland-la-metropoli-vivibile.html' title='AUCKLAND , LA METROPOLI VIVIBILE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/-1JLM6HE4jZs/Toqr1LlFJtI/AAAAAAAAme4/LH3O-8RaAj4/s72-c/auckland_nuova_zelanda_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-9201832896959964222</id><published>2011-09-21T08:07:00.000+02:00</published><updated>2011-09-21T08:07:00.169+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>PRAGA : LA CAPITALE DEL JAZZ</title><content type='html'>&lt;p&gt;Bella , fredda. un po’ altera, e sorprendentemente colta. Ma anche una capitale all’insegna dello svago e del divertimento. Praga, “la città magica” , può dire un tour dei locali notturni , con un tratto comune che difficilmente il turista meno avveduto si aspetterebbe: La città è capitale del jazz.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il jazz : La musica più calda che esista , quella dell’improvvisazione più pura , del talento e della fantasia. Non c’è sera che un pub non offra un concerto dal vivo di uno dei tantissimi gruppi cechi. E non è difficile incontrare artisti per strada che intrattengono turisti con la musica nera. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/-hKdo1c1s7Xc/TnjBYack2iI/AAAAAAAAmK8/VPsVuTiHX78/s1600-h/MainPicture%25255B2%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="MainPicture" style="border: 0px none; display: inline;" alt="MainPicture" src="http://lh4.ggpht.com/-WTczRplimXY/TnjBZKTPcdI/AAAAAAAAmLA/QURAKBttcuI/MainPicture_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="118" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Inoltre quest’anno ricorre l’Agharta Jazz Festival , uno die principali appuntamenti europei per gli appassionati del genere. L’Agharta, tra l’altro, è il locale più famoso della città : a due passi dalla piazza dell’Orologio , nel cuore di Staré Mesto . Venne fondato nel 1991 dopo la morte di Miles Davis (prende il nome dei suoi dischi più famosi).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Scavato nella roccia, L’Agharta offre uno scenario gotico affascinante : tra vinili d’epoca , birra di centinaia di marche e tavolini a ridosso del palco, è possibile imbattersi in guest star internazionali. A due passi dall’Agharta , l’Old Lady è il punto di riferimento del blues e del soul. Uno scantinato arredato di tutto punto che prima dei concerti è un ristorante e, a notte fonda , si trasforma in sala da ballo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Michalskà, la strada dell’Old Lady, è uno snodo importante del jazz a Praga. Al numero 441 c’è il Jazz Lounge. Basta fare due passi per imbattersi nel Reduta Jazz Club , leggendario locale fondato nel 1958 che in oltre cinquant’anni di vita ha ospitato tutti i grandissimi della musica nera. Un locale completamente preso d’assalto dai turisti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;D’obbligo anche un salto all’Ungelt , un bar ospitato in un edificio del XV secolo, dove fusion e funk sono di prim’ordine , mentre gli amanti del jazz-latino potranno optare per il Blues Sklep , tra i più nuovi club nella Città Vecchia in stile irlandese, trampolino di lancio dei gruppi più giovani.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;IL jazz, del resto , qui a Praga veniva suonato già nel lontano 1930. I musicisti cechi sono stati quasi dei precursori in Europa della musica americana per eccellenza , almeno fino al 1948 quando il regime comunista impose un controllo rigido sulla pubblicazione di dischi e l’esecuzione di brani ritenuti troppo occidentali e capitalisti. Ma anche allora , all’inizio degli Anni Cinquanta , Radio Praga aveva la sua orchestra jazz permanente , guidata dal sassofonista Karel Krautgartner , scomparso nel 1982.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per gli amanti del genere , un ultimo consiglio : abbinare a una crociera sulla Moldava , il fiume della città, a un concerto da non dimenticare prenotando un tavolo sul Jazz Boat. Con una trentina di euro si potrà ammirare Praga illuminata bevendo un paio di boccali di Pilsner Urquell. Per i più affamati , c’è anche la possibilità di cenare : non è incluso nel prezzo , ma non costa nemmeno tanto. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-9201832896959964222?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/9201832896959964222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/09/praga-la-capitale-del-jazz.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/9201832896959964222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/9201832896959964222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/09/praga-la-capitale-del-jazz.html' title='PRAGA : LA CAPITALE DEL JAZZ'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/-WTczRplimXY/TnjBZKTPcdI/AAAAAAAAmLA/QURAKBttcuI/s72-c/MainPicture_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-1596750885613470876</id><published>2011-09-05T07:59:00.002+02:00</published><updated>2011-09-05T09:04:30.957+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AFRICA'/><title type='text'>ALTO ATLANTE IN MAROCCO, CUORE BERBERO DEL PAESE. CON OASI E KASBAH COME SOTTOFONDO</title><content type='html'>&lt;p&gt;Ogni giorno è un’eclissi. Ogni giorno sui monti dell’Alto Atlante sale un’ombra scura che conquista le vallate e quei villaggi nati insieme alla terra e sono dello stesso colore. Un attimo e cambiano i colori , l’aria si raffredda e la natura si spegne. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La direzione è Agouti, un piccolo villaggio al centro della valle di Ait Bougomez , la valle felice come la definiscono. Un viaggio da Marrakech al mondo berbero del Marocco , tra i monti e i minuscoli villaggi dell’Alto Atlante , e da lì nella valle del Dadès , tra le sue kasbah e poi verso il passo di Tizi-n’Tazazert , fino a scendere nella valle del Draa con le sue splendide oasi. E a chiusura l’oceano, visto dalla spiaggia di MIrleft. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Agouti è un villaggio berbero. Nelle case entra aria fresca che si mescola allo schiocco di una frusta e al rumore degli zoccoli dei cavalli , che correndo in cerchio battono il grano appena trebbiato.. E’ estate ci sono fiori dappertutto , anche i flilou, papaveri, che danno il nome alla locanda più accogliente del villaggio. La gente è felice. E’ un ricordo lontano l’inverno con il paese isolato per tre mesi. Bisognava fare provvista dato che la neve faceva sparire tutti i campi e i sentieri. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La mattina ci rimpinziamo con una focaccia calda e un tè dolcissimo. Si parte. La strada costeggia i campi di grano , piccoli rettangoli biondi che emergono a fatica tra le rocce. In lontananza una marea di donne raccoglie le spighe. Durante la mietitura le donne del villaggio si riuniscono a raccogliere il grano di una famiglia e il giono dopo si ritrovano in un altro campo , di nuovo insieme. In berbero si dice tiwisi , aiuto reciproco, solidarietà. Da soli non si sopravvive se non si sta uniti. Inoltre Niente cultura, niente lingua. Rimaste intatte le tradizioni nonostante i 1400 anni di dominazione araba.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/-ifws2t2Tbtg/TmRkkp6PKZI/AAAAAAAAlz4/y1rwfONi8bU/s1600-h/SKOURA%25255B4%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="SKOURA" style="border: 0px none; display: inline;" alt="SKOURA" src="http://lh4.ggpht.com/-MttEi--0rRU/TmRk2mXFjxI/AAAAAAAAlz8/efc3MjLCX9s/SKOURA_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="290" width="404" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In orizzonte si vede un  agadir , granaio fortificato che si alza su rilievo dei monti. Il granaio custodiva il raccolto di tutti gli abitanti , ogni famiglia aveva il suo spazio e si potevano contare fino a duecento celle , chiuse a chiave e sorvegliate da un guardiano. L'Agadir era un luogo sacro , tanto che le donne non potevano accedervi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il paesaggio che ci aspetta è vallate e miniere di salgemma, fino a quando cedono il posto alla pianura ed è come se il paesaggio si fosse sdraiato a riposare con l’arrivo della sera. Si vede da lontano l’oasi di Skoura , che deve il suo nome alla parola araba skour, pernice, a ricordo di quando il sultano Eddahbi veniva in queste terre a cacciare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;All’ingresso del palmeto c’è la Kasbah Ben Moro , grandioso edificio del XVIII secolo , ora trasformato in albergo. Mohamed Moro , berbero della Spagna del Sud, originario della Mauritania , respinto in Marocco nel 1400 e arrivato a Skoura seguendo le carovane che da Marrakech facevano tappa qui per proseguire nel Sahara o risalivano da Timbuctu verso Fez. Un tempo nella Kasbah Ben Moro – dove kasbah indica una casa fortificata che appartiene a una sola famiglia – abitavano più di 50 persone. Poi il declino , l’emigrazione e verso il 1900 trasformazione in hotel. Sulle mura si trovano i segni dell’universo berbero , dalla croce , ricordo dell’incontro con l’impero romano a Volubilis , al cerchio simbolo del sole , doppio e concentrico quando indica la luna.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci incamminiamo su una collina. Nel cielo spunta la luna , quella stessa luna che lì ad aspettarci all’alba. I raggi del sole toccano le palme più alte e accendono il profilo della Kasbah Amerdil. Ai suoi piedi, sotto un tappeto di foglie e datteri , si muovono gli abitanti dell’oasi. A destra della strada c’è il letto prosciugato del Dadès , il fiume che dà origine alla valle. In questo periodo le acque sono un semplice rigagnolo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Risalendo le montagne , la corrente torna abbondante. Le donne fanno il bucato. Ci fermiamo al mercato di Imassim , dove si vende la rosa damaschina: la leggenda racconta che un mercante berbero di ritorno dal pellegrinaggio alla Mecca ne riportò qui alcune piantine , che attecchirono splendidamente , e a maggio, in una festa meravigliosa, ne vengono raccolte quasi cinquemila tonnellate. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-Y2h7gszPLsM/TmRlG8UhPdI/AAAAAAAAl0A/KJJsyNGaZFU/s1600-h/5726912483_598fe82010%25255B4%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="5726912483_598fe82010" style="border: 0px none; display: inline;" alt="5726912483_598fe82010" src="http://lh3.ggpht.com/-VM5qgRd-Y_k/TmRlPi98KkI/AAAAAAAAl0E/uamAcNe2k6Y/5726912483_598fe82010_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="258" width="380" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il passo più impegnativo del Marocco,   , viene affrontato il giorno dopo. Magnifico , ma impraticabile per chi soffre di vertigini. Dal  piccolo villaggio di Iknioum , la montagna sale e diventa più scura. La pista serpeggia tra burroni. A fondovalle, lungo le rive del fiume che ha scavato le rocce come un coltello, riemerge la vegetazione , orti verdissimi  , mandorli e fichi. Dormiamo a Nekob. Proseguiamo da un’oasi all’altra , dove ogni villaggio eleggeva il suo amazzal “colui che corre davanti all’acqua”. Entrando nella valle del Draa si capisce perché questa figura fosse tenuta in massima considerazione. Era lui a stabilire i percorsi della canalizzazioni e la quantità di acqua destinata a ogni campo. Era lui ad alleviare la fatica del vivere in quest’angolo del mondo ad un passo dal deserto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ultima tappa a Tamnougalt , villaggio con la kasbah labirintica, set di moltissimi film. La sera, dalla terrazza, il panorama è incantevole. Ma il deserto si avvicina inesorabile, il Draa fluisce sottoterra e al suo posto emergono rivoli di sabbia. All’improvviso appaiono acacia e pietra. Libere all’orizzonte spuntano le dune di Chegaga. Sulla cresta più alta si aspetta il tramonto. Alla fine giungono le stelle ad illuminare la fine del viaggio. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-1596750885613470876?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/1596750885613470876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/09/alto-atlante-in-marocco-cuore-berbero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1596750885613470876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1596750885613470876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/09/alto-atlante-in-marocco-cuore-berbero.html' title='ALTO ATLANTE IN MAROCCO, CUORE BERBERO DEL PAESE. CON OASI E KASBAH COME SOTTOFONDO'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/-MttEi--0rRU/TmRk2mXFjxI/AAAAAAAAlz8/efc3MjLCX9s/s72-c/SKOURA_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-1507751544551405104</id><published>2011-08-22T07:25:00.002+02:00</published><updated>2011-08-22T07:31:49.694+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='USA'/><title type='text'>VIAGGIO DI MILLE MIGLIA VERSO LA CALIFORNIA</title><content type='html'>&lt;p&gt;Ad un centinaio di miglia da Los Angeles, c’è un lago . Chiuso in un paesaggio verde che sembra alpino , con l’aria frizzante anche se è estate , i profumi di resina , gli odori del bosco. Il parcheggio è pieno di SUV d’ogni tipo , i prati sono solcati da seggiovie che d’estate portano ai prati d’inverno sulle piste. Si chiama Big Bear Lake , dentro il San Bernardino National Forest , magnifico parco naturale californiano.Un lago e una cittadina con cinquemila abitanti , fuori dagli schemi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/-ZHADLyS2sRE/TlF2yjkWZ9I/AAAAAAAAliI/mNXtxjFG6WY/s1600-h/20110216_bbl%25255B6%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="20110216_bbl" style="border: 0px none; display: inline;" alt="20110216_bbl" src="http://lh5.ggpht.com/-Qr8Xx35eHLE/TlF3A_3IpDI/AAAAAAAAliM/fFcYgeAMFgo/20110216_bbl_thumb%25255B4%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="256" width="320" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Los Angeles è la città più incomprensibile del mondo. Ottantotto municipalità m che non si capisce fino in fondo cosa voglia dire e che autonomia abbiano , in una spianata infinita che pare senza confini , 12 milioni di abitanti, 224 lingue parlate , 140 comunità etniche , quartieri magnifici e rioni poveri che si alternano senza spiegazione , ricchezze esibite e povertà nascoste. Da vedere in fretta per il punto di partenza di un altro viaggio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Rodeo Drive , lo shopping delle star. Mezzo miglia di strada dove Julia Roberts , in Pretty Woman, viene scacciata dalla commesse e poi si vendica. Può capitare di vedere , con qualche gorilla, qualche star hollywoodiana che fa shopping. Se stai fermo a cinque minuti a Olympic Boulevard puoi vedere sfilare led auto più costose del mondo e i ricchi più esibizionisti del mondo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Seconda tappa è Universal Studios , per vedere la Peugeot del Tenente Colombo o la casa di Psycho.Per scoprire che la baia e il porto dove hanno girato Lo Squalo sono poco più grandi di una pozza e lui, lo squalo , è un pescione innocuo di plastica. E’ il posto dove hanno costruito le scenografie di film che tutti hanno visto. Quelle più belle le hanno lasciate e ci hanno costruito intorno una specie di parco dei divertimenti. Ci vanno le famiglie a fare le fotografie con gli eroi dei film d’animazione più famosi o per fare il giro con il trenino con King Kong in 3D che salta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Terza tappa è il Getty Center , con tante raffinate opere e la vista sulla downtown di Los Angeles, per scoprire che non è tutto luccicante nella città dorata , visto che è coperta da una coltre di smog spessa come lana di vetro. Dopo si può vedere il Museo delle Cere di Madame Thussaud con la star del momento: Obama.Infine Affittate un auto e decidete di andare nelle più belle spiagge californiane : Santa Monica, Malibu, Marina del Rey, Redondo Venice. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il giorno dopo via da Los Angeles. Prima tappa nei templi del tempo libero californiano , Huntington Beach, che qui chiamano Surf City , contea di Orange , 200 mila abitanti, quasi altrettanti turisti d’estate. Ci si arriva in meno di due ore con le belle placide strade americane dove nessuno sembra affannarsi e avere fretta e nessuno suona il clacson. Sono presenti a Surf City qualche migliaio di surfisti., scolpiti come Bronzi di Riace, seminati su una spiaggia larga due o tre campi di calcio e lunga 14 Km. Caratteristica di Huntington , un vento che soffia a 25 Km all’ora praticamente sempre. Intorno gira un grosso business miliardario. Ci sono alberghi giganteschi , anche se  molti surfisti non amano le camere d’albergo. Così  la spiaggia di sera diventa uno spettacolo con migliaia di giganteschi Winnebago , i camper americani grandi come monolocali, parcheggiati vicino all’oceano , tutti ordinati in file. Si vive sulla spiaggia e sull’oceano. Il resto un paio di negozi e bar a ridosso della spiaggia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Finiti i 14 Km di Huntington , la spiaggia si restringe e si arriva a Newport . Cittadina di 80 mila abitanti , più tranquilla, con una scogliera di case di legno che danno direttamente sulla spiaggia e un bar che con un cartello vistoso si vanta di fare e servire caffè espresso italiano . Ci vengono i californiani che non vogliono fare surf , ma solo il bagno. Chi ha i soldi riesce a comprarsi i cottage di legno a due passi dal mare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/-Sq3ysyQy62c/TlHnsKDpKMI/AAAAAAAAliQ/1eoRpRcFvME/s1600-h/huntington_beach%25255B4%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="huntington_beach" style="border: 0px none; display: inline;" alt="huntington_beach" src="http://lh4.ggpht.com/-08i5Zk8WPqs/TlHnyA-OqyI/AAAAAAAAliU/WOxKsCF25pg/huntington_beach_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="212" width="307" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;A Newport finisce la Costa e inizia la provincia. L’America più semplice , solitaria e incantata , del traffico che non c’è , dei villaggi piccoli che non ti danno la possibilità di pensare di fermarsi. Un on the road liberatorio , verso paesaggi incompleti , perché devono ancora nascere. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si punta a Nord , ma bisogna passare per Santa Ana, 350 mila abitanti. Ha un singolare record : è la prima città degli Stati Uniti per densità di popolazione , dopo metropoli come San Francisco, New York e Chicago. Poi si giunge ad Anaheim , dove si trova il più famoso parco divertimenti Disneyland California Adventure fondato nel 1955.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si segue la Interstate 15 si passa oltre Adelanto, e si sfiora Edward Air Force Base, luogo alternativo di atterraggio del pensionato Space Shuttle , non è visitabile. Si abbandona la I 15 e con la 395 si entra nel Death Valley National Park. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una strada sola, obbligata, un piccolo cottage che ti dice che stati entrando nel parco e un cartello ti invita a pagare 20 dollari dell’ingresso oltre a darti una serie di informazioni turistiche. Huntington da qui è distante 350 miglia. Vai avanti un po’ nulla e compare la città di Furnace Creek. In realtà un visitor center , due motel uno a due passi dall’altro con relativi ristoranti , qualche magazzino e le case di chi ci lavora. L’estate la temperatura può arrivare a 50 gradi, e qualche cartello sparso nel parco afferma  che in certe annate ha toccato i 60 gradi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Valle della Morte è un deserto colorato e straordinario , con una varietà di scenari , sembra perfino pieno di vita , ambienti che nessun altro deserto può vantare. La valle è chiusa ad ovest dal Telescope Peak , una montagna rispettabile , alta 3300 metri , a est del Dante’s View, una specie di altopiano a forma di promontorio, a nord dal cratere di Ubehebe e dalle enormi dune di sabbia di Eureka , e a sud si finisce nel nulla. All’interno del perimetro qualsiasi strada va bene , sono tutte comode e asfaltate. Si va verso punti obbligatori. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-WqAldEIyeO4/TlHn5wYcBHI/AAAAAAAAliY/oT6oyg-W7rk/s1600-h/death-valley-3%25255B4%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="death-valley-3" style="border: 0px none; display: inline;" alt="death-valley-3" src="http://lh6.ggpht.com/-5J9rbOnC380/TlHoAi4aTVI/AAAAAAAAlic/TTb16jhlvkI/death-valley-3_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="241" width="356" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; Il Golden Canyon con la gigantesca roccia chiamata Red Cathedral che lo domina. Zabriskie Point , che a qualcuno fa venire a mente il film anni ‘70 di Michelangelo Antonioni : un paesaggio di guglie e anfratti affascinante. Poi Artist Drive , Il Budwater, il Devil’s Golf Corse. C’è un perfino un castello , Scotty’s Castle , costruito da un magnate ai margini del deserto e diventato poi un hotel. Oggi è un monumento nazionale. A Furnace Creek si noleggia un fuoristrada e si va verso le dune di Eureka e Race Track , pista difficile dove se non hai le quattro motrici non va avanti. Sul Telescope Peak si va a piedi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo due giorni nella Death Valley si va a sud : inversione di rotta verso il Mojave National Park , vicino meno famoso della Death Valley. Una distesa immensa di sabbia , 600 mila ettari di dune , affioramenti vulcanici , resti di insediamenti di nativi americani, base militari e industrie minerarie. Jurassic Park l’hanno girato qui. Si decide di prendere la 247 verso sud , si scende per andare in un altro parco , il Joshua Tree National Park , praticamente costruito intorno al parco , una particolare varietà di yucca. Era piaciuto agli U2 che l’avevano messo in copertina. Ed era piaciuto al Congresso degli Stati Uniti che nel 1994 ha deciso di proteggerlo. Quasi 1300 Km tra la contea di Riverside e Bermardino , in gran parte desertici, con grandi colline rosse e i joshua che invadono allegramente tutti i punti appena umidi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;A 50 miglia a sudovest c’è Palm Springs e le case di Marilyn Monroe , di Frank Sinatra e la bellezza di un’oasi del deserto. Compare all’improvviso come un’oasi. Neanche 43 mila abitanti ma sparsi in uno spazio impossibile da trovare altrove. Avevano cominciato negli Anni Venti i soliti divi di Hollywood a vanirci per un clima favoloso. San Diego è a due passi . Neanche 140 miglia per passare dalla noia della casa di Frank Sinatra alla vivacità della città più simpatica ed elegante della California. Fondata dai spagnoli nel 1769, ha una facciata mediterranea. Meno vanitosa di Los Angeles , e certamente più bella. Per cominciare ha una baia magnifica . L’oceano s’insinua nella città , la spacca in tanti pezzi creando panorami urbani commoventi. San Diego è un porto commerciale decisivo , ha una flotta di pescherecci notevole e non poteva mancare una base militare. I mitici Navy Seals hanno sede qui,  su un’isola della baia – Coronado – collegata alla terraferma da un ponte spettacolare. Uno dei quei punti simbolo che gli americani costruiscono sulle baie. Nel weekend si affolla spiagge magnifiche come la Silver Strand Beach. La città ha un molo che si affaccia dentro l’acqua, da farti sentire sospeso sulla baia. Staresti ore a guardare questo panorama magnetico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-9OWHvjKuhQ0/TlHoJqQRtKI/AAAAAAAAlig/MRMxwGBJvdU/s1600-h/2498%25255B6%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="2498" style="border: 0px none; display: inline;" alt="2498" src="http://lh4.ggpht.com/-mXRvp7BLZ90/TlHoQ0W76OI/AAAAAAAAlik/zhstXwDah6k/2498_thumb%25255B4%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="236" width="309" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non può mancare Una breve passeggiata per arrivare allo Seaport Village , uno specie di borgo marittimo con case di legno, piccoli ristoranti , negozi. Passeggiate per Mission Boulevard , la spiaggia a destra e la baia a sinistra , con il vento dell’oceano che riesca a far diventare piacevoli perfino i 40 gradi di temperatura e l’implacabile sole californiano. Il Gaslamp District è il quartiere più elegante. Si chiama così per i vecchi lampioni a gas presenti a bordo delle strade. E poi c’è Old Town , ogni  casa è diventata un negozio di souvenir , prodotti messicani e piccoli ristoranti. Il Balboa Park , il parco urbano vale un giorno della vostra vacanza. C’è anche il Sea World, il grande parco acquatico americano. Infine a nord si può andare a La Jolla. Scogliere a strapiombo sul mare , spiaggette, un piccolo centro con negozi raffinati , ristoranti di lusso. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-1507751544551405104?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/1507751544551405104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/08/viaggio-di-mille-miglia-verso-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1507751544551405104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1507751544551405104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/08/viaggio-di-mille-miglia-verso-la.html' title='VIAGGIO DI MILLE MIGLIA VERSO LA CALIFORNIA'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/-Qr8Xx35eHLE/TlF3A_3IpDI/AAAAAAAAliM/fFcYgeAMFgo/s72-c/20110216_bbl_thumb%25255B4%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-5119539283119685237</id><published>2011-08-07T20:02:00.003+02:00</published><updated>2011-08-22T07:32:07.503+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VACANZA MADYUR; AFRICA'/><title type='text'>VACANZA MADYUR : AL TULIP BEACH  RESORT DI MARSA ALAM</title><content type='html'>Si parte da Bologna e dopo quattro ore con Meridiana Fly si arriva a Marsa  Alam. Il viaggio è tranquillo, anche se come in tutti  i viaggi di piccolo-medio  raggio i sedili non sono comodi per il riposo o per il sonno. Meridiana ci passa  anche il mangiare. Arrivo a Marsa Alam Airport alle 21.15. Prassi veloce per i  passaporti e per i documenti ( ricordarsi sempre di portare una penna e due foto  ). In Egitto , forse per un traffico aereo minore rispetto all’Italia, i bagagli  arrivano quasi spesso in maniera abbastanza rapida.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-UHqPJvcJNTM/Tj7X4sIfnLI/AAAAAAAAlUI/R_YlhUslAeM/s1600/P7270110.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-UHqPJvcJNTM/Tj7X4sIfnLI/AAAAAAAAlUI/R_YlhUslAeM/s320/P7270110.JPG" border="0" height="240" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/mpiras/Impostazioni%20locali/Temp/WindowsLiveWriter486457623/supfiles4B6D7D7/P72701102.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’aeroporto è pieno di uomini legati alle varie agenzie di viaggio, quindi  non potresti sbagliare in quale direzione dirigersi. Il pullman ha l’aria  condizionata, questo attenua l’aria calda di phon all’esterno. La guida che  spiega la nuova vacanza che si va ad affrontare  è egiziana, ma parla benissimo  l’italiano.&lt;br /&gt;Dopo quasi mezz’ora di viaggio arriviamo al villaggio. In reception ci  accolgono con succhi di frutta e qualche pasticcino di benvenuto. La prima  impressione è di familiarità e di cordialità. La stanza è bella e semplice.  L’aria condizionata salva dal caldo anche di notte.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-FZ42-6CCEac/Tj7b63XPFHI/AAAAAAAAlUM/C9NREF8iAjA/s1600/P7240031.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-FZ42-6CCEac/Tj7b63XPFHI/AAAAAAAAlUM/C9NREF8iAjA/s320/P7240031.JPG" border="0" height="240" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Luogo:&lt;/b&gt; Il villaggio è ben strutturato, le camere sono  disposte a forma di u intorno alla zona piscina principale. Le piscine ( a  diversa altezza)  , comunicanti per loro, sono sempre ben pulite. Gli sdraio e  gli ombrelloni sono abbastanza per soddisfare i turisti presenti. Posso dare un  consiglio, attenzione ai tedeschi che si alzano presto per occupare gli  ombrelloni situati nel posto migliore. La spiaggia , non è vera spiaggia, ma  roccia frantumata. Ma l’apparenza è buona. Il mare è cristallino e naturalmente  si può vedere la bellissima barriera corallina, che per arrivarci bisogna fare  700 metri di pontile. Non è tanto come potrebbe sembrare. La salvaguardia della  barriera corallina, è più importante della comodità dei turisti, inoltre per i  dilettanti nuotatori a metà pontile ci sono delle scale per scendere in mare ,  la profondità non è neanche 1 metro. Una specie di laguna. In fondo ai 700 metri  ci sono scale per scendere in mare e vedere la barriera, quindi portatevi  boccaglio e pinne. Per chi ama immergersi  e vedere la barriera da più vicino ci  sono sommozzatori professionisti che possono darvi una mano , naturalmente  pagando.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/mpiras/Impostazioni%20locali/Temp/WindowsLiveWriter486457623/supfiles4B6D7D7/P72600492.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mangiare:&lt;/b&gt; C’è un ristorante  per colazione, pranzo e cena  che funziona a buffet. Il mangiare è buono, ma non cercate di prendere piatti  italiani , rimarrete delusi. Il resto è buono , come la verdura e la frutta  sempre fresca. C’è sempre un barbecue fuori dal ristorante che griglia pesce o  carne al momento. Per chi è in viaggio di nozze c’è un ristorante sulla   spiaggia che per 25 euro a lume di candela puoi ingozzarti di pesce. Per i soft  alla inclusive  al bar , come al ristorante, si può prendere succhi, acqua,  bibite dalle 10 alle 23, dopo si paga. Per gli all inclusive ci sono anche gli  alcolici.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-09A64SHsb4w/Tj7jT0YtaNI/AAAAAAAAlUU/apAGaD3hHOw/s1600/P7240021.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-09A64SHsb4w/Tj7jT0YtaNI/AAAAAAAAlUU/apAGaD3hHOw/s320/P7240021.JPG" border="0" height="240" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Esterno: &lt;/b&gt;Fuori dal villaggio è il deserto. Marsa Alam sta  crescendo come città turistica , e non è assolutamente la più rinomata. A  mezz’ora di viaggio c’è Port Ghalib , un’oasi nel deserto. Quando entri  a Port  Ghalib non sembra per niente che ti trovi in Egitto. Una cittadina ricca piena  di ornamenti e case ben costruite. Un porto con barche colme di yacht di  ricconi. Il posto ha dei negozietti molto carini , in cui si possono comprare  senza impegno dei belli ninnoli per souvenir.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-bf2Ge8jkQZE/Tj7gdMAUEWI/AAAAAAAAlUQ/JGt4nWMRAEM/s1600/P7260069.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-bf2Ge8jkQZE/Tj7gdMAUEWI/AAAAAAAAlUQ/JGt4nWMRAEM/s320/P7260069.JPG" border="0" height="240" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Escursioni:&lt;/b&gt; L’elenco delle escursioni è ampio. Ci sono varie  gite di  snorkeling per vedere pesci meravigliosi e colorati. Esiste un posto  per vedere la baia dei delfini , ma bisogna sapere che la possibilità di vedere  questi mammiferi non è scontata. Sharm el Luli è molto bella , il silenzio è  d’oro e il contatto con la natura è genuina. C’è la possibilità di fare il  viaggio con i quad o jeep nel deserto  , anche se ormai lo organizzano in varie  località turistiche , ma è sempre surreale. In un escursione si può mangiare con  i beduini. L’escursione più interessante, e con un full immersione nelle storia  egiziana , è quella per Luxor e valle dei re ( dove si trovano le tombe dei  faraoni).Il prezzo è un po’ alto ( 105 euro) e il viaggio di 5 ore , con la  sveglia alle 5 , può sembrare stressante e affaticante, ma la vista dei templi  non si può assolutamente perdere.   Il viaggio verso Luxor è un insieme di  povertà e vita egiziana. Tutte le donne hanno il velo, come di tradizione  islamica. La guida è egiziana , ed un egittologo, e spiega in maniera , anche a  volte ironica, che non manca, il paesaggio e la storia che andiamo a  vedere.L’unico difetto, secondo me, di questa gita è la fermata ai vari bazar in  cui si vuol far comprare souvenir ai vari turisti. Forse tolgono tempo prezioso  alla visita di questi bei posti.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/mpiras/Impostazioni%20locali/Temp/WindowsLiveWriter486457623/supfiles4B6D7D7/P72400302.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Animazione:&lt;/b&gt; L’animazione è internazionale, ma parlano, in  maniera sufficiente, l’italiano. Durante il giorno si possono esercitare le  varie attività : tra cui acqua gym, pallavolo,danza del ventre ecc. Ogni sera si  può vedere un evento diverso. Dal cabaret, a danza del ventre di professionisti,  a ballerini del Sudan. Forse l’animazione a volte è un pò chiassosa , e a volte  un po’ remissiva quando manca il capo animazione (Mario) , ma non è mai banale o  fastidiosa. Infatti si può scegliere di stare sotto l’ombrellone e rilassarsi  senza obbligo di far qualcosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-5119539283119685237?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/5119539283119685237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/08/vacanza-madyur-al-tulip-beache-resort.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/5119539283119685237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/5119539283119685237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/08/vacanza-madyur-al-tulip-beache-resort.html' title='VACANZA MADYUR : AL TULIP BEACH  RESORT DI MARSA ALAM'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-UHqPJvcJNTM/Tj7X4sIfnLI/AAAAAAAAlUI/R_YlhUslAeM/s72-c/P7270110.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-4509607663185061619</id><published>2011-07-14T08:09:00.000+02:00</published><updated>2011-07-14T08:09:00.490+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ITALIA'/><title type='text'>LA VISITA AL CUORE DELLA SARDEGNA, ANIMA VERA E PAESAGGI PARTICOLARI</title><content type='html'>&lt;p&gt;Se si va dal mare verso l’interno della Sardegna possiamo trovare l’anima vera dell’isola. Nella tavolozza dei colori non troviamo l’azzurro splendido del mare, e il verde delle querce da sughero e il grigio rossastro dei graniti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per scoprire questa parte  c’è un itinerario che taglia in due l’isola in senso longitudinale , seguendo il profumo dei vini , del vermentino fruttato  della Gallura ai corposi rossi dei vitigni autoctoni come il bovale sardo e il cannonau della Barbagia. Andare per cantine in Sardegna è incontrare gente molto innamorata della loro terra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-4L1Nx2eR1ec/Th5-svGoO2I/AAAAAAAAk8A/ogjAQ-HcYIw/s1600-h/golfodioroseigennargentua2%25255B2%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="golfodioroseigennargentua2" style="border: 0px none; display: inline;" alt="golfodioroseigennargentua2" src="http://lh6.ggpht.com/-LLtfq0RXHeg/Th5-t8c8dNI/AAAAAAAAk8E/JSGKaqLhMHY/golfodioroseigennargentua2_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="222" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Proprio dalla passione dei viticoltori per la loro terra è nata una nuova strade del vino , una prosecuzione della già esistente strada del vermentino in Gallura, per toccare il cuore dell’isola. Per la prima volta sei cantina sarde si sono unite in un consorzio per migliorare la qualità dei vini riscoprendo antichi vitigni e far conoscere aspetti archeologici e storici del territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dalla grande spiaggia di Badesi , davanti alla quale spicca l’Isola Rossa, si possiamo inoltrare verso Tempio Pausania tra sugherete e rocce granitiche , che offrono lo spettacolo più straordinario nei pressi di Aggius. Nella Valle della Luna , soprattutto se percorsa al tramonto , si può pensare di essere sulla base lunare, se non fosse per il profumo intenso di mirto che si sprigiona quando l’aria è fresca. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Andando verso il Monte Limbara lungo la strada statale  127 , che da Olbia prosegue in direzione di Calangianus , le sugherete diventano sempre più fitte , con alberi imponenti tra i quali si scorgono gole e valli dove querce centenarie cerano un habitat particolare. Per gli amanti della natura è anche un tour alla scoperta di piante endemiche , per gli amanti del bird watching è il paradiso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel viaggio alla degustazione dei grandi vini pluripremiati della zona di Serdiana , è una tappa obbligata la visita al Gigante Rosso , il nuraghe Arrubiu nel comune di Orroli. Il monumento megalitico è un unicum tra quelli dell’Isola e fra i più importanti di tutto l’Occidente europeo grazie alla struttura pentalobata , che lo distingue dai nuraghi trilobati , più comuni. Con La garanzia dell’apertura del sito tutto l’anno , con visite guidate sempre aggiornate sugli scavi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le pendici del Gennargentu , sulle colline del Mandrolisai , è la tappa ideale per visitare le cumbessias o muristenes , abitazioni a schiera del santuario campestre di San Mauro. Le cumbessias servivano un tempo per dare alloggio ai pellegrini durante la festa in onore di San Mauro , occasione per un attivo mercato di prodotti agricoli dove già nel Medioevo si poteva vendere e acquistare il vino locale. Tutt’intorno un paesaggio tipico delle civiltà prenuragiche , con tombe di giganti, domus de janas e menhir e soprattutto un silenzio e un’autenticità che nessuna spiaggia , per quanto bella , può garantire.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-4509607663185061619?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/4509607663185061619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/07/la-visita-al-cuore-della-sardegna-anima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4509607663185061619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4509607663185061619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/07/la-visita-al-cuore-della-sardegna-anima.html' title='LA VISITA AL CUORE DELLA SARDEGNA, ANIMA VERA E PAESAGGI PARTICOLARI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/-LLtfq0RXHeg/Th5-t8c8dNI/AAAAAAAAk8E/JSGKaqLhMHY/s72-c/golfodioroseigennargentua2_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-952109244571460992</id><published>2011-07-11T10:17:00.000+02:00</published><updated>2011-07-11T10:56:54.502+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ISOLE'/><title type='text'>MAURITIUS , L’ISOLA CHE SA DI ZUCCHERO</title><content type='html'>&lt;p&gt;Un Visitatore a Dina Robin, come chiamarono l’isola gli arabi, o Prins Martins, come la battezzarono gli olandesi, o Isle de France, come la chiamarono i francesi, scrisse “Dio fece per prima cosa Mauritius , poi creò il Paradiso”. Quel visitatore era Mark Twain , che fu  nell’isola per alcuni giorni per un viaggio. I diari dello scrittore vennero pubblicati in Following The Equator.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-8fcHg1YUCOQ/ThqVguQEVUI/AAAAAAAAk2w/jGgPVk8VcIo/s1600-h/MAURITIUS_1%25255B2%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="MAURITIUS_1" style="border: 0px none; display: inline;" alt="MAURITIUS_1" src="http://lh6.ggpht.com/-yQbXuoKkrSw/ThqVhYiilrI/AAAAAAAAk20/krSLDpYfNYE/MAURITIUS_1_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="215" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Altro ospite d’eccellenza dell’Isola fu Charles Darwin  che la raggiunse nel 1836 , durante la sua spedizione scientifica attraverso il mondo a bordo del Beagle. L’evoluzionista parlò dell’isola come “ di scenari splendidi nel verde brillante”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oggi , come quando approdò Darwin, l’isola , grazie al clima e alla sua collocazione, è verdissima e tutta coltivata. Gli olandesi, all’inizio del Seicento introdussero la canna da zucchero e la schiavitù; i francesi , non bandirono la schiavitù, e diffusero la canna da zucchero su vasta scala e realizzarono una ferrovia per trasportarla. Costruirono anche distillerie di rum. Gli inglesi furono i “padroni” che occuparono di più l’isola : la governarono dal 1810 al 1968 senza cambiare il nome dato all’isola dagli Olandesi (Mauritius) e la lingua nazionale ( francese). Gli inglesi introdussero il té, l’ordinamento giuridico e la guida a sinistra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da vent’anni è il turismo uno dei pilastri dell’economia. Qui è sempre estate , e in ogni stagione arrivano sull’isola di soli 2000 Km quadrati di visitatori da tutto il mondo: nel 201o sono quasi stati un milione. Fiori all’occhiello sono il mare protetto dalla barriera corallina , ideale per le immersione, e i pachi naturali. Le etnie in quest’isola sono molteplici “Le varie razze che camminano per le strade sono lo spettacolo più interessante della capitale Port Louis”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’aeroporto internazionale è a Plaisance, a sud dell’isola. La capitale è Port Louis , a nord. In comune con le altri capitali è il traffico caotico , per il resto , è una città tranquilla , con edifici colorati ben tenuti e molte attrattive culturali. Da visitare , i marcati colorati e pieni di odori intensi , dove il turista è rispettato se sa contrattare il prezzo. Il più grande è il Mercato Centrale , tra il Waterfront e il Farquhar street, ospitato in una struttura dell’Ottocento : da poco restaurato . Il Caudan Waterfront che costeggia il mare da Palce du Quai a Le Coudan è invece l’area con i locali e i negozi eleganti : ci si può passeggiare , guardare il mare , mangiare e fare acquisti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sito Unesco è Aapravasi Ghat , la Ellis Island delle Mauritius , un luogo di sofferenza. E’ un castello in pietra che tra il 1849 e il 1923 servì come centro di smistamento per gli immigrati , soprattutto indiani , che venivano a raccogliere la canna da zucchero. Uno dei musei da vedere è il Blue Penny Museum che raccoglie una straordinaria collezione di coloratissimi francobolli mauriziani e testimonianze del passato coloniale. Il pezzo più ammirato è una statua al piano terra , realizzata da Prosper d’Epinay nel 1884 : rappresenta due giovani abbracciati protagonisti di un romanzo omonimo scritto dal francese Jacques – Henri – Bernardin de Saint-Pierre alla fine del Settecento. Sono Paul e Virginie , Romeo e Giulietta dell’isola.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/-DWmbaWZH7og/ThqVipEWjbI/AAAAAAAAk24/73mjXcjADOI/s1600-h/4658557%25255B2%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="4658557" style="border: 0px none; display: inline;" alt="4658557" src="http://lh5.ggpht.com/-eUYexPzY8NQ/ThqVjmmsmRI/AAAAAAAAk28/Tk-gvyp1N2M/4658557_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il mare , grazie alla protezione della barriera corallina, è sempre calmo , con le spiagge bianche di corallo. La città balneare più mondana è Grand Baie , sulla punta nord : dai moli di legno ci si imbarca per le isole riserve-naturali di Ile Plate , Coin de Mire e Ile Aux Serpents.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La piccola isola-nazione si trova ora davanti ad un bivio: la domanda turistica aumenta di anno in anno per le bellezze naturali , l’estate perenne e i prezzi convenienti. Costruire alberghi e resort ? Incrementare l’offerta turistica significherebbe però distruggere le coste già molte edificate : si sta scegliendo di puntare sul turismo sostenibile e la salvaguardia della natura. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-952109244571460992?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/952109244571460992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/07/mauritius-lisola-che-sa-di-zucchero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/952109244571460992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/952109244571460992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/07/mauritius-lisola-che-sa-di-zucchero.html' title='MAURITIUS , L’ISOLA CHE SA DI ZUCCHERO'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/-yQbXuoKkrSw/ThqVhYiilrI/AAAAAAAAk20/krSLDpYfNYE/s72-c/MAURITIUS_1_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-2056130496754528973</id><published>2011-07-06T08:09:00.002+02:00</published><updated>2011-07-06T08:10:13.811+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>ORTAKOY , IL QUARTIERE GLAM DI ISTANBUL. CON VISTA MAGNIFICA SUL BOSFORO</title><content type='html'>&lt;p&gt;Ortakoy, non è un quartiere, ma un film di Fellini. La sua anima popolare s’incarna nelle famiglie che lo frequentano per gustarsi un gelato sulle rive del Bosforo. O una Kampir, la vera specialità locale, che sarebbe un’enorme patata al cartoccio farcita a piacimento con qualsiasi cosa , dal cuscus alla panna acida. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/-wtdflA206zM/ThP78T-ajfI/AAAAAAAAkvo/ACdKeFQnFbQ/s1600-h/Ortakoy%25255B3%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="Ortakoy" style="border: 0px none; display: inline;" alt="Ortakoy" src="http://lh6.ggpht.com/-Sre3IaYydTA/ThP79mJsiCI/AAAAAAAAkvs/_GBX3BvsBi8/Ortakoy_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="233" width="305" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Diventa un sogno la notte , quando s’accendono le luci del ponte Bogazici : sospeso sull’acqua per un chilometro e mezzo , tanto per unire l’Europa all’Asia , sovrasta Ortakoy con i suoi 65 metri d’altezza. Le luminarie cambiano colore senza sosta : il viola sfuma nel blu , poi nel verde, nel giallo , nel rosso, riflettendosi nelle tenebre liquido dello stretto. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sempre con il buio si scatena il volto glam di Ortakoy : si concentrano qui , infatti, i club più gettonati dalla Istanbul che ama mettersi in mostra. A poca distanza da taverne veraci dove la cena si conclude tra le volute di fumo dei narghilè , spiedi su cui girano sfrigolando i kebab , i bar che offrono fiumi di birra e musica assordante , pub che trasmettono incontri di calcio sui megaschermo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La visita del villaggio di mezzo – questo il significato del suo nome , che risale ai tempi in cui era un borgo di pescatori – non può iniziare dalla piazza principale , l’Iskele Meydani: iskele significa molo e un piccolo imbarcadero c’è, anche se non è meta di un servizio regolare di traghetti. La piazza è dominata dalle linee sinuose della Buyuk Mecidiye Camii , l’unica moschea neobarocca di Istanbul. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sullo slargo si affaccia un’alta concentrazione di meyane , taverne, dove passare il tempo osservando le navi che senza sosta scivolano sul Bosforo e sorseggiando caffè turco e raki, l’acqua aromatizzata all’anice che è bevanda nazionale. Per mangiare il posto che a noi sembra migliore è Cinaralti , riconoscibile dal grande albero che domina la sala da pranzo e sfonda il tetto con le sue fronde. Nel menù spadroneggia il pesce e si può pranzare con poco.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/-PRNpfOD718Q/ThP7_cYS-HI/AAAAAAAAkvw/JgStqMXFgjc/s1600-h/2211201%25255B3%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="2211201" style="border: 0px none; display: inline;" alt="2211201" src="http://lh5.ggpht.com/-QeXKUqN_thE/ThP8BORR4QI/AAAAAAAAkv0/JcarYwyK8to/2211201_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="257" width="317" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ortakoy non attira le folle per i monumenti , ma nel suo piccolo si difende. C’è l’Husrev Kethuda Hamam, bagno turco oggi in disuso , progettato da Mimar Sinan : contemporaneo di Michelangelo , ha firmato 360 edifici tra i più importanti di Istanbul. E c’è il Palazzo della Principessa Esma Sultan, protagonista di storia controversa. Oltre alla moschea c’è la sinagoga Etz Ahayim e la chiesa ortodossa Aya Fokas, che stanno una a fianco all’altra nella trafficata Muallim Naci Caddesi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La lunga arteria che corre lungo il Bosforo segna il confine tra due anime diverse del quartiere. Girate le spalle al mare e la Ortakoy turistica , le strade si arrampicano in collina. E’ una zona residenziale animata dal vociare dei bambini nel cortile delle scuole e della routine della vita quotidiana. Un posto che ospita una chicca gastronomica , il lukum, quell’ibrido tra caramella e pasticcino conosciuto anche come “delizia turca”. Per chi vuole mangiare diverso c’è un negozietto di fronte alla pasticceria Yuni Ugur che sforna borek ( torte salate) a ciclo continuo : ripiene di formaggio di capra, di spinaci, di carne e servite sempre calde. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-zNzsKlaLc0c/ThP8DIaJ8QI/AAAAAAAAkv4/kZdbNY1YTvU/s1600-h/ortakoy10%25255B2%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="ortakoy10" style="border: 0px none; display: inline;" alt="ortakoy10" src="http://lh3.ggpht.com/-p1UqupcnA5A/ThP8ECSnu_I/AAAAAAAAkv8/aEx1wtsPbqM/ortakoy10_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;C’è anche la cucina buona. Banyan e Anjelique , uno fianco all’altro, vantano due belle terrazze con vista sul Bosforo. Il cibo di Banyan è soprattutto tempura e insalate ( buona quella con sette erbe e formaggio di capra ) con una buona varietà di vini con etichette locali. Anjelique , sintetizza due ristoranti, uno di cucina asiatica – piatto forte i noodle – e l’altro ispirato ai sapori del Mediterraneo. Soilo piatti turchi nell’elegante Feriye Lokantasi , dove il proprietario ha letto ricette antiche secondo tradizione ottomana per ispirarsi. Portate principali carne d’agnello. Da Yazalarin Evi, luogo d’incontro per poeti e scrittori, atmosfere più ruspanti. Nelle pareti ritratti di Che Guevara e Lenin. Proprio di fronte Cumbali Kahve si può fumare narghilè con tabacco aromatizzato alla mela. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-2056130496754528973?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/2056130496754528973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/07/ortakoy-il-quartiere-glam-di-istanbul.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/2056130496754528973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/2056130496754528973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/07/ortakoy-il-quartiere-glam-di-istanbul.html' title='ORTAKOY , IL QUARTIERE GLAM DI ISTANBUL. CON VISTA MAGNIFICA SUL BOSFORO'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/-Sre3IaYydTA/ThP79mJsiCI/AAAAAAAAkvs/_GBX3BvsBi8/s72-c/Ortakoy_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-5679893682823302497</id><published>2011-06-25T11:51:00.002+02:00</published><updated>2011-06-25T11:52:18.217+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>ALACATI, UNA PERLA SUL MAR EGEO</title><content type='html'>&lt;p&gt;La sola cosa complicata è il nome e dunque per gli italiani difficilmente pronunciabile. In italiano possiamo avvicinarci dicendo Alaciatè , con due begli accenti sulla seconda a e sulla i muta . Così in turco si dice Aalacati. Difficile pronuncia, ma posto incantevole , ed è la nuova meta del turismo mediterraneo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://lh3.ggpht.com/-dQb4Ouc2LNs/TgWvlz9Cz1I/AAAAAAAAkcw/wJ_c79c4B-Q/s1600-h/14_115ALACATI%25255B3%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="14_115ALACATI" style="border: 0px none; display: inline;" alt="14_115ALACATI" src="http://lh3.ggpht.com/-2vJ_peXlWn4/TgWvt-vei8I/AAAAAAAAkc0/p1AjKU1Fpg4/14_115ALACATI_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="262" width="386" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Molti italiani già da qualche anno scelgono questa bella cittadina sulla costa d’Egeo ( e non troppo distante da Smirne , che è l’aeroporto più vicino) come approdo diverso da quelli più frequentati dagli habitué della Turchia. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci si può arrivare anche in auto da Istanbul , città che in ogni caso consigliano di visitare , e a tutti e in tutte le stagioni. Una volta assaggiata la metropoli sul Bosforo si può scendere con qualche ora di comodo viaggio fino al promontorio sull’Egeo, dieci minuti dopo la più conosciuta Cesme.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alacati è una tappa nuova per gli stessi turchi. Solo dieci anni fa era più che un villaggio di pescatori , simile per alcuni aspetti alla ligure Camogli. Ma chi ci ritorna trova ogni anno nuovi percorsi e costruzioni riadattate : grazie ad un’amministrazione attenta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bodrum, la Rimini della Turchia, continua la sua vita rutilante , percorsa giorno e notte da sciami di vacanzieri nordeuropei alla ricerca di emozioni forti. Nella vicina Marmaris i ristoratori fanno a gare per inseguire i clienti che passeggiano sul lungomare. E nella bella e caldo-umida Antalya , i russi si comportano ormai quasi da padroni. Per un viaggiatore che ha bisogno di ritemprarsi , Alacati è la meta preferita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Qui non ci sono colossi alberghieri , più consoni a cittadine di vacanza come Cesme e Bodrum, Alacati è piccola e conta meno di 15000 abitanti. La sua ricettività alberghiera è più vicina a quella dei boutique alberghieri. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-5679893682823302497?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/5679893682823302497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/06/alacati-una-perla-sul-mar-egeo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/5679893682823302497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/5679893682823302497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/06/alacati-una-perla-sul-mar-egeo.html' title='ALACATI, UNA PERLA SUL MAR EGEO'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/-2vJ_peXlWn4/TgWvt-vei8I/AAAAAAAAkc0/p1AjKU1Fpg4/s72-c/14_115ALACATI_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-173048047084946783</id><published>2011-06-22T09:20:00.002+02:00</published><updated>2011-06-22T09:22:09.324+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ISOLE'/><title type='text'>CABARETE , NELLA REP DOMINICANA, OASI DEI SURFISTI E DEI NATURISTI</title><content type='html'>&lt;p&gt;La città di Cabarete è stata fondata nel 1835 dal mercante di schiavi della Florida Zaphaniah Kingsley. Nel 1984 Jean Laporte la strappò alla sua innocenza di tranquillo e sperduto villaggio di pescatori e, aprendovi una scuola di windsurf , inaugurò una nuova era per questa località della Repubblica Dominicana che si è pian piano trasformata , grazie al passaparola dei surfisti di tutto il mondo , in una delle più cool dei Caraibi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/-oFPmb-OZFoU/TgGXro8cX4I/AAAAAAAAkWE/7ir8qUaaMpY/s1600-h/cabarete2007-0145%25255B3%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="cabarete2007-0145" style="border: 0px none; display: inline;" alt="cabarete2007-0145" src="http://lh6.ggpht.com/-o4oFi0j0OjU/TgGXtBDIL-I/AAAAAAAAkWI/xJ65vxQg22M/cabarete2007-0145_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="243" width="357" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La baia di Cabarete offere infatti correnti leggere e venti ideali per gli sport , non ci sono pesci pericolosi e c’è invece la barriera corallina. In pochi anni questa località è diventata così tra le dieci più apprezzate del mondo degli amanti del windsurf e del kiteboarding lo sport che mette insieme la tavola da surf e il kite , l’aquilone.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Qui , qualcuno dice, è sempre spring break ( la settimana di vacanza di primavera degli studenti statunitensi e di vari altri Paesi) : giovani di tutte le Americhe vi arrivano per godersi qualche giorno di mare, surf e cocktail . Il lungomare vicino a Kite Beach è una lunga striscia di alberghi , negozi e ristoranti affacciati sulla spiaggia , dove da pochi mesi ha aperto anche un lussuoso Nikki Club.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sul litorale nord della Repubblica Dominicana , a venti minuti da Puerto Plata , Cabarete è così una meta perfette per gli sportivi , ma attrae anche chi ama la natura , splendida nelle lagune Cabarete e Goleta , che sono parte del Parco nazionale El Choco , e nelle tranquille spiagge di Sosua , Nagua, Cabo Frances e Cabrera&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-173048047084946783?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/173048047084946783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/06/cabarete-nella-rep-dominicana-oasi-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/173048047084946783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/173048047084946783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/06/cabarete-nella-rep-dominicana-oasi-dei.html' title='CABARETE , NELLA REP DOMINICANA, OASI DEI SURFISTI E DEI NATURISTI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/-o4oFi0j0OjU/TgGXtBDIL-I/AAAAAAAAkWI/xJ65vxQg22M/s72-c/cabarete2007-0145_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-8557969654876559275</id><published>2011-06-17T08:08:00.000+02:00</published><updated>2011-06-17T08:08:00.143+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>VARSAVIA : UNA CITTà VIVACE E GIOVANE, CON UN OCCHIO AL PASSATO</title><content type='html'>&lt;p&gt;Villette unifamiliari, grandi incroci autostradali, shopping center , luci , insegne e verde ben curato ovunque. E poi tutti grandi grattacieli. Quando scendi con l’aereo sembri di essere a Miami o Sidney del freddo. Invece no, dietro quei grattacieli c’è un centro storico stupendo ricostruito dopo che HItler l’aveva fatto radere al suolo. Una giovanile metropoli europea. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La città è modernissima , ma centro storico antichissimo , risorto come una fenice dagli orrori della guerra mossa da Hitler e Stalin. Cominciamo a scoprire la città.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/-yM4nUSCFrHs/TfrqZO_kkqI/AAAAAAAAkNU/_ZUmETqdmy8/s1600-h/03%25255B4%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="03" style="border: 0px none; display: inline;" alt="03" src="http://lh5.ggpht.com/-QYjkN1MquKQ/TfrqgTRFXcI/AAAAAAAAkNY/AKv3WXrtzG8/03_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="282" width="394" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Passeggiamo su Piazza Pilsudski e cominciamo ad assaporare la mescolanza, insieme inquietante e affascinante , tra un presente vivace e un passato tragico. Il grande parco che vediamo si chiama “Giardino sassone” , sono presente poche colonne ed è quel che resta d’uno splendido palazzo raso al suolo durante la Guerra mondiale. Ogni domenica alle 11 i soldati in alta uniforme , suonando l’inno nazionale e la marcia dei caduti al fronte , inscenano un cambio della guardia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Passeggiamo accanto alla statua di Pilsudski , il padre della patria che nel 1920 aveva fermato i russi alle porte di Varsavia. Eccoci a Krakowskie Przedmiescie , ammiriamo i palazzi rinascimentali o neoclassici ricostruiti. A destra ,con le spalle alla piazza ,  l’Università. Vale la pena visitarla e tornare alla mente alla rivolta  del ‘68. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si continua a passeggiare verso il centro storico. Tra boutique alla moda e gradevoli bar ci si apre agli occhi la piazza del castello reale , che ospita un bel museo sulla storia della città. Palazzo ricostruito dopo il ‘45 , come tutto il centro storico . Avventuriamoci tra le viuzze che puntano sul Rynek Starego Miasta, la piazza del mercato della città vecchia. Tutto tornato come secoli fa. Splendida la Cattedrale di San Giovanni , con le tombe degli eroi nazionali e su un muro laterale i cingoli di un Goliath , un carroarmato. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Rynek vale una lunga passeggiata. Per le facciate dei palazzi ricostruiti a meraviglia , per le terrazze di birrerie e ristoranti. Ripercorriamo la Krakosskie Przdemiescie , diamo uno sguardo al palazzo presidenziale , chiudiamo gli occhi e corriamo indietro nel tempo , rieccoci ad un appuntamento con la storia : qui nella Primavera ‘89 la giunta di Jaruzelski e i leader di Solidarnosc negoziarono la transizione non violenta alla libertà , la svolta che fece cadere il Muro di Berlino.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/-bQ1Z0BgXd1c/TfrqnTdETBI/AAAAAAAAkNc/otjGLZgviS8/s1600-h/staremiasto%25255B4%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="staremiasto" style="border: 0px none; display: inline;" alt="staremiasto" src="http://lh5.ggpht.com/-k4H9Kr58Kak/TfrqvWUJM8I/AAAAAAAAkNo/RPIThCGg2dY/staremiasto_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="256" width="336" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si scende verso il fiume. Visitiamo il Museo di Chopin , tutto interattivo , per riscoprire la vita del maestro , da un esilio all’altro , da un amore all’altro , da una composizione all’altra. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli altri Musei sono un po’ lontani ci si deve muovere con taxi o mezzi pubblici. Vediamo il Museo dell’Insurrezione, ripercorre in maniera interattiva la storia dell’aggressione nazista e sovietica , della resistenza polacca , della rivolta della città. Pezzo forte , un Liberator della squadriglie polacche della Royal Air Force che paracadutavano armi agli insorti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Arriviamo fino ai parchi reali di Wilanow e Lazienski. Un assaggio della Varsavia anni Venti e Trenta. Shopping al centro storico , o nel cortile dell’European Building , o a Plac Trzech Krzyzy , piazza delle Tre croci , per i gioielli da designer. A sera ci sono discoteche ovunque. O ristoranti polacchi, internazionali , giapponesi con ottimo sushi e bar alla moda. C’è da vedere Miedzy Namy, il locale alternativo chic sulla sua ulica Bracka.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-8557969654876559275?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/8557969654876559275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/06/varsavia-una-citta-vivace-e-giovane-con.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8557969654876559275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8557969654876559275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/06/varsavia-una-citta-vivace-e-giovane-con.html' title='VARSAVIA : UNA CITTà VIVACE E GIOVANE, CON UN OCCHIO AL PASSATO'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/-QYjkN1MquKQ/TfrqgTRFXcI/AAAAAAAAkNY/AKv3WXrtzG8/s72-c/03_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-4547025560928785712</id><published>2011-06-09T08:14:00.000+02:00</published><updated>2011-06-09T08:14:00.396+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>LUNGO IL DOURO : TRA VIGNE E QUINTAS ( FATTORIE) NEL PORTOGALLO PIENO DI STORIA</title><content type='html'>&lt;p&gt;La terra scura che prima trattiene le temperature africane dell’estate , poi s’inzuppa di piogge atlantiche, liberando il microclima perfetto. In una piccola valle incantata , specchiata in un fiume silenzioso , attraversata da un vecchio treno a vapore. Il mare e Oporto sono a 100 Km e mille insenature più in basso , ma qui è cominciata la storia del Vino che ha 2500 anni. Nella valle di Douro , a nord del Portogallo , tra i tralci che l’Unesco ha eletto patrimonio dell’Umanità. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/--RA1IaSSB_Q/Te_YFkx4C8I/AAAAAAAAj9k/ZKgMFjTHt_A/s1600-h/douro%25255B3%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="douro" style="BORDER-RIGHT: 0px; BORDER-TOP: 0px; DISPLAY: inline; BORDER-LEFT: 0px; BORDER-BOTTOM: 0px" height="285" alt="douro" src="http://lh3.ggpht.com/-fzUgF1GDB8w/Te_YHjdtxYI/AAAAAAAAj9o/ZWes4rd0Zf8/douro_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800" width="353" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Qui i Fenici cominciarono a coltivare l’uva, e le tracce sono ancora lì. Qui si raccolgono grappoli che a valle, con la giusta dose di acquavite e le carezze del tempo , diventeranno il leggendario vino. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;A Metà del XVIII secolo il Marchese di Pombal fondò la Compagnia Generale delle Vigne dell’Alto Douro , introducendo con un decreto il concetto moderno del doc. E dove 25 anni fa la gente del posto ha cominciato una nuova avventura e si è messa a produrre e imbottigliare in proprio il suo vino.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Bianco come i vitigni Codega, Carrega, o Frenao Pires. Rosso come il Touriga , il Mourisco, , il Tinta Carvalha . Fresco, potente e intenso come questa terra , punto di riferimento mondiale dell’enoturismo e accogliente tutto l’anno. La si può navigare a bordo dei rabelos , le antiche barche dal ventre piatto che per secoli hanno caricato e sceso a valle barili di vino sfidando il corso impetuoso e le strette anse. Oppure muovere dalla città e viaggiare lenti sui treni a vapore e diesel che corrono paralleli al Douro , godendosi il paesaggio e sostando in stazioncine dalle pareti coperte di ceramiche , come gli azulejos di Pinhao. O girare in auto e ammirare le verdissime colline terrorizzate , i muretti di pietra che ricordano quelli liguri i resti di quei filari stretti che prosperarono fino alla fine del XIX secolo e all’epidemia di filossera , una maledizione che tutto distrusse prima dell’ennesima rinascita.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Viaggiare e fermarsi nelle suggestive quintas , le fattorie dove è possibile mangiare, dormire , degustare con qualche mandorla salata , visitando le cantine. Ascoltando racconti di vino vecchi di secoli , di millenni : perché dopo i fenici furono i romani , e poi gli arabi. Dal 1986 il vino giovane del Douro, per decreto del Marchese, tutto il vino doveva obbligatoriamente finire a Oporto , e invecchiare. Adesso si commerciano cinquanta diverse varietà di vino e i produttori sono 33 mila. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Fattorie come la prestigiosa Quinta do Crasto – quasi un milione di bottiglie – o la Quinta nova , in un podere del XVIII secolo , o ancora la Quinta da Pacheca , che ha una storia di seicento anni. La Quinta do Vale do Meao è un po’ più a nord nell’alta valle del Douro : qui la Ferreira produce il Barca Veilha , il vino preferito dal portoghese più famoso del momento. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-4547025560928785712?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/4547025560928785712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/06/lungo-il-douro-tra-vigne-e-quintas.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4547025560928785712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4547025560928785712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/06/lungo-il-douro-tra-vigne-e-quintas.html' title='LUNGO IL DOURO : TRA VIGNE E QUINTAS ( FATTORIE) NEL PORTOGALLO PIENO DI STORIA'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/-fzUgF1GDB8w/Te_YHjdtxYI/AAAAAAAAj9o/ZWes4rd0Zf8/s72-c/douro_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-1442293163210836343</id><published>2011-06-07T17:22:00.000+02:00</published><updated>2011-06-07T17:26:18.454+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ITALIA'/><title type='text'>IL FASCINO BELLO E MISTERIOSO DI ANACAPRI</title><content type='html'>&lt;p&gt;Si possono vedere bellissime statue dell’Antica Roma negli orti, mosaici del Settecento nelle piazze dove giocano i bambini, architetture arabe circondate da lavande. E’ il fascino di Anacapri , l’altra metà dell’isola , dove tracce di storia si perdono in atmosfere contadine. Un viaggio , o itinerario, per chi è stanco della solita folla nelle piazzetta , annoiato dai negozi griffati, insofferente per il giro delle vetrine. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-ogSaNLUjZfc/TezTbAXoMrI/AAAAAAAAj6Q/3yMpwUTfSgc/s1600-h/92-Grande-capri_da_anacapri%25255B3%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="92-Grande-capri_da_anacapri" style="border: 0px none; display: inline;" alt="92-Grande-capri_da_anacapri" src="http://lh6.ggpht.com/-F1SqxJgvje8/TezTllbryKI/AAAAAAAAj6U/ETyhP5ozJyc/92-Grande-capri_da_anacapri_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="269" width="376" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anacapri è l’isola nell’isola , quel che resta del fascino di un tempo quando Capri non era ancora omologata , famosa senza essere commerciale , eccentrica senza essere volgare. Oggi molte cose sono cambiate ma è qui , che si può ritrovare l’anima autentica dell’isola , il suo mistero.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per visitare Anacapri si può partire da Piazza Vittoria , scendere per la strada pedonale e raggiungere lo stravagante profilo della Casa Rossa. L’edificio era un tempo proprietà del colonnello John Cay Mackowen , oggi la casa è un museo che conserva alcuni tesori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In una piccola stanza , si possono trovare tre statue erose dal tempo e dall’acqua , è ciò che resta di un gruppo marmoreo che, per volere di Tiberio , emergeva dalla acque della Grotta Azzurra. Le statue sono qui dal 2008. La loro grandiosità è in contrasto con il piccolo ambiente ma ad Anacapri tutto è così : bellezza senza enfasi. Un’altra tappa è la chiesa di San Michele col pavimento maiolicato realizzato nel 1761 che si può osservare ma è proibito calpestare. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Girovagando si può  imbattere in una curiosa lapide che ricorda la visita di Benedetto XVI prima di diventare papa. Qui dei bambini quando videro arrivare cardinale Ratzinger incominciare a gridare ecco il papa. Un mese dopo quell’uomo divenne Benedetto XVI e tornò ad Anacapri come a riconoscere il miracolo di quell’annuncio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/-Pz161voDVcs/TezT3eASlVI/AAAAAAAAj6Y/mV3PQp-ufEc/s1600-h/anacapri4%25255B3%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="anacapri4" style="border: 0px none; display: inline;" alt="anacapri4" src="http://lh6.ggpht.com/-xbi08hlcxos/TezT-mlz6JI/AAAAAAAAj6c/Yjo3NlPCMnk/anacapri4_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="270" width="354" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si può scegliere un itinerario naturalista fino al Monte Solaro , a piedi o in seggiovia. Qui si trovano i resti del Fortino di Bruto costruito agli inizi dell’Ottocento , è la parte più alta di Capri , accanto ai profumi della Cetrella dove risiedevano gli eremiti. Chi preferisce un itinerario culturale può arrivare fino a Villa San Michele, il museo più visitato dell’Isola. Nella villa dove il medico intratteneva al piano la regina Vittoria di Svezia , si trovano sarcofagi , busti, marmi e colonne. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Verso il mare invece si può scendere fino al Faro , una torre del 1866, tra le più importanti del Tirreno. Oppure si può arrivare alla Grotta Azzurra. Nella piazza Vittoria offre suggestioni più contemporanee. Le sculture di Arnaldo Pomodoro fanno da ingresso al Capri Palace , l’albergo museo dove sono presenti tante opere di arte contemporanea. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-1442293163210836343?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/1442293163210836343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/06/il-fascino-bello-e-misterioso-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1442293163210836343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1442293163210836343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/06/il-fascino-bello-e-misterioso-di.html' title='IL FASCINO BELLO E MISTERIOSO DI ANACAPRI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/-F1SqxJgvje8/TezTllbryKI/AAAAAAAAj6U/ETyhP5ozJyc/s72-c/92-Grande-capri_da_anacapri_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-6625518435202718016</id><published>2011-05-29T10:52:00.002+02:00</published><updated>2011-06-06T15:26:12.700+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>MAPPA METRO PARIGI</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-bJGjva1uCsU/TeIJD7PraQI/AAAAAAAAjwE/0oiBoJspBqc/s1600-h/mappa_metropolitana_parigi%25255B8%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="mappa_metropolitana_parigi" style="border-width: 0px; display: inline; width: 633px; height: 738px;" alt="mappa_metropolitana_parigi" src="http://lh4.ggpht.com/-u_ZtftCj2n8/TeIJV54uQfI/AAAAAAAAjwI/xEQiQZ0PXqc/mappa_metropolitana_parigi_thumb%25255B6%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-6625518435202718016?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/6625518435202718016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/mappa-metro-parigi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6625518435202718016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6625518435202718016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/mappa-metro-parigi.html' title='MAPPA METRO PARIGI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/-u_ZtftCj2n8/TeIJV54uQfI/AAAAAAAAjwI/xEQiQZ0PXqc/s72-c/mappa_metropolitana_parigi_thumb%25255B6%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-1816255677525776334</id><published>2011-05-26T07:29:00.002+02:00</published><updated>2011-05-26T07:34:09.628+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>IL MUSEO DEL FIUME( MUSEUM AAN DE STROOM)  DI ANVERSA : UN PROGETTO GRANDIOSO , UNA BABELE IN UNA CITTà CHE VUOLE SCOPRIRSI GRANDE.</title><content type='html'>&lt;p&gt;Dieci parallelepipedi di pietra a forma di container impilati uno sull’altro. Una torre alta 65 metri , asimmetrica, ogni piano ruota di 90 gradi rispetto a quello sottostante. E’ una spirale snodata che si erge in verticale e una Babele delle diversità culturale.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/-0dAE6oJNiEs/Td3lSTrDoMI/AAAAAAAAjqs/RM_nhda4AY0/s1600-h/Antwerp-MAS-Museum%25255B3%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="Antwerp-MAS-Museum" style="border: 0px none; display: inline;" alt="Antwerp-MAS-Museum" src="http://lh3.ggpht.com/-LLA27Rnv6R8/Td3lTM6BW6I/AAAAAAAAjqw/XGZZaMMuf2Y/Antwerp-MAS-Museum_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="251" width="351" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ il nuovissimo Mas , che sta per Museum aan de Stroom , il museo sul fiume , inaugurato il 17 maggio 2011 , progetto ambizioso divenuto realtà. Un’impressionante mole di pietra rossa arenaria, proveniente dal Rajasthan. I piani , le scale mobili, i piazzali sono illuminati da vetrate ondulate made in Italy che scintillano trasparenti  e rifrangono giochi di luce diversi a ogni ora del giorno. Il panorama è a 360 gradi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Mas sorge sulle ceneri dell’antica sede della Lega Anseatica ,a specchio sul fiume Schelda , nella zona del vecchio porto fino a ieri squallida e abbandonata , oggi riconvertita in quartiere di tendenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con oltre 470 mila opere , il Mas è un grande Museo che ne contiene altri cinque all’interno , e allo stesso tempo un orgoglio fiammingo. Il Mas vuole diventare per la città , quello che L’Empire State Building è per New York.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Costato 56 milioni di euro , il Mas è un viale che si inerpica a elica verticalmente : come una piazza , un quartiere, una grande strada. Progettato e ideato da Willem Jan Neutelings e Michiel Riedijk , che hanno dovuto sbaragliare 55 altri concorrenti. Il biglietto si deve pagare solo per gli spazi espositivi , tutto il resto è gratis: cancelli aperti fino a mezzanotte. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/-j1f8H5NA5AA/Td3lT0kwD3I/AAAAAAAAjq0/Xar_91WYw0g/s1600-h/mas%25255B3%25255D.jpg"&gt;&lt;img title="mas" style="border: 0px none; display: inline;" alt="mas" src="http://lh5.ggpht.com/-CElNugqoWAI/Td3lU1nkDMI/AAAAAAAAjq4/q0RzD-tAx1I/mas_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800" border="0" height="235" width="315" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Elemento decorativo sono 3185 mani d’acciaio a grandezza naturale incastonate geometricamente sulle lastre di pietra arenaria : la mano dell’uomo è il simbolo di Anversa. La Mas si specchia da un lato sul fiume e dall’altro su un’enorme piazza pavimentata con un mosaico di 1600 metri a firma Luc Tuymans che rispecchia uno scheletro e si chiama il Teschio morto. Lo si può notare dall’alto della struttura. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quello che è esposto è organizzato in percorsi multimediali e interattivi studiati per catturare anche la fascia giovane . Tutti e cinque i sensi sono coinvolti: senti il profumo delle foglie di tè , ascolti le sculture musicali , tasti le installazioni e in certi casi le assaggi. Anversa canta la sua grandezza perduta in ogni oggetto esposto : nel museo consacrato alla marineria , nel museo etnografico , in quello intitolato ai simboli del comando e del potere , infine nel museo del folclore , che illustra e racconta i temi della vita e della morte. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-1816255677525776334?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/1816255677525776334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/il-museo-del-fiume-museum-aan-de-stroom.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1816255677525776334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1816255677525776334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/il-museo-del-fiume-museum-aan-de-stroom.html' title='IL MUSEO DEL FIUME( MUSEUM AAN DE STROOM)  DI ANVERSA : UN PROGETTO GRANDIOSO , UNA BABELE IN UNA CITTà CHE VUOLE SCOPRIRSI GRANDE.'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/-LLA27Rnv6R8/Td3lTM6BW6I/AAAAAAAAjqw/XGZZaMMuf2Y/s72-c/Antwerp-MAS-Museum_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-6597005443404136341</id><published>2011-05-25T08:07:00.002+02:00</published><updated>2011-05-25T18:18:36.213+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MAPPE'/><title type='text'>MAPPA METRO BARCELLONA</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Tddf6XOeqvI/AAAAAAAAjh0/kWg1-F2l3qQ/s1600-h/image%5B6%5D.png"&gt;&lt;img title="image" style="border: 0px none; display: inline; width: 586px; height: 615px;" alt="image" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Tddf8OVTeKI/AAAAAAAAjh4/-AvZAEchm6s/image_thumb%5B4%5D.png?imgmax=800" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-6597005443404136341?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/6597005443404136341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/mappa-metro-barcellona.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6597005443404136341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6597005443404136341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/mappa-metro-barcellona.html' title='MAPPA METRO BARCELLONA'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Tddf8OVTeKI/AAAAAAAAjh4/-AvZAEchm6s/s72-c/image_thumb%5B4%5D.png?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-4042500488040867855</id><published>2011-05-21T08:40:00.002+02:00</published><updated>2011-05-21T08:44:46.897+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>ANVERSA (ANTWERP) IL  DIAMANTE D’EUROPA</title><content type='html'>&lt;p&gt;Ad Anversa, sulle rive del fiume Schelda, si respira l’opulenza e il fermento culturale di un tempo, combinati però al nuovo orgoglio indipendentista. Una città che cresce velocemente nel cuore dell’Europa , a metà strada tra Parigi e Amsterdam , secondo porto d’Europa , capitale mondiale dei diamanti , patrimonio artistico e un calendario di mostra da far invidia al resto del continente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Negli ultimi vent’anni Anversa ha riconvertito migliaia di metri quadrati di docks nel porto. Laddove navi portoghesi scaricavano spezie pregiate come il pepe e la noce moscata , mentre quelle inglesi portavano la lana , oggi ci sono lussuosi quartieri residenziali e centri culturali. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TddeQ8r_Q0I/AAAAAAAAjhc/Uw3mwpylmLo/s1600-h/eilandje%5B7%5D.jpg"&gt;&lt;img title="eilandje" style="border: 0px none; display: inline;" alt="eilandje" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TddeRmIB27I/AAAAAAAAjhg/_X9R6RxEgJI/eilandje_thumb%5B7%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="215" width="315" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il museo di arte contemporanea Muhka è stato inaugurato nel 1987 in un ex granaio. L’isolotto di Eilandje , tra colonne di container e quel che resta del vecchio quartiere a luci rosse , è diventato una delle zone più vivaci della città , ospitando il cantiere del nuovo museo etnografico e marittimo. Il Mas (Museum An de Stroom) è stato disegnato come una torre asimmetrica fatta di dieci imponenti blocchi di pietra che ricordano i vecchi depositi portuali , i cosiddetti “stapelhuis”. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per gli amanti dell’arte ci sono in città anche costruzioni firmate da Le Corbusier , da Renaat Braem e dall’inglese Richard Rogers che ha concepito il nuovo Palazzo di giustizia. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Accanto alla cattedrale gotica di Nostra Signora , alla fontana dedicata al leggendario soldato Brabo o al castello di Het Steen , dopo aver visitato il centro storico pedonalizzato , la Grand – Place , il museo dedicato a uno dei più noti stampatori d’Europa, Christophe Plantin , bisogna lasciare un po’ di tempo per passeggiare davanti alle palazzine di Art Nouveau nella strada Cogles –Oysley , nel quartiere degli artisti di Zurenborg , molto piacevole d’estate con le sue terrazze all’aperto. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La città  parla il neerlandese. Il benvenuto ad Anhtwerpen ( come viene chiamata Anversa) fa subito capire che siamo sbarcati in altro paese, diverso dal Belgio. La Stazione Centrale( Spoorwegkathedraal)  è considerata una delle più belle d’Europa. All’uscita ci si immerge nel suq scintillante di gioiellerie e vetrine blindate. E’ il quartiere dei diamanti , una volta occupato solo da ebrei ortodossi che ora però convivono con commercianti asiatici , soprattutto indiani. Per chi è appassionato di diamanti c’è il DiamantMuseum.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TddeSdTxWGI/AAAAAAAAjhk/xSoGrRR3Ack/s1600-h/foto-diamondmuseum%5B9%5D.jpg"&gt;&lt;img title="foto-diamondmuseum" style="border: 0px none; display: inline;" alt="foto-diamondmuseum" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TddeS-OA14I/AAAAAAAAjho/B6QaeVL9iTg/foto-diamondmuseum_thumb%5B7%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="246" width="279" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un altra delle tappe obbligate in questa città è il Museo reale delle Belle Arti , il Kmska , dove si possono trovare alcuni dei maggiori capolavori della pittura fiamminga. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il punto di partenza ideale è la casa di Pieter Paul Rubens , immaginata allora come un palazzo italiano con una corte interna, ora diventato museo. Al maestro fiammingo è dedicata una statua a Groenplaats dove si affaccia anche la Chiesa di St Paulus con il suo sepolcro. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TddeTl4SvNI/AAAAAAAAjhs/DsNx652X_YI/s1600-h/800px-Spoorwegkathedraal%5B5%5D.jpg"&gt;&lt;img title="800px-Spoorwegkathedraal" style="border: 0px none; display: inline;" alt="800px-Spoorwegkathedraal" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TddeUFwZYjI/AAAAAAAAjhw/Sr5rEm0bDy4/800px-Spoorwegkathedraal_thumb%5B3%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="222" width="291" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il corso principale di Anversa , il Meir, porta fino al quartiere di Zuid , dove ci sono alcuni dei migliori ristoranti del Belgio e sono cresciuti gli stilisti “Antwerp six”. Intorno alla moda si è creato ormai un vero e proprio polo con il museo Momu e il centro Mode-Natie , entrambi affacciati sulla Nationalestraat , la strada nella quale ci sono molte delle più famose boutique. Come il vecchio garage trasformato in un concept store o il grande appartamento con candelabri e stucchi di Van Noten. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-4042500488040867855?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/4042500488040867855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/anversa-antwerp-il-diamante-deuropa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4042500488040867855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4042500488040867855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/anversa-antwerp-il-diamante-deuropa.html' title='ANVERSA (ANTWERP) IL  DIAMANTE D’EUROPA'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TddeRmIB27I/AAAAAAAAjhg/_X9R6RxEgJI/s72-c/eilandje_thumb%5B7%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-5427854827708997045</id><published>2011-05-17T08:38:00.000+02:00</published><updated>2011-05-17T08:38:00.039+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AFRICA'/><title type='text'>SAFARI BLU NELLA SAVANA E NELL’OCEANO DI MALINDI</title><content type='html'>&lt;p&gt;Safari di mare ma anche di terra. Il fascino del viaggio nel viaggio è quello che conquista chi arriva a Malindi, la perla Swahili da tempo località turistica tra le più gettonate del Kenya.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TdERPrH-LrI/AAAAAAAAjYE/khxJuDpgWvM/s1600-h/malindi-marine-park%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img title="malindi-marine-park" style="border: 0px none; display: inline;" alt="malindi-marine-park" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TdERQVwqbvI/AAAAAAAAjYI/yoMrZdm_Yvc/malindi-marine-park_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="243" width="357" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Malindi, spesso nota per i suoi ritrovi mondani , le feste nelle ville e lo shopping nei mercatini locali , offre in realtà molto di più. Basta sapersi organizzare , magari chiedendo informazioni direttamente negli hotel della città o anche ai beach boys locali , e la vacanza cambia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Finisce la pace e comincia l’avventura. Ecco il piacere d’immergersi nella natura alla scoperta di oasi inesplorate. In una parola : safari. Una vacanza che si adatta perfettamente ai gusti dei bambini che sono i primi ad entusiasmarsi di fronte ad incredibili eserciti di leoni ed elefanti , al piacere di dormire sentendo i richiami della savana o di nuotare inseguendo migliaia di pesci dai colori dell’arcobaleno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Parco marino a sud della città , è la città più facile da affrontare perché si può raggiungere con un taxi. Un ‘unica accortezza : deve essere visitato durante il momento di alta marea. L’organizzazione della giornata di solito comprende un pacchetto fatto di taxi , barca , biglietto d’ingresso nel parco e equipaggiamento per le immersioni. L’escursione dura più o meno due ore e si può prolungare con il famoso Safari blu. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TdERQ2jAT5I/AAAAAAAAjYM/aH-_ZCozplk/s1600-h/safari_blu_pic3%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img title="safari_blu_pic3" style="border: 0px none; display: inline;" alt="safari_blu_pic3" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TdERRUKzrWI/AAAAAAAAjYQ/SGcMPdjm8-M/safari_blu_pic3_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="294" width="413" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;All’interno della barriera corallina ,e a venti minuti dal Parco , si formano infatti delle isole di sabbia bianca chiamate Sardegna 2 e che giustificano pienamente la definizione di Safari blu. Di solito chi organizza la gita propone anche un pranzo in barca a base di aragosta e pesce tropicale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per chi teme il mare ci sono numerose escursioni da fare nel bush e , da Malindi , sono raggiungibili in aereo e con delle macchine fuoristrada . Il parco nazionale dello Tsavo è il più grande del Kenya e si divide in est e ovest. Per visitarlo a fondo richiede almeno due o tre giorni di gita ma ne vale sicuramente la pena. Per dormire non c’è che l’imbarazzo della scelta : lodge , alberghi e bungalow sono sparsi per tutta la superficie. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una valida alternativa è il parco di Aberdare che, a circa 100 Km a nord di Nairobi, si espande per quasi 800 km quadrati. Oltre ai tanti e diversi animali ci sono foreste di bambù e foreste  alpine. Le passeggiate sono infinite e per dormire si può anche azzardare l’emozione di una camera da letto sugli alberi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TdERSC3sLRI/AAAAAAAAjYU/57qK6WkTcPg/s1600-h/safari%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img title="safari" style="border: 0px none; display: inline;" alt="safari" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TdERSuIoh8I/AAAAAAAAjYY/K8v2j0TIo6w/safari_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="330" width="433" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ulteriore possibilità è il parco Nazionale di Amboseli : circa 400 Km quadrati al confine con la Tanzania . Amboseli , citato anche da Hemingway , ha un’altitudine oltre mille metri e garantisce la vista di meravigliosi panorami. Nel parco si alternano paludi alla savana. Il parco conquisterà gli amanti degli uccelli visto che se ne possono ammirare più di 400 specie diverse. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I safari non sono il viaggio ideale per i dormiglioni visto che la sveglia suona sempre attorno alle cinque del mattino. E neppure per chi non ama i lunghi tragitti con la macchina perché , per la maggior parte del tempo, ci si muove all’interno di jeep e perfettamente blindate per motivi di sicurezza . L’emozione finale però vale la fatica &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-5427854827708997045?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/5427854827708997045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/safari-blu-nella-savana-e-nelloceano-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/5427854827708997045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/5427854827708997045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/safari-blu-nella-savana-e-nelloceano-di.html' title='SAFARI BLU NELLA SAVANA E NELL’OCEANO DI MALINDI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TdERQVwqbvI/AAAAAAAAjYI/yoMrZdm_Yvc/s72-c/malindi-marine-park_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-8197260597393480393</id><published>2011-05-11T20:14:00.000+02:00</published><updated>2011-05-11T20:33:13.933+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ITALIA'/><title type='text'>LA STORICA  ORVIETO</title><content type='html'>&lt;p&gt;Quanto è bella Orvieto. La città in cui ha vissuto Tommaso d’Aquino, dove Luca Signorelli ha dipinto Il Giudizio Universale , si aggira l’ombra di Bonifacio VIII il papa nell’Inferno di Dante , qui visse in esilio Francesco Borromini, il grande rivale del Bernini.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il nome dei personaggi celebri cha hanno legato la loro vita alla città è comunque ampio. La storia è un pezzo importante della vita odierna della città. Si può trovare la civiltà etrusca sotto la città medievale. Ai dintorni di Orvieto , poi, gli archeologi cercano la tomba di re Porsenna.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TcobLQTdCoI/AAAAAAAAjQo/2IYfHl-4rQo/s1600-h/logo2%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="logo2" style="border: 0px none; display: inline;" alt="logo2" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TcobMD8BipI/AAAAAAAAjQs/oyk07zvOaTw/logo2_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="164" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Orvieto , che una volta si accedeva al dorso di un asino, ora ci si può accede con la funicolare o automobile. Orvieto ha ben due musei etruschi di fronte al bellissimo Duomo, cui lavorò 700 anni fa Lorenzo Maitani. La città è stata stregata da molti scrittori. Fazio degli Uberti la descrive alta e strana. La città è stata citata da Niccolò Tucci in un racconto del Segreto. La cita Luigi Malerba, che ne fece una seconda patria e oggi riposa nel cimitero in basso alla città. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Malerba amava dire che il Duomo è più bello visto da dietro e, in effetti, i lati e il retro della cattedrale con l’alternarsi di luci chiare e scure , sono di una incredibile eleganza. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Orvieto il prossimo luglio offre un festival di musica classica che gemella con Usuhaia , città della terra del Fuoco. Cioè una città posta alla fine del mondo , nell’estrema propaggine argentina , e il centro del vecchio mondo, rappresentato dalla cittadina umbra. Suonerà l’Orchestra di Mosca e le tre serate saranno dedicate a Luigi Mancinelli ( che dà il nome del teatro di Orvieto). &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-8197260597393480393?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/8197260597393480393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/la-storica-orvieto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8197260597393480393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8197260597393480393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/la-storica-orvieto.html' title='LA STORICA  ORVIETO'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TcobMD8BipI/AAAAAAAAjQs/oyk07zvOaTw/s72-c/logo2_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-5380851667990782654</id><published>2011-05-02T08:46:00.002+02:00</published><updated>2011-05-02T08:53:38.877+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>I GRANDI SPAZI E I MERAVIGLIOSI PAESAGGI DELLA LAPPONIA</title><content type='html'>&lt;p&gt;Nel nord Europa l’ultima neve resiste a giugno. Una regione dove si possono praticare sci di fondo , la snowmobile , la slitta con gli husky e con le renne , il nord walking, le ciaspole. Quella parte dell’Europa si chiama Lapponia , la terra del popolo Sami.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Tb5TJQnZNcI/AAAAAAAAjDY/tLA4DB-VF-Q/s1600-h/lapponia12%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="lapponia12" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="179" alt="lapponia12" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Tb5TKBA9MGI/AAAAAAAAjDc/IeJPM4lRu98/lapponia12_thumb.jpg?imgmax=800" width="244" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questa regione è famosa turisticamente per le saghe nordiche e l’aurora boreale. Ma anche per i suoi grandi spazi e modi di vivere preindustriali. L’inglese Matthew Consett scrisse “Qui vivono lontano dal mondo. Abbiamo una natura diversa da come la conosciamo. Laghi bellissimi e foreste si susseguono come scene in un teatro”. Un altro inglese , Bayard Taylor “Nulla in Italia, nulla ai tropici, eguaglia la magnificenza del cielo polare”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il turismo moderno in questa Regione è iniziata negli anni Venti, con la costruzione delle strade che collegavano Rovaniemi a Kemi e a Tornio sul Golfo di Bothnia, a Kuopio nella grande regione dei Laghi e fino a Helsinki e Turku nel sud. In quegli anni nacque il Nordic Walking.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il resto della regione rimase però , ancora per qualche anno, un luogo selvaggio dove l’uomo non ha mai messo piede. Ma è proprio nella scarsa presenza umana – gli abitanti sono 17 per Km2- e negli spazi immensi che si rivela il fascino della Lapponia : regione dove la civilizzazione finisce e la cultura comincia. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’aeroporto più grande è a Kuusamo , ma&amp;nbsp; il punto ideale per viaggio in questa terra ultima è Rovaniemi , capitale non solo dalla regione, ma anche dell’immaginario dei bambini : appena fuori dalla città c’è il Santa Claus Village. Nacque nel 1950 per accogliere la visita di Roosevelt. Nel negozio ci sono negozi di giocattoli , case di ghiaccio, un ufficio postale per le lettere dei bambini. E un museo di Babbo Natale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma Rovaniemi non è solo Santa Claus : il nome della lingua Sami significa collina boscosa : di grandi boschi di betulle è circondata , e furono quei boschi a fornire rifugio agli abitanti quando i tedeschi nel 1944 la distrussero completamente. Venne ricostruita su disegno di Aalto , l’architetto più rappresentativo della scuola organica finlandese. E’ invece degli architetti Birch Bonderup e Thorup l’Arktikum , il mueso più ricco di testimonianze della storia finlandese: costruito dove il Circolo polare artico taglia in due Rovaniemi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Tb5TLGbKcyI/AAAAAAAAjDg/uYrFbtlFqIU/s1600-h/cartina-lapponia-arcticroute%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="cartina-lapponia-arcticroute" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="144" alt="cartina-lapponia-arcticroute" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Tb5TMNP6Z0I/AAAAAAAAjDk/NL7TS54nERA/cartina-lapponia-arcticroute_thumb.jpg?imgmax=800" width="244" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Altro centro che vale pena di visitare è Posio , poco più a sud, dove è stato allestito un bel museo dedicato alla civiltà contadina e agli sport invernali. A Posio ha sede e si può vedere la Pentik , fabbrica che produce legno e ceramica. Chi vuole sciare può andare ovunque in Lapponia , anche di sera, non solo perché le piste sono illuminate ma anche perché in primavera il sole tramonta tardi. Le aree sciistiche sono Yllas , Levi , Muonio , Hetta. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Intorno a Kuusamo , tra i boschi e ai bordi del Parco Nazionale Oulanka, esistono itinerari perfetti per snowmobile e slitte con i cani. Ma questi sono sport per chi ama velocità e avventura : se cercate lentezza e quiete , potete dedicarvi al trekking e alle ciaspolate. O alla pesca nei laghi ; anche se ci vuole molta pazienza. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-5380851667990782654?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/5380851667990782654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/i-grandi-spazi-e-i-meravigliosi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/5380851667990782654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/5380851667990782654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/05/i-grandi-spazi-e-i-meravigliosi.html' title='I GRANDI SPAZI E I MERAVIGLIOSI PAESAGGI DELLA LAPPONIA'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Tb5TKBA9MGI/AAAAAAAAjDc/IeJPM4lRu98/s72-c/lapponia12_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-2836498084053578319</id><published>2011-04-26T08:11:00.000+02:00</published><updated>2011-04-26T08:11:00.695+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>BUDAPEST, UN VIAGGIO DEL TERRORE NEI RICORDI DELLA STORIA DEL PAESE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Quando si esce da una dittatura si cerca tutto per dimenticare, per non parlare . Si accantona per poi parlarne dopo decenni. Come successo in Spagna e in vari Paesi dell’Est. Ma non in Ungheria. Nel paese magiaro  Il comunismo è stato sfruttato per attrattiva turistica. Una sorta di risarcimento postumo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A Budapest si può girare per la città e vedere i luoghi che furono teatro della tentata rivoluzione del 1956 , quella di Imre Nagy, repressa nel sangue dai carri armati sovietici : Kossuth Ter , la piazza del Parlamento sede degli assembramenti politici e di una strage che fece scoccare l’insurrezione popolare , la statua di Nagy là accanto e la sua tomba al cimitero Kerepesi , il cinema Corvin roccaforte dei rivoltosi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TbUsdthvOYI/AAAAAAAAi7E/3_9xrusJv2w/s1600-h/4454972549_3fa712c9e03.jpg"&gt;&lt;img title="4454972549_3fa712c9e0" style="border-width: 0px; display: inline;" alt="4454972549_3fa712c9e0" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TbUsjj2DKkI/AAAAAAAAi7I/sIqsAjjyaE0/4454972549_3fa712c9e0_thumb1.jpg?imgmax=800" width="244" border="0" height="164" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oltre a questi luoghi di triste memoria si possono visitare tre musei che rievocano quel passato. Tra luoghi storici. Quello più antico è Sziklakorhaz , l’ospedale in roccia, che si trova a Buda , nelle viscere del monte sul quale sorge il castello. Un sistema di grotte , cantine e gallerie le cui vicende sono simbolo di quell’Ungheria&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Allo scoppio dell’ultima guerra le grotte furono riadattate e puntellate, perché servissero da rifugio antiaereo , poi utilizzate come ospedale . Utilizzate poi come fabbrica di farmaci , durante la ribellione del 1956 tornarono ad essere punto di soccorso e medicazione dei feriti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo il ritorno del regime , nei peggiori anni della Guerra Fredda , l’ospedale è stato trasformato in un bunker da usare in caso di attacco chimico o nucleare , con tanto di sistema di pompe e rete idrica in diretto collegamento col Danubio. Fino alla sua trasformazione in un magazzino della Protezione Civile. Dal 2007 è un museo , che ha un inquietante negozio di souvenir : maschere antigas, giubbe ,ilitari , barelle, gavette e siringhe d’epoca.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ museo dal 2002, invece, la Terror haza , la Casa del terrore. Questa palazzina di Andrassyut era la sede e il luogo delle torture dell’Avh, la polizia segreta del regime comunista . Camminare in questo museo fa accapponare la pelle. Ha una scritta nera , Terror, sul cornicione nero della palazzina , e un carro armato originale nel cortile interno. Inoltre un  pannello coi visi dei 3660 ungheresi uccisi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TbUssTdy2SI/AAAAAAAAi7M/Go-mzJT68mo/s1600-h/b_Budapest.Terror.Haza.Museum.der.Fo.jpg"&gt;&lt;img title="b_Budapest.Terror.Haza.Museum.der.Folter" style="border-width: 0px; display: inline;" alt="b_Budapest.Terror.Haza.Museum.der.Folter" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TbUszBZ-QEI/AAAAAAAAi7Q/O26JxsPhzSQ/b_Budapest.Terror.Haza.Museum.der.Fo%5B1%5D.jpg?imgmax=800" width="307" border="0" height="234" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel museo si vede la storia ungherese, comprese le torture che furono fatte nel palazzo, con tanto di video di un’esecuzione e urla strazianti. C’è un giro nelle celle dove avvenivano le torture , lasciate intatte : i prigionieri venivano torturati , lasciati senza cibo , con luci puntate addosso 24 ore su 24 , fino a che morivano e confessavano qualcosa. Quando i rivoltosi del 1956 entrarono cercano un tritacarne con cui si diceva, si facevano sparire i corpi. Mai trovato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Più tranquilla la visita al terzo museo, il Museo delle statue. Qui dal 1993 sono stati messi 41 monumenti che una volta erano disseminati nella città. Statue dove trionfano il cattivo gusto e la pacchianeria oltre ogni descrizione : brutte squadrate , allegoriche, dedicate a Marx, Engels , i soldati dell’Armata Rossa , la statua del Liberatore . Statue che una volta erano onorate con retoriche cerimonie. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-2836498084053578319?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/2836498084053578319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/04/budapest-un-viaggio-del-terrore-nei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/2836498084053578319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/2836498084053578319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/04/budapest-un-viaggio-del-terrore-nei.html' title='BUDAPEST, UN VIAGGIO DEL TERRORE NEI RICORDI DELLA STORIA DEL PAESE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TbUsjj2DKkI/AAAAAAAAi7I/sIqsAjjyaE0/s72-c/4454972549_3fa712c9e0_thumb1.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-1662552558084720290</id><published>2011-04-18T08:34:00.002+02:00</published><updated>2011-04-18T08:41:58.542+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>KERALA, LO STATO INDIANO DELLA SPIRITUALITà</title><content type='html'>&lt;p&gt;Profumo di spezie e meditazione . Passeggiate sulla spiaggia e conoscenza di sé. Una meta per scoprire i principi della scienza della vita : è l’India ayurvedica, il luogo dove trattamenti di una settimana fanno guadagnare anni di vita. Una vacanza per rigenerarsi che, secondo gli esperti , dovrebbe essere fatta almeno due volte nella vita. Un’esperienza più efficace di una beauty farm dove cercare il benessere attraverso il ripristino dell’equilibrio. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TavbYbft3tI/AAAAAAAAix8/v3Xq7x_EJTQ/s1600-h/kerala%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="kerala" style="border: 0px none; display: inline;" alt="kerala" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TavbY6FDLMI/AAAAAAAAiyA/KH4hmbNqGqk/kerala_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="163" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Culla della sapienza ayurvedica è il Kerala. Questo Stato dell’India sud-occidentale , conosciuto come Paese di Dio per l’abbondanza delle risorse naturali immerse in una vegetazione lussureggiante, permette di vivere con i migliori maestri indiani la meditazione, lo yoga e il mondo ayurvedico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci sono posti per tutte le tasche: dai resort sulla spiaggia , gli spirituali ashram , le navigazioni tra le blackwaters  , in un paesaggio tropicale con un ritmo di vita tranquillo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’Ayurveda, che vuol dire conoscenza o scienza della vita, è nata in questa Terra. Il termine ha origine dall’unione delle due parole sanscrite ayu ( vita) e veda (conoscenza). Secondo saggi indiani l’universo ha un suo ordine e la malattia , come lo stress, nascono dall’allontanamento da quest’ordine. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TavbZ9QMCaI/AAAAAAAAiyE/SHHfJctfiFg/s1600-h/kerala-ayurveda%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="kerala-ayurveda" style="border: 0px none; display: inline;" alt="kerala-ayurveda" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TavbahST4FI/AAAAAAAAiyI/Gn8BFdrejBw/kerala-ayurveda_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="170" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I trattamenti ayurvedici mirano a risistemare le cose . Il più impegnativo , noto come panchakarma ( o purificazione del corpo) , utilizza cinque tipi di terapie per liberare il corpo dalle tossine. Prima di cominciare una terapia di panchakarma il corpo è preparato per giorni con una dieta speciale, oli e massaggi. Ci vogliono tre settimane e il tutto viene eseguito sotto il controllo di un medico ayurvedico. Tra i più famosi centri c’è il Dr Franklin’s Panchakarma Institute a Kovalam (&lt;a href="http://www.drfranklin.com/"&gt;www.drfranklin.com&lt;/a&gt;) , l’Eden Garden a Varkala (&lt;a href="http://www.edengarden.in/"&gt;www.edengarden.in&lt;/a&gt;) o il Janakanthi Panchakarma Centre a Kollam.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per chi vuole un programma più soft , l’ideale è fermarsi in un resort in riva al mare come il Kannur Ayurvedic Centre nel Wayanad , il Jeevan Ayurvedic Beach Resort (&lt;a href="http://www.jeevanresort.net/"&gt;www.jeevanresort.net&lt;/a&gt;) con balconi a picco sulle onde o il Somatheeram (&lt;a href="http://www.somatheeram.net/"&gt;www.somatheeram.net&lt;/a&gt;) , pluripremiato con la palma del primo resort ayurvedico al mondo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Somatheeram si trova a Chowara Beach ed è immerso in oltre quindici acri di verde e, nel giardino botanico, finiscono oltre seicento varietà di erbe che finiscono gli ingredienti per molti medicinali ayurvedici. Direttamente sulla spiaggia c’è il Manaltheeram Ayurveda Beach Village (&lt;a href="http://www.manaltheeram.com/"&gt;www.manaltheeram.com&lt;/a&gt;) , che si affaccia su chilometri di sabbia dove passeggiare e ammirare lo spettacolo dei pescatori che di primo mattino recuperano dal mare le reti di pesci. I resort hanno una clinica interna : all’arrivo i medici eseguono un check-up completo e prescrivono trattamenti ad hoc per un periodo che può andare da un minimo di una settimana sino a ventuno giorni. Ogni mattina , prima dei massaggi della durata di due ore , c’è una visita di aggiornamento e un’eventuale correzione della terapia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TavbbbDZj0I/AAAAAAAAiyM/ghrlCQ5BPhw/s1600-h/onam%20Utsavam%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="onam Utsavam" style="border: 0px none; display: inline;" alt="onam Utsavam" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TavbcP6kgWI/AAAAAAAAiyQ/hUH8iJHVWho/onam%20Utsavam_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="183" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I massaggi a base di oli aromatici ed erbe vengono praticati su un asse di legno . Tra questi l’Abhayanga , un massaggio sincronizzato a quattro mani a base di erbe officinali che depura il corpo , e il Sirodhara , praticato con un olio medicato tiepido che viene fatto colare lentamente sulla fronte per sciogliere le tensioni , ideale per chi soffre di insonnia o emicrania. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per gli appassionati di yoga è una festa : lezioni per tutti i livelli, dall’alba al tramonto. Per chi cerca un’esperienza più spirituale c’è l’Ashram. C’è il Sivanda Yoga Vedanta Dhanwantari Ashram , famoso nel mondo per i corsi di yoga. I corsi durano 2 settimane , si mangia benissimo e si possono fare massaggi ayurvedici a cifre decisamente convenienti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; I trattamenti ma soprattutto la ricerca di una pace interiore spingono regolarmente milioni di turisti a raggiungere la Mata Amritanandamayi Mission (&lt;a href="http://www.amritapuri.org/"&gt;www.amritapuri.org&lt;/a&gt;) . La guru , una dlele poche donne, è famosa in tutto il mondo per i suoi messaggi d’amore e le sue iniziative filantropiche. Mata in una sola notte abbraccia  moltissime persone . &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-1662552558084720290?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/1662552558084720290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/04/kerala-lo-stato-indiano-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1662552558084720290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1662552558084720290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/04/kerala-lo-stato-indiano-della.html' title='KERALA, LO STATO INDIANO DELLA SPIRITUALITà'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TavbY6FDLMI/AAAAAAAAiyA/KH4hmbNqGqk/s72-c/kerala_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-3470529862591498236</id><published>2011-04-07T08:10:00.000+02:00</published><updated>2011-04-07T08:10:00.505+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>LA COSMOPOLITA BELGRADO : BELLA E INDIMENTICABILE.</title><content type='html'>&lt;p&gt;Le Corbusier la definì la città più brutta del mondo nella posizione più bella. Il fatto è che  a Le Corbusier si parò davanti una città che le bombe avevano più volte sfregiato. Certo Belgrado non è Parigi o Roma. E’ grigia come certi suoi cieli d’autunno. E d’inverno addirittura scura. Scura come il Danubio quando piove.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Belgrado quindi è scura e grigia , ma non brutta. Anzi ha fascino da vendere , e non solo per la sua splendida posizione. L’irresistibile fascino della sua storia , delle sue sconfitte , delle sue rughe , delle sue contraddizioni , dei suoi eccessi , delle sue intemperanze , dei suoi amori mai tiepidi , della sua graffiante ironia. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TZydXnGnRbI/AAAAAAAAijM/pMhnWR1f8jM/s1600-h/BG%20-%20Knez%20Mihailova%2006%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img title="BG - Knez Mihailova 06" style="border: 0px none; display: inline;" alt="BG - Knez Mihailova 06" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TZyd44207eI/AAAAAAAAijQ/G-ZPw-ACGVQ/BG%20-%20Knez%20Mihailova%2006_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" width="244" border="0" height="184" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quando in molti , come al tempo delle bombe della Nato , la volevano in ginocchio Il poeta Francese Besson scriveva “Si dava il rossetto parlava in maniera nasale e non degnava mai di uno sguardo quel cielo che da un momento all’altro poteva precipitarle addosso”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cosmopolita , è difficile trovare a Belgrado chi non sia capace di esprimersi in una lingua che non sia il serbo, multietnica e tollerante. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Qui il tempo scorre più lento rispetto alle nostre città. Nessuno sembra avere mai fretta e tutti sembrano essere disponibili a fare quattro chiacchiere. Certo c’è la crisi, qui più che altrove, ma la gente ci è abituata. Troppe guerre e privazioni nel passato recente per non godere di questa vacanza anche se di soldi ce n’è pochi. Per ridere, piangere , vivere insomma. I serbi non hanno mezze misure . Bianco o nero. Amici o nemici. Estremi sempre come in politica che nello sport. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il viaggio di Belgrado s’inizia dalla roccia che domina la confluenza della Sava col Danubio. Dove sorge la Fortezza  il Kalemegdan che fu il centro storico di Belgrado sempre occupato da costruzioni militari, tranne una breve parentesi di sue secoli , tra il VII e il IX e oggi sede di diversi musei.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si viaggia poi per Ulica Knez Mihailova , la zona pedonale in cui sono concentrati gli edifici più rappresentativi delle città, il lascito di quella sorta di Belle époque che visse Belgrado alla fine dell’Ottocento. La passeggiata in mezzo ad edifici storici ma anche boutique alla moda, caffè,  ristoranti. Al numero 56 c’è la Storica Libreria , che all’epoca del neo Romanticismo serbo fu uno dei più esclusivi hotel della città , il Srpska Kruna.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non esclusivo quanto il vecchio Moskva , che non è lontano dalla Knez Mihailova , e domina Teraazije , la grande piazza all’incrocio con le principali arterie del centro. Costruito all’inizio del secolo scorso , opera dell’architetto Ilkic , in stile secessionista , stucchi, parquet, e soffitti altissimi , il Moskva , appena finito di ristrutturare , è una forma di monumento. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si respira aria europea nella Skadarlija , il quartiere dei bohémien serbi, la Montmartre di Belgrado , coi suoi vicoli di ciottoli , con le sue gallerie d’arte e coi suoi localini , aperti fino a notte fonda. E per chi ama la notte di Belgrado può riservare molte sorprese. Musica dal vivo, cucina etnica, locali trasgressivi. Cene romantiche a lume di candela sui barconi-ristoranti del Danubio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TZyeMoyTrII/AAAAAAAAijU/QRGUfONjpxk/s1600-h/skadar2%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img title="skadar2" style="border: 0px none; display: inline;" alt="skadar2" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TZyecltfnwI/AAAAAAAAijY/YthZ5iLK01A/skadar2_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" width="244" border="0" height="169" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ulica Kralija Petra è una delle vecchie strade di Belgrado. Qui dove un tempo c’erano la basilica , le terme ed il forum romano ha sede il Patriarcato della Chiesa serbo ortodossa. E per rimanere in tema da non perdere la bellissima cattedrale Saborna Crvka dove si conservano le reliquie dei santi serbi e le tombe di personaggi famosi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Comunque Belgrado è unica e indimenticabile. Lo scrittore serbo  Milos Crnjanski  le dedicò dei versi “ Tu brilli abche quando qui le stelle si spengono… In te non esiste il non senso , né la morte. Tu scintilli come una vecchia spada dissepolta. In Te tutto resuscita , e danza, e volteggia , e si ripete , come il giorno e il pianto dei fanciulli … E quando la mia voce , e i miei occhi , e il mio respiro si estingueranno. Tu mi accoglierai , lo so , nel tuo grembo”&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-3470529862591498236?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/3470529862591498236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/04/la-cosmopolita-belgrado-bella-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3470529862591498236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3470529862591498236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/04/la-cosmopolita-belgrado-bella-e.html' title='LA COSMOPOLITA BELGRADO : BELLA E INDIMENTICABILE.'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TZyd44207eI/AAAAAAAAijQ/G-ZPw-ACGVQ/s72-c/BG%20-%20Knez%20Mihailova%2006_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-7331978701239326111</id><published>2011-03-28T21:12:00.002+02:00</published><updated>2011-03-28T21:13:42.068+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>HAUZ KHAS , IL VILLAGE DI NUOVA DELHI</title><content type='html'>&lt;p&gt;Si lascia indietro tutto lo smog della capitale indiana, Nuova Delhi. Fai che con il risciò si arriva al parco , al Village come lo chiamano quelli del posto. Niente gas di scarico , ma alberi a perdita d’occhio. Si abbassano i decibel della megalopoli , che su strade e sopraelevate ogni giorno accoglie un migliaio di auto nuove. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TZDckfC4QgI/AAAAAAAAiUU/66vK6e70UPk/s1600-h/Hauz%20Khas%20ruins%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="Hauz Khas ruins" style="border: 0px none; display: inline;" alt="Hauz Khas ruins" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TZDc83MZJkI/AAAAAAAAiUY/pgA4ZfHSlUA/Hauz%20Khas%20ruins_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La capitale torna a misura d’uomo , diventa borgo. Pur sempre un borgo indiano , però. Per cui si trova vivacità innovazione e gioventù. Prendete Soho, East Village , e portatelo tra i vicoli dell’India e avrete qualcosa che somiglia a Hauz Khas Village, il Village di New Delhi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Niente centro commerciale, McDonald’s, Pizza Hut. La sbornia da globalizzazione è giù superata. Solo botteghine bio, atelier di moda, gallerie d’arte , studi d’architettura. Avanguardia , ma anche nostalgia , con negozi di mobili coloniali e locandine di Bollywood. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Passato e futuro s’incontrano entrambi nelle viuzze medievali dietro al tir , il locale trendy che è come una salotto di casa anni Settanta , col vantaggio che la sera puoi trovarci dei punjabi che suonano il reggae. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I prezzi immobiliari sono già saliti alle stelle , ma le stradine restano malandate. E talmente strette che non ci passano neanche i risciò. Al massimo un carretto di un anziano artigiano del legno , magari un discendente degli islamici che popolavano la zona, quando si chiamava Tarabadad : “Città della gioia”. Qui settecento anni fa risiedevano intellettuali e accademici musulmani provenienti da tutta l’Asia per insegnare nella madrasa voluta dal regnante mogul Firuz Shah Tughlaq e diventata tra i più eminenti centri di studi islamici durante il Sultanato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TZDdVjP4YLI/AAAAAAAAiUc/sBDKU_kqNu8/s1600-h/hauz-khas1%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="hauz-khas1" style="border: 0px none; display: inline;" alt="hauz-khas1" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TZDdmsCAkmI/AAAAAAAAiUg/TLBMTb4D8Xo/hauz-khas1_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="164" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lasciandosi i vicoli alle spalle , se ne riesce a immaginare la grandiosità tra i suoi resti malconci. Ora meta di coppiette che si rubano baci proibiti. Si nascondono tra scale che non portano più da nessuna parte e balconate da cui si ha la veduta del lago. Artificiale, s’intende. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Era e resta il cuore del villaggio: l’haus khas , la cisterna reale , dal nome in urdu che resiste da quando fu costruita nel Trecento. Resiste a tempo e cemento il Deer Park che circonda la riserva d’acque e dove i deer , i cervi, esistono davvero. Sempre che non sia sabato pomeriggio , quando la fauna si rintana per l’invasione sonora del jam session dei percussionisti . Ma se da fastidio il rumore si torna verso i vicoli del Village , fino ala terrazza del Gun Powder , a godere della quiete del lago degustando le più blasonate malabar parottas nel ristorante più radical chic. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-7331978701239326111?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/7331978701239326111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/03/hauz-khas-il-village-di-nuova-delhi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/7331978701239326111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/7331978701239326111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/03/hauz-khas-il-village-di-nuova-delhi.html' title='HAUZ KHAS , IL VILLAGE DI NUOVA DELHI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TZDc83MZJkI/AAAAAAAAiUY/pgA4ZfHSlUA/s72-c/Hauz%20Khas%20ruins_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-6943503015335639256</id><published>2011-03-27T14:21:00.002+02:00</published><updated>2011-03-27T14:48:31.494+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='USA'/><title type='text'>MIRAGGIO DELL’AFFARE NEI DINTORNI DELLA GRANDE MELA. GRANDI MARCHE A PREZZI RIDOTTI</title><content type='html'>&lt;p&gt;Ogni giorno migliaia di persone salgono su un bus a New York  per andare alla ricerca di saldi. Nel variegato autobus puoi trovare qualche newyorkese doc , italiani, spagnoli, tedeschi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si parte dalla stazione di Port Authority , vicino alla sede del New York Times disegnato da Renzo Piano. La destinazione è un’oscura località , Central Valley , famosa più che altro per le sue foreste di aceri. Ma il bus porta questi visitatori, non in un’attrazione turistica, ma in un outlet. Anzi un super outlet. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TY8rolLT34I/AAAAAAAAiSI/cnez2hNVIZc/s1600-h/img-center-Woodbury%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img title="img-center-Woodbury" style="border: 0px none; display: inline;" alt="img-center-Woodbury" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TY8ru9OYlpI/AAAAAAAAiSM/AhvOHxbm_yQ/img-center-Woodbury_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" width="364" border="0" height="191" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Woodbury Common al primo sguardo sembra un sonnacchioso villaggio ottocentesco : case basse , tetti di legno spioventi, ristorantini , persino la torre dell’orologio. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dietro ogni  facciata nasconde un negozio (sono 195 in tutto). Un’orgia di lusso , una sfilata di grandi marchi della moda italiana , francese, americana. Le collezioni dell’anno precedente , e da un paio di anni anche quelle correnti , proposte con sconti del trenta , del cinquanta , persino del settanta per cento. Una manna dal cielo. Lo store più gettonato è una valigeria: la frenesia dell’acquisto porta a fine shopping all’acquisto di un trolley per contenerle tutte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Molte persone arrivano ogni giorno a Central Valley  in cerca del miraggio dell’affare. Ed ecco perché altre migliaia salgono sui pullman che ogni ora partono dal Port Authority Terminal , o si iscrivono a tour organizzati , rinunciando per un giorno alla magia di Manhattan , per raggiungere altri posti come Woodbury Common.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;New York è circondata da mega outlet. Nel raggio di un paio di ore di bus o di treno se ne contano decine. Nello Stato di New York , o negli Hamptons, ma anche in New Jersey , in Pennsylvania , nel Connecticut. Megastore spesso associati in catene con efficienti uffici informazioni presso i quali, una volta giunti sul posto , è consigliato andare per fornirsi di una mappa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non è che  nella Grande Mela non manchino  negozi specializzati che offrono buone occasioni. Ma New York spesso è una città cara, molto cara. E così sono in molti che, dopo aver ammirato gli scintillanti reparti di Sacks 5Th Avenue o la boutique di Prada a Chelsea , decidono di investire 30-40 dollari ( il costo del biglietto) e di fare una gita fuori città per comprare gli stessi capi a presso stracciato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Inoltre ci sono molte occasioni ( es L’Independence Day, il compleanno di Obama , e Spring Break) in cui chi è registrato agli outlet riceve un ‘ulteriore riduzione dei prezzi. E poi coupon , carte fedeltà, offerte via web, promozioni dedicate ai nonni, ai single. La fantasia della corsa dello sconto non conosce limiti. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-6943503015335639256?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/6943503015335639256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/03/miraggio-dellaffare-nei-dintorni-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6943503015335639256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6943503015335639256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/03/miraggio-dellaffare-nei-dintorni-della.html' title='MIRAGGIO DELL’AFFARE NEI DINTORNI DELLA GRANDE MELA. GRANDI MARCHE A PREZZI RIDOTTI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TY8ru9OYlpI/AAAAAAAAiSM/AhvOHxbm_yQ/s72-c/img-center-Woodbury_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-8080815469464149070</id><published>2011-03-24T07:44:00.002+01:00</published><updated>2011-03-24T07:49:18.777+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMERICA LATINA'/><title type='text'>CROCIERA TRA I GHIACCIAI DELLE TERRA DEL FUEGO</title><content type='html'>&lt;p&gt;Il Cile e l’Argentina si contendono il primato della città a più sud dell’intero pianeta. La cilena Punta Arenas , fondata centocinquant’anni fa , è la città più meridionale del continente americano e l’argentina Ushuaia è la città più australe del mondo. Quest’ultima , però, è fuori dal continente americano , si trova nella parte meridionale dell’Isla Grande de la Terra del Fuego.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TYroBCtNtXI/AAAAAAAAiMw/_NpFyGG_1Mo/s1600-h/cartina-capohorn%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="cartina-capohorn" style="border: 0px none; display: inline;" alt="cartina-capohorn" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TYroDnJvXnI/AAAAAAAAiM0/bbH1IL0GdrQ/cartina-capohorn_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="174" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Punta Arenas e Ushuaia sono due mete di crociere di piccole navi che, attraverso lo stretto di Magellano e toccando i ghiacciai Piloto, Nena e Pia , la baia Ainsworh e quella di Navarino, arrivano fino a Capo Horn , isola che divide l’Atlantico dal Pacifico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ un’esperienza non solo di grande valore naturalistico , si attraversano infatti grandi aree protette al confine tra Cile e Argentina , come il Torres del Paine Parque Nacional , ma si ripercorre anche il viaggio compiuto da Darwin sul Beagle.La flora e la fauna sono rimaste come lo scienziato inglese la vide tra il 1831 e il 1835. Darwin , che parlava di un’esplorazione al di là dei confini del mondo , usò termini come scenari solenni , ghiacciai grandiosi che arrivano al mare , selvaggia magnificenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La presenza umana , in questi posti, è quasi inesistente: a quel tempo il Beagle incontrò indigeni chiamati “fuegini” per i loro fuochi che accendevano per attirare l’attenzione dei visitatori e spedirsi messaggi. Da qui nome Terra del Fuego , nome attribuito a Magellano che nel 1520 trovò il passaggio tra Atlantico e Pacifico evitando le pericolosissime acque di Capo Horn dove, secondo lo scrittore cileno Coloane , si svolge un incessante duello tra i più vasti oceani del mondo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TYroGWm5kcI/AAAAAAAAiM4/JfjyS6uynNw/s1600-h/capo_horn_N%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="capo_horn_N" style="border: 0px none; display: inline;" alt="capo_horn_N" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TYroJ2OXjAI/AAAAAAAAiM8/Vs6PpbEn63k/capo_horn_N_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="162" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alla spedizione di Magellano è legata una leggenda sulle popolazioni locali : si racconta che il navigatore portoghese abbia incontrato uomini alti tre metri che riuscivano con le mani a sradicare gli alberi. Anche il nome della Patagonia è associato alla leggenda dei giganti che avevano i piedi grandi, i patagon. I primi esploratori parlavano anche di animali misteriosi come serpenti giganti e orsi elefentiaci che gli indigeni chiamavano milodon.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli indigeni di Darwin erano di statura bassa e indole pacifica , gli Yamana e i Selknam, come racconta il Museo del Fin del Mundo di Ushuaia che conserva utensili , armi e maschere dei fuegini. Di quell’etnia , che nei secoli si è mescolata con gli europei o è stata decimata dalle malattie , è rimasta solo una discendente , una donna di ottant’anni che vive a Port Williams e ha scritto un dizionario dedicato alla sua lingua.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le crociere , con molte escursioni a terra, durano quattro giorni. Imbarcandosi dalla città cilena di Punta Arenas si naviga dal fiordo Almirantazgo finop alla baia di baia di Ainsworth , dove due luoghi di grande interesse naturalistico testimoniano delle esplorazioni europee : il ghiacciaio Marinelli e la cordigliera Darwin.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nella baia di Ainsworth vive una colonia di elefanti marini che è possibile avvicinare. I pinguini , invece, vivono sulle isole Tuckers dove in primavera si riproducono. In queste isole si possono ammirare anche i gabbiani australi , i cormorani, i chimangos. Le balene sono visibili nel Beagle Channel. Un ghiacciaio più imponente che si incontra è il Ghiacciaio Pia : scende sul mare e crea piccole valanghe che si frantumano in minuscoli , azzurrissimi iceberg.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sosta obbligata della crociera è Capo Horn che viene considerato il punto più sud d’America. In realtà più sud ancora c’è Capo Froward e le isole Ramirez. Il nome Horn, deriva dalla città olandese Hoorn dalla quale provenivano i navigatori che la scoprirono nel 1616. Capo Horn oggi è abitato da un piccolo esercito cileno , è ventosissima e pericolosa per i naviganti. Sulla sua sommità , al termine dei 160 gradini, è stata collocata una scultura che rappresenta un albatro, il simbolo degli oceani meridionali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TYroM6sN-aI/AAAAAAAAiNA/Bvj3GSxfYMs/s1600-h/30631%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="30631" style="border: 0px none; display: inline;" alt="30631" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TYroRi2ux-I/AAAAAAAAiNE/FdoSFgBx_4k/30631_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="163" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ultima sosta della crociera è la Baia di Wulaia , che Darwin descrisse come una quieta e graziosa insenatura circondata da isolette”. Qui si possono incontrare anche i castori. L’avventura della nave si conclude a Ushuaia. Una piccola città illuminata da una luce quasi accecante. Secondo gli scienziati , tanta luminosità viene dal buco dell’ozono, le credenze indigene dicono che c’era l’origine e la fine di tutto. Compresa la luce&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-8080815469464149070?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/8080815469464149070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/03/crociera-tra-i-ghiacciai-delle-terra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8080815469464149070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8080815469464149070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/03/crociera-tra-i-ghiacciai-delle-terra.html' title='CROCIERA TRA I GHIACCIAI DELLE TERRA DEL FUEGO'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TYroDnJvXnI/AAAAAAAAiM0/bbH1IL0GdrQ/s72-c/cartina-capohorn_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-6769361615151340168</id><published>2011-03-13T11:25:00.002+01:00</published><updated>2011-03-13T11:26:31.463+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>MYKONOS, ISOLA GRECA PIENA DI STORIA E DI MOVIDA SFRENATA</title><content type='html'>&lt;p&gt;L’isola greca Mykonos prende il nome dal dio mitologico Mykons, nipote di Apollo, dio del sole , per parte di padre e nipote di Dioniso , dio del vino e della festa , da parte di madre. Una fortuita coincidenza di questa isola costantemente baciata dal sole di giorno e caratterizzata da un’intensa vita notturna. Tuttavia l’isola sta cercando di crearsi un’immagine alternativa a quella fatta di bellissime spiagge e movida sfrenata , che restano le sue attrattive principali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXyZdti3POI/AAAAAAAAh_w/DrAaHR_w9cY/s1600-h/mykonosporto2.jpg"&gt;&lt;img title="mykonos-porto" style="border-width: 0px; display: inline;" alt="mykonos-porto" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXyaFji8cWI/AAAAAAAAh_0/ALbWYWqE0pI/mykonosporto_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="244" width="178" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Chora , la cittadina principale delle isole greche , dove a  Mykonos è diventata il nome per antonomasia della capitale. Delizioso esempio di architettura cicladica , con le sue bianche casette cubiche dagli infissi multicolore , è un labirinto di stradine e vicoli nella quale è piacevole perdersi. E’ sorprendente imbarcarsi in via Matoyianni , dove si trovano i negozi dei migliori marchi mondiali, e poi addentrarsi nelle traverse e scovare negozi tipici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nella cittadina si trovano 365 chiesette , ognuna con il proprio santo a cui è stata dedicata , che viene festeggiato con il tradizionale panagiris , una sorta di festa patronale con canti, balli e gastronomia. Il settore culinario sta ricevendo un’elevata evoluzione. Dopo l’invasione indiscriminata delle cucine provenienti da tutto il mondo , a partire da quella italiana , gli chef dell’isola stanno rielaborando i piatti nostrani con ricette tradizionali, come il delizioso kopanisti , formaggio fresco di capra , la louza, simile alla nostra lonza ma esiccata al vento del nord , che le fornisce la caratteristica salinità, condita con spezie locali , le gustose salsicce e dolci al marzapane. Si può gustare il pane tradizionale nella Gioras Bakery, in cui si possono assaggiare ciambelle al sesamo appena sfornate. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mykonos è anche storia. Non si può non visitare il sito archeologico di Delos (mykonos.gr). Questa piccola isola è raggiungibile dal Yialos , il piccolo porto turistico della Chora, con imbarcazioni che partono giornalmente ( tranne il lunedì) con orari prestabiliti. Passeggiare nel sito, è come ritrovarsi indietro di millenni. Gli unici edifici moderni dell’isola sono il padiglione che accoglie turisti all’arrivo e il museo , che contiene meravigliose statue. Tra le opere più importanti ricordiamo le sfingi di Naxias e Acroteria , proveniente dal tempio degli Ateniesi. Non potete non vedere il viale dei leoni , luogo magico dove si percepisce la magnificenza del luogo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXybR3SbUzI/AAAAAAAAh_4/0740gWaRYyc/s1600-h/Delos2.jpg"&gt;&lt;img title="Delos" style="border-width: 0px; display: inline;" alt="Delos" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXybXsvwWkI/AAAAAAAAh_8/a4FpIgig7EA/Delos_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Delos, vuol dire “la visibile” , nota in passato  anche come Ortigia , l’isola delle quaglie , è stata abitata sin dal III° millennio. Il luogo è legato al mito di Latona che , amata da Zeus, fu costretta a fuggire dalle ire della moglie Era e a rifugiarsi sull’isola , dove diede alla luce Apollo , dio del sole, e sua sorella Artemide , la bellissima cacciatrice e dea del matrimonio e della fertilità , sotto una palma nei pressi del monte Cynthos. Qui venne costruito un importante santuario dedicato ad Apollo , che in epoca classica rivaleggiò con Delfi e Olimpia , diventando il centro religioso del Mar Egeo. L’isola era considerata sacra e i suoi abitanti non erano autorizzati a morire o a partorire sull’isola, i due momenti che segnano l’entrata e l’uscita della scena umana. Per questo venivano sepolti nella vicinissima isola di Rhinia , dove esistevano anche strutture per il parto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXybeV1J7rI/AAAAAAAAiAA/KMr2LqI3OlM/s1600-h/mykonos22.jpg"&gt;&lt;img title="mykonos2" style="border-width: 0px; display: inline;" alt="mykonos2" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXybkFTqfkI/AAAAAAAAiAE/tkxrZFL94gw/mykonos2_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="191" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tornati a Mykonos godetevi il quartiere di Little Venice , così chiamato per i suoi edifici direttamente sul mare , dove potrete godervi lo spettacolo del calar del sole che arrossa le bianche casette e i mulini. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo il tramonto comincia la vita notturna, per cui l’isola è famosa in tutto il mondo. Di notte Chora si affolla di gente di tutte l’età , preferenze sessuali o gusti musicali , pronta a divertirsi fino all’alba . Si può trovare tutto dai club ai bar molto chic a locali per giovani , dove si suona la musica dance. I club più noti sono l’Argo , Cavo Paradiso e il Pierro’s, locale con spettacoli con travestiti. E tenete aperte le orecchie per i beach party.  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-6769361615151340168?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/6769361615151340168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/03/mykonos-isola-greca-piena-di-storia-e.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6769361615151340168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6769361615151340168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/03/mykonos-isola-greca-piena-di-storia-e.html' title='MYKONOS, ISOLA GRECA PIENA DI STORIA E DI MOVIDA SFRENATA'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXyaFji8cWI/AAAAAAAAh_0/ALbWYWqE0pI/s72-c/mykonosporto_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-3250301645952203822</id><published>2011-03-06T08:11:00.000+01:00</published><updated>2011-03-06T08:11:00.282+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>CANARIE, RIFUGIO DELLA QUOTIDIANITà</title><content type='html'>&lt;p&gt;L’Arcipelago delle Canarie è composta da 7 isole di origine vulcanica adagiate lungo la costa atlantica del Marocco , dal quale distano 95 Km :Lanzarote , Fuerteventura , GRan Canaria, Tenerife, La Gomera , La Palma ed El Hierro. Spesso Canarie è associato a resort e isole senza pensieri. Ma molto del fascino delle isole è dovuto a Madre Natura , unica creatrice delle vere meraviglie dell’arcipelago , che ha foggiato e ornato ogni isola con profili e colori unici. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXKlkh1lf8I/AAAAAAAAhz8/ydF9wRE0Fv0/s1600-h/lanzarote%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="lanzarote" style="border: 0px none; display: inline;" alt="lanzarote" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXKmUyQu_2I/AAAAAAAAh0A/Jzd9xH5N-aQ/lanzarote_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="160" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oltre alla spiaggia di Maspalomas , con le sue frequenti fiestas, l’isola di Gran Canaria offre anche uno spettacolo naturale dove le rocce sono le protagoniste assolute sulle cime di La Cumbre. Anche a Lanzarote , dove la maggior parte dell’attività umana ha luogo an Puerto del Carmen e Playa Bianca , si possono trovare segni evidenti di attività vulcanica nel Parco nazionale di Timanfaya. Inoltre dalle colline verde smeraldo di La Palma alla piatta linea costiera bordata di sabbia dorata di Fuerteventura , si trovano deserti , montagne incappucciate di neve, foreste simili a giungle e aride pianure segnate da rivoli di nera cenere.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le isole più frequentate, e più grandi, sono senza dubbio Gran Canaria e Tenerife. Las Palmas, su Gran Canaria, è il capoluogo delle isole. La città , nel Nordest dell’isola, ha molto da offrire ai visitatori, con la lunghissima spiaggia de Las Canteras , considerata buna delle migliori spiagge urbane di Spagna . I quartiere id Vagata  Triana , costituiscono il nucleo antico e ospitano edifici storici come la Casa Museo di Cristoforo Colombo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;All’estremità del Nordovest erge il pregevole edificio dell’Auditorium Alfredo Kraus, esempio di architettura moderna. Nelle vicinanze si trova anche il Centro commerciale Las Arenas , che in un’architettura originale ospita sale cinematografiche , negozi e ristoranti per tutti i gusti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXKmgWziDqI/AAAAAAAAh0E/jB4hoWFSOe0/s1600-h/9779%5B5%5D.jpg"&gt;&lt;img title="9779" style="border: 0px none; display: inline;" alt="9779" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXKmmiV4N_I/AAAAAAAAh0I/uFzkzvzcf8Y/9779_thumb%5B3%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="280" width="340" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma le migliori spiagge si trovano a sud, a Playa del Inglés e a Maspalomas. Le due località sono divise da un deserto che le avvicina ancor di più alò continente africano. Tenerife affascina per la sua esuberante natura . Il Parco naturale del Teide , nel centro dell’isola, ospita una rigogliosa flora sopramediterranea ed è sede del vulcano omonimo , che con i suoi 3718 metri è la montagna più alta della Spagna. Raggiungibile con una teleferica che arriva sino ai 3550 metri. L’isola ospita il secondo capoluogo delle isole , Santa Cruz de Tenerife. A Sudovest si trova la curiosa Playa del Duque, dove  la sua sabbia dorata è stata importata.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel Parco nazionale di Timanfaya, a Lanzarote, si possono vedere i vulcani.- Un bus vi porterà alla scoperta della Ruta de los Volcanes , tra crateri e strati di lava multicolore , dove potrete anche ammirare i geyser in azione e assaggiare la carne arrostita su un braciere vulcanico. Il gas di lava fusa ha scavato una serie di gallerie vulcaniche al mondo. I Jameos del Agua fanno parte di questa rete di gallerie lunga 8 Km nelle vicinanze di Arrieta e ospitano uno dei più originali locali notturni del mondo , con una pista da ballo e due bar scavati nelle pareti dei tunnel.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXKm1bo8cvI/AAAAAAAAh0M/uKKKbRc3HLU/s1600-h/Sabinar%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img title="Sabinar" style="border: 0px none; display: inline;" alt="Sabinar" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXKm686KkgI/AAAAAAAAh0Q/vZHSAvv_tmg/Sabinar_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="164" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lanzarote è anche famosa per le sue interminabili spiagge di sabbia bianca. La più nota , e la prima a svilupparsi in senso turistico , è stata Playa Bianca , con il suo arenile lungo più di un Km nel sud dell’isola. Ancora di più a sud si trova la magnifica caletta di El Papagayo, considerata una delle migliori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dovete andare a visitare El Hierro. Prima della scoperta dell’America , l’isola più piccola e meno visitata dell’arcipelago era considerata l’ultimo fazzoletto di terra prima del nulla. El Sabinal , un territorio vulcanico desolato regolarmente spazzato da forti venti , ospita circa 300 alberi di ginepro , che glia agenti atmosferici hanno plasmato in sculture naturali. L’isola è riserva nazionale della biosfera e i ginepri sono diventati simbolo dell’isola. L’isola è una delle mete più gettonate per il diving e ha uno spettacolare fondale vulcanico lungo la costa. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-3250301645952203822?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/3250301645952203822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/03/canarie-rifugio-della-quotidianita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3250301645952203822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3250301645952203822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/03/canarie-rifugio-della-quotidianita.html' title='CANARIE, RIFUGIO DELLA QUOTIDIANITà'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TXKmUyQu_2I/AAAAAAAAh0A/Jzd9xH5N-aQ/s72-c/lanzarote_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-3078575196645822022</id><published>2011-02-26T08:59:00.000+01:00</published><updated>2011-02-26T08:59:00.676+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='OCEANIA'/><title type='text'>LA VISTA MOZZAFIATO DI BUNGLE BUNGLES , IN AUSTRALIA OCCIDENTALE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Fino a poco tempo fa la catena dei Bungle Bungles ,Australia Occidentale,  era conosciuta solo dai visitatori più intraprendenti. Sono monti molto spettacolari e seducenti : striati con vistose sfumature rosse e nere , squarciati dalle gole e scolpiti dall’erosione , che ha creato migliaia di cupole una accanto all’altra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TWgJLG1tyKI/AAAAAAAAhmw/KURI0lBP7ts/s1600-h/Bungle%20Bungles%20vista%20from%20air%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="Bungle Bungles vista from air" style="border: 0px none; display: inline;" alt="Bungle Bungles vista from air" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TWgJbUobHtI/AAAAAAAAhm0/8rcGevBsYbM/Bungle%20Bungles%20vista%20from%20air_thumb.jpg?imgmax=800" width="244" border="0" height="140" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli aerei sorvolano Bungle Bungles ed erano già conosciuti anche dai cercatori d’oro. Per anni gli aborigeni locali hanno onorato questa alture sperdute investendole di significati magici e religiosi. Ma prima che negli anni Ottanta che arrivassero le jeep e i moderni campeggiatori , i Bungle Bungles erano troppi isolati per quasi tutti i turisti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dal resort di Broome ancora oggi ci vogliono un paio di giorni e vari chilometri di strade polverose e accidentate per raggiungere i rilievi di arenaria della catena , meta della nostra spedizione. Quasi tutti i turisti che visitano il Kimberley scelgono di visitare luoghi più accessibili , come Windjana , Tunnel Creek e Geikie , tre spettacolari gole ai lati della catena del Napier , che fa parte di un’imponente barriera calcarea che risale a 350 milioni di anni fa. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lungo la strada esploriamo un tratto meno noto della barriera , il gruppo di grotte del Mimbi.E’ una splendida introduzione alla vita tradizionale australiana , tra antiche sale parto , pitture rosso ocra sulle rocce e gallerie calcaree piene di fossili. Mangiamo lo squisito damper, il pane tradizionale australiano cotto alla brace.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si può dormire  nell’accogliente  Kimberley Hotel ad Hall’s Creek , un ex città di cercatori d’oro che conserva ancora oggi una vivace atmosfera di frontiera. Si parte e si viaggia su una strada polverosa che passa attraverso i monti Osmand , delle rocce che somigliano a onde nere. Cinquecento milioni di anni fa due placche tettoniche si sono scontrate in questo punto. C’era un altopiano immenso, alto come l’Himalaya. Le colline sono le uniche rimaste. Un imponente deposito di sedimenti sabbiosi è avanzato progressivamente verso sud , andando a erodere i Bungle Bungles . Gli indigeni li chiamano Purnululu.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il primo scorcio dei Bungle Bungles che vedo è una parete rosso cremisi alta 300 metri , che al suo interno ha varie grotte e aguzze cuspidi di arenaria. Lungo le pianure ricoperte di sterpi del Purnululu national park la vista è magnifica. Vista dall’elicottero si riesce ad abbracciare la forma e la potenza straordinaria di questo altopiano. La sensazione è quella di una inebriante cavalcata al rodeo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel  versante meridionale , a 200 metri d’altezza l’erosione dell’arenaria ha creato migliaia di cupole dalla forma di alveari ammassati uno sull’altro come un gigantesco apiario striato di rosso e nero. Questa sfumatura è solo in superficie, l’arenaria dei Bungle Bungles è color crema , simile alla pietra di Cotswold. I depositi di ossido di ferro formano delle macchie rugginose color arancio bruciato sulla superficie a vista delle cupole , mentre le striature antracite sono dovute ai cianobatteri , un’antica e tenace forma di alghe. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TWgJxyGyx3I/AAAAAAAAhm4/7rSTwomZhzQ/s1600-h/Bungles2%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="Bungles2" style="border: 0px none; display: inline;" alt="Bungles2" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TWgKD7lQnRI/AAAAAAAAhm8/X2ccWjX_m9A/Bungles2_thumb.jpg?imgmax=800" width="244" border="0" height="165" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I campeggi di lusso sono molto in voga nell’entroterra australiano. Il Bungle Bungles wilderness lodge si avvicina molto ad un albergo a 5 stelle. Da quando è stato inaugurato dal 2005 , ha attirato molti turisti. Rispetto ad una tenda montata, ci sono molti che preferiscono un bagno con una doccia, un letto comodo e un pasto cucinato da uno chef. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In questa parte del mondo il sole è il nemico principale , e gli escursionisti si alzano alle prime luci dell'Alba. Una coppia di gruccioni tuba mentre ci si incammina lungo Piccaninny Creek , al confine stremo della catena. Il terreno è scivoloso , ma è difficile stare attento dove si mettono i piedi , con un panorama così bello: da una parte e dall’altra le cupole striate , con le facciate segnate dalle crepe; in alto le ciminiere di fango dei termitai che si aggrappano in maniera improbabile alle sporgenze rocciose sotto un cielo che già cambia dall’azzurro al calor bianco di metà mattina.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sentiero procede tra mille curve ai piedi della parete del monte fino a The elbow , il punto dove gli escursionisti che fanno una gita di un solo giorno tornano indietro. Qui la gola Piccaninny forma un angolo acuto e scava direttamente nel corpo dell’altopiano. Il cammino si fa più duro , tra ciottoli e sabbia alta. Si arriva all’imbocco della prima delle cinque gole laterali , che si diramano dal crepaccio principale come dita del palmo di una mano. Arrivato a destinazione ci si siede sulla roccia e si vede un panorama mozzafiato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si può addentrare nel cuore della catena , a quasi 300 metri di profondità . La vita diventa futile. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-3078575196645822022?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/3078575196645822022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/02/la-vista-mozzafiato-di-bungle-bungles.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3078575196645822022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3078575196645822022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/02/la-vista-mozzafiato-di-bungle-bungles.html' title='LA VISTA MOZZAFIATO DI BUNGLE BUNGLES , IN AUSTRALIA OCCIDENTALE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TWgJbUobHtI/AAAAAAAAhm0/8rcGevBsYbM/s72-c/Bungle%20Bungles%20vista%20from%20air_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-8480187050490376237</id><published>2011-02-19T08:06:00.000+01:00</published><updated>2011-02-19T08:06:00.381+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AFRICA'/><title type='text'>CAPO VERDE, ARCIPELAGO DI ISOLE INCONTAMINATE.</title><content type='html'>&lt;p&gt;All’incrocio dei tre continenti che racchiudono l’Oceano Atlantico , per molti secoli tappa obbligatoria per le navi che collegavano Europa, Africa e America, arcipelago di Capo Verde , situato a circa 500 Km dalla costa del Senegal , è costituito da 10 isole maggiori : Santo Antao, Sao Vicnte, Santa Luzia, Sao Nicolau , Boa Vista, Sal, Maio, Santiago, Fogo e Brava. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TV5BjbkSt5I/AAAAAAAAhcE/H_2SRfoSD7Y/s1600-h/004235-Boa%20Vista%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="004235-Boa Vista" style="border-width: 0px; display: inline;" alt="004235-Boa Vista" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TV5BuS9GlkI/AAAAAAAAhcI/Q8zNUI-Gycw/004235-Boa%20Vista_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="164" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come le altre isole della Macaronesia , anche questo arcipelago è di origine vulcanica e la vicinanza dell’Equatore unita al soffio degli Alisei rendono il clima piacevole. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il vento la rende un paradiso per i kitesurfer , ma le sue lunghe spiagge sono adatte a qualsiasi sport acquatico , così come le montagne mozzafiato fanno felici gli appassionati di trekking.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Capo Verde è stata scoperta dai portoghesi nel 1460, agli albori dell’epoca delle grandi esplorazioni. Due anni dopo, iniziava il popolamento delle isole e il sorgere di un popolo meticcio con una cultura proprio fecondata da molte altre. Europei , schiavi della costa africana e avventurieri americani si fusero in un unico popolo con un proprio modo di essere e di vivere e con un dialetto , il creolo, che era la sintesi della lingua di tutti i conquistatori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TV5B0KuQcJI/AAAAAAAAhcM/OubP-tEfy_U/s1600-h/boavista%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="boavista" style="border-width: 0px; display: inline;" alt="boavista" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TV5B5c_HIeI/AAAAAAAAhcQ/RHt-MCBXkCo/boavista_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="159" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel 1975 l’arcipelago si emancipa dal Portogallo dopo una lunga lotta di liberazione e diventa l’unico paese indipendente della Macaronesia. Una delle principali ricchezze delle isole è il loro fondale marino , che vanta una fauna ricchissima grazie all’esistenza di piattaforme naturali subacquee e alla purezza della temperatura. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un’infinità di pesci , crostacei, molluschi e cetacei popola i suoi mari , rendendoli una mecca per gli amanti del diving. Senza dimenticare che Capo Verde è ancora uno dei pochi luoghi al mondo dove diverse specie di tartarughe marine vanno a deporre le uova.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli unici aeroporti collegati all’Italia sono Sal e Boa Vista. Nel 1939 fu Sal , grazie ad un iniziativa italiana, a dotarsi di un aeroporto internazionale , grazie alla comodità dello scalo per i voli provenienti dall’Europa e diretti in Sudamerica , e ciò ha reso possibile lo sfruttamento di moderni complessi turistici che negli ultimi 20 anni si sono installati nella spiaggia di Santa Maria. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TV5B-85hg7I/AAAAAAAAhcU/J4ToK8Q2JU8/s1600-h/boavista2%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="boavista2" style="border-width: 0px; display: inline;" alt="boavista2" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TV5CD-CmfFI/AAAAAAAAhcY/cQ1nfH1SKNM/boavista2_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="194" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oggi chi preferisce la formula del tutto compreso, ha una vasta gamma di villaggi turistici in cui praticare moltissime attività sportive. Il resto dell’isola offre ben poco , essendo una distesa di sabbia ininterrotta. Il luogo più pittoresco è Pedra do Lume , il cratere dell’antico vulcano che ha originato l’isola , dove si possono vedere le saline. Il sale marino è usato da alcuni resort per alcuni trattamenti di sale marino.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Boa Vista sta conoscendo il turismo solo ora , con la recente apertura dell’aeroporto di Rabil. Sulla Praia de Chiave stanno sorgendo i primi resort e a Sal Rei , le vecchie case padronali portoghesi vengono restaurate per riaprire come pensioni.Molti dei suoi 55 Km di spiaggia è ancora intatta e si può camminare per ore senza incontrare nessuno. Praia de Curralinho ,  è soprannominata Santa Monica per i suoi 18 Km di sabbia bianca e finissima che l’accomunano con la cittadina americana. Qui da giugno ad ottobre migliaia di tartarughe si danno appuntamento per il rito delle deposizione delle uova. Sono Talmente tante da rendere Boa Vista il secondo luogo di tutto l’Oceano Atlantico per numero di uova deposte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;All’interno di Boa Vista c’è un’interminabile distesa di sabbia , chiamato deserto di Viana. Ma non solo Boa Vista nasconde anche canyon di roccia colorata , ribeiras polverose segnate dal letto di fiumi secchi , montagne scure di roccia vulcanica  aride petraie di massi frantumati. Sulla costa nord , invece, un piccolo borgo di pescatori abbandonato è stato restaurato e trasformato in un delizioso piccolo resort ecosostenibile, la Spinguera.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TV5CJvjE5nI/AAAAAAAAhcc/afo4pwqHyN0/s1600-h/boavista_15%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="boavista_15" style="border-width: 0px; display: inline;" alt="boavista_15" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TV5CPl8G_0I/AAAAAAAAhcg/jwBGeCFs8Ss/boavista_15_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="216" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le altre isole non sono frequentate molto da turisti. Offrono una grande varietà di habitat diversi. Sono divise in due parti dai venti Alisei, una parte si chiama Sottovento e l’altra Sparavento. Tra le Sottovento c’è Santiago , sede della capitale delle isole , Praia, ed è la più grande di tutto l’Arcipelago. L’interno dell’isola è costituito da coltivazioni agricole e da una vegetazione rigogliosa punteggiata da villaggi caratteristici come Assomada. Nella  costa nord ha spiagge e località caratteristiche , come Ribeira de Barca con la grotta Aguas Bella , ch al suo interno ospita una curiosa spiaggia , e Terrafal , considerata una delle spiagge più belle incontaminate dell’arcipelago. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-8480187050490376237?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/8480187050490376237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/02/capo-verde-arcipelago-di-isole.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8480187050490376237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8480187050490376237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/02/capo-verde-arcipelago-di-isole.html' title='CAPO VERDE, ARCIPELAGO DI ISOLE INCONTAMINATE.'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TV5BuS9GlkI/AAAAAAAAhcI/Q8zNUI-Gycw/s72-c/004235-Boa%20Vista_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-9113768687678706339</id><published>2011-02-12T08:42:00.000+01:00</published><updated>2011-02-12T08:42:00.238+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>LE ISOLE AZZORRE, ISOLE PIENE DI ATTRATTIVE DA ESSERE VISTE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Nell’Atlantico  settentrionale nove frammenti vulcanici rappresentano l’Arcipelago delle Azzorre , offrendo una moltitudine di meraviglie da alcune delle più antiche città del Nuovo Mondo , verso il quale costituivano una tappa fondamentale , a lussureggianti foreste e laghi stupefacenti , senza nominare le tantissime spiagge per tutti i gusti , dalle classiche , con sabbia bianca e mare cristallino , a quelle rocciose , in cui il mare forma affascinanti piscine scavate nella nera roccia vulcanica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TVWe2FOU6mI/AAAAAAAAhTg/cN3AcUCCW3k/s1600-h/Z02_Azzorre-e-Madeira-pg%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img title="Z02_Azzorre-e-Madeira-pg" style="border: 0px none; display: inline;" alt="Z02_Azzorre-e-Madeira-pg" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TVWe8E_iYzI/AAAAAAAAhTk/qUR2h6dLeo4/Z02_Azzorre-e-Madeira-pg_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" width="345" height="211" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le isole si trovano a circa 1500 Km dalla Costa del Portogallo e 4000 dalle coste americane. Si dividono in tre gruppi : le isole orientali di Sao Miguel e Santa Maria ; il gruppo centrale che consiste nelle isole di Terceira , Graciosa, Sao Jorge , Pico e Faial , e le isole occidentali di Flores e Corvo , le più piccole e remote.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il modo migliore per visitare ciascuna isola è affittare un’automobile , in quanto i mezzi pubblici non si trovano su tutte le isole e comunque non hanno orari comodi e non arrivano dappertutto. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per andare da un’isola all’altra esistono due possibilità. Il più veloce, ma il più costoso, sono i voli della Sata Air Acores , che collegano praticamente ognuna delle isole alle altre con voli di mezz’ora al massimo che regalano viste mozzafiato sulle isole. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;All’interno di ognuno dei tre gruppi , invece, esiste un discreto sistema di traghetti a prezzi più contenuti. In estate viene istituito anche un servizio di ferry che collega tutte le isole tra loro, ma non è molto conveniente perché alcune traversate sono particolarmente lunghe. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le prime isole che furono scoperte sono state Santa Maria e Sao miguel, da parte dei portoghesi. A quel tempo le isole erano disabitate , ma oggi Sao Miguel è il più importante centro amministrativo delle Azzorre e la sua capitale , Ponta Delgada, è dotata di un porto turistico dove approdano diverse navi da crociera tutto l’anno. La cittadina ha molte attrattive , come la piazza centrale, praca Gonzalo Velho Cabral, alle spalle della quale si trova la maestosa cattedrale in stile manuelino. E molto bello passeggiare sul lungomare dove si possono trovare un gruppo di eccellenti ristoranti. Passeggiando si può arrivare fino alla Fortezza di Sao Bras , davanti alla quale si apre Praca 5 de Outubro. Praia das Milicias, sempre sul lungomare ma dalla direzione opposta, con una battigia di sabbia nera , ed è molto sempre frequentata. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TVWfBZfKUTI/AAAAAAAAhTo/26C34pkfA2k/s1600-h/713836e87e3df6a1810f1b66735b0989.jpg"&gt;&lt;img title="713836e87e3df6a1810f1b66735b0989" style="border: 0px none; display: inline;" alt="713836e87e3df6a1810f1b66735b0989" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TVWfHfGIRjI/AAAAAAAAhTs/2ePO_Nan2Vs/713836e87e3df6a1810f1b66735b0989_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" width="227" height="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per trovare località balneari più tranquille e incontaminate ci si deve spingere verso Vila Franca do Campo , o nel Nordest e nei pressi di Ribeira Grande , la seconda cittadina dell’isola , situata sulla costa nord. Nelle vicinanze , in località La Gorreana , si trova l’unica piantagione di tè a scopo commerciale d’Europa. All’interno dell’impianto di lavorazione si possono gustare i prodotti locali in una sala da tè con una vista mozzafiato. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se vi piace la sabbia bianca è la vicina Santa Maria. L’isola più a sud delle Azzorre è quella che offre la spiaggia più da cartolina , Praia da Formosa , sulla costa a sud , a breve distanza dalla capitale , Vila do Porto. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le isole del gruppo centrale sono le più numerose , ognuna con una propria caratteristica . Terceira è quella più ricca di storia , in quanto la sua capitale , Angra do Heroismo , è stata per secoli il porto più importante sulla rotta delle Americhe , come dimostrano i sontuosi palazzi coloniali che la costituiscono. Dal punto di vista delle spiagge , l’isola offre una gran varietà : dalla sabbia dorata di Prainha , nei pressi della capitale , e di Praia da Vitoria , la più estesa delle Azzorre , alle piscine naturali di Biscoitos, scavate dal mare nelle roccia nero pece della costa nord.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Faial è molto famosa tra i velisti , come testimonia l’immenso porto turistico della capitale , Horta, con i murales lasciati dai navigatori di passaggio. Nel porto si trova anche il famosissimo pub Peter’s , ritrovo dei velisti che serve ottimo cibo e drink a prezzi ragionevoli. L’isola è di dimensioni ridotte, ma le spiagge sono tante e variegate. La più scenografica è la piccola Praia da Conceicao , all’estremo nord della capitale, con una pregevole vista sull’isola di Pico e la sua montagna incappucciata di nuvole, la più alta del Portogallo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TVWfM8XFo8I/AAAAAAAAhTw/fcU3llfGytQ/s1600-h/azzorre_viaggio1%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="azzorre_viaggio1" style="border: 0px none; display: inline;" alt="azzorre_viaggio1" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TVWfSwwtF8I/AAAAAAAAhT0/CvIXH1sIHuI/azzorre_viaggio1_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" width="244" height="198" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche se non sono note per le loro spiagge attrezzate , le isole più lontane hanno un’atmosfera incontaminata e selvaggia che ammalia. Flores rappresenta il punto più estremo d’Europa a Occidente e vi si può ammirare una laguna da mille e una notte chiamata Funda , con strane strutture naturali in basalto, scogliere vertiginose e piccole cascate , un ambiente incredibilmente vario per un’isola poco più grande dell’Isola d’Elba. Corva, è la più piccola e sulla costa sud ospita Vila nova , l0unico insediamento significativo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ogni isola ha molto da offrire e tutte insieme sono in grado di presentare una vsta gamma di opzioni. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-9113768687678706339?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/9113768687678706339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/02/le-isole-azzorre-isole-piene-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/9113768687678706339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/9113768687678706339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/02/le-isole-azzorre-isole-piene-di.html' title='LE ISOLE AZZORRE, ISOLE PIENE DI ATTRATTIVE DA ESSERE VISTE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TVWe8E_iYzI/AAAAAAAAhTk/qUR2h6dLeo4/s72-c/Z02_Azzorre-e-Madeira-pg_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-3792942966919269528</id><published>2011-02-05T08:32:00.000+01:00</published><updated>2011-02-05T08:32:00.284+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ITALIA'/><title type='text'>PONZA , UNA SINFONIA DI COLORI</title><content type='html'>&lt;p&gt;Emerge dalle acque al largo del litorale laziale un’isola vulcanica di ineffabile leggiadria , oggetto da sempre di poemi, scritti e fotografie. Anche Montale fu colpito dalla magnificenza dell’Isola.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TUxhAXfgctI/AAAAAAAAhJI/-RCv5eVEatg/s1600-h/ponza%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="ponza" style="border: 0px none; display: inline;" alt="ponza" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TUxhquOPKxI/AAAAAAAAhJM/rpm5at07uYI/ponza_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per la gente del luogo è semplicemente lo scoglio, che sa come far apprezzare i suoi scorci, le sorprese paesaggistiche , i colori e, soprattutto, la sua gente. Ponza si snoda in un reticolo di mulattiere e viuzze incastonate tra casette di color pastello alla fine del Settecento, caratterizzato da soffitto a botte e dai colori variegati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le case sono  una vicinissima all’altra , quasi a voler formare una tela fittamente dipinta che domina il porto e lo avvolge in un anfiteatro piacevole e colorato, e tutte con uno strepitoso affaccio sul mare. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per il soggiorno si può scegliere un hotel , ma la maggior parte dei turisti preferiscono appartamenti o ville in affitto a seconda del gusto e della disponibilità economica. Per le fughe romantiche meglio i deliziosi bed &amp;amp; Breakfast. Nel bagaglio mettere poche cose, meglio viaggiare leggeri , ma con scarpe comode per salire scale e percorrere stradine strette e ripide. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per scoprire l’isola , le coste frastagliate , le straordinarie falesie a strapiombo sul mare , le grotte, gli approdi naturali e i fondali in technicolor , dove ogni roccia ha un nome e una storia da raccontare , la soluzione migliore è prenotare un gozzo. I gozzi sono sempre dotati di comodi prendisole imbottiti , nonché di una piccola ghiacciaia per tenere fresco acqua e tant’altro serve per giornate afose. Prima di imbarcarsi conviene sempre acquistare bibite e viveri, senza dimenticare una bottiglia di vino bianco locale Vino di Bianca o di spumante Don Ferdinando , tipici di Ponza , da sorseggiare in quella piccola baia dopo un bagno rinfrescante all’Arco Naturale o nelle limpide acque delle Felci.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TUxiEyE2wrI/AAAAAAAAhJQ/eknJ5RwriUs/s1600-h/ponza%203%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="ponza 3" style="border: 0px none; display: inline;" alt="ponza 3" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TUxiMtKdfgI/AAAAAAAAhJU/I2VJZOgP6SM/ponza%203_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I vacanzieri più pigri possono optare per la spiaggia di ghiaia del Frontone , raggiungibile grazie a un servizio di navetta , sotto la piazzetta principale , a bordo delle imbarcazioni del Noleggio Azzurro. Un’alternativa potrebbe essere quella di lasciarsi guidare dai vari barcaioli che su comode imbarcazioni offrono il giro dell’Isola o escursioni a Palmarola e Zannone , ascoltando storie di leggende e storie su queste meraviglie naturali che i vulcani hanno saputo creare. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Imperdibile è l’escursione a Palmarola , definita da Folco Quilici “ una delle terre emerse del mare più belle del nostro pianeta”. Cala Brigantina e la Cattedrale sono degli anfiteatri naturali di scogliere calcaree i una bellezza inenarrabile , che si specchiano nelle acque cristalline tinte di blu. Sono ideali per tuffarsi , magari con pinne e maschera, in modo da ammirare i fondali ricchi di innumerevoli cavità , grotte e anfratti, nonché di alghe , pesci , granchi e ricci. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Chi ama le immersioni , troverà sia scuole sia centri diving a cui rivolgersi per osservare da vicino rigogliose colonie di gorgonie rosse, aragoste , cernie, dentici e , se siete fortunati, cavallucci marini. Per non parlare di grotte sottomarine o del relitto di una nave della Seconda Guerra Mondiale. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TUxiUdgDNYI/AAAAAAAAhJY/xej7tKbjfmQ/s1600-h/ponza-spiaggia-chiaia-luna%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="ponza-spiaggia-chiaia-luna" style="border: 0px none; display: inline;" alt="ponza-spiaggia-chiaia-luna" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TUxiZqobANI/AAAAAAAAhJc/bnZSs-CJJ9E/ponza-spiaggia-chiaia-luna_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="157" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ponza merita di essere esplorata non solo via mare , ma anche via terra. La vita sull’isola inizia tardi. Chi si sveglia presto può arrivar fino al cimitero dove si gode della miglior vista dell’alba e delle primi luci del mattino con il sole che avanza. Per scoprire l’isola via terra si può prendere l’autobus dalla spiaggia di Sant’Antonio e arrivare fino a Le Forna , armarsi di buona volontà e scendere molti , ma molti gradini per un bagno rigenerante nelle piscine naturali. Chi volesse risparmiarsi qualche gradino può proseguirsi per Cala Fronte , dove distendersi in uno scenario naturale di straordinaria bellezza , osservando i pescatori che si apprestano a uscire o a riparare le reti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per chi preferisce restare sulle terra ferma e godersi dall’alto un tramonto sulla spiaggia di Chiaia di Luna, le terrazze glamour del Kibar , allietate dalle note di una musica lounge e da squisiti mojito , sono irrinunciabili. Lo sport preferito dai turisti resta sempre il Vip Watching e non si rimane delusi , perché è facile incontrare bellezze mozzafiato. La vera storia di Ponza sono però i suoi abitanti , meglio descritti da Paolo Iannuccelli nel suo libro Gente di Ponza. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-3792942966919269528?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/3792942966919269528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/02/ponza-una-sinfonia-di-colori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3792942966919269528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3792942966919269528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/02/ponza-una-sinfonia-di-colori.html' title='PONZA , UNA SINFONIA DI COLORI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TUxhquOPKxI/AAAAAAAAhJM/rpm5at07uYI/s72-c/ponza_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-4495638660411216155</id><published>2011-01-26T08:23:00.002+01:00</published><updated>2011-01-26T08:45:28.367+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>IL GIAPPONE UN VIAGGIO TRA FUTURO E TRADIZIONE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Molti dicono che il Giappone sia difficile da capire. Persino Tiziano Terzani non ha avuto parole dolci per descrivere la sua permanenza in questo Paese. Se si vuole approcciare con mente occidentale questo Paese , si cade subito nel vuoto o nel rifiuto. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In Giappone copriamo le nostre nudità . In Giappone si può fare il bagno nudi con uomini e donne sconosciuti nelle piscine dedicate all’o.furo, l’onorevole bagno, ma non si vedrà mai uno sguardo che ti fulmina. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tutto è poesia. Anche i problemi , i vizi e le tragedie hanno una loro tensione interna che li trasforma in qualcosa di sconosciuto. Per avvicinarsi a questa trama della vita quotidiana , si possono leggere i racconti di Banana Yoshimoto, magari Lucertola ( racconta sei storie ambientate in una Tokyo frenetica e luccicante). Questo paese puoi solo amarlo, con tutte le sue contraddizioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TT_LwYCgu1I/AAAAAAAAg9c/4e3g6io-058/s1600-h/estate-cover_pic_01%5B4%5D.jpg"&gt;&lt;img title="estate-cover_pic_01" style="border: 0px none; display: inline;" alt="estate-cover_pic_01" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TT_LxVTE2zI/AAAAAAAAg9g/oBw-1fcftds/estate-cover_pic_01_thumb%5B2%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="224" width="330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’anagramma di Tokyo, è Kyoto, quasi un segno del destino nel nuovo appellativo di pescatori , Edo, che nel corso del XVII secolo si trasformò nell’attuale centro nevralgico del Nippon, scalzando dal ruolo di capitale la vecchia Kyoto. Il progresso a Tokyo ha fatto passi incredibili. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;A Tokyo ci dà il benvenuto luminose insegne dai colori sgargianti che giorno e notte colorano le strade dando un calore e un senso di confusione caro agli animali metropolitani. Il passato fa capolino nei quartieri fuori area shopping e del divertimento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’odierna metropoli inizia a svilupparsi intorno al Palazzo imperiale , sorto sulle fondamenta di un antico castello del XV secolo , nell’attuale quartiere di  . Da qui si prende la metro e si scende a Roppongi. Nel 2000 questo quartiere era quasi decaduto come fama. La sua rinascita la si deve a Mori Minoru, un magnate locale, che nel 2003 inaugurò il Roppongi Hills, una megacostruzione che contiene oltre 200 ristoranti, cinema , negozi….e tutto quello che immaginate.  Per mangiare consiglio bi dolci dell’Almond Cafè o le morbide mozzarelle che si vendono all’Obika. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TT_L0OEjSaI/AAAAAAAAg9k/-nFnckEiJoY/s1600-h/127776878_9a7f9eaf00_o%20small%5B4%5D.jpg"&gt;&lt;img title="127776878_9a7f9eaf00_o small" style="border: 0px none; display: inline;" alt="127776878_9a7f9eaf00_o small" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TT_L3P_4BPI/AAAAAAAAg9o/MdqmFCOsRC0/127776878_9a7f9eaf00_o%20small_thumb%5B2%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="202" width="295" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da Roppongi si può passare all’Akasaka con i suoi ryotei, luoghi costosi dove si entra solo su presentazione e si possono incontrare le geiko, impropriamente dette geishe , di Tokyo. A sinistra del Roppongi c’è Omotesando con le sue strutture avveniristiche, come il Prada Building, e i tanti negozi di tendenza. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;A nord c’è la fermata della metro di Harajuku, dove resiste la moda delle Harajuku girls, le cattive ragazze che hanno fatto a pezzi il kimono per indossare abiti ispirati ai manga. Dall’altra parte del ponte Jingu si trova il Parco Meiji, e qui si fa un passo nella tradizione. Per i giapponesi è un luogo sacro. Dedicato all’imperatore Meiji , segna il passaggio dall’epoca feudale al Giappone moderno. Al suo interno oltre ai giardini , coperti da iris dove i cittadini e i turisti amano tanto passeggiare , si trovano il santuario shintoista dedicato all’imperatore e a sua moglie , distrutto dai bombardamenti  e poi ricostruito nel 1958, e il palazzo del tesoro che ospita arredi e abiti reali. Qui si svolgono due eventi  della città : la festa della cultura e il torneo degli arcieri a cavallo. Nel parco si festeggiano anche matrimoni. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TT_L6iHBpPI/AAAAAAAAg9s/Vlt7ksPV2j0/s1600-h/fuji-mount%5B7%5D.jpg"&gt;&lt;img title="CB030443" style="border: 0px none; display: inline;" alt="CB030443" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TT_L8gcaU_I/AAAAAAAAg9w/k0HqU7KSCsE/fuji-mount_thumb%5B5%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="254" width="313" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le escursioni tipiche da fare nei dintorni di Tokyo sono tre. La prima è al vulcano Fuji , la cima più alta  del Giappone. Immortalato in molti dipinti o dai cartoni giapponesi. La zona dei cinque laghi è ricca di strutture ricettive e impianti sportivi , tra cui campi da golf , ed è molto amata dai giapponesi che vi recano in vacanza. Gli appassionati di trekking possono passeggiare nei sentieri che si arrampicano sulle pendici del monte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La seconda gita imperdibile è a Kamakura per vedere il Grande Buddha , una statua gigantesca in bronzo , alta circa 13 metri. E’ stata fusa nel 1252 ed è sopravvissuta a catastrofi e guerre. La città è cesellata da numerosi templi , palazzi storici e giardini ed è un ottimo posto per lo shopping d’antiquariato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Altra escursione interessante è a Nikko, a nord di Tokyo. Tra laghi cascate e piscine termali, dette onsen, si trovano alcuni templi tra cui il Santuario di Tosho-gu. Costruito nel XVI secolo ha visto l’opera di 15 mila persone tra artigiani , scultori, pittori e carpentieri. Oltrepassato il torii , si rimane preda di un incantesimo che solo in questo Paese è tangibile. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Kyoto fu capitale per oltre un millennio . Continua a custodire le antiche tradizioni , anche se il progresso dei grattacieli e dei centri commerciali come il Daimaru o il Takashimaya in Kawaramachi Street , è arrivato da tempo anche qui. Kyoto è più intimista , nonostante i 2 milioni di persone, e racconta delle antiche gesta che hanno fatto quel che è il Paese.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dista da Tokyo tre ore di treno superveloce, lo Skinkansen, ed attenderci c’è una grande stazione moderna , la Kyoto JR Station. Un complesso che racchiude vari corpi : la ferrovia, accesso alle linee metropolitane , un albergo, un centro commerciale e parcheggi. Una cosa curiosa: neanche un’auto posteggiata lungo le strade. Qui è vietato. I negozi e gli uffici hanno un parking interno. Chi non ha un garage non può possedere un’automobile. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TT_L_xXrxxI/AAAAAAAAg90/lSf-BdDZBNo/s1600-h/jr-cr-kyoto_eki-061303-04%5B4%5D.jpg"&gt;&lt;img title="jr-cr-kyoto_eki-061303-04" style="border: 0px none; display: inline;" alt="jr-cr-kyoto_eki-061303-04" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TT_MB3-HwDI/AAAAAAAAg94/L-j4YCgBKYc/jr-cr-kyoto_eki-061303-04_thumb%5B2%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="233" width="305" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Altri luoghi da non perdere sono il mercato coperto, il Nishiki Market , con stand di frutta , verdura, pesce , carne , dolci e numerosi ristorantini. Il tutto in piena pulizia. La lunga via sfocia in Teramachi Street , che è la zona dedicata all’abbigliamento, lo svago e il tempo libero. Interessante è il Kyoto International Manga Museum , il più grande centro culturale per il mondo dei manga del Paese. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ difficile vedere le geiko, anche qui. A Pontocho e a Gion Corner si possono vederle passare. Timide e altezzose insieme. Incontrarle è difficile, ma alcune ochaya hanno aperto i battenti ai turisti per un pomeriggio con una maiko ( apprendista geiko) , come presso Gion Maruume in Donguridori Street. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per vivere una esperienza unica come la cerimonia del tè , ci si può recare ad Uji, località famosa per le piantagioni di tè verde, la pesca coi cormorani e il tempio Byodo-in col suo Padiglione d’Oro. Qui si possono acquistare matcha e sencha delle migliore qualità.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ultima tappa sono i templi. A Kyoto sono più di 1800. Isole di pace dove tutto all’improvviso diventa pietra , roccia, albero , e pianta e radici. Ogni tempio è una storia, ha una sua anima . Ed è bello girovagare e lasciare che sia quello più simile a noi trovarsi sul nostro cammino. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-4495638660411216155?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/4495638660411216155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/01/il-giappone-un-viaggio-tra-futuro-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4495638660411216155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4495638660411216155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/01/il-giappone-un-viaggio-tra-futuro-e.html' title='IL GIAPPONE UN VIAGGIO TRA FUTURO E TRADIZIONE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TT_LxVTE2zI/AAAAAAAAg9g/oBw-1fcftds/s72-c/estate-cover_pic_01_thumb%5B2%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-289021833320167733</id><published>2011-01-20T08:34:00.000+01:00</published><updated>2011-01-20T08:44:53.612+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>ERIKOUSSA , UNA PICCOLA ISOLA GRECA</title><content type='html'>&lt;p&gt;C’era un silenzio melodioso in quella minuscola baia a Sud di Erikoussa. Forse perché tutti i suoni erano volati via , esiliati dal vento. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TTcSQ1nx6uI/AAAAAAAAg2s/ppi2Ypu7gjQ/s1600-h/ErikoussaNGA%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="ErikoussaNGA" style="border: 0px none; display: inline;" alt="ErikoussaNGA" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TTcSUK8KLvI/AAAAAAAAg2w/CtZCzkP1-k0/ErikoussaNGA_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="244" width="224" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Erikoussa non è un isola per tutti , tanto che non è segnata sulle carte. Spesso è nota solo ai naviganti , che non possono dimenticarla nella rotta dall’Italia alle isole dello Ionio Greco. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Qualche barca di vecchi pescatori , piccole case dipinte e una lunga spiaggia sommersa dalle alghe. Erikoussa sta appartata sul mare, 4 miglia a nord di Corfù , ma sembra appartenere ad un’altra era. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non sono più di 200 le persone che risiedono stabilmente nell’isola e quasi tutti hanno passato 60 anni. Molti di loro sono tornati per godersi gli ultimi anni di una vita di lavoro trascorsa nel continente , o negli Stati Uniti. Il primo greco a raggiungere il Nuovo Mondo fu di Erikoussa che sbarcò a San Francisco nel 1848. Molti altri ne seguirono. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nell’isola basta parlare un greco stentato per farsi un amico. Sono pochi i visitatori che arrivano sull’isola. La strutture ricettive non sono molte , ma spesso chi ci arriva torna anno dopo anno. E poi ci sono i ragazzi che dormono con il sacco a pelo sulla spiaggia e si perdono in passeggiate nei boschi e nelle colline dell’isola. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TTcSadLBFBI/AAAAAAAAg20/LjmHRHPyKDA/s1600-h/showphoto.png"&gt;&lt;img title="showphoto" style="border: 0px none; display: inline;" alt="showphoto" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TTcSef9Zn7I/AAAAAAAAg24/21cQX5ptEII/showphoto_thumb.png?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ad Erikoussa a Pasqua c’è una grande festa dove si mangia la tsilikourda ( trippa cucinata con origano, aglio ) e si beve tanto vino. Ad Erikoussa ognuno ha il suo orto , che viene curato con grande attenzione. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La parola dell’isola  deriva da riki ( erica) , disseminata in tutta l’isola. Erikoussa  si scopre in poco tempi : misura due Km e ha una sola strada. Percorrendola si incontrano sia i muli. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Salendo sulla cima maggiore dell’isola , con lo sguardo verso Corfù , si domanda se non siamo in Paradiso. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-289021833320167733?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/289021833320167733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/01/erikoussa-una-piccola-isola-greca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/289021833320167733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/289021833320167733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/01/erikoussa-una-piccola-isola-greca.html' title='ERIKOUSSA , UNA PICCOLA ISOLA GRECA'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TTcSUK8KLvI/AAAAAAAAg2w/CtZCzkP1-k0/s72-c/ErikoussaNGA_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-3321998671810828390</id><published>2011-01-12T20:10:00.002+01:00</published><updated>2011-01-12T20:28:58.737+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>OTHONI , ISOLA TRA MARE E LEGGENDA</title><content type='html'>&lt;p&gt;Nel punto più occidentale della Grecia non si può avere fretta. Restare in attesa che il villaggio si svegli, e che il pescatore sveli come è andata quella mattina. Si ha voglia di fare quelle cose, le quali in altri posti si sono sempre detestate. Non potrebbe essere altrimenti in uno schizzo di terra largo tre chilometri e lungo cinque , più ricco di leggende che di storia, sospeso sullo Ionio e incerto se guardare a Oriente , verso i turisti che arrivano da Corfù , o a Occidente , da dove provengono i velisti che ne fanno meta d’obbligo nei loro viaggi verso la Grecia. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TS38gpF7UyI/AAAAAAAAgxU/MzMx3xrHFoE/s1600-h/Othoni%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="Othoni" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="165" alt="Othoni" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TS38iIBjcWI/AAAAAAAAgxY/QJviPLZKxps/Othoni_thumb.jpg?imgmax=800" width="244" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se amate lasciarvi trasportare dall’incantesimo della mitologia , chiedete ad un pescatore di portarvi in barca alla grotta di Calypso. A parere degli abitanti di Gozo, a Malta&amp;nbsp; , e di Ceuta, di fronte a Gibilterra, sono le loro le terre in cui Ulisse restò prigioniero dalla ninfa Calypso. Ma i dubbi restano, e quindi fatevi affascinare dalla leggenda.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Othoni è un’isola che sa come prendersi cura dei sogni del visitatore. Anche soltanto&amp;nbsp; con una passeggiata lungo i suoi sentieri che si spingono verso le colline , ombreggiate dagli ulivi e rinfrescate da un maestrale pomeridiano mai abbastanza amato. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il luogo più animato è Amnos , il porto, traboccante di piccole barche. E’ qui che si trovano taverne , i caffè e i vari servizi per visitatori. Amnos è anche il punto di partenza per visitare l’isola a piedi , lungo la strada asfaltata o passeggiando per i sentieri più nascosti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lasciato il porticciolo non s’incontra più una casa, soltanto alcune vecchie costruzioni ormai in rovina. All’inizio del 900 vivevano 3000 persone , ma oggi ne sono rimaste quasi un centinaio. In quegli anni , Othoni era autosufficiente e aveva il più prezioso dei tesori , l’acqua. Per questo era ricoperta da rigogliosi&amp;nbsp; ulivi. Poi anni di crisi e cominciò lo spopolamento. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oggi l’isola è abitata per lo più da anziani. La raccolte delle olive vengono effettuate solo ogni due anni. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Proseguendo alla scoperta dell’interno si raggiunge Dafni , un minuscolo villaggio posto ai margini di un altipiano che, durante l’inverno , si trasforma in un lago e diventa una buona scorta d’acqua per l’isola. Sul punto più elevato si scorge un monastero. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;IN direzione sud si trova un altro villaggio, il Chorio, il primo e più antico dell’isola. Il borgo è così mimetizzato da risultare quasi invisibile. E’ abitato da poche decine di famiglie e fin dalla sua nascita fu sapientemente nascosto alla vista dagli antichi invasori. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si spera&amp;nbsp; che nemmeno l’assalto del turismo, pacifico ma sempre innocuo, possa turbarne la secolare inviolabilità. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-3321998671810828390?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/3321998671810828390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/01/othoni-isola-tra-mare-e-leggenda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3321998671810828390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3321998671810828390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/01/othoni-isola-tra-mare-e-leggenda.html' title='OTHONI , ISOLA TRA MARE E LEGGENDA'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TS38iIBjcWI/AAAAAAAAgxY/QJviPLZKxps/s72-c/Othoni_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-71876727291611474</id><published>2011-01-07T10:27:00.002+01:00</published><updated>2011-01-07T10:34:14.144+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ITALIA'/><title type='text'>CARNIA , REGIONE RICCA DI SAPORI E TRADIZIONI</title><content type='html'>&lt;p&gt;Il fascino della Carnia si mostra con forza appena arriviamo a Sauris , il paese più alto del Friuli Venezia Giulia. Avvolto nel silenzio della montagna , è un villaggio che richiama alla memoria atmosfere bucoliche. Tra baite in legno , una comunità di 420 persone vive proprio quassù, sul tetto della Carnia , tra i 1200 metri e i 1400 metri d’altezza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TSbcJDcNRgI/AAAAAAAAgrc/lLzEdB6umLg/s1600-h/carnia_geog%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="carnia_geog" style="border: 0px none; display: inline;" alt="carnia_geog" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TSbcP8DFMiI/AAAAAAAAgrg/8amStg2YRuI/carnia_geog_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="225" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sauris conserva lingua e tradizioni di origini carinziane. Il Centro Etnografico , a Sauris di Sopra , documenta le origini culturali di questa piccola comunità montana, la cui storia risale al 1250 . quando alcune famiglie del Sud Tirolo colonizzarono l’alta Val Lumiei.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oggi, oltre ad essere una stazione sciistica , invernale e un centro turistico votato alle terapie anti-stress , è una destinazione gastronomica di eccellenza. A Sauris vengono prodotte due specialità : un prosciutto di vera montagna e una birra d’alta quota , dai profumi e dai sapori particolari.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Scendendo verso la colorata Val Pesarina , il più caratteristico borgo che incontriamo e Pesariis , il paese degli orologi. Le lancette del tempo virtuali o vere , sono ovunque : nei vicoli, nelle strade , nelle piazze, nei muri. Orologi artistici e pezzi più bizzarri , fatti con materiali moderni o tradizionali. Come l’orologio a palette giganti , l’orologio a vasche d’acqua , una meridiana del 1770 e poi orologi a scacchiera , un orologio con automa e quello dei pianeti , con le lancette che si muovono su un fondale azzurro dipinto sulla facciata di una casa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sulla via principale del paese non poteva mancare il Museo dell’Orologeria Pesarina , che racconta le origini di questa passione per la misura del tempo. Accoglie un centinaio di pezzi di varie epoche e provenienze , quasi tutti di proprietà del comune di Prato Carnico , in cui ricade il borgo di Pesariis. La collezione comprende orologi rari del Quattrocento e moderni orologi indicatori , che scandiscono i minuti offrendo contemporaneamente servizi informativi per il settore industriale. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In tutto il mondo orologi da torre per campanili , castelli, stazioni e municipi portano il nome della ditta Fratelli Solari , fondata nel 1725 proprio a Prato Carnico . Già del XVII secolo , Pesariis era un centro artigianale rinomato per i suoi fabbri , una presenza indispensabile per lo sviluppo di lavorazioni più raffinate . Diverse famiglie dell’epoca realizzavano orologi a pendolo , arte che forse venne appresa durante le emigrazioni stagionali verso la Boemia e Germania.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TSbcW3rGohI/AAAAAAAAgrk/6t0AYLZhymM/s1600-h/carnia5%5B5%5D.jpg"&gt;&lt;img title="" style="border: 0px none; display: inline;" alt="" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TSbcdPibgsI/AAAAAAAAgro/gNe00Vzhaqw/carnia5_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Situata in provincia di Udine, Carnia è un territorio di forti tradizioni . E’ una terra ricca anche di impianti sciistici , come quelli del Monte Zoncolan, raggiungibile da Sutrio , un paese noto per due cose : il presepe meccanico e l’albergo diffuso. E’ infatti uno dei primi paesi albergo del Friuli. I turisti sono accolti nelle case tipiche del luogo, e non in anonime stanze in hotel. Lo Zoncolan è anche raggiungibile da Ravascletto , un’altra osai tranquilla nella verde Valcalda , vicino ad Arta Terme , nota località termale riaperta da un anno. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Carnia è anche terra di chiese e campanili. Tra le più suggestive troviamo la pieve di San Pietro e la vicina chiesa di Santa Maria del Monte , del XV secolo , poste in posizione panoramica sul colle di San Pietro. La Pieve di San Pietro è la più antica della Carnia : splendido edificio romanico , ampliato e rimaneggiato all’inizio del Cinquecento , custodisce al suo interno pregiati altari , un organo barocco e pale settecentesche. Una scala finemente intagliata del 1740 porta alla sagrestia superiore , affrescata nel 1572 da Giulio Urbanis.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A Valle si trova Zuglio , fondata qualche decine d’anni prima di Cristo per proteggere la via che saliva al passo di Monte Croce Carnico. Un altro luogo dell’anima è il duomo di Tolmezzo , la capitale della Carnia . Fu costruito nel 1764 sui resti dell’antica chiesa di San Martino su progetto del tolmezzino Domenico Schiavi. La cittadina di 11 mila abitanti sorge ai piedi del monte Strabut , tra il Tagliamento da una parte e il torrente But dall’altra , alla confluenza delle sette valli carniche. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tra le sue attrazioni c’è il Museo Carnico e Tradizioni Popolari Michele Gortani . Il Museo si trova in palazzo Campeis e raccoglie testimonianze sulla vita , il costume, l’agricoltura e l’industria della Carnia nei secoli. Numerosi e interessanti sono le raccolte di utensili , attrezzi, abiti popolari, calati in un contesto che ricostruisce anche le case carniche : cucine, camere da letto, botteghe, materiali per rivestire i tetti. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-71876727291611474?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/71876727291611474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/01/carnia-regione-ricca-di-sapori-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/71876727291611474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/71876727291611474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2011/01/carnia-regione-ricca-di-sapori-e.html' title='CARNIA , REGIONE RICCA DI SAPORI E TRADIZIONI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TSbcP8DFMiI/AAAAAAAAgrg/8amStg2YRuI/s72-c/carnia_geog_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-8840573258410681550</id><published>2010-12-24T12:21:00.002+01:00</published><updated>2010-12-24T12:36:39.646+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>LA SPIRITUALITà DELL’ISOLA DI BALI</title><content type='html'>&lt;p&gt;Se c’è un luogo sulla Terra dove ciò che è visibile convive fianco fianco con l’invisibile , quel luogo è l’Isola di Bali. Non c’è angolo di questa terra vulcanica e fertile, non c’è un solo momento della vita quotidiana che non sia affidato alla protezione e all’ingraziamento di una qualche divinità. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TRSBMDn-zmI/AAAAAAAAgek/nBkXvwxHX1Q/s1600-h/Kintamani2%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img title="Kintamani2" style="border: 0px none; display: inline;" alt="Kintamani2" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TRSCBfhW5WI/AAAAAAAAgeo/L3gxIJjq4MA/Kintamani2_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="158" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tra gli dei che hanno scelto questo luogo per vivere , ci sono quelli del pantheon hinduista , con Shiva in testa a dirigere lo spettacolo della vita. Durante le festività che seguono l’anno balinese di 210 giorni , scendono in processione anche Barong , il dragone, simbolo di ordine e armonia e Rangda , demone dalle lunghe zanne e dagli occhi spiritati , associato al caos. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I balinesi sono consapevoli che il Bene e il Male non possono essere valori assoluti ma susseguenti , in un’alternanza che ha come orizzonte il divino disegno e l’umana ignoranza del tutto. A ricordare ogni giorno questa danza c’è il poleng , un tessuto a scacchi bianchi e neri che riveste le statue dei guardiani e adorna le maschere di valenze magiche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli dei qua sono esigenti. Mai dimenticare l’offerta prima del pasto , all’alba e al tramonto. Ai demoni , forze spirituali della terra , i doni vengono lasciati sulla terra , mentre per le altre divinità prendono posto su piccoli altarini. Ma il contenuto è lo stesso : foglie di banano, riso , un pezzetto di betel , frutta, ginger , zucchero e cocco grattugiato. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma ci sono anche gli antenati. Il cuore dell’intera comunità è , infatti, il villaggio , c on relativa appartenenza a un clan. Basta visitare una classica abitazione balinese per comprendere tradizioni e vita sociale. I sistemi delle caste sono semplificati , ma bramini e contadini si contendono un posto al sole a colpi di avi più o meno illustri , che continuano , attraverso medium, a influire sulla vita dei discendenti.  Anche i nomi dell’isola , nascondono piccolo segreti legati alla casta di appartenenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TRSCFpHaRVI/AAAAAAAAges/PeNKtPSMEKQ/s1600-h/images%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img title="images" style="border: 0px none; display: inline;" alt="images" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TRSCJACJL-I/AAAAAAAAgew/6kNIm4B6TSE/images_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La vera Bali è quella dei villaggi, con ritmi lenti e quieti. Nel villaggio Kintamani , si arriva verso  il punto panoramico del Gunung Batur , uno dei vulcani attivi dell’Isola. C’è la festa Galungan , che celebra la creazione dell’universo , e le strade sono adornate da lunghi fusti di bambù con una sorta di grande pendaglio colorato in cima , dal nome di penjor. Nell’aria si respira una quiete di altri tempi , tutti sono vestiti a festa , e le donne trasportano su capo cesti che sono un tripudio di fiori, frutta e cibo. Ci fermiamo presso il Pura Gunung Kawi , uno dei piccoli templi dell’Isola. Dopo aver indossato il sarong , obbligatorio per i turisti che accedono ai templi, e stretto il laccio sotto la cintola per placare gli spiriti impuri che aleggiano nelle parti inferiori , scendiamo il centinaio di gradini che ci separano dalla candi-bentar , la porta fessura. Si tratta di un grande accesso in pietra e rappresenta, nell’architettura templare balinese , la montagna cosmica divisa in due dalle forze positive e negative dell’universo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Al centro , dove sorgono i vari padiglioni per i rituali e le statue in pietra del guardiano Ganesha onorato dai fedeli , si trova una grande piscina dove centinaia di carpe rosse si azzuffano per prendere il cibo lanciato dai bambini. La calma del luogo è a tratti interrotta dalla gioia dei bambini , che giocano nelle vasche di acqua sorgiva. A fianco, in un’altra vasca, le donne sono intente nei rituali di purificazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Risalendo la valle si vedono risaie a terrazza, splendido esempio di ingegnosità agricola dove piccole dighe costruite ad arte  irrigano il fertile terreno di origine vulcanica. Graziosi santuari in bambù , per le offerte alla dea del riso, costellano le risaie. Le donne e con un coltello nascosto nel palmo, per non spaventare la dea, raccolgono il riso. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TRSCN0vI5vI/AAAAAAAAge0/beowaaE1ohI/s1600-h/goa_gajah%5B4%5D.jpg"&gt;&lt;img title="goa_gajah" style="border: 0px none; display: inline;" alt="goa_gajah" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TRSCPGxRp0I/AAAAAAAAge4/I_w4GvnZhlQ/goa_gajah_thumb%5B2%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="182" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Merita una sosta Goa Gajah , la grotta dell’elefante. E’ stata costruita nel IX secolo da sacerdoti buddisti ed è dedicata al Dio Ganesha , un bambino con la testa di elefante. Si entra attraverso le fauci spalancate di Bhoma , magistralmente incise nella roccia. Bhoma in sanscrito vuol dire “nato dalla Terra” ed è quindi simbolo delle piante e degli alberi. Secondo la mitologia locale, attraverso Bhoma, protettore della foresta che difende il Monte Meru , residenza degli dei, ai accede al loro cospetto. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si arriva finalmente a Kintamani. Dal vulcano si gode una vista superba della caldera interna e del lago omonimo. Si tratta del vulcano più attivo dell’isola e nella sua eruzione più disastrosa uccise 1000 persone e distrusse circa 2000 templi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bella Bali. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-8840573258410681550?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/8840573258410681550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/12/la-spiritualita-dellisola-di-bali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8840573258410681550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8840573258410681550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/12/la-spiritualita-dellisola-di-bali.html' title='LA SPIRITUALITà DELL’ISOLA DI BALI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TRSCBfhW5WI/AAAAAAAAgeo/L3gxIJjq4MA/s72-c/Kintamani2_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-2677462400237737489</id><published>2010-12-16T09:07:00.002+01:00</published><updated>2010-12-16T09:08:42.084+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>MUMBAI , LA CITTà DEGLI IMMIGRATI E DELLE OPPORTUNITà</title><content type='html'>&lt;p&gt;Bombay ( o Mumbai è indifferente) si estende sul Mar Arabico come il palmo aperto di una mano : strade e metropolitane corrono come delle vene da nord a sud , un po’ come a Manhattan. E come Manhattan la città è  lunga e stretta , divisa da Mahim Creek in North e South Bombay (NoBo e SoBo) : Colaba è un po’ l’equivalente di TriBeCa , Nariman Point di Wall Street , e Bandra è la zona hip tipo Upper East Side di New York.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TQnIr0U1K0I/AAAAAAAAgWw/_ed0xp8N0Jk/s1600-h/060712_mumbai_hmed_3a.grid-6x2%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="060712_mumbai_hmed_3a.grid-6x2" style="border: 0px none; display: inline;" alt="060712_mumbai_hmed_3a.grid-6x2" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TQnItMggKTI/AAAAAAAAgW0/IU0EPzj42s0/060712_mumbai_hmed_3a.grid-6x2_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="194" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Comunque è in questa città che nasce il collettivo indiano delle opportunità. Qualsiasi indiano scende con una valigia e il numero di telefono di un parente produttore , i bambini di strada ballano la salsa in un reality tv . Ci sono gli alti edifici di Nariman Point che muovono milioni di dollari ogni giorno. Ma anche il puzzo e le fogne di Dharavi , uno slum di proporzioni apocalittiche dove i conciatori musulmani faticano accanto a vasai indù.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Inoltre Bombay è anche le stradine affollate dei bazaar Null e Chor , con gli artigiani di Lucknow che vivono e lavorano in stanze buie , malsane , ricamando meravigliose farfalle gialle che prendono il volo su tessuti di seta , destinazione Europa. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;“La cosa sorprendente di Bombay è come si possano ammassare in uno spazio così piccolo tutte queste persone , senza che una ammazzi l’altra” dice un produttore di film a Bollywood. “Voglio dire , non ci sono sparatorie ,risse o roba simile”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con i suoi 18 milioni di abitanti , Bombay è la città più densamente popolata della Terra. Si comincia a vedere dai treni.  L’India ha una delle reti ferroviarie più trafficate del mondo e quella di Bombay è complessa almeno quanto quella di New York ma ogni giorno trasporta almeno un milione di persone in più. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Partiamo dal sobborgo  Virar , a nord, vediamo donne che sistemano i sari, giocano a carte, cantano i bhajan( canti devozionali indù) , comprano di tutto, dai bindi ( tradizionale decorazione per la fronte) ai beedi ( sigarette sottilissime). A bordo del treno si possono trovare sicuramente i famosi dabbawala , venditori di cestini per il pranzo. Ogni giorno portano negli uffici circa 200 mila lunchbox , e disseminati sui treni ce ne sono addirittura 5000, tutti con indosso i tradizionali kurta e copricapi alla Nehru.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il concetto è semplice. Milioni di pendolari lasciano le periferie per raggiungere il lavoro. Due ore dopo sui treni appaiono i dabbawala : mettono il cibo che hanno cucinato a casa nelle scatole di cartone , e lo portano negli uffici. Tutte le scatole hanno i codici a seconda se un alimento è presente o no. Dopo il pranzo i lunchbox vengono raccolti e riportati a casa. Per fare questo lavoro ci vogliono una buona memoria e dei buoni muscoli.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TQnIupLrwpI/AAAAAAAAgW4/AP0MWnGRJ-0/s1600-h/mumbai_6%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="mumbai_6" style="border: 0px none; display: inline;" alt="mumbai_6" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TQnIvkPjgKI/AAAAAAAAgW8/0nEj5417u20/mumbai_6_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si arriva a Chowpatty Beach. La spiaggia di tutti  nel quartiere dei milionari. Infatti qui si trovano una varietà di campionario indiano : donne avvolte nel burqa che aiutano bambini a costruire castelli di sabbia, coppie cattoliche che passeggiano sulla battigia, grandi famiglia indù sedute in riva al mare, con le nonne in sari che sgranocchiano le noccioline, ai teenager con top succinti. Anche il traffico a Bombay è democratico : i carri bestiame e bici hanno gli stessi diritti delle limousine. Nella spiaggia dei Chowpatty ci sono persone che lavorano per te . Se non hai voglia di fare la fila, ti offrono il menù e prendono il mangiare per te.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A Bombay sanno come muoversi quando c’è da guadagnarsi. La Borsa di Bombay , infatti, è la più antica di tutta l’Asia. E la più vecchia lotteria di tutti i tempi è nata qui, il Makta.  Una città fatta anche di fiducia. SE andate nella stradina di Chor Bazaar ( Chor vuol dire ladri) e portate una valigia piena di rupie , la mattina dopo vostro figlio ( in qualsiasi parte del mondo si trova) riceverà soldi per pagare l’Università. Tutto quello che il ragazzo dovrà dire è una parola d’ordine al tizio che gli comparirà sulla porta. Niente ricevute o registrazioni. E’ il famoso sistema hawala di Bombay : illegale, ma i bombayite si fidano più di questo della Western Union. I mercanti di diamanti della città usano gli angadia , corrieri di fiducia , che trasportano brillanti e pietre preziose per milioni di dollari. Una consegna sicura per un salario di 100 dollari al mese. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bombay è una città di immigrati, quindi delle opportunità, e lo sarà per sempre. Per primi arrivarono i pescatori Koli , nel 1138, a bordo di dhow arabi , per scoprire quella che la Grecia chiamano Eptanesia , o Gruppo delle sette Isole. I Koli battezzarono queste isole Mumba Ai , nome ispirato dalla divinità protettrice , Mumba Devi. I loro insediamenti esistono ancora di fronte al mare . Nel II secolo i Bene Israel , discendenti di ebrei sfuggiti alle persecuzioni in Galilea , naufragarono al largo delle coste indiane e arrivarono fino a Bombay. Seguirono gli ebrei di Baghdad. I Parsi scampati alla persecuzione musulmana arrivarono nella città nel ‘600. Freddie Mercury era un parsi. I Parsi costruivano navi , prestavano denaro, vendevano tessuti e commerciavano l’oppio , tutte attività remunerative.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il problema dei Parsi perché la comunità non crema , né seppelliscono i loro morti. A Bombay li depongono in cima alle Torri del Silenzio , che occupano un Gran Terreno , che vale una fortuna , nel distretto di Malabar Hill. Oggi gli avvoltoi scarseggiano , e i residenti della zona si lamentano dei corpi in decomposizione. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;The Millionaire è stato girato nella slum Dharavi, uno dei più grandi, prima al limite della città ora , con l’espansione urbana, nel cuore dell’area metropolitana. Tutti i residenti dicono che la loro vita è stata come descritta dal film . Ora ci sono tour organizzati che hanno lo slum come posto da vedere.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-2677462400237737489?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/2677462400237737489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/12/mumbai-la-citta-degli-immigrati-e-delle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/2677462400237737489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/2677462400237737489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/12/mumbai-la-citta-degli-immigrati-e-delle.html' title='MUMBAI , LA CITTà DEGLI IMMIGRATI E DELLE OPPORTUNITà'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TQnItMggKTI/AAAAAAAAgW0/IU0EPzj42s0/s72-c/060712_mumbai_hmed_3a.grid-6x2_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-1827124279618859281</id><published>2010-12-06T18:42:00.000+01:00</published><updated>2010-12-06T18:44:18.699+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='USA'/><title type='text'>SAN DIEGO TRA MOVIDA E UN MERCOLEDì DA LEONI</title><content type='html'>&lt;p&gt;Per chi dovesse andare per la prima volta a San Diego , munirsi si un auto con navigatore. Per tre ragioni : i mezzi pubblici non sono al massimo , le distanze da colmare sono lunghe , il traffico è relativo. Questa è la premessa per vedere San Diego e godersela , una città con un milione e mezzo di abitanti e molte perle da offrire.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TPuWsUd_BeI/AAAAAAAAgOk/QoFGqEItjZQ/s1600-h/coast-la-jolla%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="coast-la-jolla" style="border: 0px none; display: inline;" alt="coast-la-jolla" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TPuWtD5focI/AAAAAAAAgOo/8F2hoftnQb8/coast-la-jolla_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="176" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La natura , in primis. Il sole  c’è più o meno tutto l’anno e fa il paio con l’oceano. E quando c’è natura , c’è anche pace e tranquillità. Inutile svegliarsi, però, prima delle nove , il centro di San Diego è proprietà degli homeless che, attenzione, semplicemente si svegliano senza infastidire. Molti homeless preferiscono vivere all’aperto , rifiutando perfino degli alloggi messi a disposizione delle autorità. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo le nove andiamo a fare un giro. La prima cosa da vedere è la Jolla ( pronunciato la la oja in spagnolo) . Il luogo dei vip, delle ville al mare. Del Nautilus. Era la spiaggetta scenario in Mercoledì da leoni, film anni Settanta sui surfisti . E’ rimasta uguale , anche perché è vietato su queste incantevoli spiagge : persino , a volte , andarci. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vietato portarci lattine, vetri e accessori vari. Nelle spiagge, bellissime, prevalgono gli animali sugli umani. Una volta a Caletta Love i bambini avevano una spiaggia tutta loro , un giorno però è sbarcata una foca. I bambini sono stati pregati di andare altrove. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le foche sono uno spettacolo , così come i pellicani che se ne stanno tranquilli sul costone roccioso a strapiombo sul Pacifico. Comunque lo spazio è tanto : la gente qui ama immergersi, anche quando fa freddo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da Jolla , che si trova a nord, si può spostare verso sud e imbattersi nell’ellittico ponte del Coronado , con un cartello all’ingresso “Se volete suicidarvi chiamateci prima” , purtroppo c’è stato più di un caso. Inoltre si può visitare Balboa Park, e terminare la parte naturale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La movida di San Diego si trova nel quartiere Gaslamp , soprattutto all’incrocio tra la Broadway e la Fifth. Ricordatevi che le saracinesche si abbassano all’una di notte. Le ore migliori, quindi, è dalle 17 a mezzanotte , dove molti giovani si riversa nei locali. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La storia di San Diego potete trovarla nella Old Town , che i Californiani della Bassa custodiscono con gelosia : il saloon, il barber shop e la stalla dei cavalli sono patrimonio nazionale. Molti scolaresche effettuano un giro in questi luoghi, ascoltando  concentrate le maestre.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non potete finire il Tour  con lo zoo a tma acquatico  di San Diego, il più famoso e bello della California.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-1827124279618859281?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/1827124279618859281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/12/san-diego-tra-movida-e-un-mercoledi-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1827124279618859281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1827124279618859281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/12/san-diego-tra-movida-e-un-mercoledi-da.html' title='SAN DIEGO TRA MOVIDA E UN MERCOLEDì DA LEONI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TPuWtD5focI/AAAAAAAAgOo/8F2hoftnQb8/s72-c/coast-la-jolla_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-4099960388680040035</id><published>2010-12-02T08:20:00.000+01:00</published><updated>2010-12-02T08:20:00.899+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='OCEANIA'/><title type='text'>LE PIù BELLE SPIAGGE AUSTRALIANE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Nell’Ottocento gli inglesi coniarono il termine “down under” per definire l’unico continente abitato , completamente &lt;u&gt;sotto&lt;/u&gt; l’Equatore. La popolarità universale dell’espressione si deve alla canzone dei Man at Work “Land Down Under” che ebbe successo all’inizio degli anni Ottanta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli australiani sono orgogliosi di essere down under soprattutto quando sopra l’Equatore regna l’inverno e qui splende il sole ; e quando le Nazioni Unite collocano questo Paese al secondo posto nella classifica mondiale del buon vivere. La Gran Bretagna , scegliendo 200 anni fa il Sudest e l’Est del Continente come luogo dove inviare i sudditi meno desiderabili , non poteva immaginare che quelle terre remote (New South West, Victoria e South Australia) , allora desolate , si sarebbero rivelate come alcune delle coste più belle del mondo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TPaeoBcD-0I/AAAAAAAAgJs/yXJSoCKAVYY/s1600-h/syd-b01v%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="syd-b01v" style="border: 0px none; display: inline;" alt="syd-b01v" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TPaetny5pNI/AAAAAAAAgJw/qlLbVcavKRw/syd-b01v_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="179" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’Australia fu definita “The lucky country” , la nazione fortunata dello scrittore Donald Horne che ne raccontò la natura incontaminata e lo stile di vita rilassato. Stile di vita basato sulla filosofia della felicità , che Horne sosteneva nascere dall’incontro tra il puritanesimo inglese e il paganesimo venuto dalla luce , dal sole di questo angolo di mondo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli australiani sono felici quando trascorrono una giornata all’aria aperta, o quando possono concedersi una nuotata prima di andare al lavoro. LO fanno con naturalezza di prima mattina. Nessuno si meraviglia, nelle città di questo paese , se nel centro si incontra un surfista con muta e tavola , che va affrontare La grande onda. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le spiagge australiane sono un luogo di culto : ogni anno vengono stilate classifiche su quelle migliori e più attrezzate. Le liste indicano le temperature dell’acqua , le ore e i luoghi dove nuotare o fare surf , le creme per proteggersi dal sole , la presenza dei bagnini. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alcuni lidi più belli dell’Australia sono quelli della costa orientale e sud orientale. Nel New South Wales , le spiagge della moda sono quelle di Sidney. La più celebre è Bondi Beach : un Km di sabbia dorata a venti minuti dal centro , amatissima dai surfisti e con un bel lungomare, il Campbell Parade , pieno di negozi, bar e ristoranti. Molti giovani si stanno spostando, però, sulla meno affollata Manly Beach, lunga un Km e mezzo , nei sobborghi nord della città.  Vanta una delle migliore scuole di surf , Manly Surf School. Quest’anno la spiaggia è stata nominata come luogo di nascita del surf australiano. Tra Manly Beach e Manly Wharf corre The Corso , un’arteria creata nell’Ottocento e ispirata alla  Via del Corso a Roma , con negozi eleganti , ristoranti e bar. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;A Melbourne la spiaggia storica è quella di St Kilda , un quartiere a venti minuti dal centro , che in epoca vittoriana ospitava le ville delle classi agiate. Oggi è tornato agli antichi splendori con teatri, gallerie d’arte , locali alla moda, dopo un periodo di declino durato fino agli anni Novanta. Sulla spiaggia , nella seconda domenica di febbraio, si svolge il St Kilda Festival, uno dei più grandi festival di musica rock del continente. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se volete incontrare il mistero, la bellezza selvaggia , la solitudine e il silenzio , vi dovete spostare a Vivonne Bay , sulla costa sud di Kangaroo Island , un’isola interamente Parco Naturale (Flinders Chase National Park ) a quaranta minuti d’aereo da Adelaide , capitale del South Australia. E’ stata giudicata dal Centro di Studi marini dell’Università di Sidney la spiaggia più bella d’Australia perché remota ma accessibile, ottima per il surf , con l’acqua pulita , la sabbia bianca e un impatto panoramico unico. Con pochissimi abitanti e oasi protetta per leoni marini , canguri, koala , balene e delfini, Kangaroo Island fu abitata in tempi remoti dagli aborigeni che la chiamavano Isola dei morti perché i Remarkable Roks , una formazione rocciosa sul mare che sembra una scultura , veniva considerata la porta verso l’Aldilà. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TPaf8Oy-DjI/AAAAAAAAgJ0/wBLLm1buLSo/s1600-h/St_Kilda_Soay_560%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="St_Kilda_Soay_560" style="border: 0px none; display: inline;" alt="St_Kilda_Soay_560" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TPagDH1DPMI/AAAAAAAAgJ4/P5UP48zLYQY/St_Kilda_Soay_560_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="174" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nella  spiagga di Glenelg , sobborgo marino di Adelaide, c’ molta mondanità , ristoranti, vita notturna , un lungomare alberato . Nel centro cittadino c’è il caratteristico Glenelg Tram formato ancora da vecchie vetture degli Anni Trenta che arrivano fino a Jetty Road , l’arteria commerciale del quartiere. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-4099960388680040035?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/4099960388680040035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/12/le-piu-belle-spiagge-australiane.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4099960388680040035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4099960388680040035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/12/le-piu-belle-spiagge-australiane.html' title='LE PIù BELLE SPIAGGE AUSTRALIANE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TPaetny5pNI/AAAAAAAAgJw/qlLbVcavKRw/s72-c/syd-b01v_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-142439905560535272</id><published>2010-11-17T22:00:00.002+01:00</published><updated>2010-11-17T22:06:47.843+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>KIEV : UN VIAGGIO NELLA STORIA</title><content type='html'>&lt;p&gt;Avviso ai pigri. Se volete capire Kiev dovete camminare. Attraversare a piedi i viali alberati sulle colline , le grandi piazze sovietiche tra casermoni e cupole d’oro di antichi monasteri , percorrere il lungofiume che costeggia le acque grigie del Dnieper , passeggiare per le stradine di un centro storico sospeso , come tutti i suoi abitanti , tra Vecchia Russia e Nuova Europa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TORB6kdxTrI/AAAAAAAAf_Y/YqkysPV0VjE/s1600-h/kiev%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="kiev" style="border: 0px none; display: inline;" alt="kiev" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TORCBYdDTZI/AAAAAAAAf_c/qPx0miGbvOo/kiev_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="161" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Solo così si può sentire l’anima di una città antica che è stata troppe cose nella sua storia per poterla comprendere con una visione d’insieme : madre di tutte le città e culla della civiltà russa , baluardo della cristianità nel gelo delle pianure nordiche , martire dell’invasione nazista , vittima sacrificale ma anche prezioso alleato del regime staliniano e infine ribelle capitale della dimenticata “Rivoluzione arancione”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cominciate a guardarvi attorno quando arrivate. Siete nel cuore di un capolavoro dell’architettura staliniana , seppur in gran parte ricostruito dopo i disastri della Seconda Guerra Mondiale. Palazzi prima del Soviet e ora dell’Amministrazione locale , monumentali colonne in stile neoclassico , restano il centro un po’ provinciale della vita di Kiev con tutti i suoi stereotipi dei Paesi dell’Europa dell’Est: insegne al neon stile Anni Settanta , pizzerie e negozi d’abbigliamento dal nome vagamente italiano , ragazze bellissime , contadine in abiti tradizionali  che vendono prodotti raccolti la mattina a decina di chilometri dalla città. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TORCIJLS20I/AAAAAAAAf_g/A-FExAk5bik/s1600-h/kiev2%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="kiev2" style="border: 0px none; display: inline;" alt="kiev2" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TORCRzV1jaI/AAAAAAAAf_k/VHb-8TrjBAg/kiev2_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="185" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma la scena della città cambia presto. Inerpicatevi per il viale che porta alle piazze gemelle Sofijska e Mikhajlovska e vene accorgerete. E’ l’unica strada faticosa da fare ma ne vale la pena. Per strada , giardinetti curatissimi , antiche residenze dei vertici del Pcus adesso belle case di un agiata borghesia. In cima alla collina un parco da cui si domina tutta la città e, una di fronte all’altro , la chiesa di Santa Sofia con le sue cupole e il suo Monastero Mikhajlovskj.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’aria solenne dei due antichi edifici separati dalla statua alla principessa Olga , la santa considerata la fondatrice della cristianità russa, sono il premio per l’ascesa. Qui i giovani della città passano le serate tra ristoranti tipici ucraini a buon prezzo , pub irlandesi pieni di birra e fumo, locali con musica dal vivo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con una lunga e agevolata passeggiata verso il Kievo-PecerskajaLavra il più antico monumento della città , fondato poco dopo anno Mille dal monaco Antonio reduce da un’esperienza sul monte Athos. Il monastero è stato ricostruito varie volte a causa di saccheggi e distruzioni, ultimo quello dei nazisti in fuga da Kiev. Il clou della serata sono le grotte. Scavate a mano dal monaco e dai suoi , usate come un labirinto per nascondersi e pregare in anguste celle senza luce , rappresentano un’esperienza unica da compiere a lume di candela e a capo chino attraversando come talpe i lunghi corridoi sotterranei , visitare le celle dei monaci , le loro reliquie.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tornati alla luce dovreste visitare la tomba di Stolypin sepolto all’ingresso del monastero . Primo ministro dello zar Nicola II, Stolypin fu assassinato al teatro dell’Opera di Kiev nel 1011. Voleva distribuire gradualmente ai contadini l’immenso patrimonio dei latifondi russi. Senza il suo omicidio non ci sarebbe stata la rivoluzione d’ottobre.  La tomba è essenziale ma i mazzi di fiori sono tanti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TORCU4h3W_I/AAAAAAAAf_o/mMefapkvFMc/s1600-h/kiev3%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="kiev3" style="border: 0px none; display: inline;" alt="kiev3" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TORCW_p5iuI/AAAAAAAAf_s/0nft_03w61Y/kiev3_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="157" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per i turisti è da vedere anche la Andriivskij Vzviz , stradina tortuosa del centro è l’ideale per il classico shopping da souvenir. Ma anche per dare un’occhiata alle case settecentesche completamente ricostruite ma ugualmente affascinanti , botteghe di artigiani del legno , e ricamatrici che espongono centrini e tovaglie colorate. In fondo alla strada c’è la casa museo di Bulgakov , la meta turistica più visitata della città . Il mito di Bulgakov , scrittore amatissimo in Russia e tollerato a stento dal regime staliniano , è forte anche nella capitale ucraina dove nacque e visse fino a trentun anni. Il pellegrinaggio di ammiratori e studiosi è testimoniato da bigliettini , i fiori , i messaggi che si accumulano ogni giorno davanti alla statua che rappresenta lo scrittore accanto alla sua veranda. Il museo è l’occasione per scoprire l’ambulatorio in cui esercitò la sua prima professione di medico o lo studio dove scrisse la Guardia bianca. Per finire  si può andare lungo il Dniepr e improvvisare una cena a base di pesce. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-142439905560535272?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/142439905560535272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/11/kiev-un-viaggio-nella-storia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/142439905560535272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/142439905560535272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/11/kiev-un-viaggio-nella-storia.html' title='KIEV : UN VIAGGIO NELLA STORIA'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TORCBYdDTZI/AAAAAAAAf_c/qPx0miGbvOo/s72-c/kiev_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-6067013980779354781</id><published>2010-11-08T21:19:00.002+01:00</published><updated>2010-11-08T21:25:45.557+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMERICA LATINA'/><title type='text'>LE MAGIE DE L’ISLA DE MUNECAS, L’ISOLA DELLE BAMBOLE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Nessuno ha mai avuto il coraggio di contarle. Anche perché cambiano spesso disposizione e nel numero , in un macabro girotondo notturno. A volte i visitatori sfidano la leggenda e ne aggiungono una, magari a quella più affezionata da bambini. La lasciano a poche righe di supplica o di augurio, di maledizione o di preghiera. I temerari ne portano via una per gioco. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TNhbS8l2SYI/AAAAAAAAf3A/fpt_2jSH1Cc/s1600-h/isla-munecas2%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="isla-munecas2" style="border: 0px none; display: inline;" alt="isla-munecas2" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TNhbTuWt8RI/AAAAAAAAf3E/j6owPlvaQIk/isla-munecas2_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono centinaia le bambole dell’Isla de las Munecas , l’isola delle Bambole : un inquietante santuario laico che da nove anni è una straordinaria attrazione turistica nel piccolo paradiso di Xochimilco , quartiere di Città del Messico che conserva le ultime acque della laguna su cui è sorta la capitale centroamericana. Da nove anni, da quando si è rotto il cuore di Don Julian. Morto nello stesso punto in cui era affogata la ragazza che lo ha tormentato per mezzo secolo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Julian Santoro Barrera era un campesino. Contadino e cattolico. Devotissimo. Da un giorno all’altro la fidanzata lo lascia , si sposa con un altro. Allora si rifugia in questa minuscola isola dell’antico lago di Texcoco. Una chinampa , un pezzetto di terra che secoli prima era una grande zattera riempita di terra. Solo come un eremita. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dieci anni dopo , a pochi metri dalla sua riva , si ribalta una barca con tre ragazze a bordo. Due si salvano a nuoto , la terza no. Qualcuno giura che fosse la sua vecchia fidanzata , ma chissà se è vero. Resta a galleggiare due giorni davanti alla capanna. Don Julian due giorni dopo riceve una strana visita. Una strega racconterà. Una strega che cerca di trascinarlo in acqua , sa Don Julian che si trasformerà in pesce per trovarlo. Appende fuori dalla capanna alcune vecchie bambole : forse la terranno lontana.Funziona dice.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TNhbU71YK2I/AAAAAAAAf3I/yqICSm1N_74/s1600-h/recorrido%20%20FOMENTO%20ECONOMICO%20052%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img title="recorrido  FOMENTO ECONOMICO 052" style="border: 0px none; display: inline;" alt="recorrido  FOMENTO ECONOMICO 052" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TNhbV-crytI/AAAAAAAAf3M/x3ahHk-WDdA/recorrido%20%20FOMENTO%20ECONOMICO%20052_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Passano anni e a Xochimilco c’è sempre il sole , le chimpanas sono piene di fiori, le acque dei canali tranquille , gli aironi volano bassi. La gente comincia ad avvicinarsi a quell’isola , osserva le bambole. Don Julian sorride , ma tace. Nel 2001 sono cinquant’anni dalla morte della ragazza e delle sue apparizioni. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Don Julian è morto a 86 anni. Da allora , ogni giorno l’Isla de las Munecas è frequentata dai messicani e dai turisti: che vogliono vedere , e ascoltare il silenzio, lasciandosi prendere dalla leggenda. La capanna è diventata un piccolo museo , la gente chiede favori e lascia offerte : in particolare ad Augustina, l’unica bambola che ha nome. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-6067013980779354781?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/6067013980779354781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/11/le-magie-de-lisla-de-munecas-lisola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6067013980779354781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6067013980779354781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/11/le-magie-de-lisla-de-munecas-lisola.html' title='LE MAGIE DE L’ISLA DE MUNECAS, L’ISOLA DELLE BAMBOLE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TNhbTuWt8RI/AAAAAAAAf3E/j6owPlvaQIk/s72-c/isla-munecas2_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-4994127327598325565</id><published>2010-11-01T12:40:00.002+01:00</published><updated>2010-11-01T12:47:10.838+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>VIAGGIO NEL VERDE DELLA GIORDANIA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TM6odVhAG2I/AAAAAAAAfvM/xOxY3tZqKHU/s1600/Jordanie+-+Wadi+Mujib.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TM6odVhAG2I/AAAAAAAAfvM/xOxY3tZqKHU/s400/Jordanie+-+Wadi+Mujib.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534546214030154594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si arriva in Giordania, niente recinti o caserme protette, niente petrolio che arriva dall’Arabia Saudita. C’è verde, immenso verde.&lt;br /&gt;C’è un punto dove le sabbie del deserto orientale della Giordania diventano nere per il basalto vulcanico. Pochi turisti arrivano qui, deviando dalle rotte usuali, per ammirare i castelli del deserto , costruiti nel settimo e nell’ottavo secolo , da un impero che nessuno ricorda , ma che si estendeva per milioni di Km.&lt;br /&gt;Un tempo questo impero , gli Omayyadi, arrivò per unìoasi, l’unica fonte d’acqua nel deserto : la palude di Azraq. Questo luogo è una zona di pozze circondate da erbe alte , giunchi e canne , ed è uno dei cinque parchi naturali della Giordania istituiti dallo Stato attraverso la Royal society for the conservation of nature (Rscn).&lt;br /&gt;Dagli anni ottanta il parco è in crisi : il bacino idrico di Azraq che lo alimenta viene continuamente drenato per soddisfare i bisogni della popolazione. “Un bicchiere d’acqua su quattro bevuto ad Amman proviene da Azraq” dicono i cartelli del centro turistico.&lt;br /&gt;Azraq non è il più paradiso della natura di qualche tempo fa , ma è una sosta piacevole dopo la visita ai castelli. Si esplorano le pozze camminando su passerelle di legno e da una capanna di paglia. Per incoraggiare le visite , la Rscn ha riconvertito un ospedale da campo britannico degli anni quaranta in un rifugio arredato con bauli d’epoca e fotografie in bianco e nero.&lt;br /&gt;In tutti e sei parchi della Giordania( le foreste di Ajloun e Dibeen, canyon della riserva di Dana, dalle montagne e fiumi  di Mujjib, alla praterie desertiche a Shaumari) è stata sperimentata con successo la combinazione avveniristica di ecoturismo e conservazione.&lt;br /&gt;La prima tappa della Giordania è Amman – prima dei siti degli anfiteatri romani , dei suk e della galleria d’arte moderna – è la sede di Wild Jordan , il ramo della Rcsn responsabile dell’ecoturismo e dei progetti socioeconomici a sostegno delle comunità rurali che vivono nei dintorni delle riserve.&lt;br /&gt;La Giordania ,al contrario dell’Oman, non  ha mai avuto un granché di artigianato, E questo che la Wild Jordan sta lavorando con gli abitranti del settore , usando materiali tipici come uova d’ostrica dipinte, sapone all’olio d’oliva e argenteria beduina.&lt;br /&gt;Dopo aver lasciato Amman e visitato i polverosi anfiteatri romani e gli ippodromi per lo corsa a bighe a&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TM6oc3XCalI/AAAAAAAAfvE/5hm358y9kDk/s1600/Amman+Temple+of+Hercules+from+n,+tb060303150.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TM6oc3XCalI/AAAAAAAAfvE/5hm358y9kDk/s400/Amman+Temple+of+Hercules+from+n,+tb060303150.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534546205935299154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Jerash , attraversiamo i paesaggi bui del castello crociato di Ajloun e c’incamminiamo verso la riserva forestale.&lt;br /&gt;E’ inverno e fa freddo.&lt;br /&gt;Il giorno dopo si sale sul monte Nebo , da dove si dice che Mosè avvistò Gerico dall’altra parte del Mar Morto.&lt;br /&gt;Tornando alla guida e si chiudono gli occhi , si vede una scena mozzafiato: il Grand Canyon giordano. Il Mujib è la risposta giordana.&lt;br /&gt;Il giorno successivo passiamo nel castello di Karak , e il pomeriggio a Petra. Sono  incredibili i toni rosati di  questa città , ma avevo sottovalutato la bellezza del paesaggio circostante. Si arriva verso al-Madhba (Sacrificio) l’altura del santuario all’aperto da dove partono baratri di roccia. Tra un luogo e l’altro visitate un hammam,&lt;br /&gt;Gli hammam , anche quelli misti, hanno una barriera del sesso rigido. Le donne infatti non possono entrare. Il paese sta cercando di modernizzarsi. La regina Rania sta spingendo per l’emancipazione delle donne.&lt;br /&gt;La riserva della biosfera di Dana ( che nel suo canyon ospita 800 varietà di piante, 241 specie di uccelli e 45 tipi di mammiferi) si estende dalla valle tettonica fino al deserto di Wadi Araba. Da quando il luogo  è stata trasformato in parco naturale i beduini che ci vivevano un tempo non sono più autorizzati a cacciare. Molti di loro sono stati formati come personale d’albergo. Un beduino , ora guida, mostra una serie di grotte dove ha abitato, le impronte dei lupi e la pianta da cui si ricava lo shampoo.&lt;br /&gt;Il paesaggio arido e desertico del Feynan ha un’atmosfera magica: è illuminato unicamente da candele e sembra un castello di sabbia. Ecologia all’estremo: energia solare e cucina vegetariana. Tutto intorno ci sono siti archeologici risalenti a 10000 anni fa : rovine nabatee, miniere di rame, chiese bizantine, villaggi neolitici. Si può vedere il canyon in bicicletta e bere tè nelle tende beduine.&lt;br /&gt;Wild Jordan sta cercando di compiere una strada importante.&lt;br /&gt;L’ultima tappa sono le terme di Hammamet Ma’In , dove un tempo si immergeva re Erode . Si può fare bagni in piscine riscaldate a 40 gradi sotto cascate fumanti.&lt;br /&gt;In Giordania si può mangiare il mansaf : un cosciotto d’agnello , accompagnato da riso allo zafferano , mandorle tritate e salsa tiepida allo yogurt. Lo si può immaginare e mangiare nel ristorante più famosso di Amman : Al Quds. Se vuoi assaggiare prodotti tipici giordani si va  a Reem , un piccolo chiosco nel quartiere di Jabal Amman, sempre affollato. Un altrro classico è Hashem , in una viuzza del centro, serve solo felafel , humus fuul e pane arabo. Per una cena più elegante si va da Fahr el-Din , specializzato in cucina libanese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-4994127327598325565?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/4994127327598325565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/11/viaggio-nel-verde-della-giordania.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4994127327598325565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4994127327598325565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/11/viaggio-nel-verde-della-giordania.html' title='VIAGGIO NEL VERDE DELLA GIORDANIA'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TM6odVhAG2I/AAAAAAAAfvM/xOxY3tZqKHU/s72-c/Jordanie+-+Wadi+Mujib.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-7015376094406204336</id><published>2010-09-25T21:41:00.003+02:00</published><updated>2010-09-25T21:47:08.783+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='USA'/><title type='text'>A NEW YORK CI SONO MOLTE OASI VERDI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TJ5RP2G5mpI/AAAAAAAAfRk/psVWEi1NflA/s1600/ProspectPark_V1_460x285.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 248px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TJ5RP2G5mpI/AAAAAAAAfRk/psVWEi1NflA/s400/ProspectPark_V1_460x285.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520939525867149970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove andranno d’inverno  le anatre di Central Park? Si chiedeva il giovane Holden . A volte si tende ad identificare   Central Park come  l’unico spazio verde di New York. I newyorkesi veri, però, che attraversano il Central Park sono una minoranza. Specie d’estate , quando i suoi prati si riempiono di turisti in cerca di ristoro.&lt;br /&gt;Pur essendo famosa per la sua giungla di cemento e grattacieli , infatti, la metropoli dispone di un’invidiabile quantità di spazi verdi , popolata di decine di animali. A Prospect Park , eterno rivale di Central nel cuore di Brooklyn , ci sono talmente tante anatre che questa estate il Comune ha dovuto abbatterne una parte per paura che intralciassero il traffico aereo.&lt;br /&gt;Poco distante , Fort Greene Park è un importante punto di appoggio nella rotta migratoria della farfalla monarca.&lt;br /&gt;Nei cieli di Pelham Bay Park , nel Bronx, si vedono volare i falchi pellegrini , mentre le paludi di Alley Pond Park sono abitate da tartarughe e rane. E a Forest Park , nel 2004, è stata avvistata la tigre.&lt;br /&gt;L’abbondanza di fauna è favorita dalla dimensione dei parchi. Al posto di frazionare gli spazi verdi , l’amministrazione ha sempre favorito i grandi polmoni. Fin da quando, negli Anni Trenta, fu nominato a capo del Dipartimento dei parchi di New York Robert Moses , una delle figure più potenti della storia della città.&lt;br /&gt;Mose ha esteso le aree verdi perché pensava che la rinascita economica passava dal miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti.&lt;br /&gt;Facendo le dovute proporzioni New York City ha più del doppio del verde di Milano. Con i suoi 340 ettari , Central Park rappresenta solo il quinto parco in ordine di grandezza.&lt;br /&gt;Anche se non era il migliore. Gli architetti che lo progettarono nel 1858 , Olmsted e Vaux , pochi anni dopo disegnarono anche Prospect Park. Facendo tesoro dell’esperienza accumulata e approfittando di una topografia più malleabile , i due architetti realizzarono a Brooklyn quello che definirono il loro capolavoro , scatenando una rivalità ancora oggi irrisolta fra i frequentatori dei due parchi.&lt;br /&gt;Durante la settimana Prospect Park è frequentato soprattutto da famiglie. Come quasi tutti i parchi della città , è molto sfruttato per &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TJ5RPmJQBqI/AAAAAAAAfRc/WaUv8m6PfMs/s1600/welcome_to_pelham_bay_park-759171.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TJ5RPmJQBqI/AAAAAAAAfRc/WaUv8m6PfMs/s400/welcome_to_pelham_bay_park-759171.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520939521582040738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;fare sport e , da un paio di anni , si è riempito di gente che corre trainando i pargoli in carrozzina.&lt;br /&gt;Ma la particolarità dei parchi newyorkesi sta nella varietà dei passaggi offerti. Grazie all’abbondanza di coste e insenature si è approfittato per creare parchi diversi fra loro.&lt;br /&gt;Per godersi un tramonto sull’Hudson c’è il Riverside , che si estende lungo il fiume dalla 72esima alla 158esima. Qui molti newyorkesi guardano il sole che scompare dietro alle scogliere del New Jersey.&lt;br /&gt;A Staten Island molti scelgono di rilassarsi passeggiando sulla spiaggia del Wolfe’s Pond Park alla ricerca delle conchiglie Quahog , simili ad una grossa vongola che produce perle violacee usate dai nativi americani per fabbricare gioielli.&lt;br /&gt;Bisogna spingersi fino a New England per ammirare lo spettacolo autunnale degli alberi che cambiano colore prima di perdere le foglie,  basta una visita all’orto botanico del quartiere : Bronx Park. Qui oltre al famoso giardino delle rose dedicato a Peggy Rockfeller , c’è una foresta di aceri e faggi che fra ottobre e novembre si tinge di arancione.&lt;br /&gt;Pelham Bay è il parco più esteso della città. Vi si trovano procioni , cervi , gufi e granchi reali. Due campi da golf , sentieri equestri e la cosiddetta “riviera di New York”: una spiaggia artificiale a &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TJ5RPyDHxlI/AAAAAAAAfRs/u3u7XW-DZpg/s1600/astoria_park_pool.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 250px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TJ5RPyDHxlI/AAAAAAAAfRs/u3u7XW-DZpg/s400/astoria_park_pool.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520939524777559634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;forma di mezza luna creata da Moses usando piccole isole con detriti e ricoprendo il tutto con un milione di metri cubi di sabbia. Il risultato è una specie di Coney Island in versione latinoamericana : gli ispanici che popolano il Bronx hanno influenzato l’atmosfera : il ceviche va al posto degli hot dog , il mambo viene ballato al posto dell’hip hop.&lt;br /&gt;Ad Alley Pond Park si è aggiunta adrenalina all’esperienza. E’ stato aperto da poco un percorso di ponti tibetani e liane. Quindi alla risposta di Holden si può rispondere tranquillamente “ Nei tanti altri aprchi della stessa città”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-7015376094406204336?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/7015376094406204336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/09/new-york-ci-sono-molte-oasi-verdi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/7015376094406204336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/7015376094406204336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/09/new-york-ci-sono-molte-oasi-verdi.html' title='A NEW YORK CI SONO MOLTE OASI VERDI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TJ5RP2G5mpI/AAAAAAAAfRk/psVWEi1NflA/s72-c/ProspectPark_V1_460x285.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-4263766237299878440</id><published>2010-09-05T08:09:00.000+02:00</published><updated>2010-09-05T08:09:00.328+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AFRICA'/><title type='text'>UN VIAGGIO NEL DESERTO LIBICO: TRA COLORI VIVACI, CIELI STELLATI E I TUAREG</title><content type='html'>&lt;p&gt;Addentrarsi nel deserto libico è una prova di coraggio , ma alla scoperta di un posto affascinante.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TIH-nLjHd1I/AAAAAAAAe8A/PvvEEmTc22U/s1600-h/libia013%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="libia013" alt="libia013" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TIH-n2QcBhI/AAAAAAAAe8E/aNULxlXMPPE/libia013_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="151" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Tutto inizia a Germa , l’antica città del favoloso popolo dei Garamanti. Purtroppo di questa civiltà non resta nulla : ci sono solo rovine abbandonate. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Una volta questo deserto era verde . Oggi sembra impossibile che queste terre , indubbiamente affascinanti, ma nella realtà inospitali al massimo, potessero essere l’habitat di un popolo dedicato alla pastorizia , capace di utilizzare e addomesticare animali scomparsi da secoli. Di ciò siamo sicuri , sia per le ricerche geologiche che nel secolo hanno permesso la ricostruzione storica-fisica della zona , sia per le stupende pitture rupestri che, come una fotografia uscita dal buio dei secoli , ci pongono sotto gli occhi l’aspetto di quelle lande desolate com’era centinaia d’anni fa.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Partiamo. Il percorso è quello verso il confine dell’Algeria , costeggiando l’erg di Ubari , fino a raggiungere il centro di Al Awaynat. Erg vuol dire deserto , e quindi in questa terra ne esistono tanti e fanno parte dell’erg per antonomasia: il Sahara.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Da qui il percorso è verso sud , alla volta di Dar Auis, con il massiccio dell’Aacacus alla nostra destra, e iniziamo a comprendere perché tanti viaggiatori hanno sempre sostenuto di non aver parole per descrivere il deserto.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TIH-opV1YMI/AAAAAAAAe8I/40q_loJ4-9A/s1600-h/libia011%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="libia011" alt="libia011" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TIH-pTUw-fI/AAAAAAAAe8M/SwcKUlW-ehM/libia011_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="158" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Non basta dire dune. E’ come descrivere il mare a chi è privo di vista. L’insieme di tutto questo ha qualcosa di magico: il colore della sabbia, le lame d’ombra delle dune, le forme delle rocce dei massicci, tutto sembra uscito dalla mente di Walt Disney.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;si arriva nel campo di Dar Auis , dove ci aspetta un luogo attrezzatissimo , con molti comfort. Dai bagni completi di doccia , degne di un albergo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Si parte il giorno dopo. Le guide riescono ad orientarsi molto facilmente nel deserto , lasciando sbalorditi i viaggiatori. Sono come gli uccelli che attraversano oceani e continenti  senza nessun punto di riferimento apparente , ma riescono ad arrivare a destinazione. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Lungo il tragitto s’intravede un albero dalle foglie larghe , somigliante ad un fico. Un albero cresciuto grazie alle forti piogge avvenute alcuni mesi prima. Un miracolo nel deserto. Poco distanti , tra le pareti del massiccio Acasus, troviamo delle meravigliose pitture rupestri. La roccia locale è costituita da arenaria di origine devoniana , la cui composizione appare a granuli di sabbia poco cementati in tale tipo di pietra, il colore steso dagli artisti ha fatto ottima presa e conservarsi fino a noi con un ulteriore aiuto da parte dell’ubicazione stessa delle pitture in cavità naturali , che le hanno protette dall’azione delal pioggia e del sole. Al collante era unito un collante molto resistente che, dalle analisi effettuate in laboratorio , risulta avere le caratteristiche della caseina del latte, componente utilizzato ancora oggi da chi dipinge a tempera per fissare il colore sulla tela.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il giorno dopo , attraversando l’erg di Uan Kaza, tagliamo il massiccio del Messak Settafet , attraverso un varco che permette di risparmiare ore in fuoristrada. Arriviamo nell’erg di Murzuk. Si dorme fuori in tende e si vive sensazioni esaltanti. Vedere il firmamento notturno del deserto può capire il vero significato di  “stellato”. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il giorno dopo è l’ora delle antichi immagini rupestri di Wadi Matkhandouch. I famosi gatti mammoni , gli elefanti incisi con realismo impressionante e le scene di guerra e di caccia le abbiamo potute ammirare in tante fotografie e mostre. Viste nel loro luogo di appartenenza sembrano cose innaturali lasciando increduli. La sera, costeggiando il Messak , si torna a Germa. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TIH-qIjDXcI/AAAAAAAAe8Q/Gc6jZYA-3Ak/s1600-h/2_article_24_1%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="2_article_24_1" alt="2_article_24_1" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TIH-qrNl3UI/AAAAAAAAe8U/4L-oIf5Gr54/2_article_24_1_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="177" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il giorno dopo ci s’inoltra nell’erg di Uibari , diretti verso i famosi laghi incastonati nel deserto. La via si snoda ancora per chilometri e chilometri, tra le solite distese di sabbia , su una pista che con tante buone volontà possiamo chiamare strade. Il regalo dei laghi è meraviglioso, un gioiello nascosto tra le dune. Una rigogliosa vegetazione , con al centro lo specchio d’acqua dell’Umm al-Maa , la madre delle acque , con  un meraviglioso laghetto nascosto dai palmizi. Una volta questo posto era abitato da un popolo, ora estinto, i Dauda. malgrado l’inospitalità della zona, sono laghi salati, questo popolo era fiero di sopravvivere. Sono stati sconfitti solo dall’uomo e dal progresso. La loro origine è avvolta nel mistero. Ino dei laghetti salati è chiamato Gabraoun , che in lingua berbera vuol dire La tomba di Aoun, dove Aoun si pensi sia il fondatore dei Dauda. I laghi appaiono e scompaiono periodicamente , senza un motivo che possa spiegare il fenomeno. Qualche studioso lo attribuisce a sifoni sotterranei del territorio , ma non c’è alcuna certezza scientifica. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Intorno al lago del fondatore c’è un interessante mercatino e si può ammirare ammirati l’abilità degli artigiani nel creare oggetti metallici , come spadine, pugnali, cucchiai e collane. Sono belli anche gli scialli di tessuto leggerissimo che i Tuareg usano per coprirsi il volto e la testa. I colori sono tutti vivaci. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le sensazioni che danno questi posti  non sono descrivibili. I colori , il cielo stellato, il portamento fiero e cordiale degli abitanti non possono far capire appieno l’occasione meravigliosa di conoscere questi posti.  I Tuareg dicevano “Dio ha creato i paesi ricchi d’acqua perché l’uomo potesse viverci, poi creò i deserti affinché l’uomo vi trovasse la propria anima”&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-4263766237299878440?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/4263766237299878440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/09/un-viaggio-nel-deserto-libico-tra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4263766237299878440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4263766237299878440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/09/un-viaggio-nel-deserto-libico-tra.html' title='UN VIAGGIO NEL DESERTO LIBICO: TRA COLORI VIVACI, CIELI STELLATI E I TUAREG'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TIH-n2QcBhI/AAAAAAAAe8E/aNULxlXMPPE/s72-c/libia013_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-7546057420610565755</id><published>2010-08-30T22:55:00.001+02:00</published><updated>2010-08-30T22:59:52.060+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>ISOLA DI BALI : PATRIA DI DIVINITà E DEI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/THwbfvbHBuI/AAAAAAAAe1c/Fmsu57KQneU/s1600/miniadventure05.1117877880.asia_2005_015.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/THwbfvbHBuI/AAAAAAAAe1c/Fmsu57KQneU/s400/miniadventure05.1117877880.asia_2005_015.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5511310276114712290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se c’è un posto del mondo dove il visibile vive a fianco a fianco con l’invisibile , quel luogo è l’Isola di Bali. Non c’è un solo momento della vita quotidiana che non sia affidato alla protezione e all’ingraziamento di una qualche divinità.&lt;br /&gt;Tra gli dei che hanno scelto questo luogo per vivere , ci sono quelli del pantheon hinduista , con Shiva a dirigere il grande spettacolo della vita.&lt;br /&gt;Durante le festività scendono in processione anche Barong , il dragone, simbolo di ordine e armonia e Rangda, demone dalle lunghe zanne e dagli occhi spiritati , associati al caos.&lt;br /&gt;La loro lotta è finalizzata al mantenimento dell’equilibrio. I balinesi sono consapevoli che Bene e Male non possono essere valori assoluti ma susseguenti , in un’alternanza che ha come orizzonte il divino disegno e l’umana ignoranza del tutto.&lt;br /&gt;A ricordare ogni danza c’è il poleng, tessuto a scacchi bianchi e neri che riveste le statue dei guardiani e adorna le maschere intrise di valenze magiche.&lt;br /&gt;Mai dimenticarsi i doni. Ai demoni , intesi come daemon , forze spirituali della terra, i buta kala , i doni , vengono lasciati sul suolo , mentre per le altre divinità vengono lasciate su piccoli altarini.&lt;br /&gt;Identico il contenuto : foglie di banano , acqua santa, riso, pezzetto di butel, frutta, ginger , zucchero e cocco grattugiato.&lt;br /&gt;Qui sono molto importanti gli antenati, e grazie a loro che qualcuno può avere un posto al sole.&lt;br /&gt;Mentre si lascia Denpasar , dove macchine rombanti sfrecciano sull’unica arteria stradale, per arrivare al villaggio di Kintamani , punto panoramico vicino ad uno dei vulcani dell’isola.&lt;br /&gt;Si vede la vera Bali, quella dei ritmi lenti , dove templi e case convivono in simbiosi perfette. Se si è fortunati si può incorrere alla festa di Galugan, la festa che celebra la creazione dell’Universo, dove le strade sono adornate da lunghi fusti di bambù con una sorta di grande pendaglio colorato in cima , dal nome di penjor.&lt;br /&gt;Le donne trasportano sul capo cesti che sono un tripudio di fiori, frutta e cibo.&lt;br /&gt;Potremmo non andare a vedere il Pura Gunung Kawi, uno dei più antichi templi dell’isola. Dopo aver indossato il caratteristico sarong, obbligatorio per i turisti, e stretto il laccio sotto la cintola per placare gli spiriti impuri che aleggiano nelle parti inferiori.&lt;br /&gt;Ci sono quasi cento gradini dalla candi bentare, porta fessura, che rappresenta nell’architettura templare &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/THwbfIw7XDI/AAAAAAAAe1U/SOSnhwsR9Jc/s1600/509199644_27aeaff10d.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 259px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/THwbfIw7XDI/AAAAAAAAe1U/SOSnhwsR9Jc/s400/509199644_27aeaff10d.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5511310265737239602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;balinese , la montagna cosmica divisa in due dalle forze positive e negative dell’universo.&lt;br /&gt;Al centro del grande spiazzo, dove sorgono i vari padiglioni per i rituali e le statue in pietra del guardiano Ganesha onorato dai fedeli, si trova una grande piscina dove centinaia di carpe rosse si azzuffano. A fianco , diviso da un alto muro, alcune donne sono intente nei rituali di purificazione , attraverso il bagno nelle acque sacre.&lt;br /&gt;Il tempio è un luogo di serenità e fa difficoltà uscire.&lt;br /&gt;Risalendo la valle , è tutto un susseguirsi di risaie a terrazza . Graziosi santuari di bambù , per le offerte alla dea del riso , costellano le risaie. La zona centrale di Bali , grazie ai venti della costa e delle colline , è un toccasana per chi non ama il caldo.&lt;br /&gt;Merita una sosta Goa Gajah , la grotta dell’elefante . E’ stata costruita nel IX secolo da sacerdoti buddhisti ed è dedicata al dio Ganesha , un bambino con la testa di elefante . Si entra nelle fauci di Bhoma , magistralmente incisa nella roccia. Bhoma , in sanscrito significa “nato dalla terra” ed è simbolo, quindi, delle piante e degli alberi. La rappresentazione artistica mostra un paesaggio di roccia e vegetazione da cui un capolino al volto.&lt;br /&gt;All’interno c’è un corridoio immerso nel buio più profondo, che prosegue per alcuni metri per poi dividersi a destra e a sinistra , formando un grande T. Agli opposti , due nicchie scavate nella roccia contengono l’una i tre lingam della Trimurti, l’altra una statua di Ganesha. L’umidità è pazzesca.&lt;br /&gt;Kintamani è il vulcano più attivo dell’isola e nella sua eruzione più disastrosa uccise 1000 persone e distrusse 2000 templi.&lt;br /&gt;In un villaggio è presente un mercato : bancarelle colme di cibo , venditori di maiali arrosto , caramelle e cibi di tutti i tipi. Un tripudio di odori , suoni e canti. Ci sono persone in preghiera, tutte rivolte al padiglione dove un’orchestra gamelan produce una melodica musica scandita dai gong. Ad un certo punto tutti i presenti si alzano e si aprono per far passare decine di bambine e ragazze , vestite con bellissimi tessuti dai colori sgargianti. Le bambine nelle mani e le ragazze sul capo portano cesti di offerte. Dietro degli  uomini sostengono a  spalla una casa degli spiriti ancestrali . dove all’interno è custodita l’effige del tempio. Un rigoroso silenzio scende sui presenti e il movimento regale delle donne ha qualcosa di unico e bello.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-7546057420610565755?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/7546057420610565755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/08/isola-di-bali-patria-di-divinita-e-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/7546057420610565755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/7546057420610565755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/08/isola-di-bali-patria-di-divinita-e-dei.html' title='ISOLA DI BALI : PATRIA DI DIVINITà E DEI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/THwbfvbHBuI/AAAAAAAAe1c/Fmsu57KQneU/s72-c/miniadventure05.1117877880.asia_2005_015.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-3172157111228976866</id><published>2010-08-07T22:49:00.001+02:00</published><updated>2010-08-07T23:37:38.120+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>POBLENOU , QUARTIERE DI BARCELLONA, RISTRUTTURATO E TORNATO IN AUGE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TF3P74IUx2I/AAAAAAAAefo/hGbfLABR7po/s1600/3-plglories-22_th.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; 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 &lt;o:shapelayout ext="edit"&gt;   &lt;o:idmap ext="edit" data="1"&gt;  &lt;/o:shapelayout&gt;&lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nell’800 era al centro della rivoluzione industriale spagnola. Negli anni Settanta ha conosciuto un lungo periodo di degrado urbanistico. Il Poblenou , confinante con il mare, i giardini della Ciutadela , il Parco del Besos e il distretto di Horta-Guinardò , non ha retto all’abbandono delle sue fabbriche , trasformandosi in uno dei quartieri più grigi e fatiscenti della città. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’inizio della riabilitazione coincide con i Giochi Olimpici del 1992. Al principio si trattò di un faticoso e lento rilascio , iniziato con la doverosa riconquista del mare , con lo smantellamento dei capannoni industriali che ne impedivano l’accesso , con la riappropriazione pubblica di spiagge , passeggiate e banchine.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In riva al Mediterraneo sono sorti i primi grattacieli , gli alberghi della zona Diagonal Mar e l’indecifrabile edificio triangolare costruito nel 2004 come emblema del Forum Universale delle Culture. Dalla fine del 2005 c’è pura &lt;st1:personname productid="la Torre Agbar" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Torre" st="on"&gt;la Torre&lt;/st1:personname&gt; Agbar&lt;/st1:personname&gt; di Jean Nouvel , ch svetta solitaria.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sulla Torre Agbar non si può salire per godersi il quartiere , si arriva solo nella hall , ma si può farlo nell’Hotel Arts , uno dei grattacieli che sovrastano il Porto Olimpico , alla frontiera del quartiere. Per accedervi si può anche non essere ospite delle svariate stanze dell’Hotel, ma anche solo fare&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;un Bagno Termale nella Spa del 42°piano. Dalla terrazza che funge da solarium il paesaggio è maestoso , con &lt;st1:personname productid="la Torre Agbar" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Torre" st="on"&gt;la Torre&lt;/st1:personname&gt; Agbar&lt;/st1:personname&gt; che sembra incastrata tra i pinnacoli della Sagrada Familia ; il reticolo di Cerdà che investe gran parte del Poblenou e si trasforma in una scacchiera di luci e ombre ; le spiagge della Nuova Icaria , di Bogatell o della nuova Mar Bella che si impongono come sfondo naturale al paesaggio urbano.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dopo l’Hotel Arts si può godere di un bellissimo paesaggio anche nel nuovo Palazzo&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Me by Sol Melia ,che&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sorge solitario tra i numerosi cantieri. Al 24° piano si può mangiare a Los Cielos , ristorante dei Fratelli Torres , gemelli prodigio della cucina catalana. Si possono mangiare piatti di cucina personale , con tocchi brasiliani e francesi profondamente assimilati. Da leccare il piatto è la crema di radice di manioca con caviale o i delicatissimi ravioli al foie gras e alla castagna.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Al visitatore di terra Poblenou si offre con tutta la sua modernità : al di là dell’Avenida Diagonal si estende Il Parco Centrale del Poblenou , costituito da uno spazio verde ritmato da elementi architettonici e con un ingresso ispirato a Gaudì , l’artefice della Sagrada Familia. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Attraverso il bel Parco Diagonal ci si trova al Forum Universale della Cultura del 2004 , l’edificio e la zona che hanno suscitato molte polemiche. Si tratta di un edificio poco comprensibile : una sorta di Defense catalana sul mare , con tanto di sala congressi , centro commerciale , alberghi di lusso e un lungomare di inusitate dimensioni dove purtroppo regna il cemento. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il tutto gira attorno a un lucente edificio dalla sfumature blu Klein. E’ il Forum che per i barcellonesi rappresenta soprattutto lo scenario delle evoluzioni dei skaters e ciclisti acrobati impadronitisi dei suoi gradoni. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Di ottocentesco in questa modernità né rimasto molto. Il ristorante Ca Pineda , tempio del patrimonio gastronomico catalano , è inserito proprio in questo spicchio di Barcellona antica, tra case di ringhiera e una piazzetta. Gli interni del ristorante sono un omaggio alla tradizione , come pure la cucina di altissimo livello. Il Ca Pineda si è sdoppiato, ultimamente, alla fine della rambla del Poblenou c’è un ristorante che rispetto alla casa madre servono porzioni ridotte con prezzi decisamente inferiori. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La rambla del Poblenou continua con un &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;susseguirsi di echi ottocenteschi o il Casino de l’Alianca che è un grazioso teatro con caffè annesso. Tra i tavolini, sotto le palme , l’atmosfera è profondamente catalana , con persone di ogni età a passeggiare e a parlare. Assai frequentata è la terrazza di El Tio Che , una orchateria quasi secolare , che oltre alla classica orzata offre gelati , colazioni, spuntini.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per pochi isolati Poblenou sembra ritrovare il clima da barrio : stradine , casette a due o tre piani ,un mercato , quello di plaça&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;de &lt;st1:personname productid="la Unio" st="on"&gt;la Unio&lt;/st1:personname&gt; , che offre prodotto di ogni tipo e, lungo la carrer de l’Amistat e Maria Aguilò , alcune vinerie e bar d’altri tempi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A decina di metri dalla meravigliosa piazzetta Prim c’è il ristorante Els Pescadors , il miglio di pesce di Barcellona. Al di là di tre alberi centenari che gli fanno ombra , le gru e le ruspe sono al lavoro. Il Poblenou non ha tregua dei suoi cantieri e non aspetta. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-3172157111228976866?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/3172157111228976866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/08/poblenou-quartiere-di-barcellona.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3172157111228976866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3172157111228976866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/08/poblenou-quartiere-di-barcellona.html' title='POBLENOU , QUARTIERE DI BARCELLONA, RISTRUTTURATO E TORNATO IN AUGE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TF3P74IUx2I/AAAAAAAAefo/hGbfLABR7po/s72-c/3-plglories-22_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-366170328175194007</id><published>2010-08-01T23:03:00.002+02:00</published><updated>2010-08-01T23:07:54.225+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>IL SENTIERO DELLE OSTRICHE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TFXhxp96KEI/AAAAAAAAeac/Mc9MueHgwKU/s1600/Vadehavet3.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 316px; height: 397px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TFXhxp96KEI/AAAAAAAAeac/Mc9MueHgwKU/s400/Vadehavet3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500550763098286146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cmpiras%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="metricconverter"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt; 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&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:18.0pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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Questo perché è una porzione del mare , al confine tra Danimarca e Germania . L’escursione più nota di questi luoghi è l’ostrica tour. Si tratta di un modo molto originale di andare alla scoperta del Parco nazionale Vadehavet , una delle aree umide più importanti del Nordeuropa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Si parte da Vadehavscenter , il centro naturalistico , quattro ali di pietra bianca a breve distanza dal mare. Il capo escursionista ci avverte che potremo mangiare tutte le ostriche di cui si ha voglia e portarne via quante ce ne pare. Soprattutto perché si fa un grande favore all’ambiente : i banchi di ostriche del Pacifico , là fuori, non dovrebbero proprio starci.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sono spuntate qualche anno fa , quasi da un giorno all’altro , a una mezza dozzina di chilometri dalla costa , e non c’è stato modo di sbarazzarsene. Per l’ambiente naturale del Vadehavet è un disastro , per di più in rapida espansione : recentemente sono state calcolate oltre 11 mila tonnellate di ostriche. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Si incammina e si raggiungono le dune che orlano la spiaggia. In inverno sono incipriate di neve , le cannucce secche sono imperlate gocce di brina. Dall’altra parte si estende il Vadehavet ( letteralmente il mare in cui si cammina) , un braccio di oceano formatosi all’indomani dell’ultima glaciazione , circa 10 mila anni fa , e soggetto a incredibili variazioni di livello: ogni giorno le maree spostano un miliardo di metri cubi d’acqua , scoprendo e ricoprendo &lt;st1:metricconverter productid="600 Km" st="on"&gt;600  Km&lt;/st1:metricconverter&gt; quadrati di sabbia fangosa e , per l’appunto, i banchi di ostriche.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per raggiungere i banchi di ostriche è indispensabile affidarsi alle guide del Centro naturalistico che sono in grado di calcolare i tempi delle maree così da scongiurare ogni pericolo. Si indossano i waders , i stivali-tuta da pescatore. Il fondo marino di sabbia e fango (chiamato slik) è molto cedevole e non è semplice camminarci sopra. In compenso lo scenario è fenomenale : una distesa piatta , sterminata e scintillante. Il cielo si riflette nelle pozze d’acqua ricoperte di uno strato sottilissimo di ghiaccio , sicché sembra di stare fra migliaia e migliaia di specchi, a perdita d’occhio. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stormi di oche, anatre e gabbiani volano pigramente sulle nostre teste , in compatte formazioni. In queste zone transitano 12 milioni di uccelli migratori. Anche se il numero è enorme , tra molluschi e vermi per loro c’è tanto cibo. In più è una zona protetta , dunque non hanno nulla da temere da parte di cacciatori o altri malintenzionati. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TFXhxCshw-I/AAAAAAAAeaU/kch2G8Yswo4/s1600/800px-Vadehavet,_Sydslesvig.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TFXhxCshw-I/AAAAAAAAeaU/kch2G8Yswo4/s400/800px-Vadehavet,_Sydslesvig.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500550752556401634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Per gli umani il Vadehavet è un frigorifero di tutto rispetto. Se vi piacciono le ostriche naturalmente. Molte ostriche sono larghe venti , perfino &lt;st1:metricconverter productid="30 centimetri" st="on"&gt;30  centimetri&lt;/st1:metricconverter&gt; , e pure molto saporite , una vera prelibatezza. Il conto in un ristorante sarebbe con molti zeri. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dopo una buona pesca si torna a casa con un buon tesoro. Si raccontano ricette come buoni amici. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Oppure ci si può fermare a Ribe , dove i ristoratori cucinano da Dio. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quasi al confine con &lt;st1:personname productid="la Germania" st="on"&gt;la Germania&lt;/st1:personname&gt; , Ribe è la più antica città danese , fondata nel 710. Il suo centro storico , all’ombra della grande cattedrale del dodicesimo secolo, non conserva vestigia di 1300 anni fa , in compenso delle viuzze lastricate di pietra si trovano tantissime case medievali con le mura a graticcio un po’ sghembe per l’età. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per un’atmosfera più internazionale c’è Esbjerg , centro portuale con un paio di interessanti musei : uno d’arte e l’altro dedicato all’ambra, ricercatissima su queste coste dell’Atlantico. Molte persone che percorrono le spiagge di questa zona della Danimarca , con l’intento dichiarato di trovare l’ambra, conferma che l’impresa non è impossibile e che questo mare custodisce diversi tesori , per tutti i sensi. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-366170328175194007?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/366170328175194007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/08/il-sentiero-delle-ostriche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/366170328175194007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/366170328175194007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/08/il-sentiero-delle-ostriche.html' title='IL SENTIERO DELLE OSTRICHE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TFXhxp96KEI/AAAAAAAAeac/Mc9MueHgwKU/s72-c/Vadehavet3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-6618085383183218825</id><published>2010-07-26T22:22:00.002+02:00</published><updated>2010-07-26T22:35:50.878+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>PAESAGGI SUGGESTIVI IN COSTA BRAVA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TE3xCSejxlI/AAAAAAAAeXU/6y55JLIjh5E/s1600/Cadaques1.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TE3xCSejxlI/AAAAAAAAeXU/6y55JLIjh5E/s400/Cadaques1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5498315741711287890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cmpiras%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="metricconverter"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt; 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Profuma di pino e di lavanda . La provincia di Girona è come un quadro di Dalì : un’esplosione di colori. Quelli della montagna , delle scogliere a picco sul mare e delle baie di sabbia bianca.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A pochi Km dai locali di Lloret del Mar , &lt;st1:personname productid="la Costa Brava" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Costa" st="on"&gt;la Costa&lt;/st1:personname&gt; Brava&lt;/st1:personname&gt; mostra la sua seconda faccia. Un paradiso per chi ama lo sport ( trekking, cicloturismo, vela, kayak, snorkeling, e immersioni).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In questa regione sono stati ripristinati tutti gli antichi camins de ronda ., sentieri lungo costa battuti da pescatori e pattuglie di polizia per prevenire il contrabbando. Ripercorrerli è come viaggiare in sentieri suggestivi: sono adatti a tutti e coincidono con il Gr92 , l’itinerario che attraversa la costa catalana , dalla frontiera ispano-francese fino alla delta dell’Ebro. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A piedi si raggiunge la parte orientale della penisola iberica, Cap de Creus. La leggenda racconta che fu Ercole a crearla e le sue rocce, forgiate dal vento e dal mare, hanno assunto forme mitiche di animali come l’aquila di Tudela e il leone di CapGros. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dalì veniva fino a qui per trovare l’ispirazione e osservare una terra sferzata d’inverno dal vento di tramontana. Dicono che provochi eccessi d’ira e faccia crescere l’appetito sessuale. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nella penisola di Cap de Creus , Cadaques è la località più nota per la sua atmosfera sofisticata e per essere un paradiso per scrittori e artisti. Addentrandosi nella penisola , nel parco naturale di Cap de Creus , si può salire fino al complesso medievale di &lt;st1:personname productid="La Serra" st="on"&gt;La Serra&lt;/st1:personname&gt; de Rodes , dove si trova il monastero benedettino di San Pere de Rodes , fatto costruire a &lt;st1:metricconverter productid="500 metri" st="on"&gt;500 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; d’altezza per trovare riparo dai pirati. Da qui si gode una vista spettacolare del capo e dei Pirenei. La vallata sottostante è costellata da cave di ferro a cielo aperto alternate alla vegetazione di piante da sughero. Attraverso un sentiero si raggiunge l’antico borgo marinaro di Port de &lt;st1:personname productid="La Selva." st="on"&gt;La Selva.&lt;/st1:personname&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A sud , il massiccio di Montgrì annuncia il passaggio al Baix Empordà. Vale la pena visitare l’Estartit , paese di pescatori con due secoli di storia sulle spalle , quinto posto al mondo per le immersioni. Si deve andare a visitare il parco naturale di Illes Medes , che si raggiunge anche a vela : durante la traversata d’estate , è facile incontrare grossi pesci luna che affiorano dalla superficie del mare.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Al centro della costa di Girona , Palafrugell è una tappa obbligata per immergersi in alcuni dei più suggestivi camì de ronda tra macchia mediterranea&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;torri di avvistamento. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dal faro di San Sebastià si scende fino a Calella Palafrugell , dove inizia un altro sentiero che raggiunge Platja de Castell , salvata dal cemento da un referendum popolare. Guardando la baia del mare , suol promontorio di destra , s’affaccia la casa del pittore catalano Josep Sert frequentata da Dalì e dalla moglie Gala. E’ nascosta tra la vegetazione della collina la capanna di pietra costruita dallo stesso Dalì e immaginata come un rifugio solitario: la porta d’ingresso è storta, non può restare &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TE3xB7c3PmI/AAAAAAAAeXM/8eV_sYRbu2c/s1600/4_Port_de_la_Selva_1412237i.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TE3xB7c3PmI/AAAAAAAAeXM/8eV_sYRbu2c/s400/4_Port_de_la_Selva_1412237i.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5498315735530159714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;aperta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Andare a Palamòs è l’occasione per visitare il museo della pesca dove si racconta il passato e il futuro di questa attività. Pochi Km più a sud , nel cuore della Costa Brava , anche Lloret de Mar sono rimasti angoli al riparo dal turismo di massa. Il viaggio attraverso camì de ronda continua lungo le spiagge di Cala Banys e Fanals-Blanes. Per provare perché questa regione , &lt;st1:personname productid="La Selva" st="on"&gt;La Selva&lt;/st1:personname&gt;, è chiamata anche dalle acque basta affacciarsi nei giardini di Marimurtra e guardare le terrazze a picco sul mare avvolte nella vegetazione lussureggiante. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-6618085383183218825?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/6618085383183218825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/07/paesaggi-suggestivi-in-costa-brava.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6618085383183218825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6618085383183218825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/07/paesaggi-suggestivi-in-costa-brava.html' title='PAESAGGI SUGGESTIVI IN COSTA BRAVA'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TE3xCSejxlI/AAAAAAAAeXU/6y55JLIjh5E/s72-c/Cadaques1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-4724941212640359604</id><published>2010-07-23T23:24:00.002+02:00</published><updated>2010-07-23T23:29:28.770+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='OCEANIA'/><title type='text'>MADRE NATURA AUSTRALIANA : JUNCTION ISLAND E IL FIUME CHE STA SPARENDO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TEoJdLqVp1I/AAAAAAAAeUk/OttoeBFlVeE/s1600/%7B235E3921-EC6D-4433-AF2E-3CCDD055587D%7D.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 266px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TEoJdLqVp1I/AAAAAAAAeUk/OttoeBFlVeE/s400/%7B235E3921-EC6D-4433-AF2E-3CCDD055587D%7D.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497216692110337874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cmpiras%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="metricconverter"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt; 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 &lt;o:shapelayout ext="edit"&gt;   &lt;o:idmap ext="edit" data="1"&gt;  &lt;/o:shapelayout&gt;&lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Centinaia di cacatoa spiccano il volo nel cielo azzurro. Poi si posano sui rami degli alberi rossi da cui si ricava la gomma. Immensi eucalipti affondano le radici nel fiume ampio che scorre tranquillo. Il fiume è composto da due affluenti che si uniscono in una lingua di terra coperta di canne e di alberi della gomma. E’ Junction Island , l’isola della confluenza. Le acque del nord sono scure, date dai detriti vegetali, mentre quelle che arrivano da sud sono chiare ehanno il colore grigioverde del limo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Siamo a Wentworth ,a ovest di Sidney , un piccolo insediamento di epoca coloniale con cottage a veranda. Il villaggio si trova in un punto strategico e storico del continente. LA confluenza fu scoperta da Sturt il 23 gennaio del 1830. Quando arrivò qui l’ufficiale inglese fu attaccato dalla popolazione locale, forse i baakandji, l’esito fu senza spargimento di sangue. Sturt issò l’Union Jack su un albero di gomma. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il fiume scorre verso ovest , attraverso il mallee e le foreste di eucalipti , poi dopo aver fatto un’ansa riprende il suo cammino verso sud, attraverso immense falesie, la savana e le paludi. Sturt raggiunse l’Oceano Indiano a &lt;st1:metricconverter productid="830 Km" st="on"&gt;830 Km&lt;/st1:metricconverter&gt; da Junction Island. Il fiume si perde in un labirinto di laghi e lagune d’acqua dolce, separate dall’oceano da lingue di terra.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In questo continente semidesertico , il fiume è l’arteria vitale. La regione del Riverland è abitata dagli aborigeni. A metà dell’ottocento colonizzatori si stabilirono lungo il fiume e scacciarono gli aborigeni. Molti furono massacrati, altri perirono di malattie europee ( influenza, vaiolo, sifilide). Alla fine dell’ottocento i sopravvissuti furono rinchiusi in riserve. I genitori e i figli separati dai genitori e portati nelle città e affidati ad istituti. E’ la famosa generazione rubata. Una pratica andata avanti fino al 1970. Nel 2007 il governo chiese perdono agli aborigeni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;IL Darling, l’affluente che proviene dal nord, è un filo d’acqua che scorre in un canyon profondo con le pareti di fango secco, dove si aggrappano le radici assetate degli alberi da gomma rossi. I wallaroo ( canguri dal pelo rosso) e gli emù sono presenze di questo panorama. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nel 1870 nei due affluenti scorrevano 400 battelli a ruota. La legna per alimentare le caldaie venivano dagli alberi tagliati lungo le sponde. Oggi il fiume è irreggimentato . L’acqua è trattenuta negli invasi e scorre solo quando si aprono le chiuse per l’irrigazione. La pianura irrigata è incredibilmente verde. Ma i laghi sono quasi vuoti. Uno dei problemi di questo luogo è il clima. L’Australia è il continente più arido del pianeta. Le piogge sono sporadiche , il fiume esce dal suo letto e si prosciuga secondo cicli decennali. Tra il 1920 e il 1930 furono costruite tredici chiuse nel secondo affluente, chiamato Murray. A monte furono costruite delle dighe per stoccare le riserve d’acqua.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TEoJcQr8sNI/AAAAAAAAeUc/b19Lr5okq3Q/s1600/image-10.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 165px; height: 106px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TEoJcQr8sNI/AAAAAAAAeUc/b19Lr5okq3Q/s400/image-10.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497216676279398610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La stessa cosa fu fatta alla foce per separare le acque dolci dei laghi dell’oceano. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Oggi dal Riverland arriva il 40% della produzione agricola dell’Australia. Qui vivono 2 milioni di persone, ma il fiume si sta svuotando. Il Murray riceve solo il 20% dell’acqua che l’alimentava in precedenza. A valle della prima diga il livello del fiume è &lt;st1:metricconverter productid="80 cm" st="on"&gt;80 cm&lt;/st1:metricconverter&gt; più basso di quello dell’oceano, come quello dei laghi d’acqua dolce nei quali si riversa. Il Murray non riversa più acqua nel mare dal 2006. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E’ stato razionato l’uso idrico per l’agricoltura , l’allevamento e la popolazione in&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;generale. La siccità porta ad una salinizzazione e l’acidificazione del terreno. A sud le lagune stanno morendo. Non piove da una decina d’anni , ma gli australiani hanno riconosciuto la loro parte di responsabilità: troppa leggerezza nel consegnare le concessioni. Per salvare il fiume , il 30% delle concessioni sarà revocato. Alcuni agricoltori se ne vanno, mentre altri sradicano aranci per piantare olivi e mandorli , che richiedono meno acqua. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nel Murray viaggiano ancora alcuni battelli a ruota. Trasportano turisti. Si possono vedere pappagalli annidati nelle alte falesie che il sole del tramonto tinge di rosso , dei darter che&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;beccano nel fiume, dei grandi canguri rossi all’ombra degli alberi da gomma e dei geroglifici incisi nella roccia. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;IN Australia piove sempre meno e la portata e il livello del fiume continuano ad abbassarsi. Il Murray rischia di scomparire. Nel 1990 il fiume aveva superato il suo livello per &lt;st1:metricconverter productid="7 metri" st="on"&gt;7 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; . Qui ci credono , l’acqua tornerà. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-4724941212640359604?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/4724941212640359604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/07/madre-natura-australiana-junction.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4724941212640359604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4724941212640359604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/07/madre-natura-australiana-junction.html' title='MADRE NATURA AUSTRALIANA : JUNCTION ISLAND E IL FIUME CHE STA SPARENDO'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TEoJdLqVp1I/AAAAAAAAeUk/OttoeBFlVeE/s72-c/%7B235E3921-EC6D-4433-AF2E-3CCDD055587D%7D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-3352100681392814799</id><published>2010-07-18T22:09:00.000+02:00</published><updated>2010-07-18T22:12:59.528+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='OCEANIA'/><title type='text'>MADRE NATURA AUSTRALIANA : VICTORIA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TENgE_BdDbI/AAAAAAAAeO8/APyS46YTWTk/s1600/12apostles.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 270px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TENgE_BdDbI/AAAAAAAAeO8/APyS46YTWTk/s400/12apostles.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495341609075412402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cmpiras%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="metricconverter"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt; 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Per dare lavoro ai soldati della Grande Guerra , il governo australiano, nel 1919, fece costruire la spettacolare Great Ocean Road. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Quella strada di &lt;st1:metricconverter productid="320 Km" st="on"&gt;320 Km&lt;/st1:metricconverter&gt; affacciata sul Southern Ocean , non lontano da Melbourne , viene considerata monumento nazionale per la sua storia e per la bellezza dei luoghi che attraversa. E’ celebre non solo perché corre lungo il Port Campbell National Park, ma soprattutto perché porta ad uno degli angoli più fotografati dell’Australia : i Twelve Apostles. I Dodici Apostoli , un gruppo di faraglioni alti fino a sessanta metri che spuntano dall’oceano. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In realtà, di apostoli , ora, ne sono rimasti solo otto perché quattro, con l’impeto dell’oceano , sono crollati. L’ultimo è venuto giù nel 2005 , ma il nome e il fascino delle rocce che cambiano colore con la luce del sole , rimane sempre lo stesso.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;I Twelve Apostles sono una delle grandi attrattive del Victoria , lo stato più piccolo dell’Australia , ma anche il più ricco di storia. Contrariamente ad altri territori australiani , non nacque come insediamento di convicts , i detenuti che venivano portati in Australia per scontare la pena lavorando , ma per un atto di insubordinazione degli agricoltori e dei produttori di lana dell’area di Melbourne che si vollero staccare dal governo del New South Wales , nel 1851.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quel senso di indipendenza è sempre rimasto a Melbourne (capitale&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;del Victoria) , in eterna competizione con Sidney (Capitale del New South Wales) per il primato culturale del Paese.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Oltre che dall’agricoltura e dalla produzione di lana , nell’Ottocento, la ricchezza del Victoria e di Melbourne , &lt;st1:personname productid="la Marvellous Melbourne" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Marvellous" st="on"&gt;la Marvellous&lt;/st1:personname&gt; Melbourne&lt;/st1:personname&gt; che Mark Twain definì città solenne per la sua architettura e per la sua vastità e che nel 1889 vantava l’edificio più alto del mondo , venne dalla scoperta dell’oro nei fiumi e nelle miniere di Clunes, Ballarat , Castlemaine, Walhalla e Bendigo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’epopea dell’oro durò fino al 1914 , quando si esaurì la miniera di Walhalla , ora diventato piccolo centro nella Walhalla Historic Area. Un parco naturalistico a tre ore da Melbourne , che racconta i cinquant’anni , duri e conflittuali , che trasformano L’Australia sud orientale e che fecero arrivare ondate di immigrati da Europa e Asia. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TENgFaioLDI/AAAAAAAAePE/zmIJZakz5a0/s1600/walhalla1.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 280px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TENgFaioLDI/AAAAAAAAePE/zmIJZakz5a0/s400/walhalla1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495341616462310450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Walhalla è una cittadina ancora abitata ; tra il 1865 e il 1914 fu una delle più importanti città dell’oro. Ora è museo vivente , che fa capire come vivevano i minatori e le loro famiglie. Ogni edificio è stato restaurato : c’è la chiesa , i negozi, l’ufficio postale , i pompieri , la banca , la scuola, gli alberghi , ristoranti e due fabbriche di birra, la redazione di un giornale ancora pubblicato , la stazione con un treno a vapore che porta i visitatori lungo il fiume e nei boschi. Soprattutto , c’è ancora la miniera d’oro che è diventata un museo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Oggi uno dei tesori del Victoria è la natura : tra Parchi naturali e marini , lo stato, grande come il Regno Unito , vanta oltre duecento aree protette , ricchissime di biodiversità. Uno dei Parchi più interessanti della Costa e Phillip Island , che si raggiunge in 90 minuti da Melbourne con &lt;st1:personname productid="la South Gipsland" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la South" st="on"&gt;la South&lt;/st1:personname&gt; Gipsland&lt;/st1:personname&gt; Highway , passando per un piccolo , grazioso centro affacciato sulla Western Port Bay, che a ragione, nel 1840, fu chiamato San Remo da chi la fondò . Molti sono ancora gli immigrati liguri, come si vede dalle insegne di negozi e ristoranti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Phillip Island è visitatissima per i suoi pinguini: arrivano dal mare al tramonto. E’ uno spettacolo unico. I visitatori possono guardare senza fotografare o parlare. I pinguini escono dal mare a sciami , seguono sentieri che ben conoscono e si infilano tra i cespugli dove i piccoli schiamazzano aspettando il cibo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sempre su Phillis Island , vale la pena di vivere di visitare il Koala Conservation Center , una riserva istituita nel 1992 , dove è possibile vedere da vicino i koala , che passano la giornata appesi ai tronchi di eucalipto masticandone le foglie. IL parco, che ospita un centinaio di esemplari è al centro dell’isola.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;UN viaggio nel Victoria non poteva non comprendere Hanging Rock , formazione geologica alta &lt;st1:metricconverter productid="700 metri" st="on"&gt;700 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; , al centro della Riserva anonima. E’ a due ore di auto a nord di Melbourne. Fu scoperto nel 1836 da un maggiore che esplorava lo stato. Lo chiamò Monte Diogenbe, perché il maggiore era un appassionato di storia greca. Il monte, secondo&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;gli aborigeni, sarebbe abitato da spiriti , ma molti ritengono che gli episodi misteriosi avvenuti nell’Ottocento in quest’area, siano da attribuire alla presenza di banditi che qui trovavano rifugio. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-3352100681392814799?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/3352100681392814799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/07/madre-natura-australiana-victoria.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3352100681392814799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3352100681392814799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/07/madre-natura-australiana-victoria.html' title='MADRE NATURA AUSTRALIANA : VICTORIA'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TENgE_BdDbI/AAAAAAAAeO8/APyS46YTWTk/s72-c/12apostles.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-4929063722469603813</id><published>2010-07-04T22:59:00.002+02:00</published><updated>2010-07-04T23:01:59.909+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ISOLE'/><title type='text'>LA VALLETTA, CAPITALE DELL’ISOLA DI MALTA, è UNA CITTà CULTURALE A DUE PASSI DAL MARE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Due tele di Caravaggio sono i tesori più importanti di una città che fa appena 6000 abitanti , è una minuscola capitale, proclamata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TDD19YmRU7I/AAAAAAAAeKc/g_-LLNsyCYw/s1600-h/800px-MaltaLaVallettaCathedral2005%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="800px-MaltaLaVallettaCathedral2005" alt="800px-MaltaLaVallettaCathedral2005" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TDD2CDjLCVI/AAAAAAAAeKg/oq3JTxOUIFg/800px-MaltaLaVallettaCathedral2005_thumb.jpg?imgmax=800" width="244" border="0" height="183" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;La Decollazione di San Giovanni&lt;/em&gt; è una potente riflessione del dolore umano che accomuna persecutori e vittime. E’ il quadro più grande mai dipinto dal Merisi e anche l’unico da lui firmato con il rivoletto di sangue che sgorga nella testa mozzata del Santo , nelle cui fattezze alcuni vedono l’autoritratta dell’artista, legato alla sua coscienza di condannato a morte. Insieme al &lt;em&gt;San Gerolamo scrivente&lt;/em&gt;  , risplende nella cattedrale.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Alof de Wignacourt , gran maestro dei cavalieri ospitalieri di San Giovanni , favorì l’arrivo l’arrivo del pittore a Malta nel 1607 e a promuovere la sua investitura a cavaliere. Ma il titolo fu sottratto quando Caravaggio , accusato di essere putridum et foetidum, fu imprigionato nel Forte di S.Angelo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I Cavalieri erano organizzati in otto nazioni , ognuna delle quali si dedicò a una proficua competizione nella decorazione della propria residenza , o auberge. Sono sopravvissuti cinque dei magnifici auberges, tra cui quello di Castiglia e quello d’Italia , decorato da uno stemma particolarmente fastoso.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nella Auberge de Provence , odierno Museo Archivio nazionale , sono esposti i reperti provenienti dagli straordinari siti preistorici di Malta ; particolarmente famose sono state le statue della Dea madre della fertilità.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Alcuni cavalieri divennero tanti ricchi da permettersi un palazzo personale : una vera e propria escalation costruttiva che all’inizio obbedì alla moda rinascimentale e manierista , e poi si sbizzarrì nel barocco più sfrenato. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il centro religioso della Capitale è la cattedrale , le cui cappelle furono distribuite tra le otto nazioni. Il pavimento è ricoperto da quattrocento tombe di Cavalieri , e nella seconda metà del Seicento il soffitto fu dipinto da un altro grande pittore , il calabrese Preti , che soggiornò a Malta 38 anni , lasciandovi numerosi dipinti : l’arte e l’architettura del periodo barocco uniscono con un fili diretto Malta con l’Italia meridionale.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TDD2HKYduTI/AAAAAAAAeKk/MC4KoNcNfGU/s1600-h/la_valletta_malta%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="la_valletta_malta" alt="la_valletta_malta" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TDD2NZiofWI/AAAAAAAAeKo/ZL3eY6yMZkY/la_valletta_malta_thumb.jpg?imgmax=800" width="244" border="0" height="184" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ogni malato aveva il suo letto nella sua sacra Infirmeria degli Ospitalieri , una rarità a quei tempi, e per motivi igienici mangiava in piatti d’argento ; quando nel 1798 arrivarono gli uomini di Napoleone , fusero l’argenteria. Nella corsia principale dell’ospedale i Cavalieri prestavano aiuto ai malati. La Sacra Infirmeria ospita oggi il Mediterrenean Conference Centre e un’interessante mostra permanente sulle epidemie e sul sistema ospedaliero dei Cavalieri.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La Valletta è una città da godere a piedi , camminando nei miracolosi giardini Upper and Lower Barakka , con vista sul porto , di tutte le fortificazioni e delle tre città di Senglea, Victoriosa, e Cospicua.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-4929063722469603813?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/4929063722469603813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/07/la-valletta-capitale-dellisola-di-malta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4929063722469603813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4929063722469603813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/07/la-valletta-capitale-dellisola-di-malta.html' title='LA VALLETTA, CAPITALE DELL’ISOLA DI MALTA, è UNA CITTà CULTURALE A DUE PASSI DAL MARE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/TDD2CDjLCVI/AAAAAAAAeKg/oq3JTxOUIFg/s72-c/800px-MaltaLaVallettaCathedral2005_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-7821139198104687818</id><published>2010-06-27T16:12:00.003+02:00</published><updated>2010-06-27T16:19:32.047+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>BRIGHTON : LA SPIAGGIA DI LONDRA E CAPITALE  DEGLI ADULTERI</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TCddxFEgbeI/AAAAAAAAeHg/Rwvr95cTS78/s1600/Sussex,%2520Brighton,%2520Royal%2520Pavilion.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487457768730291682" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TCddxFEgbeI/AAAAAAAAeHg/Rwvr95cTS78/s400/Sussex,%2520Brighton,%2520Royal%2520Pavilion.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TCddwkA6aFI/AAAAAAAAeHY/He2zhvs6yhU/s1600/brighton.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487457759856846930" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 266px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TCddwkA6aFI/AAAAAAAAeHY/He2zhvs6yhU/s400/brighton.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ad un’ora di treno da Londra, si trova Brighton. Un’ora di treno per i pendolari ogni mattina e ogni sera, un’ora per i londinesi per andare in spiaggia nella Rimini inglese. E’ una classica gita domenicale o per il weekend : non appena arriva la bella stagione, migliaia di famiglie ci calano da Londra. Ma Brighton è anche la regina dei motel per l’adulterio. Oltre le spiagge quindi la gente della capitale frequentano le loro camere da letto.&lt;br /&gt;Il primo ad usarla fu il principe di Galles , che nel 1785 avviò proprio qui la sua relazione clandestina con Maria Fitzherbert. Lui era l’erede al trono , il futuro capo della chiesa anglicana e aveva 23 anni. Lei era plebea , cattolica e aveva 29 anni. Il principe si fece costruire dall’architetto Nash un magnifico palazzo in stile orientale. Ma la love story con l’amante cattolica non poteva durare: il principe, salito nel frattempo al trono come Giorgio IV, sposò la nobildonna Caroline di Brunswick. E il suo palazzo orientale fu fenduto dalla regina Vittoria alla città di Brighton.&lt;br /&gt;Oggi il Royal Pavillion è una delle attrazioni locali : una specie di Taj Mahal finito in Europa, con un effetto esilarante.&lt;br /&gt;Non è l’unico posto a sorprendere il visitatore. Brighton ha tante facce. E’ una località balneare chiassosa , con gabbiani che svolazzano , la musica a tutto volume , i pallidi inglesi che diventano rossi nel sole e poi vanno a refrigerarsi nei tanti pub.&lt;br /&gt;Brighton oltre per gli adulteri è la capitale gay di Gran Bretagna. E’ un ritrovo degli hippy , degli alternativi, degli ambientalisti, dei vegetariani , della controcultura d’ogni genere : non a caso , alle elezioni di maggio , ha eletto per la prima volta un deputato dei Verdi in Parlamento. Il Guardian , noto quotidiano inglese, ha ribattezzato Brighton la San Francisco del Regno Unito , definendola un paradiso della bohemienne.&lt;br /&gt;E’ un luogo dove molti anziani vanno a ritirarsi in pensione , ma è anche una città di giovani : ha due università , oltre a un numero sproporzionato di scuole dove ogni estate vengono ad imparare inglese legioni di ragazze e ragazzi.&lt;br /&gt;Altre attrazioni di Brighton sono i tanti pub che chiudono all’una del mattino , invece che alle 23 come in tutto il resto dell’Inghilterra, ennesima prova della licenziosità del posto.&lt;br /&gt;Ci sono un sacco di botteghe e negozietti di prodotti artigianali e stravaganti ( nel Body Casting , una galleria, c’è un intera parete decorata con vagine). C’è un quartiere funky , North Laine , e uno per lo shopping , The Lanes.&lt;br /&gt;La città è un posto creativo , considerato il numero di artisti e intellettuali venuti a rifugiarsi quaggiù. Ci si rigugiano anche per altri motivi , i prezzi. Con una appartamento venduto a Londra si potrebbe comprare una casa a tre piani a Brighton. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-7821139198104687818?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/7821139198104687818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/06/brighton-la-spiaggia-di-londra-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/7821139198104687818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/7821139198104687818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/06/brighton-la-spiaggia-di-londra-e.html' title='BRIGHTON : LA SPIAGGIA DI LONDRA E CAPITALE  DEGLI ADULTERI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/TCddxFEgbeI/AAAAAAAAeHg/Rwvr95cTS78/s72-c/Sussex,%2520Brighton,%2520Royal%2520Pavilion.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-3134033122208545243</id><published>2010-05-10T07:58:00.000+02:00</published><updated>2010-05-10T07:58:00.454+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AMERICA LATINA'/><title type='text'>EL SALVADOR, IL PAESE ALL’OMBRA DEI VULCANI</title><content type='html'>&lt;p&gt;El Salvador ha una voglia matta di voltare pagina dopo la guerra civile costata quasi centomila morti , al Mercado Central della capitale  San Salvador c’è la fila per comprare dei biglietti della lotteria per cambiar vita. Tutti sognano un’altra opportunità , a due passi dalla cattedrale metropolitana , dove riposa l’arcivescovo Oscar Arnulfo Romero , strenuo difensore dei poveri delle angherie dei potenti , freddato il 24 marzo del 1980.la sua tomba , un lenzuolo di bronzo, è stata però relegata nel sottoscala della chiesa dal partito delle destra nazionalista , l’Arena , che ha governato fino a pochi mesi fa.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S-cwBShK8qI/AAAAAAAAdms/7-KiKAFBjZ0/s1600-h/sansalvador3.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="sansalvador" alt="sansalvador" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S-cwCvCQNHI/AAAAAAAAdmw/VXNH9XFSsHA/sansalvador_thumb1.jpg?imgmax=800" border="0" height="161" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Dopo la messa , oggi, il sagrato si riempie di un’umanità variegata tra clown , venditori di rotoli di carta igienica , parrucche psichedeliche , piramidi di krapfen e salsicce. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;San Salvador vista dall’alto del mirador della Puerta del Diablo , sembra un’anonima metropoli di case basse e grattacieli grigi , schiacciata dell’omonimo volcan. E vista dalle sue strade non appare molto più bella. Eppure la capitale ha un patrimonio unico e inestimabile : la sue gente ottimista , speranzosa, quasi baldanzosa , che vuole lasciarsi alle spalle il suo truculento passato e mostrare al mondo un volto nuovo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Te ne accorgi intrufolandosi nei mercati, entrando nel Teatro nazionale, dove in maniera surreale l’arcivescovo Romero risorge per ballare con i ragazzi in un musical. Giovani che sono dappertutto, nelle sale del Museo Archeologico colmo di statue delle divinità adorate dai  pipiles , i successori dei maya. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Fanno guida nel museo dell’Uca , l’Universidad del Centro America , ove è custodita la veste di Romero crivellata dalle pallottole e i gesuiti massacrati dall’esercito del 1989 riposano tra le rose. Riempiono le discoteche e i ristoranti della zona Rossa. Resta , però, la piaga delle maras , le bande di ragazzi che taglieggiano i negozianti del Barrio Iberia e si uccidono tra di loro : 18 morti al giorno , in media. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La voglia di rivalsa, comunque, è vantaggiosa. Basta infilare quella strada dei sogni che è la Panamericana , magari a bordo dei tanti scuolabus scassati regalati dalle high school americane e ora usate come mezzi pubblici.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La strada che porta da El Congo sale al Parque nacional Cerro Verde è un esperienza metafisica : i raccoglitori di caffè , coperti dalla testa ai piedi da teli bianchi trasparenti , sembrano fantasmi resi lucenti dalla pioggia quando sbucano fuori d’improvviso tra tornanti e fiori bianchi. E anche il lago blu nel cratere di Coatepeque è quasi un’apparizione , velata da strati fitti di nebbia , che di tanto in tanto lasciano intravedere le sue acque cobalto cinte dal verde delle conifere. nel vulcano si può praticare il vulcan diving , ovvero scendere con le bombole nei giardini di lava subacquei. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S-cwDoxjhcI/AAAAAAAAdm0/eorgBh5snIY/s1600-h/izalco4.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="izalco" alt="izalco" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S-cwEngWPLI/AAAAAAAAdm4/NQVLYQbuRqg/izalco_thumb2.jpg?imgmax=800" border="0" height="175" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In cima al vulcano il panorama è mozzafiato. Nel parco si possono ammirare quattro dei 25 vulcani che minacciano il territorio nazionale . L’Izalco è un perfetto cono nero che emette boccate di fumo come una pipa . Chiamato il faro del Pacifico perché le navi lo usano ancora oggi per orientarsi , è un vulcano giovane, formatosi nel 1770 , che eruttava regolarmente ogni 24 ore sino al 1966 , quando cessò di borbottare proprio nel giorno in cui fu inaugurato un albergo panoramico. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel 1986 si risvegliò. Gli ospiti dell’albergo rimasero per alcune ore sulla terrazza incantati sdalla pioggia di lapilli, mentre l’orchestra suonava , ma quando la lava cominciò ad avanzare tutti se la diedero a gambe. nel Parco del Cerro Verde si può fare trekking , in mezzo ad un tappeto di centinaia di orchidee dove si posano i colibrì e scorrazzano gli armadilli.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S-cwFk3i52I/AAAAAAAAdm8/g1rp7UbbXC8/s1600-h/LagodeCoatepeque5.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="LagodeCoatepeque" alt="LagodeCoatepeque" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S-cwGgkJN5I/AAAAAAAAdnA/Z0HgXxMP0pA/LagodeCoatepeque_thumb3.jpg?imgmax=800" border="0" height="137" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Santa Ana, la seconda città del paese , sorge alle pendici dell’omonimo vulcano. Sembra un villaggio coloniale fuori dal tempo. Del resto l’orologio del municipio è fermo e cartelli risalenti alla prima guerra civile invitano a non sparare . Nel Parque Libertad al centro della città , si affacciano i palazzi più importanti della città: l’Alcadia del 1878; il Teatro Nacional , un carta da zucchero in stile rinascimentale , che nasconde un intimo parco circolare ; la cattedrale neogotica , con la navata così lunga che in fondo si possono notare coppie che si baciano.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I maya intuirono in fretta la bellezza e la fert5ilità di questa zona e sin dal 900 A.C. abitarono la vicina Chalchuapa  , lasciandole in eredità la piramide la piramide di Tazumal , di cui rimangono una piattaforma centrale a 14 gradoni , destinata ai sacrifici umani , databile tra il 300 e il 600 d.C., e tracce di una costruzione di poco più antica. nelle tombe sono state ritrovati gioielli di giada , ceramiche Usulatan e oggetti rituali , ora conservati nel locale museo. Le fumarole dei vulcani sono onnipresenti come i fiori bianchi del caffè che tappezzano i boschi e le pendici della Cordillera Apaneca , dando il nome alla Ruta de Las Flores , una strada panoramica che attraversa pittoreschi villaggi. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S-cwHpMXu6I/AAAAAAAAdnE/KYtLjeEZTac/s1600-h/Crater33.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="Crater3" alt="Crater3" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S-cwIcZS_4I/AAAAAAAAdnI/kQCyG6Snjao/Crater3_thumb1.jpg?imgmax=800" border="0" height="137" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A Cominciare da Apaneca dove le case sono rivestite da murales di argomento politico . Gli abitanti li coprono e li scoprono con panni verdi a seconda degli umori, che nel Salvador cambiano repentinamente. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nella vicina Juayua , gli abitanti, di fronte all’ordine governativo di ritinteggiare il borgo , hanno esagerato e ora sui muri blu sbocciano fiori psichedelici e disegni di torte gigantesche . Nel tempio del Senor de Juayua è presente un Cristo nero scolpito da Quiro Catano. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I taxi portano i turisti a Los Chorros dela Calera , cascate di 30 metri , dove ragazzini come Juan ,. per pochi dollari, si buttano facendo evoluzioni circensi nell’aria. Anche cinque volte di fila. Scendendo verso la strada costiera si passa in sentieri dal nome donchisciottesco , Bosque El Imposible , habitat naturale di centinaia di farfalle , oltre che di formichieri e cervi dalla coda bianca. Poi ecco il Pacifico e Puerto de la Libertad.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Pescatori con barche scassate effettuano pesche miracolose. Murene di un metro e mezzo vengono trasportate a riva , insieme a razze grandi come un monolocale. Le donne dei pescatori preparano piatti d’arcobaleno di ceviches y ostras , un’insalata di pesce marinato e ostriche , mentre i pescatori anziani riparano le reti. Alcuni giocano a scacchi con i tappi della birra al posto delle pedine oppure suonano il violino. I bambini sfidano l’oceano con assi di legno. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nella spiaggia vicina di San Blas , il surf è diventata una cosa seria , che richiama esperti dela tavola di tutto il mondo : le onde sono lunghe lingue di burro. Più avanti ci sono bufali dalla corna arcuate che pascolano ai bordi della strada su binari arrugginiti. Un uomo vestito da Superman dirige il traffico. E’ un paese che cerca di voltare pagina&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-3134033122208545243?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/3134033122208545243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/05/el-salvador-il-paese-allombra-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3134033122208545243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3134033122208545243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/05/el-salvador-il-paese-allombra-dei.html' title='EL SALVADOR, IL PAESE ALL’OMBRA DEI VULCANI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S-cwCvCQNHI/AAAAAAAAdmw/VXNH9XFSsHA/s72-c/sansalvador_thumb1.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-1527487157522450530</id><published>2010-04-24T08:01:00.000+02:00</published><updated>2010-04-24T08:01:00.534+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='STORIE'/><title type='text'>QUANDO I TURISTI NON SONO BEN VISTI</title><content type='html'>&lt;p&gt;Nei dépliant sembrano paesi idilliaci e affascinanti : spiagge incontaminate , antichi monumenti e città storiche. Ma c’è uno spettacolo dalle cartoline delle località turistiche più visitate al mondo : gli abitanti cui chiedono ai turisti di andarsene.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S9HNmBTp-eI/AAAAAAAAdFE/mEagvQyonic/s1600-h/isola-di-pasqua-2%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="isola-di-pasqua-2" alt="isola-di-pasqua-2" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S9HNnPwT2BI/AAAAAAAAdFI/dSGg7pYZpqU/isola-di-pasqua-2_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="172" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nell’agosto del 2009 il sottosegretario all’interno cileno, Patricio Rosende, ha affrontato un viaggio di 3000 Km per raggiungere l’Isola di Pasqua e affrontare due giorni di discussioni molto tese con gli abitanti dell’isola che fa parte del territorio del Cile. L’isola è famosa per le grandi statue di pietra. Gli abitanti sono preoccupati perché temono di andare incontro a una catastrofe ecologica a causa dei tanti turisti che visitano l’isola. Le proteste non sono state ascoltate.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Gli abitanti hanno bloccato l’aeroporto occupando la pista con tende e camion. Chiedono di mettere un tetto ai turisti che sbarcano sull’isola. Il governo ha deciso di ascoltare le preoccupazioni relativa al sovraffollamento , alla tutela dell’ambiente e ai controlli del commercio solo dopo che 600 turisti statunitensi hanno protestato all’aeroporto di Santiago perché la compagnia aerea era stata costretta a cancellare i voli verso l’Isola di Pasqua. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Pasqua ha 4900 abitanti , il 29% dell’ultimo censimento. Lo stesso problema avuto nelle isole Pitcairn che  hanno imposto controlli sull’immigrazione introducendo due categorie di visti turistici : breve, fino a 14 giorni , e lungo, fino a 6 mesi.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le Isole Galapagos ha fissato un limite ai visitatori , ma soffrono della sindrome dei “saccopelisti”. Circa un anno fa scienziati britannici ed ecuadoriani scoprirono che la zanzara portatrice della febbre aviaria che minaccia l’ecosistema della Galapagos , è stata portata dai turisti. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Dal 1990 al 2008  , nelle Galapagos il numero annuale di turisti è passato da 40 mila a 170 mila turisti. Il turismo è diventato uno delle principali fonti di reddito sia per le isole sia per l’Ecuador continentale. Nel 2007 ci sono stati 2194 voli diretti per le isole e circa 363 mila passeggeri mediante navi.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;“Pochi turisti si rendono conto del paradosso: un viaggio alle Galapagos mette in pericolo le stesse bellezze naturali che vogliamo visitare” spiega Tom Hall che lavora per le guide Lonely Planet.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;“L’Isola di Pasqua, vista la posizione in mezzo all’oceano, probabilmente non diventerà mai come Machu Picchu , la città inca sulle montagne del Perù. Però il turismo è fondamentale per l’isola.” continua Hall.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S9HNodzjH3I/AAAAAAAAdFM/sOKwwe1EHgY/s1600-h/galapagos-islands%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="galapagos-islands" alt="galapagos-islands" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S9HNpu4ABzI/AAAAAAAAdFQ/sWGki3tELwc/galapagos-islands_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="166" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Brasile Medio Oriente , Francia, Stati Uniti e perfino l’Armenia nel 2008 hanno registrato cifre record per il turismo. Molti danno la colpa del boom alle guide e ai libri di viaggio , ma la verità è che quando Hemingway scrisse &lt;em&gt;Le nevi del Kilimangiaro&lt;/em&gt; non pensava di incoraggiare migliaia di persone ad affrontare le pareti della vetta tanzaniana. Allo stesso modo i turisti, pochi ma importanti, dopo la conquista dell’Everest  hanno cominciato a lasciare sul posto una quantità tale di rifiuti che il campo base è stato ribattezzato “la discarica più alta del mondo”.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;le cose stanno cambiando da quando il governo nepalese richiede agli escursionisti una caparra , che verrà restituita se riportano indietro tutto il materiale utilizzato.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Anche Venezia ha lo stesso problema. Si sta studiando nel Comune una soluzione ai tanti turisti che visitano la città.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Identici i problemi inglesi su Stonehenge. Le pietre furono recintate per evitare il contatto con le mani di un pubblico entusiasta. Non a caso quando i costruttori delle tombe dei faraoni chiusero i luoghi di sepoltura nella valle dei Re , fecero il possibile per sigillarli per l’eternità.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In Egitto si lamentano per i danni provocati dal respiro delle migliaia di visitatori che ogni giorno ammirano le sculture e le pitture parietali delle tombe. Nei luoghi dove è sepolto Tutankhamon c’è un tale livello di umidità che sulle pareti sta crescendo la muffa.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il consiglio superiore per le antichità ha preso una serie di misure per proteggere le tombe, comprese delle restrizioni ai turisti. Il paese ha fatto molti progressi nella tutela dell’ambiente e dei monumenti . Solo quindici anni fa il governo egiziano aveva pensato di costruire un’autostrada accanto alle piramidi a Giza. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il turismo o è una macchina per far soldi o è una spina nel fianco , non ci sono vie di mezzo per adesso. Molte località turistiche del Mar Rosso hanno bisogno di un consumo eccessivo di acqua dolce da rendere necessari impianti di desalinizzazione. Ma ogni volta che si costruisce un impianto , si satura la concentrazione salina e si uccide il corallo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Quindi a causa della sindrome o stress del saccopelista molte meraviglie del mondo rischiano di essere chiuse al pubblico. A quel punto potremo vederle solo in cartolina.  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-1527487157522450530?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/1527487157522450530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/04/quando-i-turisti-non-sono-ben-visti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1527487157522450530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1527487157522450530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/04/quando-i-turisti-non-sono-ben-visti.html' title='QUANDO I TURISTI NON SONO BEN VISTI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S9HNnPwT2BI/AAAAAAAAdFI/dSGg7pYZpqU/s72-c/isola-di-pasqua-2_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-275942157207184863</id><published>2010-04-05T11:52:00.002+02:00</published><updated>2010-04-05T11:54:19.503+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>UN VIAGGIO NEL RICCO OMAN</title><content type='html'>&lt;p&gt;Nella sua spiaggia ci starebbero ventimilionisettecentododici ombrelloni. E invece non c’è n’è nemmeno uno . E’ una spiaggia che si chiama Oman : un paese di sabbia, un deserto in riva al mare. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il deserto è grande, il paese è piccolo e vicino : In Italia basta un allacciamento e uno slacciamento di cinture.  Il primo scalo è Doha , la capitale del Qatar. Sulle piste dell’aeroporto di Doha i facchini vanno e vengono su Bmw serie 7.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S7mysMrFjBI/AAAAAAAAciA/EF2ZW8rAJIs/s1600-h/b-415766-One_night_in_Oman%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="b-415766-One_night_in_Oman" alt="b-415766-One_night_in_Oman" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S7mytGhFK4I/AAAAAAAAciE/xXT01Rhkx_w/b-415766-One_night_in_Oman_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Da Doha a Muscat neanche un tempo di mangiare in aereo e sei già arrivato. Nel paese decide tutto Qaboos Bin Said , padrone assoluto. Negli anni ‘70 ha deciso che suo padre poteva rimanere all’estero , dov’era in visita di stato. Qaboos non ha figli e gli omanisti si chiedono con preoccupazione chi prenderà il suo posto.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Oman è una piccola oasi di pace, fra lo Yemen degli attentati islamici e l’Arabia Saudita del fondamentalismo. L’Afghanistan sembra distante mille miglia, anche se Kabul è a solo 800 Km circa. ma sotto la sabbia scorre il petrolio e molti arabi hanno imparato che è la peggiore delle fortune. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Alla grandezza dei due personaggi importanti del paese ( Sultano e Allah) è dedicato il più bel monumento della capitale : la Grande Moschea trionfo di marmo bianco , ricami di cupole e minareti aguzzi. I marmi luccicano come specchi : schiere di inservienti vigilano sulla pulizia della Moschea. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S7myuKqpqDI/AAAAAAAAciI/RjJFL9NrN54/s1600-h/oman11%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="oman11" alt="oman11" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S7myvq9i8mI/AAAAAAAAciM/4pxoe06YP2k/oman11_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="160" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nella Moschea c’è il tappeto persiano più grande del mondo. E’ nella sala delle preghiere e misura 70 per 60 . è costato 4 anni di lavoro a più di 600 tessitrici. Muscat non offre altro più : una visita al palazzo del Sultano e ai due forti cinquenteschi che proteggono l’ingresso alla città del mare , quattro passi con vista al Parco di Al-Riyam e una prova di orientamento al labirintico suq di Mutrah, la zona portuale. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il souvenir più gettonato è un bastone ricurvo, tutte le bancarelle lo vendono. Costa un rial ( due euro) e ogni turista lo compra. la bandiera del sultanato è bianco rosso e verde a strisce, rappresenta la storia del Paese. Rosso è la bandiera vecchia del vecchio sultanato. Bianco degli imam che presero il potere dal 1869 al 1870. Verde è il colore prezioso della terra, quella poca , dove non crescono solo sabbia , e miraggi. L’Oman dei datteri e dell’incenso , la fertile pianura costiera che dagli Emirati arabi Uniti arriva fino alla capitale. Lì è cresciuta la ricchezza e la vita del paese , il sistema sociale forse più evoluto di tutto il mondo arabo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Verso sud a Qalhat , Marco Polo incontrò gli splendori della città di corallo. Era stata fondata 1300 anni prima e a farla diventare ricca è stato l’import-export con l’India: cavalli in cambio di spezie. Di quel tempo è rimasto solo il mausoleo , la tomba di Bibi Miriam. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le wadi ( torrenti) nascono  dai Monti Hajar e scorrono in fondo a canyon scavati nei millenni dando vita a ombrose oasi dove crescono villaggi di contadini e pescatori. Fra verdi rocce nascono pozze d’acqua dolce , dove si può tuffarsi , ma il costume è vietato : la legge impone calzoncini corti e maglietta. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Altri Km di costa e dal mare sorgono i dhow , grosse e panciute barche a vela. Da secoli solcano il mare della penisola arabica e dell’Africa Orientale , un tempo per portare merci, ora per gettare reti in queste acque pescose. E oggi come ieri sono fatte a mano , da falegnami che è bello da ammirare mentre addomesticano i legni. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S7myxMaWSFI/AAAAAAAAciQ/5KWVQX_PT9s/s1600-h/Oman-Wadi-Shab-26%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="Oman-Wadi-Shab-26" alt="Oman-Wadi-Shab-26" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S7myyiJbWiI/AAAAAAAAciU/WJNdOtGaTxE/Oman-Wadi-Shab-26_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="244" width="164" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Poi la strada è verso l’interno, ed è subito sabbia. Il nastro d’asfalto taglia il nulla. Non è deserto, ma è deserto il panorama intorno. E’ Wahiba Sands  , la terra dei beduini e di abbacinanti laghi di sale. Si viaggia in carovana: l’unione fa la sopravvivenza. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Prime dune all’orizzonte , scoprirete che il colore della sabbia può essere diverso. La prima che incontriamo è bianca. Dietro c’è la baia di al-Khaluf , forse la più bella di tutto l’Oman. Si corre per la strada con a destra il deserto e a sinistra il mare. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Notte sull’Isola di Masirah , un’ora di traghetto dalla costa. capanni sulla spiaggia, spuma di stelle sulla battigia. Ma non è un riflesso di cielo è il plancton. camminare sul bagnasciuga lascia alle spalle una scia di lustrini , l’acqua pare accendersi di scintille d’argento dietro ai nostri passi scalzi. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Altra spiaggia all’alba. E’ la spiaggia delle tartarughe. Sono decine e decine : grandi , solenni, affaticate. Arrancano fuori dall’acqua , scavano un buco nella sabbia e lì lasciano le loro uova. Provengono da 3000 kilometri , e ripartiranno appena compiuta la loro missione. Della loro prole non sapranno più nulla : Né se il calore della sabbia un giorno schiuderà le uova , né se arriverà prima il becco di una cicogna a far colazione. Ogni anno sulle spiagge di Masirah ne approdano oltre 30 mila. Altre migliaia scelgono le rade di Ras al-Jinz  e Ras al-Hadd, a nord e a sud di Sur. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;“Turtle Beach” è la spiaggia più frequentata delle tartarughe , sulla punta nord-occidentale dell’isola. Molto frequentata anche dai cercatori di conchiglie : la star di Masirah è la preziosa e rara Eloise , guscio tondo e quadrettato a sbalzo. Non raccoglietela al metal detector non passerebbe.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Un altro oceano ci aspetta. Gli ultimi grappoli di baracche sono un avamposto  meraviglioso. Alla sera sicuramente non c’è niente da fare in questo posto. La luce non arriva. Questo è il regno di altre esse : sole , sabbia, solitudine. E’ Rub al-Khali , la più grande superficie di sabbia del pianeta. Il Quarto Vuoto , l’hanno chiamata i beduini : la terra del nulla e dell’assoluto , dell’infinito e del silenzio , un mondo in gran parte inesplorato , che occupa oltre un quarto della penisola Arabica. Patetiche linee che solo la carta geografica traccia i confini , qui dove niente pare avere fine, fra l’Oman, lo Yemen, gli Emirati Arabi e l’Arabia Saudita. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S7my0YteELI/AAAAAAAAciY/P5sJM1eMSSo/s1600-h/muscat08-1%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="muscat08-1" alt="muscat08-1" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S7my1sC3RHI/AAAAAAAAcic/kRLKD5R6-G4/muscat08-1_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="161" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Sono 655 mila chilometri quadrati di sabbia e cielo , notti sotto zero e 60° gradi sotto il sole. Il deserto ha mille facce. E ogni faccia è diversa nei colori del giorno. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le dune, alte fino a 300 metri, sono montagne russe per la carovana di jeep : la china si divora con rabbia , poi è un tuffo a precipizio. L’importante è viaggiare con quattro scivoli , per quando le ruote affondano, e una fune. Nella notte tutto è immobile , nuovo , immacolato. Siete soli con il deserto. Un vento volubile gioca ogni notte con la sabbia : questi sono i suoi castelli. La luce radente  increspa le ultime rughe, il silenzio ha l’eco di un diapason che vibra in una nota senza fine. Non serve chiudersi le orecchie. C’è solo pace. Il deserto è anche lezione di solitudine : prima o poi arriverà , tanto vale allenarsi.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Verso il confine con l’Arabia Saudita un presidio militare sta di guardia alla sabbia. I soldati hanno con sé le famiglie e nel forte risuonano i strilli dei bambini. Qui nessuno aspetta i tartari. Qualche cammello solitario e sdegnoso , la tenda di un pastore beduino. Dopo cinque giorni di solitudine , il deserto incomincia ad affollarsi. Un cartello segna con la scritta in arabo l’avvicinarsi di una moschea. Comunque il deserto è finito. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il nuovo paesaggio è un gioco di prestigio: sulla strada per Salalah , capoluogo del Dhofar , la provincia più meridionale del Paese , come per magia ecco i Tropici. Banani, manghi, papaya , palme da cocco : una valle lussureggiante , attraversata da un torrente gorgogliante , tutt’intorno montagne verdi. Fra i cammelli al pascolo c’è persino qualche mucca. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Qui nasce l’incenso , la Boswelia sacra si perde d’occhio sui pendii delle colline , i tronchi feriti dalle lame dei coltelli , la resine che sgorga bavosa. Il suo commercio aveva reso ricchissima questa regione. Le navi partivano da Sumhurum , l’antica Abyssopolys dei romani e arrivavano fino a dove finiva il mondo. Altri alberi sudano mirra. Qui forse partirono i regali dei re Magi. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-275942157207184863?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/275942157207184863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/04/un-viaggio-nel-ricco-oman.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/275942157207184863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/275942157207184863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/04/un-viaggio-nel-ricco-oman.html' title='UN VIAGGIO NEL RICCO OMAN'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S7mytGhFK4I/AAAAAAAAciE/xXT01Rhkx_w/s72-c/b-415766-One_night_in_Oman_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-3869878357895893442</id><published>2010-03-28T12:53:00.002+02:00</published><updated>2010-03-28T12:54:32.701+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>IN SINGAPORE UN ALBERGO, DI ETà VITTORIANA, è UN MONUMENTO NAZIONALE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Il Singapore vive di tecnologia e commerci. Vende qualsiasi cosa. E’ uno dei pochi posti al mondo dove la legge consente di comprare reni o polmoni da donatori consenzienti. Regola anche il costo degli acquisti misurandone l’importanza sulle conseguenze fiche e psicologiche che il povero donatore deve sopportare.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S681J_8bpJI/AAAAAAAAcRs/deGMatfdJsM/s1600-h/raffles_singapore2.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="raffles_singapore" alt="raffles_singapore" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S681K9n6P0I/AAAAAAAAcRw/wm-mw-on20g/raffles_singapore_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="155" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Se i Paesi attorno languono sgonfiando gli affari , per galleggiare bisogna inventare qualcosa, e Singapore inventa il turismo della cartolina.  Il governo distribuisce tre milioni di cartoline con il bollo incollato “Quanti parenti e amici vivono in posti lontani? manda due righe , invitali a tornare. Racconta come siamo cambiati , grattacieli e boulevard dove si correrà la Formula Uno e abbiamo salvato i boschi e i giardini della città. Tremila tipi di orchidee continuano a fiorire. la nostalgia dei tuoi cari non resterà delusa”.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S681LmqLlvI/AAAAAAAAcR0/dnS_x7WBr1E/s1600-h/raffles_hotel_singapore_photo_touris%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="raffles_hotel_singapore_photo_tourist_board" alt="raffles_hotel_singapore_photo_tourist_board" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S681Mbt4t6I/AAAAAAAAcR4/5nrnm0Xsjio/raffles_hotel_singapore_photo_touris.jpg?imgmax=800" border="0" height="170" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A Singapore c’è un monumento nazionale frequentato da due milioni di turisti : è il grande albergo vittoriano Raffles Singapore. Prezzi da brivido. Vengono da tutto il mondo a vederlo : cinesi, giapponesi, americani, australiani, indiani. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Guardare veloce e spiegazioni da guide robot. Il 75% degli ospiti del  Raffles prenota da un anno all’altro. Un letto costa un occhio alla testa, anche se sei al piano terra sul giardino interno pettinato all’inglese. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La colazione viene portata da un cameriere che picchia sulla porta finestra. IL tavolo è apparecchiato sul giardino. Terrazza dai riccioli Liberty della Londra vittoriana&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Perché l’albergo è un monumento nazionale?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Al bar si capisce qualcosa. Gli aperitivi hanno la data di nascita sull’etichetta e un filo dorato la ricorda nel bicchiere sul quale poso le labbra. Dolce e forte. L’intruglio che bevo si chiama Singapore Sling e l’ha inventato un barman tra il 1910 e il 1915. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Al secondo piano c’una teca di cristallo con reperti bene ordinati. La tazza da quale beveva la regina Elisabetta e il bicchiere di Whisky da George Bush jr. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La signora Jennifer We conosce tutta la storia del Raffles, nipote del barista presente all’inaugurazione dell’albergo. Jennifer racconta dei francobolli, delle foto , delle 103 trasmissioni Tv che i canali americano hanno dedicato al Raffles. E Jennifer rivela che ospiti importanti spesso non pagano. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nell’albergo il tempo è invecchiato nelle abitudini di chi vive nell’albergo e considera ritmi e ricordi del Raffles la sola forma possibile di vita. Il viaggio diventa una storia frivola che i libri non raccolgono. L’albergo ha già avuto quattro ritocchi. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Jennifer racconta ancora storie. Il baronetto Raffles che per conto della Compagnie delle Indie compra questo angolo paradiso nel 1819 per aprire la stazione commerciale di Singapore. E quando gli affari diventano importanti, il figlio aggiunge quattro bungalow di legno verso il mare. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S681NOonN4I/AAAAAAAAcR8/qcAbWnQXnm8/s1600-h/raffles_singapore5.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="raffles_singapore" alt="raffles_singapore" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S681OVlgPGI/AAAAAAAAcSA/fxmFQkvkZnQ/raffles_singapore_thumb1.jpg?imgmax=800" border="0" height="155" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I primi appunti di Tifone cominciano dalle camere del Raffles. L’autore è un capitano che Una sera al bar ascolta i discorsi di due armatori. Stanno sfogliando il quotidiano The Straits Time , c’è la notizia di una nave abbandonata dall’equipaggio. Ecco l’idea di Lord Jim: Lui era Joseph Conrad.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’albergo nasconde un terribile segreto. Quando i giapponesi hanno invaso Singapore all’inizio della seconda guerra mondiale , gli ufficiali importanti si sono sistemati nel tempi della tradizione inglese. E quando nel’45 gli Inglesi stavano sbarcando davanti al Raffles , 2000 ufficiali hanno orgogliosamente preferito togliersi la vita. Camere all’ultimo piano hanno visto questo suicidio collettivo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Vicino ad un tavolo verde da biliardo c’è una tigre impagliata. Non è scivolata dalla foresta ma era di Tigran Sarkies. L’uomo stava abbracciando tra le due giovai mogli quando le urla dei camerieri lo impauriscono. Sveglia un ospite avventuroso Charles Philipps. Lo sfida a una battuta di caccia. La tigre è acquattata sotto il biliardo, ma Charles non perdona e così diventa impagliata. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;IL raffles è un monumento nazionale o il teatro di misteri inventati?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-3869878357895893442?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/3869878357895893442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/03/in-singapore-un-albergo-di-eta.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3869878357895893442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3869878357895893442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/03/in-singapore-un-albergo-di-eta.html' title='IN SINGAPORE UN ALBERGO, DI ETà VITTORIANA, è UN MONUMENTO NAZIONALE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S681K9n6P0I/AAAAAAAAcRw/wm-mw-on20g/s72-c/raffles_singapore_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-3180844901633968175</id><published>2010-03-14T08:22:00.000+01:00</published><updated>2010-03-14T08:22:00.163+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AFRICA'/><title type='text'>VIAGGIO NEL PASSATO NELLA NUBIA DEI FARAONI NERI</title><content type='html'>&lt;p&gt;Per giorni e giorni si è navigato nel deserto , consumando lo sguardo su orizzonti curvilinei , in ogni direzione. Ci siamo accampati in luoghi senza nome , tra le rocce o alla base di una duna non faceva differenza : l’importante era il sollievo di aver fatto qualcosa di importante dietro le spalle.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ogni tanto , nei momenti più impensati , inciampavamo nel Nilo, che qui si distende in una colossale e bizzarra ansa a forma di esse. Ma la corrente , invece di procedere verso Nord, verso il Mar Mediterraneo volgeva a Meridione. Per i geologi l’inversione di percorso è dovuta a una barriera di granito che occlude il corso del fiume , obbligandolo a un brusco ripiegamento.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5weGAJ4aDI/AAAAAAAAbzI/y15zXDtLyPw/s1600-h/280px-Jebel_barkal_rock%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="280px-Jebel_barkal_rock" alt="280px-Jebel_barkal_rock" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5weHf8nZgI/AAAAAAAAbzM/ueeg2n4fLxA/280px-Jebel_barkal_rock_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Gli occhi di chi viaggia il fatto appare come un’ennesima conferma che in Nubia è nulla come ci si aspetta. Qui il paradosso è di casa e gli opposti convivono in acrobatiche prospettive: erba verde lungo il Nilo e aridità assoluta a un passo di distanza , islam e cristianesimo , mondo arabo e Africa nera, natura selvaggia e raffinate civiltà.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nell’immensa pianura del Sudan settentrionale ci si muove come sulla lama di un coltello : sempre in bilico tra passato e presente , tra invisibile e visibile. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Arrivati a Meroe si vedono le piramidi muoversi , emergono dalla sabbia , protendendo la cuspide tronca verso il cielo azzurro e vuoto. Le piramidi di Meore sono una ventina di edifici alti fino a 30 metri , sono ben più massicce e concrete di un punto luminose nel buio. Siamo in Nubia.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Vista da lontano la necropoli settentrionale, ce ne sono altre due,appare come una delle tante alture isolate che frastagliano la pianura desertica a nord di Shendi. Solo all’ultimo momento si distinguono le costruzioni  : geometrie aliene , che paiono concepite per ignorare la forza di gravità.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5weJJVNAII/AAAAAAAAbzQ/SRsKld1ynOs/s1600-h/resize2.aspx%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="resize2.aspx" alt="resize2.aspx" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5weLZBQBmI/AAAAAAAAbzY/CbpoZJSdExc/resize2.aspx_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Appuntite , esili, slanciate, le piramidi di Meroe sembrano provenire da un altro mondo. Neppure i famosi siti di Naga e Mussawarat , qualche decina di chilometri più a sud, riescono a trasmettere simili emozioni. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nella necropoli di Meroe si respira aria misteriosa e rarefatta. C’è una storia che vive in questa rovine, una storia italiana. Giuseppe Ferlini nacque a Bologna e giunse in Nubia nel 1836. Aveva un’idea fissa : trovare il tesoro di Meroe. Da intenditore scartò le piramidi già saccheggiate e cominciò a distruggere il resto con la dinamite. Presto tra le rovine apparve il luccichio dell’oro : bracciali, sigilli , collane e un altra quantità di monili di fattura finissima. Ferlini caricò tutto sui cammelli e riuscì a raggiungere l’Egitto. Ma i gioielli erano troppo belli per essere veri, ma molta roba rimase invenduta.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’archeologo  Lepsius convinse il Museo di Berlino a comprare tutto. Ferlini finì la sua vita a Bologna vestito da turco e con un servitore a ruota. Morì povero in canna. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In Nubia esistono ben 223 piramidi. Oltre che a Meroe , se ne trovano a decine anche a Nuri e circa una sessantina a Gebel Barkal , poco dopo la quarta cateratta del Nilo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel Sudan settentrionale i luoghi di particolare interesse archeologico si contano a migliaia e molti attendono di essere scoperti. Nella sola regione di Berenice Pancrisia , la mitica città dell’oro dei faraoni , i presunti siti sconosciuti ammontano a ventimila. In certe zone è sufficiente smuovere lo strato superficiale di sabbia per vedere affiorare resti di monumenti , frammenti di vasi o tavolette di pietra scritte in lingue misteriose. Ma la Nubia non è solo un’antologia di vestigia storiche : nell’immensa regione vive gente aperta e ospitale.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5weNZYawXI/AAAAAAAAbzc/YyRdDPQTBI4/s1600-h/250px-Jebel_barkal_sunset%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="250px-Jebel_barkal_sunset" alt="250px-Jebel_barkal_sunset" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5wePepoWnI/AAAAAAAAbzg/zUkaN84aXq4/250px-Jebel_barkal_sunset_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La maggior parte dei villaggi nubiani sorge lungo le rive del Nilo, dove la Terra è straordinariamente fertile : è la Nubia agricola e sedentaria , aggrappata all’esile oasi lineare formata dal fiume. Un’oasi lunga migliaia di chilometri , che fende il deserto in due metà distinte. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Su entrambi i lati è solo Sahara , regna dei nomadi Bisharin , allevatori di capre e cammelli che abitano la regione dei tempi immemorabili. Se pur arabizzati ,i Bisharin conservano gelosamente i propri costumi e parlano il bedawi , lingua che non assomiglia a nessun’altra. Forse sono loro i nubiani migliori , i temuti guerrieri dai capelli crespi celebrati nelle cronache egizie. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;TRa le sabbia del Beyuda c’è l’oasi di Sani ,una tappa obbligata per le carovane che, ancora oggi, percorrono l’antica pista che collegava Meroe con Napata , città madre della civiltà meroitica. Il cuore della Nubia. Circa 3000 anni fa si sviluppò un regno fiorente e autonomo , che gli Egizi chiamarono Kush. I sovrani cusciti , chiamati Faraoni neri, ebbero stretti e complessi rapporti con quelli settentrionali : ne furono a lungo dominati e a lungo li dominarono, estendo la propria sfera di influenza fin oltre Assuan&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;IL regno di Napata è il punto di partenza per capire la storia millenaria nubiana. Si può visitare l’area cimiteriale di Nuri per capire , con le sue aguzze piramidi semidistrutte.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5weQ5c7OYI/AAAAAAAAbzk/woZaFy-tn08/s1600-h/sudan%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="sudan" alt="sudan" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5weTl3QeLI/AAAAAAAAbzo/ORfeYd7JCP0/sudan_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="121" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Arriviamo a Gebel Barkal , sembra a prima vista solo una collina dalla cima piatta un centinaio di metri , isolata nella pianura. In realtà è il luogo sacro per eccellenza dell’intera Nubia sudanese. Ai suoi piedi giaciono i resti del grande tempio Amon, costruito da Tutankhamon verso il 1200 a.C. La stessa montagna , dimora degli dei, ne fa parte a pieno titolo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Lontane a occidente spiccano le guglie dell piramidi di El Kurru. Salla sommità della montagna tutto sembra chiaro. Il Gebel Barkal è la macchina del tempo che consente di mettere le tessere del mosaico : Napata e Meroe, il regno di Kerma e quello cristiano di Makuria, i mausolei islamici della vecchia Dongola e le antichissime tombe a tumulo che fecero da modello a piramidi egizie. In queste zone il passato sembra così vivo e vicino. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-3180844901633968175?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/3180844901633968175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/03/viaggio-nel-passato-nella-nubia-dei.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3180844901633968175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3180844901633968175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/03/viaggio-nel-passato-nella-nubia-dei.html' title='VIAGGIO NEL PASSATO NELLA NUBIA DEI FARAONI NERI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5weHf8nZgI/AAAAAAAAbzM/ueeg2n4fLxA/s72-c/280px-Jebel_barkal_rock_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-6991653244250576301</id><published>2010-03-06T08:38:00.000+01:00</published><updated>2010-03-06T08:38:00.320+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>BANGKOK, LA CITTà SPIRITUALE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Venticinque anni fa un tassista poteva trasportarti per vedere le perle di Bangkok , in maniera serena a e gioviale, oggi lo stesso tragitto è diventato un difficile esercizio di pazienza , kanti in lingua pali, una delle virtù buddiste.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5FrnSIrKbI/AAAAAAAAbZg/Nv-2GqaQqwQ/s1600-h/grand-palace-wat-phra-kaeo-temple-of-the-emerald-buddha-bangkok-tha902%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="grand-palace-wat-phra-kaeo-temple-of-the-emerald-buddha-bangkok-tha902" alt="grand-palace-wat-phra-kaeo-temple-of-the-emerald-buddha-bangkok-tha902" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5Frpd_ah0I/AAAAAAAAbZk/RRb9HZ2d8z4/grand-palace-wat-phra-kaeo-temple-of-the-emerald-buddha-bangkok-tha902_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="244" width="164" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Gli autisti di taxi, con o senza tassametro, sono spesso arrabbiati e annoiati. Chiusi in gelide cabine con l’aria condizionata al massimo , al riparo dai fumi e dai rumori delle trafficate soi, si viaggia come su un’astronave su cui finestrini si guarda scorrere una metropoli caldissima e piovosa  causa dei monsoni , dove ogni stile è intersecato all’altro , baracche a ridosso di palazzine liberty , palafitte incastrate tra le sopraelevate , grattacieli e canali.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I canali, i famosi klong, sono attraversati da  barche e piccoli traghetti sono la memoria di un passato di risaie e acquitrini nella giungla pluviale , dove si credeva nell’esistenza di Phi e di altri esseri invisibili venerati sotto molte forme nell’antico regno del Siam. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I Phi affollano non solo i canali e il grande Chao Phraya , ma anche i cieli e le strade caotiche di Bangkok , abbreviazione di Krung Thep, la Città degli Angeli, Grandioso palazzo., rifugio divino e – etichetta che più inquieta – Luogo delle reincarnazioni degli Spiriti.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Uomini e Phi si risvegliano all’alba – dopo una notte di baldorie nei locali a luci rosse e delle periferia – quando i monaci vestiti d’impeccabili mantelli arancioni escono in fila indiana con le ciotole per offerte. Nel buio che precede il sorgere del sole oltre i grattacieli , i novizi sono file di sagome scure e silenziose della testa rasata che si snodano sull’asfalto lungo muri screpolati , mercatini rionali, vetrine scintillanti.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I monaci usano formule pali per ringraziamento e benedizione ai thai che si prostrano con le mani giunte e offrono cibo, incenso e denaro. L’eco del loro canto si spegne quando il rumore del traffico si fa più intenso e a piedi nudi decidono di rientrare nelle loro pagode. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ormai a Bangkok , come altrove in Asia, la vita ha preso un ritmo che lascia poco spazio alla contemplazione e alla pigrizia orientale, almeno all’apparenza. I manager tormentano gli I-Phone, studenti e impiegati si affollano alle stazioni dello sky-train, mentre altri milioni di abitanti dei suburbi, canali , i cuochi delle bancarelle, vivono ancora nel culto del piatto di  riso al giorno.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Sono i residenti di origine cinese , grande maggioranza dei bangkoken , a tirar su in tempi recenti i primi bordelli , grattacieli e grandi magazzini, in parte coi proventi dei traffici di oppio ed eroina. I thai continuano a chiedere perdono nei luoghi deputati alle indulgenze. Tra questi il piccolo Buddha di smeraldo di Wat Phra kaeo , nel maestoso ex palazzo reale, al quale ogni estate e ogni inverno il re in persona cambia gli abiti tempestati di pietre preziose. Oppure , eredità induista, la statua del Dio Brahma a quattro volti nell’altare di Erawan , vicino Chit Lom , in pieno centro commerciale di Sukhumvit , distrutta quattro anni fa e oggi sostituita da una copia.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5Frq1vOj8I/AAAAAAAAbZo/lhIuENb8GVg/s1600-h/BKK%20Bangkok%20Wat%20Phra%20Kheo%202_2_b%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="BKK Bangkok Wat Phra Kheo 2_2_b" alt="BKK Bangkok Wat Phra Kheo 2_2_b" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5Frshfj08I/AAAAAAAAbZs/l6WYw6MTztE/BKK%20Bangkok%20Wat%20Phra%20Kheo%202_2_b_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="162" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Poi c’è il regno del sottosuolo, il regno dei serpenti Naga temuti e fatti oggetto di piccole offerte o fastose celebrazioni annuali come il Lio Khraton. Nel reticolo di acque dei klong sorge la vegetazione tropicale , in grado di ricoprire in pochi anni i 600 Km quadrati dall’area metropolitana. Dicono  le profezie che questo accadrà di certo un giorno, quando la rabbia dei Naga cacciati dai loro fiumi inquinati e inariditi del surriscaldamento climatico , provocheranno l’innalzamento delle acque per sommergere Bangkok , che già ora s’inabissa cinque centimetri l’anno.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Alcuni sìsi recano un paio d’ore al centro , nel tempio di Nakhon Nayok, per rinchiudersi qualche istante dentro bare rivestite di seta bianca. Assistiti dai monaci “muoiono e rinascono” come la loro città , prima di tornare alla vitta frenetica. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-6991653244250576301?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/6991653244250576301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/03/bangkok-la-citta-spirituale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6991653244250576301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/6991653244250576301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/03/bangkok-la-citta-spirituale.html' title='BANGKOK, LA CITTà SPIRITUALE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S5Frpd_ah0I/AAAAAAAAbZk/RRb9HZ2d8z4/s72-c/grand-palace-wat-phra-kaeo-temple-of-the-emerald-buddha-bangkok-tha902_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-5870532427932283172</id><published>2010-02-25T08:24:00.000+01:00</published><updated>2010-02-25T08:24:00.296+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>TOLBIAC , IL NUOVO QUARTIERE LATINO PARIGINO</title><content type='html'>&lt;p&gt;Per alcuni è il nuovo Quartiere latino. Per altri un museo a cielo aperto dell’architettura contemporanea. Comunque è una Parigi inusuale e lontanissima dai cliché. La zona è sulle rive della Senna , nella zona sud-orientale della capitale francese. Qui prima c’erano capannoni industriali , silos e vecchie case insalubri , in una decina d’anni , grazie ad un ambizioso progetto urbanistico, è sorto un modernissimo quartiere che oggi accoglie università , gallerie d’arte e studi d’architetti. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S4WY8lfAXoI/AAAAAAAAbD8/bqUyXjgRx7c/s1600-h/800px-Pont_de_Tolbiac_Paris_FRA_002%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="800px-Pont_de_Tolbiac_Paris_FRA_002" alt="800px-Pont_de_Tolbiac_Paris_FRA_002" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S4WY9_5mJGI/AAAAAAAAbEA/zA4x5TDBk7U/800px-Pont_de_Tolbiac_Paris_FRA_002_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="164" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La cultura è un aspetto dominante di un quartiere battezzato Paris Rive Gauche , ma da molti chiamato Tolbiac, dal nome del ponte caro allo scrittore  di gialli Leo Malet. Tra l’avenue de France , che costeggia i binari ferroviari destinati ad essere ricoperti di spazi verdi , e il lungosenna Mauriac , la cultura è presente anche nei nomi delle vie. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Al centro del quartiere , dove non mancano bar e ristoranti spesso molto design , s’innalzano i quattro grattacieli della nuova Biblioteca nazionale progettata da Perrault e inaugurata nel 1996 tra mille polemiche. All’inizio il progetto suscitò molte perplessità , anche perché vedeva la luce in una zona che allora sembrava all’abbandono. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Oggi sono quasi un milione e mezzo all’anno quelli che vi entrano per consultare un libro o seguire il ricco programma di mostre e conferenze. Attorno alla biblioteca, Christian de Potzamparc ha coordinato un vasto progetto urbanistico a misura d’uomo , nei cui ariosi spazi si alternano armoniosamente palazzi residenziali , uffici , giardini e istituzioni pubbliche. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S4WY-123vwI/AAAAAAAAbEE/MTPMEtVgd-s/s1600-h/AC-004-095-003%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none; display: inline;" title="AC-004-095-003" alt="AC-004-095-003" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S4WY_5rbd8I/AAAAAAAAbEI/EKP_pj9VqEA/AC-004-095-003_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="165" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La Halle aux Farines e l’edificio dei Grands Moulins sono diventati la nuova sede dell’Università Paris Diderot , mentre l’ex fabbrica della Sudac accoglie l’Ercole di Architecture Paris Val di Seine. Un altro simbolo del passato industriale , Les Frigos, è oggi interamente occupato da artisti e musicisti che ne hanno fatto un centro culturale vivace e dinamico. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Alla vita artistica del quartiere contribuiscono le gallerie d’arte lungo la rue Louise Weiss , dall’altra parte della ferrovia, come pure l’avveniristico complesso cinematografico MK2 Bibliothèque   , noto per le sale dotate di poltrone per coppie. Gli amanti del cinema possono poi attraversare l’elegante ponte pedonale Simone de Beauvoir , raggiungendo il parco di Bercy e la Cinematheque Francaise, il cui edificio è stato designato da Frank O.Gehry . &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Infine andando verso la Gate d’Austerlitz , ci s’imbatte in Docksen Seine , un complesso di vecchi magazzini affacciati sulla Senna che, dopo una discussa ristrutturazione sono diventati la sede dell’Institut Francais de la Mode. In futuro dovrebbe accogliere ristoranti , librerie e un museo del design. Insomma la trasformazione non è ancora finita. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-5870532427932283172?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/5870532427932283172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/02/tolbiac-il-nuovo-quartiere-latino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/5870532427932283172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/5870532427932283172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/02/tolbiac-il-nuovo-quartiere-latino.html' title='TOLBIAC , IL NUOVO QUARTIERE LATINO PARIGINO'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S4WY9_5mJGI/AAAAAAAAbEA/zA4x5TDBk7U/s72-c/800px-Pont_de_Tolbiac_Paris_FRA_002_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-3089812241684439077</id><published>2010-02-07T15:49:00.002+01:00</published><updated>2010-02-07T15:54:30.949+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>ODESSA : LA CITTà OLTRE LA  SCALINATA POTEMKIN</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/S27TbD2UqSI/AAAAAAAAaO4/_cMp5GtDN6s/s1600-h/odessa-scalinata.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 209px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/S27TbD2UqSI/AAAAAAAAaO4/_cMp5GtDN6s/s400/odessa-scalinata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435514262125848866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il vento di Odessa è un colpo di pettine , anche quando picchia forte. Per  via delle strade a scacchiera che, almeno fino ad un certo punto, scendono  dolcemente in direzione del mare. Conviene assecondarlo e passeggiare fino alla  scarpata che separa , o unisce, il centro elegante e la zona del porto.&lt;/span&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Odessa è fata di sanatori e boschi di alberi maestosi lungo il mare, capanni  di legno , ciottoli , palazzi settecenteschi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; , neoclassico e art nouveau, caffè  eleganti , odore , pioggia , visi da stazione o da mercato, e poi gru, canyon  incongrui fra le case, abissi improvvisi, e ponti di ferro , d’accordo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ma per chi ci arriva la prima Volta , Odessa è subito , urgentemente , la  scalinata Potemkin. Non è che si chiami davvero così , me è per via del film di  Ejzenstejn, di quella carrozzina che precipita lungo i gradini e della marcia  degli sgherri a baionetta inastata che non si può fare meno di cercarla già  dalla prima serata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La trovi s&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ul viale di platani enormi , bello come una passeggiata da regine  nonostante i lumini colorati impigliati nei rami a quindici , venti metri  d’altezza , affacciato sul porto dove la città si fa improvvisamente scoscesa ,  come se l’architetto di Caterina grande si fosse distratto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nelle orecchie il boato della benna , dell’argano, del maglio : il porto vive  anche di notte. Poi ecco la scalinata , non raggiunge l’acqua , ma uno svincolo,  un molo , un capannone, un binario, una fila di container. Il pan&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;orama non è  tanto il Mar nero , ma il terminal passeggeri , l’Hotel Odessa , il lavoro. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/S27TbRz4TJI/AAAAAAAAaPA/_Y_yAJKez_Y/s1600-h/Odessa-Ukraine-Photo-10n.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 278px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/S27TbRz4TJI/AAAAAAAAaPA/_Y_yAJKez_Y/s400/Odessa-Ukraine-Photo-10n.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435514265873697938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sembra di vivere in un plastico che ti facevano sognare dalla vetrina del  negozio di giocattoli , quelli con il trenino, la miniera, il passaggio a  livello , i camion. La scala è meno alta di quella che sembra, il fatto è che ad  un certo punto si restringe. Intorno alla scala c’è Odessa , cioè mille  meraviglie a patto di lasciarsi sorprendere e rinunciare a tutto quello che ti  aspettavi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La notte post-sovietica è buia come il catrame , con i tombini spalancati a  pronti ad inghiottire i passanti , le botteghe colorate aperte fino a mattina. E  poi i monumenti , o i cortili delle vertiginose casa di ringhiera di Via dei  Polacchi (Polska) e via degli Ebrei (Evreyska) dove dietro le porte sta ancora  dormendo Corto Maltese , la grazia rosata e imponente dei colonnati al Teatro  dell’Opera e del Balletto , o del Municipio, i boulevard , la funivia del  boulevard Frantsuzsky alla spiaggia, le statue dicono verità bugiarde e parlano  di un progetto di grandeur illuminista trasportato sul Mar Nero da uomini come  il Duca di Richelieu , primo governatore della città , o l’ammiraglio De Ribas  che costruì il porto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Due cose danno sapore a questa città : il paesaggio umano e quello  invisibile. IL paesaggio umano è fatta da diecimila culture della città più  cosmopolita della vecchia Unione Sovietica , dove sono ancora molti vivaci le  comunità greche , georgiane, armene, bulgare, turche che dialogano con  un’eredità culturale fatta di Italia, Francia, Spagna , lo si incontra  soprattutto sui mercati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/S27Ta-ihBmI/AAAAAAAAaOw/qMQz66xdO7c/s1600-h/odessa62.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 180px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/S27Ta-ihBmI/AAAAAAAAaOw/qMQz66xdO7c/s400/odessa62.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435514260700595810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Sette chilometri dalla città in direzione Tiraspol , il trionfo universale  della giargiattola e dell’informale, e poi c’è Pryvoz , a ridosso della  stazione, il più grande mercato agricolo dell’ex Urss , dove geometrie cubiste  di ortaggi, spezie , pesci seccati e trasparenti appesi a fili , frutta secca e  antiquariato , possono far perdere letteralmente il senso del tempo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Inoltre c’è il paesaggio invisibile , quello che si apre solo aglio audaci  che oltrepassano le soglie , entrano nei portoni e scoprono interi mondo fatti  di piazze che non danno su nessuna strada , con taverne e giardini , o di  gallerie liberty o neorinascimentali come il Passazh della Deybasivska dove  allignano sulle colonne leggioni di spiritelli , ninfe , leoni. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come ultimo si può fare una passeggiata sul magnifico ponte pedonale della  Suocera ( a ovest del Porto) : chiamato così perché costruito da un funzionario  sovietico che voleva facilitare il rapido ritorno a casa della suocera dopo le  visite della domenica. Vi si gode un panorama straordinario , a patto di non far  caso alle centinaia di lucchetti dell’amore che serrano le balaustre. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-3089812241684439077?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/3089812241684439077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/02/odessa-la-citta-oltre-la-scalinata.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3089812241684439077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/3089812241684439077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/02/odessa-la-citta-oltre-la-scalinata.html' title='ODESSA : LA CITTà OLTRE LA  SCALINATA POTEMKIN'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Z0ppHT8JOvc/S27TbD2UqSI/AAAAAAAAaO4/_cMp5GtDN6s/s72-c/odessa-scalinata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-8284198130984502398</id><published>2010-01-31T11:42:00.002+01:00</published><updated>2010-01-31T11:52:53.352+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>ALLE TRACCE DELLA CAROVANA DEL BURRO NELLE MONTAGNE HIMALAYANE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Sorvolando la grande catena himalayana , un labirinto di cime immacolate ,  fa pensare che il riscaldamento globale sia solo una brutta favola. Sotto i nostri occhi ad un certo si intravvede lo stretto corridoio formato dalla valle dell’Indo, e i tetti affollati di monaci in festa provenienti dal monastero di Spituk , vicino all’aeroporto di Leh.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S2VcjjybRbI/AAAAAAAAZ_c/BSsQA9nP_w8/s1600-h/zanskar_04%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="zanskar_04" alt="zanskar_04" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S2Vcsh4wIsI/AAAAAAAAZ_g/tx4eTJ_BBu4/zanskar_04_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="184" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Siamo nello Zanskar , alla scoperta della “carovana del burro” che scivola sul fiume di ghiaccio. Lo Zanskar  è una regione remota dell’India settentrionale , incastonata fra la maestosa catena himalayana e il Karakorum , a metà strada tra il Kashmir e il Ladakh, “Il paese degli alti valichi”.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In questo deserto ad  alta quota , sparuta oasi, si alternano a monasteri lamaisti che dominano il fiume. E’ un luogo fermo al Medioevo , tagliato fuori dal mondo per diversi mesi l’anno a causa della neve che rende impraticabili i sentieri e l’unica strada praticabile. Quando a gennaio la temperatura arriva a -30°C , sotto le raffiche dei venti , le acque, iniziano a rallentare il passo, fino a lasciarsi imprigionare completamente nel proprio alveo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Lo Zanskar , che scende serpeggiando verso nord fino alla confluenza con l’Indo, si trasforma nel Tchadar , “il fiume di ghiaccio”. Per un paio di mesi gli “zanskar-pa”, cioè gli abitanti della valle , possono uscire dal loro isolamento invernale camminando su questo sentiero gelato con lo zaino colmo di burro ricavato dal latte di drimo ( la femmina dello yak) e di dzomo ( un incrocio tra yak e vacca), da vendere a Leh.Un viaggio che si tramanda da generazioni.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S2Vc2K9PFBI/AAAAAAAAZ_k/6DXoKI8aAf8/s1600-h/0260_BZ_003%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="0260_BZ_003" alt="0260_BZ_003" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S2VdPQuKmrI/AAAAAAAAZ_o/UeD3DMpSy3k/0260_BZ_003_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="191" width="277" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel monastero di Spituk la statua di Palden Lahmu, venerata anche dagli induisti con il nome di Mama Khali, viene mostrata un paio di giorni ai pellegrini accorsi da tutto il Ladakh. Quest’anno le nevicate sono state abbondanti. La neve che scende indica che la temperatura è troppo alta e il ghiaccio rischia di non essersi completamente formato o di essere troppo sottile per sostenere il peso di uomini e slitte. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La “carovana del burro” è il più caratteristico percorso, commerciale tuttora frequentato nella regione himalayana. A Leh, ancora oggi che il costo del burro in scatola è di circa un quarto inferiore a quello dello Zanskar , chi se lo può permettere preferisce il latticino prodotto in alta quota perché considerato più ricco e nutriente. Questo commercio rappresenta uno dei principali introiti per le famiglie che possiedono capi di bestiame , in una regione dove il baratto non è stato completamente dimenticato.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Quando il baratto  era in vigore  un chilo del burro di Zanskar costava 40 Kg di grano , e il suo possesso rappresentava uno status symbol. Un tempo la carovana era composta da un centinaio di persone che viaggiavano in piccoli gruppi per oltre 120 Km , lungo il fiume ghiacciato. Gli uomini intabarrati nella gont-cha ( il pesante pastrano tradizionale color prugna) e armati di bastone , scivolavano sul ghiaccio in lunghe file , trasportando sulle spalle cesti con circa 15 Kili di burro, oltre al cibo da consumare lungo il percorso.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S2Vd46n0McI/AAAAAAAAZ_s/_yGMzPSe8Wk/s1600-h/olivier-f%C3%B6llmi-air-bubbles-in-the-frozen-river-zanskar%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="olivier-föllmi-air-bubbles-in-the-frozen-river-zanskar" alt="olivier-föllmi-air-bubbles-in-the-frozen-river-zanskar" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S2VeJ1Bko0I/AAAAAAAAZ_w/R3REH4leZTM/olivier-f%C3%B6llmi-air-bubbles-in-the-frozen-river-zanskar_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="244" width="195" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Parte il viaggio. Nel buio Dentro alle grotte sparse sui fianchi delle gole, brillano i fuochi dei portatori che si asciugano gli abiti preparando la cena. Decini di calzini penzolano da bastoni sulle braci , su cui borbotta il bricco di tè aromatizzato alla cannella. Da lontano le caverne illuminate sembrano presepi coperti dalla neve.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Per percorrere il fiume dalla sua confluenza con l’Indo , fino al termine delle gole, ci vogliono dai 5 ai 7 giorni. La temperatura alte ha portato allo slittamento di strade alternative,  passando sulla  roccia con l’aiuto di corde. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’importanza commerciale della carovana si è notevolmente ridotta e orami sono poche le persone che affrontano il fiume con il carico sulle spalle. La maggior parte degli abitanti preferisce trasportare il burro in corriera prima che la strada “motorizzata”   venga chiusa dalla neve, nonostante il rischio che vada male a causa delle temperature elevate. Solo pochi rimangono a fare questo antico percorso , sicuri che il burro trasportato mantenga un profumo inimitabile. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il cammino è per passaggi  stretti  tra gole dove il sole non riesce a penetrare neanche a mezzogiorno. In alcuni momenti , gli strati superiori del ghiaccio si sciolgono lasciando in superficie una pellicola d’acqua gelida da attraversare con gli stivali o a piedi nudi. Quando il gelo solidifica il liquido , il sottile strato di ghiaccio superiore scricchiola terribilmente sotto i nostri passi , producendo rumori secchi, amplificati dall’eco delle gole.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S2VeSLZJVTI/AAAAAAAAZ_0/rLYAVZoY48I/s1600-h/Zanskar-Ladakh4%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="Zanskar-Ladakh4" alt="Zanskar-Ladakh4" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S2VelMM7YbI/AAAAAAAAZ_4/Ps7Xrfdzkeo/Zanskar-Ladakh4_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="148" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel passaggio incontriamo una famiglia di ibex ( stambecco siberiano) , che si muove elegante tra la neve per raggiungere la sommità della falesia. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Dopo sei giorni si arriva al villaggio. All’interno delle abitazioni la gente si stringe attorno alle stufe alimentate da sterco di yak e recita mantra nell’impossibilità di recarsi ai monasteri. La sera,  donne e ragazze si riunivano a filare e cardare la lana raccontandosi storie e pettegolezzi su mariti e fidanzati. Molti portatori di burro hanno trasformato il loro lavoro in guida turistica, e così  la “carovana del burro” rimane nel tempo. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-8284198130984502398?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/8284198130984502398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/01/alle-tracce-della-carovana-del-burro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8284198130984502398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/8284198130984502398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/01/alle-tracce-della-carovana-del-burro.html' title='ALLE TRACCE DELLA CAROVANA DEL BURRO NELLE MONTAGNE HIMALAYANE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S2Vcsh4wIsI/AAAAAAAAZ_g/tx4eTJ_BBu4/s72-c/zanskar_04_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-5735375677476825685</id><published>2010-01-03T12:27:00.002+01:00</published><updated>2010-01-03T12:44:15.735+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>CALCUTTA , CAPITALE DELLA LETTERATURA CON LA SUA COLLEGE STREET</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il mezzo più piacevole per raggiungere College Street è l’antico tram che dai quartieri più esclusivi , a sud, percorre Lenin Sarani e attraversa il Bow bazaar. A ogni traversa ilpanorama cambia : strada con bancarelle di verdura , poi la via dei negozi di articoli sanitari. Quindi la strada delle apparecchiature mediche che , viste dal tram , sembrano opere esposte al museo. Nella capitale dello Stato indiano del Bengala Occidentale , Calcutta, non c’è solo miseria come pensa l’Occidente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S0B-_TX7FRI/AAAAAAAAZOQ/w2FJqydJtio/s1600-h/College%20Street%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="College Street" alt="College Street" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S0B_ARLl0AI/AAAAAAAAZOU/UgT0sKEHmeI/College%20Street_thumb.jpg?imgmax=800" width="244" border="0" height="184" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In un altro incrocio si vedono le colonne bianche della College University e si entra nel posto dove per gli indiani simboleggia più di tutte le città. College Street ha la fama di essere il centro intellettuale dell’India. Qui le arti e le scienze sono venerate e anche i turisti non possono fare a meno di notare l’enorme quantità di libri esposta nelle strade.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Intorno a College Street ci sono migliaia di librerie , tipografie e case editrici. Nella maggior parte si vendono libri dentro chioschi di legno con un’insegna che indica il nome del proprietario, l’indirizzo e la specializzazione : bengalese, inglese , hindi, hurdu, arabo, storia , religione, politica&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S0B_BVYCq1I/AAAAAAAAZOY/KVbzlJDdXKc/s1600-h/college_st%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="college_st" alt="college_st" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S0B_CTDnQqI/AAAAAAAAZOc/INRKHXVNX14/college_st_thumb.jpg?imgmax=800" width="244" border="0" height="162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Si prosegue lungo la grande libreria Das Gupta. E’ il primo posto dove si cerca i testi del cinema. A College Street è un abitudine conoscere gli altri rivenditori e raccomandarli ai clienti. La libreria Das Gupta è aperta tutti i giorni tranne la domenica, dalle 9 del mattino alle 9 della sera. Il negozio è pieno di graziose bacheche in tek e vetro. A volte i clienti fanno la fila nel corridoio dove si trovano le novità. Il proprietario del negozio zio Arabinda è una famiglia di librai da 4 generazioni. Una targa precisa che esiste dal 1886.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La Gupta e Company Ltd è un’istituzione a College Street , e il proprietario va fiero del suo mestiere. “Nel Bengala Occidentale questa libreria è considerata una delle attività commerciali più prestigiose dello stato : basti pensare che, ogni volta che serve, i rappresentanti dei librai s’incontrano a Delhi con i politici o addirittura con il presidente”. Di fronte alla Das Gupta sta sorgendo un edificio da 65 mila metri quadrati. Le librerie si svilupperanno in altezza ci sono già 10000 librerie e non faranno che aumentare. La fiera del Libro di Calcutta ospita più visitatori della Fiera di Francoforte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S0B_DEG3FUI/AAAAAAAAZOg/M6TIBXxXGQI/s1600-h/dsc_0417%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="dsc_0417" alt="dsc_0417" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S0B_DzLbeiI/AAAAAAAAZOk/2jgsxyr6mbc/dsc_0417_thumb.jpg?imgmax=800" width="164" border="0" height="244" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dopo la sera Colege Street si illumina di luci al neon. Studenti e professori escono dall’università e si uniscono alle persone che passano da un negozio all’altro in cerca di affari , di qualche rarità o di un volume di fiabe da leggere ai figli la sera. Molti dei clienti hanno in mano un libro in mano, assorti , facendo silenzio dei tanti rumori che arrivano dalla città. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A differenza degli altri mercanti della città qui nessuno urla per vendere la merce a squarciagola. La vicinanza di tre università favorisce il commercio dei manuali accademici. Sono molte le pile di libri d’informatica nuovi di zecca , che attirano con colori appariscenti. Nella gerarchia di College Street , i commercianti specializzati in questo genere di libri si collocano un gradino più in alto rispetto a quelli che vendono i cosiddetti &lt;em&gt;chapbooks&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S0B_Ex0L9KI/AAAAAAAAZOo/DMYdqtX-vwM/s1600-h/2579425953_e119fbed59%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="2579425953_e119fbed59" alt="2579425953_e119fbed59" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S0B_FjHwT3I/AAAAAAAAZOs/eAPc3U76dNc/2579425953_e119fbed59_thumb.jpg?imgmax=800" width="244" border="0" height="184" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I &lt;em&gt;chapbooks&lt;/em&gt; hanno la peculiarità di costare poco. I loro acquirenti arrivano dalla campagna e la visita a College Street rappresenta per molti abitanti dei villaggi il momento più importante della gita in città. I &lt;em&gt;chapbooks&lt;/em&gt; toccano vari argomenti. Molti sono libri semplificati di preghiera o classici della letteratura , ma si trovano anche manuali di vario genere, anche la pornografia. All’interno di questi ultimi ci sono pagine di testo su carta riciclata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nel Coffee House al primo piano di un edificio al  National book store , il degno concorrente di Das Gupta. Qui si discute da decenni si discute di  arte , letteratura e cinema. In queste sale è iniziata la rivoluzione degli studenti bengalesi degli anni Sessanta  Settanta. Il Coffee House è gestito dalla cooperativa dei lavoratori bengalesi del caffè w si vuole contrapporre alla politica commerciale dei Starbucks. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;College Street è il paradiso per tutti gli amanti dei libri, dove gli autori incontrano ogni giorno i loro editori. E dove i lettori sono anche scrittori e dove può capitare che un libraio venda i suoi volumi dopo averli letti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-5735375677476825685?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/5735375677476825685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/01/calcutta-capitale-della-letteratura-con.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/5735375677476825685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/5735375677476825685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2010/01/calcutta-capitale-della-letteratura-con.html' title='CALCUTTA , CAPITALE DELLA LETTERATURA CON LA SUA COLLEGE STREET'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/S0B_ARLl0AI/AAAAAAAAZOU/UgT0sKEHmeI/s72-c/College%20Street_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-1309176519513304683</id><published>2009-12-20T08:11:00.000+01:00</published><updated>2009-12-20T08:11:00.185+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ISRAELE'/><title type='text'>GERUSALEMME : DOVE IL CIELO E LA TERRA S’INCONTRANO</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La città Santa ha perso la testa. E’ cambiata rispetto ad  una decina d’anni fa. Per far posto a bulldozer e caterpillar le strade del centro sono ridotte a strettoie d’emergenza. Le voragini che saranno colmate dai nuovi palazzi  ne scoprono le viscere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sy1PacLFcuI/AAAAAAAAYwQ/6lMDv_LgdZQ/s1600-h/gerusalemme%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="gerusalemme" alt="gerusalemme" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sy1PcP4aRjI/AAAAAAAAYwU/TV6sDuAmcJE/gerusalemme_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="315" width="437" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quella che un tempo era una lente ascesa verso un misterioso punto cardinale capace di parlare a tutti ancora prima di mettervi piede oggi è una vana rincorsa nel traffico principiante che una fitta rete di ponti , viadotti, tunnel e binari tenta di allievare finendo, invece, con il moltiplicare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gerusalemme sta vivendo una trasformazione epocale. Da città dove il tempo s’era fermato più o meno all’epoca del mandato britannico , vale a dire il ventennio centrale della prima metà del secolo scorso , a città cantiere il cui futuro , al di là del ruolo politico di capitale di uno stato continuamente in crescita , e forse anche di un secondo stato al di là da venire , sembra scritto: farne una specie di super resort del turismo religioso , un tempo ristretto a sparute carovane di pellegrini , capace di muovere milioni di fedeli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La metamorfosi finirà nel 2020. Un’opera faraonica , costosissima e invasiva in cui i cantieri interminabili hanno paralizzato il centro della città ebraica. La ferrovia, che collegherà la periferia occidentale al cuore di Gerusalemme per raggiungere poi i quartieri ultraortodossi e alcune borgate arabe, giunta all’altezza della Porta Nuova, ingresso al quartiere cristiano, sfiora le Mura di Solimano il Magnifico, patrimonio dell’Unesco , a una distanza che quasi permetterà ai passeggeri visitatori d’allungare una mano e toccare le antiche pietre. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sy1PdS5SqRI/AAAAAAAAYwY/RO5qtGCsVi8/s1600-h/1%28147%29%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="1(147)" alt="1(147)" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sy1Peh1Yu-I/AAAAAAAAYwc/s33oLlnrptY/1%28147%29_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="279" width="405" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Le ultime amministrazioni urlano solo centri commerciali e alberghi.  L’antico mercato di Mamilla, alle pendici della porta di Giaffa, è diventato un quartiere votato ai consumi di massa: boutique e ristoranti , gioiellerie e fast food , cibo mediocre ma vista sulle mura, poco importa se dimezzata dalla scatola di cemento dentro la quale corre un inutile tunnel. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;“Gerusalemme è un mondo di coesistenza non di simbiosi” ha detto Shahar , gerosolimitano , scrittore amato in Francia che in Israele. Alludeva,  Shahar , a quale presenza , contestuale ma senza legami d’interdipendenza , di realtà, filosofie , carattere profondamente diversi che tuttora è possibile osservare prendendo un tè alla menta su una terrazza quasi appoggiata alla Porta di Damasco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’ultraortodosso avvolto nel talit , lo scialle della preghiera bianco e nero, che sfiora senza alzare gli occhi la donna coperta dal velo islamico , i giovani palestinesi che fanno show di machismo scherzando far di loro con le mani e le giovani immigrate d’origine russa che non temono, il sabato mattina , di attraversare la Road N.1 , sulla quale fino al giugno 1967 passava la linea verde , il confine tra la Gerusalemme ebraico-israeliana e quella giordano-palestinese , un confine ideale che ancora divide il cuore della città contesa. Ogni persona a Gerusalemme è una storia itinerante. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ci sono ancora molte Gerusalemme, in città. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Rahavia – con le sue casa bauhaus semplici ed eleganti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;German Colony – che certi tardi epigoni dei cavalieri teutonici costruirono a cavallo del Novecento senza farsi scrupolo di demolire altri edifici ottomani&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Russian Compound – con le sue chiese ortodosse dalle cupole a cipolla , i giardini, gli ostelli per gli ospiti dello zar ,munifico benefattore del patriarcato greco-ortodosso cui donò le cupole d’oro di Santa Maria Maddalena&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sy1PfwSoQtI/AAAAAAAAYwg/_IXTun5m3YE/s1600-h/holy_photography_by_zbigniew_kosc_3%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="holy_photography_by_zbigniew_kosc_3" alt="holy_photography_by_zbigniew_kosc_3" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sy1PhZcKA1I/AAAAAAAAYwk/6exz2L7uCxc/holy_photography_by_zbigniew_kosc_3_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="318" width="353" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mea Sharim – Il quartiere delle cento porte , oggi diventate centomila , dove gli ultraortodossi hanno sempre trovato casa , anche quando , dopo e durante la diaspora , gli ebrei di Gerusalemme erano soltanto poche migliaia. Basta varcare una soglia e s’entra in un mondo affatto diverso. L’ostello austriaco dove è possibile ancora mangiare una vera Sacher e godere un bellissimo panorama sui tetti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il quartiere armeno – dove si tramanda l’arte della ceramica floreale&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La via Dolorosa – dove gli ultimi commercianti cristiani hanno botteghe di tappeti. L’antico cardo , cuore del quartiere ebraico , dove le gallerie di reperti archeologici si alternano alle scuole talmudiche. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’inspiegabile magnetismo di Gerusalemme che esercita da migliaia di anni , ne fa una città più visitate ( e raccontate) al mondo è destinato a resistere. Legioni di scrittori , d’intellettuali , d’artisti si sono affacciati dai parapetti del monte degli Ulivi per scrutare dall’alto il suo segreto. Qualcuno c’ha provato a trovare la chiave dell’enigma nascosto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gerusalemme è una Venezia di Dio , come apparve a Yehuda Amihai o una città circondata da cimiteri , dove la confraternita più potente è quella dei morti. Gerusalemme è il luogo dove cielo e terra s’incontrano come diceva il saggio di Nusseibah. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-1309176519513304683?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/1309176519513304683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2009/12/gerusalemme-dove-il-cielo-e-la-terra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1309176519513304683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/1309176519513304683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2009/12/gerusalemme-dove-il-cielo-e-la-terra.html' title='GERUSALEMME : DOVE IL CIELO E LA TERRA S’INCONTRANO'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sy1PcP4aRjI/AAAAAAAAYwU/TV6sDuAmcJE/s72-c/gerusalemme_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-184142562592981388</id><published>2009-12-13T10:17:00.002+01:00</published><updated>2009-12-13T10:18:15.536+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AFRICA'/><title type='text'>UN VIAGGIO NEL MERAVIGLIOSO E SELVAGGIO ARCIPELAGO DELLE BIJAGOS</title><content type='html'>&lt;p&gt;Appena si sbarca sulle isole Bijagos , dopo due ore di motoscafo provenienti dalla capitale della Guinea Bissau, ci si rende conto di essere in un altro mondo.E in un altro secolo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SySwet_FmBI/AAAAAAAAYg4/Elkm_2nUsDc/s1600-h/p025_1_00%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="p025_1_00" alt="p025_1_00" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SySwgv6qSMI/AAAAAAAAYg8/E7UdwbweKOY/p025_1_00_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="298" width="517" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nell’isola di Sofa Bambini escono da capanne di fango con tetto di paglia per guardare increduli un uomo bianco. Nell’isola di Babque, l’isola principale, nel palazzo costruito dai portoghesi ,e ora sede dell’amministrazione dell’isola, è caduto il tetto , ma i funzionari statali hanno fatto mettere una tenda e hanno tirato avanti. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Siamo nelle isole Bijagos , 88 isole ( ma solo 23 abitate) di fronte alla costa della Guinea Bissau. Le Bijagos sono un luogo magico , selvaggio, che ancora non conosce il turismo. Garzie a una flora e una fauna rigogliosa , abbondanti e integre , sono state proclamate dalle Nazioni Unite “riserva della biosfera”.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Oltre ad una specie rara di ippopotamo marino , vivono 155 specie ittiche e delfini, lamantini, coccodrilli, scimmie  e antilopi striate. Stando al Comitato del Patrimonio del Mondo , vi si trovano 5 delle 8 specie di tartaruga esistente. Le isole sono anche uno dei principali luoghi di riproduzione per gli uccelli migratori per tutto il continente , di cui si contano 96 specie. I frequenti banchi di sabbia che costellano gli strettissimi canali tra le isole , proteggono l’arcipelago dal traffico degli enormi pescherecci che solcano le acque africane.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SySw-wY-r_I/AAAAAAAAYhA/CrH7EEk9ap8/s1600-h/arcipelago%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="arcipelago" alt="arcipelago" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SySxAKVTwMI/AAAAAAAAYhE/6GHFiA8MbfU/arcipelago_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="276" width="399" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nelle Bijagos niente è convenzionale, neanche una futura vacanza. Ma la sensazione di lontananza assoluta dal mondo e della nostra società è meraviglioso e unico. Si sta per ore sdraiati sulla sabbia senza vedere un’anima , sembra che noi siamo estranei a questo mondo come questo mondo è estraneo a noi. La solita diffidenza e ostilità, che a volte un turista incontra in un posto selvaggio come questo qui non c’è traccia. Questo è dovuto al fatto, anche, che che non esiste un divario così abissale tra gli alloggi del turista a quello degli abitanti. Le sistemazioni vanno dallo spartano al modesto.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A Bubaque le difficoltà e i disagi , compreso un viaggio di mezz’ora per raggiungere la spieggia del villaggio Bruce tra strade dissestate e occupate da capre , fanno ben capire che queste isole non si sono piegate al turismo. Né succederà in tempi brevi, data la difficoltà di raggiungere le isole.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Esistono due opzioni di trasporto ed entrambe  scomode , quella pubblica e quella privata. Ma mentre la prima può essere rischiosa , la seconda è semplicemente cara. Ma emozionante. I trasporti sono rappresentati da traghetti che ogni venerdì salpa da Bissau per Babaque, lento ,perché impiega sette ore ,e affollato. E’ raccomandabile per turisti che amano i viaggi avventurosi: costa 10 euro e si viaggia insieme alle capre. Le piroghe invece costano meno e partono ogni martedì e mercoledì. Il problema è che il mare è spesso mosso e quindi c’è la possibilità di ribaltarsi. Se no c’è la possibilità di affittare un motoscafo a 270 euro solo andata. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il punto di partenza è Bissau , una città in cui si respira il disagio. Palazzi in rovina, edifici coloniali che cadono , qui si vedono  i problemi sociali e politici dell’Africa. Nulla sembra essere ritinteggiato da molti anni , forse da quando i portoghesi se ne  sono andati. La guerra civile degli anni’90 ha fatto il resto. Passare un pomeriggio in un caffè all’aperto con un bicchiere di vinho verde, è un’esperienza drammatica e unica : tutti i problemi e le bellezze del continente africano sono sotto i tuoi occhi. La gente è ospitale, ma un po’ triste. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SySxJWnH3sI/AAAAAAAAYhI/TJ0VJ6i5Zmo/s1600-h/bijagos06%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="bijagos06" alt="bijagos06" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SySxLCMwcOI/AAAAAAAAYhM/Wpwwnq6iDQ4/bijagos06_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="221" width="326" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Raggiunte le isole, dimenticatevi le rovine di Bissau. Il posto qui è bello e selvaggio. Se arrivate a Babaque potete andare a &lt;em&gt;Kasa Africana, &lt;/em&gt;un’oasi modeste e ben gestita , con quattro camere attorno a una piscina in un giardino di palme. Il gestore dell’oasi  per avviarla fu costretto del recarsi dal re del villaggio di Bruce per chiedere il suo permesso. Permesso che venne accordato dopo una cerimonia ufficiale e il sacrificio di qualche gallina.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Se amate i ristoranti e la vita notturna, quest’oasi non è per voi. Qui troverete i tempi che scandiscono la vita del villaggio : donne che portano mango sulla testa, bambini che giocano a calcio, il bucato fatto all’aperto. Oltre alla magnifiche spiagge che avete in esclusiva . Le sere sono silenziose e senza elettricità con il cielo illuminato da migliaia di stelle. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;All’ingresso dell’oasi c’è un albero in cui si dice risieda l&lt;em&gt;’iran – &lt;/em&gt;lo spirito tutelare . La vista di donne e bambini che si raccolgono attorno a un’anziana è un indizio della società matriarcale delle isole Bijagos, in cui gli uomini risconoscono0 che le donne hanno una forza vitale superiore (arebuko).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Se si pensa a posti con acquascooter e barche , questo posto è ancora bello selvaggio e meravigliosamente silenzioso. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-184142562592981388?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/184142562592981388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2009/12/un-viaggio-nel-meraviglioso-e-selvaggio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/184142562592981388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/184142562592981388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2009/12/un-viaggio-nel-meraviglioso-e-selvaggio.html' title='UN VIAGGIO NEL MERAVIGLIOSO E SELVAGGIO ARCIPELAGO DELLE BIJAGOS'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SySwgv6qSMI/AAAAAAAAYg8/E7UdwbweKOY/s72-c/p025_1_00_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-282211020056822673</id><published>2009-12-06T10:29:00.002+01:00</published><updated>2009-12-06T10:32:05.934+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>ALLA SCOPERTA DELLE RANA THARU , POPOLO NEPALESE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Andiamo in una foresta e arriviamo a Kalagaudi, villaggio rana tharu. E’ un popolo enigmatico e discreto , da non confondere con i Rana , la dinastia di primi ministri che hanno regnato per un secolo in Nepal , tra il 1845 e il 1953. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sxt5akqjHiI/AAAAAAAAYP0/ooOe-Czi3FM/s1600-h/450px-N%C3%A9pal_rana_tharu1601a%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="450px-Népal_rana_tharu1601a" alt="450px-Népal_rana_tharu1601a" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sxt5cq-8z_I/AAAAAAAAYP4/OfM6Xjc_-sk/450px-N%C3%A9pal_rana_tharu1601a_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="244" width="184" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Abbiamo viaggiato verso ovest , partendo da Nepalganj , la grande città del sud del Terai , un’immensa pianura tropicale che forma la parte meridionale del Nepal. La  strada ad un certo punto  si è ridotta ad una serie di solchi di fango.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Gli abitanti del villaggio dormono all’aperto sullo charpai , una rete di strisce di cuoio tese su un telaio di legno. Le donne accendono un fuoco , sbucciano cipolle e mettono a cuocere il dal (lenticchie). Poco dopo si mangia il riso con le mani. Niente piatti , niente tavolo, niente tovaglioli. I sorrisi accendono i volti. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Pravesh Rana, è un membro della famiglia, primo abitante del villaggio che ce l’ha fatta perché è l’unico a non fare il contadino e a vivere fuori dalla comunità. Pravesh fa il poliziotto a Nepalganj ed è l’orgoglio della famiglia e del villaggio . Indica il suo villaggio come “il luogo più solitario del Nepal profondo”. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Gli uomini vestono occidentale , ma la maggior parte delle donne sfoggia ancora il costume tradizionale. Abiti cangianti fatti con pezzi di stoffa cuciti insieme , hanno grossi bracciali d’argento intorno a caviglie e polsi , con  tatuaggi su braccia e gambe. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ci alziamo la mattina presto. Il cammino è difficile : siamo in equilibrio su creste di terra friabile o dentro i campi arati e soffici, intervallati da zolle di terra indurita. Nei lati suonano grida e fischi. La scena è surreale.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le sagome dei contadini arano il terreno ed escono dal limbo con le loro coppie di zebù e bufali, mentre l’alba compare dietro gli alberi. Lavorano dalle quattro del mattino , per approfittare delle ore più fresche e dell’umidità della terra, più facile da arare.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Tornando nel villaggio visitiamo la scuola di Debraj, in un granaio pieno di tarli, il negozio di Rajindra Rana, vende il thè e ha il telefono, il pollaio tecnologico di Bomna Rana , importata dagli Emirati Arabi. Nei cortili delle fattorie assistiamo alla mungitura degli zebù , alla macinazione dei cereali con un mortaio azionato a piede e alla riparazione delle reti da pesca.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sxt5ektXDXI/AAAAAAAAYP8/NB1EhnSMUvI/s1600-h/ranu%20tharu%20nepal%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="ranu tharu nepal" alt="ranu tharu nepal" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sxt5gjQi8rI/AAAAAAAAYQA/Vz4Igoi5ngs/ranu%20tharu%20nepal_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="244" width="191" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Vicino a una casa tappezzata di escrementi di mucca messi a seccare come combustibile , alcune donne si muovono intorno ad uno strano cappello ornato di nastri multicolori : è il chaturi , decorazione tradizionale delle portantine usate dagli uomini durante i matrimoni. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Birchi Rana spiega che suo figlio si sposerà presto e quindi sfilerà nel villaggio portato dagli uomini. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Delle donne si dirigono verso il fiume , portando sulle spalle delle strane reti che sembrano aquiloni. In un’atmosfera festosa costeggiano in fila indiana i campi di colza. Una volta arrivate al fiume  piantano le reti nel punto più stretto del corso d’acqua , formando una nassa impermeabile.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le pescatrici non devono far altro che risalire il fiume per qualche centinaio di metri , per poi ridiscenderlo a ranghi serrati , camminando sbattendo i piedi e agitando le braccia nell’acqua. I pesci si precipitano nelle reti che le rane tharu tirano su insieme , mettendo il pescato nelle zucche appese alla cintura. Il pesce arricchirà il dal bhat della sera, fornendo qualche proteina.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I bambini suonano i zufoli , cembali e tamburi. Questa successione di festeggiamenti , chiamata holi, celebra ogni anno nel subcontinente indiano il plenilunio di marzo , il ritorno della primavera e la fertilità. E’ la festa principale dei rana tharu. Gli abitanti compiono il rito della tika, una sorta di pastiglia sacra attaccata in mezzo agli occhi, preparata con escrementi di vacca mescolati a cenere. Inoltre tutti rendono visita al capo del villaggio. Ci sono dei banchetti a base di carne di mucca , maiale e capra , e poi ci sono le esibizione canore e le danze per rinsaldare i legami della comunità.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I festeggiamenti durano 8 giorni e gli spettacoli musicali sono di diverso genere. C’è un uomo travestito da donna , il Sumla Rana, volteggia come un derviscio per dimenticare le vessazioni che accompagnano la sua condizione umana. Gruppi di donne suonano le tabla di casa in casa e raccolgono offerte di cibo. Le più importanti nascono dalla tradizione orale: sono le kalakhar (danze in cerchio) , in cui gruppi di tre o quattro donne, si tengono per le braccia e girano in tondo , cantando il lavoro dei campi , le preoccupazioni domestiche , la nostalgia del passato e le inquietudini del futuro. I ballerini a volta lanciano ammiccamenti e giochi di parole scabrosi.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sxt5imRTefI/AAAAAAAAYQE/bc3K1P2Wc18/s1600-h/holi-dance-rana_%7EF33-266894%5B5%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="holi-dance-rana_~F33-266894" alt="holi-dance-rana_~F33-266894" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sxt5kTzJ5iI/AAAAAAAAYQI/e8ir7u3jd8U/holi-dance-rana_%7EF33-266894_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="163" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La sera le donne cucinano all’aperto , mentre gli uomini si lavano alle fontane azionate da pompe a mano. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’anziana del villaggio , Jaymati, racconta le origini ariane delle donne rana tharu. “La bisnonna della mia bisnonna ricordava ancora i racconti dei nostri antenati , arrivati qui dal nord dell’India molto tempo fa. Durante una guerra , le principesse e i dignitari di diversi clan e feudi (rana vuol dire regine in hindi) furono allontanati dall’India per mettersi al sicuro con il loro seguito ,composto da serve , gioielli e greggi. Trovarono dagli spazi disponibili nelle grandi foreste allora vergini della pianura del Terai , e si stabilirono qui. I loro compagni , uccisi o prigionieri, non riuscirono mai a raggiungerle. Stanche da aspettare m le principesse rana finirono per prendere marito tra gli uomini dell’etnia tharu , il popolo indigeno del Terai. Così è nato il nostro popolo rana tharu”.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Questo popolo composto da 60000 persone , conserva le sue differenza culturali , come la sopravvivenza dei riti animistici e un residuo di matriarcato , che riguarda il bene del bestiame e dei beni. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-282211020056822673?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/282211020056822673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2009/12/alla-scoperta-delle-rana-tharu-popolo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/282211020056822673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/282211020056822673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2009/12/alla-scoperta-delle-rana-tharu-popolo.html' title='ALLA SCOPERTA DELLE RANA THARU , POPOLO NEPALESE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sxt5cq-8z_I/AAAAAAAAYP4/OfM6Xjc_-sk/s72-c/450px-N%C3%A9pal_rana_tharu1601a_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-7682201578447428517</id><published>2009-11-29T07:45:00.000+01:00</published><updated>2009-11-29T07:45:00.398+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EUROPA'/><title type='text'>L’ULTIMO TEMPO DELL’EAST END LONDINESE</title><content type='html'>&lt;p&gt;C’era una volta il quartiere di Jack lo Squartatore , dei racconti di Dickens, dell’incomprensibile dialetto cockney, di pirati, malfattori , assassini e prostitute , pub puzzolenti e nebbie impenetrabili. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SxFvQo51lWI/AAAAAAAAX9c/3NRxkzOPca4/s1600-h/East%20End%20Birds%20eye%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img style="BORDER-BOTTOM: 0px; BORDER-LEFT: 0px; DISPLAY: inline; BORDER-TOP: 0px; BORDER-RIGHT: 0px" title="East%20End%20Birds%20eye" border="0" alt="East%20End%20Birds%20eye" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SxFvTRgLU1I/AAAAAAAAX9g/UYj4S4kAwqQ/East%20End%20Birds%20eye_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" width="311" height="212" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se volete vedere una Londra diversa , più autentica e vibrante , dovete sbrigarvi : l’East End , l’area immediatamente a est della City , il quartiere finanziario , e a nord del Tamigi , sta cambiando e presto sarà irriconoscibile. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Due miliardi di sterline di finanziamenti pubblici e privati lo trasformeranno , entro l’estate del 2012 , una sede delle Olimpiadi di Londra, con uno stadio olimpico, piscine , altri complessi sportivi e il villaggio olimpico, tutti impianti che dopo i Giochi verranno riciclati. Sicuramente nel dopo 2012 East end diventerà parte della città vetrina assediata dal turismo di massa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SxFvYTF8fzI/AAAAAAAAX9k/YCFzo6On1i4/s1600-h/brick-lane-24%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="BORDER-BOTTOM: 0px; BORDER-LEFT: 0px; DISPLAY: inline; BORDER-TOP: 0px; BORDER-RIGHT: 0px" title="brick-lane-24" border="0" alt="brick-lane-24" src="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SxFvbVCuTmI/AAAAAAAAX9o/8f7W5h0J9fM/brick-lane-24_thumb.jpg?imgmax=800" width="244" height="179" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un po’ è già accaduto,  è normale : arrivano i soldi, aumentano i prezzi , un ghetto rifiorisce e diventa trendy , i poveri e la gente normale che lo abitavano prima vanno a stare da un’altra parte. L’East End mantiene adesso ancora il fascino storico. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;E’ stato per tempo sinonimo di miseria , sovrappopolazione , degrado urbano. Generazioni successive di immigrati lo hanno invaso , sbarcando sul Tamigi : ugonotti, irlandesi, ebrei askenaziti e più recentemente asiatici , in particolare Bangladesh. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Jack the Ripper , lo Squartatore , lo disseminò di cadaveri di prostitute. Ma negli anni di Blair l’East End è diventato l’equivalente dell’East Village newyorkese : un quartiere di mercatini , botteghe artigiane , ristoranti etnici , pub e club più alternativi di quelli di West End , della Londra turistica e del centro. La vera Londra è questa , detto soprattutto con quelli al di sotto dei trent’anni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SxFvkds0wOI/AAAAAAAAX9s/9h9AK9CNsXQ/s1600-h/East-End%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img style="BORDER-BOTTOM: 0px; BORDER-LEFT: 0px; DISPLAY: inline; BORDER-TOP: 0px; BORDER-RIGHT: 0px" title="East-End" border="0" alt="East-End" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SxFvwMt07VI/AAAAAAAAX9w/Np7CX1kal_o/East-End_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" width="311" height="237" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si comincia con una giornata di shopping nei negozietti e poi un pranzo speziato nei ristoranti di Brick Lane , la strada dei mattoni ( venivano qui quelli per ricostruire Londra dopo l’incendio del 1666) , titolo dell’omonimo libro di Monica Ali , cuore di BanglaTown , il quartiere degli immigrati del Bangladesh : il posto dove vengono abitare i giovani banchieri della City. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fate compere al mercato di Spitalfields , aperto dal 1638 , più vero e colorito di Portobello Road. Prendete una birra sul Tamigi a St.Catherine Docks , le vecchie banchine del porto ristrutturate in appartamenti per yuppies e barche da diporto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Potete scoprire la prima Little Italy di Londra attorno a Clerkenwell road. Ballate al Fabric , il club più scatenato della città. Dormite al Zetter , un boutique hotel super cool. Si può passare a vedere la lapide dove fu decapitato Braveheart e passeggiando sui ciottoli di Charterhouse Square , accanto a un’adorabile certosa , in una piazzetta più francese che inglese. Non potete fare un tour nella Londra di Jack lo Squartatore , finché rimane. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-7682201578447428517?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/7682201578447428517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2009/11/lultimo-tempo-delleast-end-londinese.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/7682201578447428517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/7682201578447428517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2009/11/lultimo-tempo-delleast-end-londinese.html' title='L’ULTIMO TEMPO DELL’EAST END LONDINESE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SxFvTRgLU1I/AAAAAAAAX9g/UYj4S4kAwqQ/s72-c/East%20End%20Birds%20eye_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-4330335422919375269</id><published>2009-11-22T10:33:00.004+01:00</published><updated>2009-11-22T10:37:23.344+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ITALIA'/><title type='text'>LE SORPRESE DI UNA CAPRI INVERNALE</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SwkFVEqNrBI/AAAAAAAAXuk/Qo1rH6asc4Q/s1600-h/capri_certosa_di_san_giacomo_5727%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="capri_certosa_di_san_giacomo_5727" alt="capri_certosa_di_san_giacomo_5727" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SwkFXJH5BsI/AAAAAAAAXuo/BHhTPdMNKzE/capri_certosa_di_san_giacomo_5727_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="300" width="203" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Arrivano odori selvaggi e colori lavati dal temporale, appena si scende dall’aliscafo. Boutique sonnacchiose e sentieri che spezzano le gambe. Ovunque, panorami indimenticabili. Questa è Capri d’inverno. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Chi la conosce sa che Capri ha due anime. Quella più nota fatta da alberghi a sette stelle , ristoranti gremiti e barche di lusso . E un altra crepuscolare, rubata ai mesi più freddi , una miniera di sorprese. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I Viaggiatori del Gran Tour nell’Ottocento , scoprirono la serenità la scoprirono e ci trascorrevano con serenità i lunghi inverni. Artisti, scrittori , musicisti e intellettuali riuscivano a trarre ispirazione per le loro opere davanti a questi panorami. E quel fascino inalterato, resiste nel tempo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Capri, sia dagli inizi di novembre, è meravigliosa per chi vuole tuffarsi nell’arte, sognare e passeggiare. Certo non ci si può aspettare serate mondane o discoteche. Ma la piazzetta , che si arriva in pochi minuti di funicolare direttamente dal porto, è sempre aperta con i suoi caffè napoletani e le fumanti tazze di cioccolata calda. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SwkFZqlJ3cI/AAAAAAAAXus/W0coc3EbMlw/s1600-h/recensione-certosa-san-giacomo-capri-P11168PZ%5B5%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="recensione-certosa-san-giacomo-capri-P11168PZ" alt="recensione-certosa-san-giacomo-capri-P11168PZ" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SwkFbl_ir0I/AAAAAAAAXuw/p1vmHBJ2QuE/recensione-certosa-san-giacomo-capri-P11168PZ_thumb%5B3%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="176" width="256" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I capresi sono diversi , in questo periodo : più rilassati , disponibili a raccontarsi e ad accogliere i pochi turisti con un sorriso. Le giornate possono essere intense anche se il tempo sembra scorrere, finalmente, al rallentatore. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Per gli appassionati di arte non può mancare un appuntamento con i Giardini di Augusto. Costruiti negli Anni Trenta , hanno splendide terrazze che si affacciano su “un altro mondo” che sembra non avere confini: i Faraglioni, il Monte Tuoro, la baia di Marina Piccola, il monte Solaro .&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Altra tappa obbligatoria è la Certosa di San Giacomo con i giardini ricchi di piante profumate e le sale con le tele del pittore Diefenbach. E Se hai ancora voglia di storia ci si può fermare a villa San Giacomo , donata dal medico Axel Munthe allo stato svedese. La villa oggi è un importante museo ed è amministrata dalla fondazione Axel Munthe che organizza concerti e mostre. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SwkFd4k_OcI/AAAAAAAAXu0/mZLEI7ncZNY/s1600-h/Capri_Fortino%20di%20Orrico%5B6%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="Capri_Fortino di Orrico" alt="Capri_Fortino di Orrico" src="http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SwkFfkHv8jI/AAAAAAAAXu4/nXSunhJtQ_U/Capri_Fortino%20di%20Orrico_thumb%5B4%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="226" width="327" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Per gli sportivi c’è la possibilità di scalare il Monte Solaro ( c’è anche una funicolare per chi non ha voglia di arrampicarsi) . al termine della salita c’è un belvedere intorno al fortino di Bruto , ristrutturato negli anni Cinquanta. Scendendo si può deviare per la Valletta di Cetrella e l’Eremo . &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Anche il Sentiero dei Fortini , dopo essere stato abbandonato da anni, è stato restaurato. Per raggiungerlo basta fare tappa ad Anacapri. Un sentiero fitto di gradini porta a punta del Niglio dove sorge il Fortino di Orrico. Proseguendo sul sentiero c’è il Fortino di Mesola e poi, ancora avanti, il Fortino di Pino che collega con Punta Carena e il Faro.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In autunno o inverno , molti grandi alberghi sono chiusi: tranne La Palma o la Regina Cristina. Mentre restano aperte strutture più piccole come Relais Maresca o La Certosella. Non mancano anche bed breakfast e affittacamere. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-4330335422919375269?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/4330335422919375269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2009/11/le-soprprese-di-una-capri-invernale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4330335422919375269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/4330335422919375269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2009/11/le-soprprese-di-una-capri-invernale.html' title='LE SORPRESE DI UNA CAPRI INVERNALE'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SwkFXJH5BsI/AAAAAAAAXuo/BHhTPdMNKzE/s72-c/capri_certosa_di_san_giacomo_5727_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-2441871071307893618</id><published>2009-11-15T09:06:00.001+01:00</published><updated>2009-11-15T12:05:53.732+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ASIA'/><title type='text'>SAMARCANDA, CITTà CONOSCIUTA IN FIABE E LEGGENDE, AI PIEDI DEI SUOI MAUSOLEI</title><content type='html'>&lt;p&gt;Samarcanda è un luogo dell’anima e della mente più che un posto reale con le sue moschee , le selve dei minareti , le scuole coraniche, i  mausolei , l’azzurro scintillante delle sue maioliche e delle sue cupole, il blu cobalto degli archi , il turchese della madrasse. Ma Samarcanda è anche confusione e traffico. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sv8pkc0ITqI/AAAAAAAAXfg/O9MVZ5ceAk4/s1600-h/18907626_7e6140b8a5%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="18907626_7e6140b8a5" alt="18907626_7e6140b8a5" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sv8pqETExdI/AAAAAAAAXfk/s8Epi6VU1G8/18907626_7e6140b8a5_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="167" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Samarcanda deve essere raggiunta in macchina, quasi cinque ore da Tashkent , un viaggio in un mondo arcaico : carri trainati da somari , capre , pecore , qualche mucca, cavalli macilenti, biciclette arrugginite, sidecar. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I venditori a,bulanti aspettano sdraiati su un letti di legno e aspettano qualcuno che compri i loro prodotti: pomodori, miele , patate, cachi , uova. Ai bordi , luyngo la piana della steppa, frutteti ma soprattutto campi coltivati a cotone , con centinaia di ragazzi e bambini chini a raccogliere batuffoli bianchi. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Samarcanda si annuncia come una visione , evocativa e onirica , punto di snodo della Via della Seta , crocevia della Strada che portavano all’Oriente profondo , capitale di imperi, i turchi, i persiani , i mongoli, la furia di Gengis Khan e i fasti del feroce Tamerlano , che la elesse capitale del suo regno sterminato. Alessandro Magno e Marco Polo , il mito e la leggenda.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sv8pxqz7PrI/AAAAAAAAXfo/Lv5IjkPiWFQ/s1600-h/samarcanda3%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="samarcanda3" alt="samarcanda3" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sv8p4nbwXXI/AAAAAAAAXfs/QTbGwHZExXs/samarcanda3_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="175" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In città la strada si fa larga e moderna e passa troppo vicino ai 22 mausolei di Shak-I-Zinda , o tomba del re vivente, li deturpa , li offende. Si salgono i gradini per raggiungere la sommità , su alla collina sacra , dove riposa un cugino di Maometto. I turisti scattano foto , su un restauro troppo fiammante , senza distinguere cosa è originale e cosa è ricostruito, a trasformare questi ex ruderi una volta pieni di fascino in un set della Disneyland dell’Islam. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;C’è chi arriva a Samarcanda e si aspetta una città astratta. Le carovane, i mercanti, i viaggiatori della steppa, i cammelli. Con un’idea, un sogno , un miraggio luccicante e ondulato che non potrà rispondere a nessuna realtà. E’ l’italiano la lingua parlata sotto questi minareti. Le venditrici di scialli etnici e amuleti locali circondano i nostri connazionali sul sagrato della famosa moschea Bibi Khanym , una delle diciotto mogli di Tamerlano. Offrono merci contrattando in italiano , incassando e dando resto in euro . Ad un passo c’è il famoso bazar Siob, sfondo di salari fotografici in technicolor , e piramidi di spezie esotiche , frutti enormi e sconosciuti , cataste di torroni. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Si arriva a piedi del Registan. Il colpo al cuore della bellezza , geometria celeste , maestà imponente e il motivo perché si viene qui. Un overdose di mosaici, smalti , arabeschi, il centro sociale e religioso della città medievale , con le sue tre scuole coraniche che nelle ex celle degli studenti oggi ospitano una schiera di botteghe di souvenir. E’ il monumento più importante dell’Asia centrale , il più visitato, il più citato, il più rappresentato , il più spettacolare.  Nella chaikana di fronte i turisti si ristorano davanti a piatti di plov cotto nel grasso di montone e in bicchieri di tè verde. Si fuma ovunque. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sv8p8DgqRDI/AAAAAAAAXfw/2wDTW7ZcVW4/s1600-h/samarcanda_03%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="samarcanda_03" alt="samarcanda_03" src="http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sv8p_NIY-NI/AAAAAAAAXf0/gwX_ptreW_k/samarcanda_03_thumb.jpg?imgmax=800" border="0" height="164" width="244" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A est il groviglio millenario di stradine e le vestigia archeologiche pluri-strato della città vecchia. Afrosiab, a ovest gli ampi e geometrici viali tracciati dai russi del XIX° secolo , orlati di gelsi e di platani , due mondi che non sembrano comunicare. Una città famosa per fiabe e leggende. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Samarcanda è una città universitaria , la prima, fra l’altro, in cui è stato aperto un dipartimento di italianistica , già capitale , anche se solo per 6 anni a partire dal 1924 , della Repubblica Socialista Sovietica dell’Uzbekistan . &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel Mausoleo di Guri Amir , si può visitare Tamerlano , sepolto in un blocco di giada. “La tigre zoppa” lo chiamava il suo popolo , una tigre morta non in battaglia ma per una banale polmonite. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1525215554999955486-2441871071307893618?l=viaggidimadyur.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/feeds/2441871071307893618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2009/11/samarcanda-citta-conosciuta-in-fiabe-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/2441871071307893618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1525215554999955486/posts/default/2441871071307893618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggidimadyur.blogspot.com/2009/11/samarcanda-citta-conosciuta-in-fiabe-e.html' title='SAMARCANDA, CITTà CONOSCIUTA IN FIABE E LEGGENDE, AI PIEDI DEI SUOI MAUSOLEI'/><author><name>MADYUR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06382132722219583811</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/Sv8pqETExdI/AAAAAAAAXfk/s8Epi6VU1G8/s72-c/18907626_7e6140b8a5_thumb.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1525215554999955486.post-8823957926969713826</id><published>2009-10-29T08:06:00.000+01:00</published><updated>2009-10-29T08:06:00.610+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ISOLE'/><title type='text'>L’ISOLA AFRICANA DEL SURF</title><content type='html'>&lt;p&gt;La mia casa per le vacanze si trova a San Joao dos Angolares ed è un abitazione padronale in legno bianco con finestra a ventaglio. Si trova in una casa che domina la collina che domina il paese. Non ho prenotato e ho trascinato i bagagli e la tavola da surf dal centro della citta fino alla collina. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SuijLhe62mI/AAAAAAAAW4g/3B8Ls3uCtMo/s1600-h/SAO_TOME_PRINCIPE%5B3%5D.gif"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="SAO_TOME_PRINCIPE" alt="SAO_TOME_PRINCIPE" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SuijS4G-RYI/AAAAAAAAW4k/vZyyvTGwfmM/SAO_TOME_PRINCIPE_thumb%5B1%5D.gif?imgmax=800" border="0" height="303" width="303" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Voglio far surf nel mare di Sao Tomè , una delle due isole che compongono il piccolo stato indipendente di Sao Tomè e Principe, nel golfo di Guinea. E’ il più piccolo paese africano dopo le Seychelles , a 300 Km dal Gabon. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Non scelgo Sao Tomè per le sue onde leggendarie , ma perché qui fanno surf in modo unico. Le isole si presentano al mondo come le Hawaii africane , e in un certo senso è vero. Hanno vulcani, spiagge deserte e una serie di alberghi apparentemente lussuosi che ospitano soprattutto portoghesi ricchi. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Sao Tomè è però , ahimè, una delle isole più povere della terra: le strade sono sconnesse e spesso nell’isola manca la luce. L’economia è basata sul cacao e caffè, il turismo è un settore che potrebbe essere sviluppato. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SuijiubWv5I/AAAAAAAAW4o/z6hbz8yluYU/s1600-h/Image.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="Sao Tomé and Principe-928" alt="Sao Tomé and Principe-928" src="http://lh6.ggpht.com/_Z0ppHT8JOvc/SuijxAPl9OI/AAAAAAAAW4s/0Lfp2HfHap0/Image.jpg?imgmax=800" border="0" height="209" width="307" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La Roca Sao Joao dos Angolares appartiene a un artista e cuoco di Sao Tomè che cucina soprattutto piatti a base di frutti di mare. E’ un hotel vecchio, ma confortevole. I pavimenti in legno sono umidi e flessuosi come un tappeto erboso. Sembra un posto dove puoi arrivare senza avvisare. Si entra in una stanza esposta alle correnti d’aria , dormire sotto una rete antizanzare , mangiare sulla veranda. Questa strana quiete fa parte del suo fascino.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A Sao Tomè i ragazzi imparano a fare surf fin da bambini a cavalcare le onde a p
